La Valle Agordina

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La Valle Agordina
comune
La Valle Agordina – Stemma
La Valle Agordina – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Belluno-Stemma.png Belluno
Amministrazione
Sindaco Ezio Zuanel (lista civica Insieme per La Valle) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 46°16′52.68″N 12°03′57.6″E / 46.2813°N 12.066°E46.2813; 12.066 (La Valle Agordina)Coordinate: 46°16′52.68″N 12°03′57.6″E / 46.2813°N 12.066°E46.2813; 12.066 (La Valle Agordina)
Altitudine 800 m s.l.m.
Superficie 48,66[2] km²
Abitanti 1 162[3] (31-12-2010)
Densità 23,88 ab./km²
Frazioni le Campe, Cancellade, Chiesa (sede comunale), Conaggia, Cugnago, Fadés, Gaidón, Lantrago, Matten, la Muda, Noàch, Ronche, Torsas[1]
Comuni confinanti Agordo, Forno di Zoldo, Longarone, Rivamonte Agordino, Sedico, Zoldo Alto
Altre informazioni
Cod. postale 32020
Prefisso 0437
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 025027
Cod. catastale E490
Targa BL
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona F, 3 848 GG[4]
Nome abitanti lavallesi
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo 5 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
La Valle Agordina
Posizione del comune di La Valle Agordina nella provincia di Belluno
Posizione del comune di La Valle Agordina nella provincia di Belluno
Sito istituzionale

La Valle Agordina (la Val in ladino[5][1]) è un comune di 1.162 abitanti della provincia di Belluno; fa parte della comunità montana Agordina.

Si trova nella valle formata dai torrenti Missiaga e Bordina, escluse le frazioni La Muda e Le Campe, che si trovano nella valle del Cordevole. I suoi confini sono segnati dal torrente Cordevole a ovest e a sud, dal monte Talvena a est (la zona del Talvena e della Val Clusa fa anche parte del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi), dalla Catena di S. Sebastiano a nord-est, dai Colli di Lantrago e dalla Moiazza a nord, dalla frazione di Crostolin a ovest.

Orografia di La Valle[modifica | modifica sorgente]

Veduta invernale del Castello del Moschesin dalla frazione di Fades.

La Valle è circondata da montagne: a sud si innalza il monte Zelo (o Celo, 2083 m), ai piedi del quale scorre il t. Bordina; verso est si trova il monte Talvena (2542 m), oltre la Val Clusa, oltre al quale si trova il comune di Longarone; a nord-est troviamo la Catena di San Sebastiano, oltre alla quale troviamo il comune di Forno di Zoldo, le cui punte maggiori sono il Tamer (2550 m), il Castello di Moschesin (2499 m), Cima Nord di San Sebastiano (2488 m). A nord, oltre il passo Duran, troviamo la Moiazza, che si trova nel comune di La Valle limitatamente al ramo del Sass del Duram

Veduta del monte Talvena, dietro la cresta del Valaràz.

Altri rilievi minori sono poi da notare: i colli di Lantrago e Cugnago, a nord-ovest del paese, e sopra di essi il Col Menadar (1730 m); i colli di Matten, che risalgono fino al Col Pan d'Ors (1729 m), appena sotto il catello del Moschesin; la cresta di Valaràz, le cui cime maggiori sono Scalabràas (1865 m), Pale del Fien (1846 m) e Valaràz (1883), che parte dal castello del Moschesin e passa sopra la Val Clusa fino sopra forcella Folega e forcella Póngol.

Per il resto il comune è composto di valli, per lo più non molto profonde (si veda anche la sezione idrografia), e lande pianeggianti o lievemente inclinate, come quella su cui giace il paese.

Monti visibili dal paese[modifica | modifica sorgente]

Il Framont (a sinistra) e la Moiazza (a destra) visti dalla piazza di La Valle.

Dal paese di la Valle è possibile vedere i seguenti monti che si trovano fuori dal comune: oltre la valle del Missiaga, in quella del t. Rova, a nord, la Moiazza, del gruppo del Civetta, le cui cime principali sono la cima Sud (2878 m) e quella Nord (2865 m); a nord-nord-ovest si vede il m. Framont (2294 m), che si trova nel comune di Agordo.; a ovest-nord-ovest vediamo, nel comune di Taibon, le Pale di San Lucano, con la loro cima nel Monte San Lucano (2409 m); verso ovest si vede la catena dell'Agner, comune di Voltago e Taibon, la cui cima più alta è il Monte Agner (2872); a sud-est si intravvedono, da lontano, i Monti del Sole-Feruch con, a sud-sud-est, il Piz di Mezzodì (2240 m). A sud il monte Celo, e verso est il Monte Talvena e la magnifica catena del San Sebastiano con in sequenza il monte Castello, il Tamer ed il San Sebastiano, sono invece parte del comprensorio del comune.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Il comune è ricco di corsi d'acqua di medie e piccole dimensioni; i più importanti sono il t. Missiaga, il t. Bordina, una parte del t. Rova e il t. Val Clusa. Il t. Missiaga nasce sul Castello di Moschesin e attraversa il cuore del paese, costeggia, più in basso, il Col di Foglia per poi gettarsi nel Cordevole. Il t. Bordina nasce vicino allo Spiz di Moschesin; la sua valle si fonde a quella del Missiaga dopo la frazione di Conaggia; il torrente scorre ai piedi del monte Zelo e oltre ad esso ci sono solamente le frazioni di Cancellade e Noàch. Si getta nel Cordevole poco più a sud del Missiaga. Il t. Rova nasce vicino alla Cima Nord di San Sebastiano. Solo il suo corso iniziale si trova nel comune di La Valle: il resto si trova nel comune di Agordo, dove si getta nel Cordevole. Il t. Val Clusa nasce in fondo all'omonima valle, situata tra il monte Talvéna e la cresta del Valaràz. Il torrente non attraversa quindi la conca ove è situato il paese. Si getta nel Cordevole poco più a est della frazione La Muda.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel XII secolo nella frazione di Conaggia si trovava un castello detto Castel Canaola (forse in riferimento a un certo Ronzone o Rozone Canavula) appartenente alla famiglia dei Della Valle. Del castello non rimane nulla, tuttavia scavi di epoca recente hanno portato alla luce diversi reperti.

Nell'aprile 1701 una disastrosa alluvione nota come la Boa colpì il paese: ci furono circa cinquanta morti, oltre alla distruzione dell'antica chiesa che si trovava al posto dell'odierno cimitero. Dopo la Boa, la chiesa fu ricostruita (vedi sezione Luoghi di culto).

Altre alluvioni si sono avute nel corso degli ultimi tre secoli, tra le quali: quella derivata da una frana (ancor oggi visibile) sotto il Col Pan d'Ors[6]; quella dell'autunno 1966, che seguì a giorni di intensa pioggia, che danneggiò anche Agordo e molti altri paesi dell'Agordino.

La legge 482/1999 ha riconosciuto i comuni dell'Agordino come zona a minoranza linguistica Ladino-Veneto.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Edilizia rurale[modifica | modifica sorgente]

La casera di Malga Foca.

Nel comune di La Valle ci sono molte malghe e baite. Le più importanti sono: Malga Foca, nella valle del Bordina; Baita Folega, nell'omonima forcella A nord del m. Zelo; Casera Moschesin, tra la valle del Bordina e del Missiaga; Casera Rova, nella valle del Missiaga; rifugio Carestiato e Malga Duran nella valle Del Rova; malga Caleda e rifugio del C.A.I. al passo Duran.

Luoghi di culto[modifica | modifica sorgente]

La chiesa parrocchiale, intitolata a San Michele Arcangelo, fu costruita all'inizio del Settecento, dopo un'alluvione nota come "La Boa" che distrusse l'altra chiesa. L'interno, recentemente restaurato, conta numerose decorazioni, tra cui diversi affreschi. Nella volta dell'abside si trovano gli affreschi dei quattro evangelisti con i loro simboli: San Matteo con l'angelo, San Marco con il leone, San Luca con il bue e San Giovanni con l'aquila; Dietro di essi, sopra il tabernacolo c'è l'immagine di Dio sul trono in campo azzurro, ai lati del quale ci sono due persone, presumibilmente San Pietro e San Michele, con sfondo rispettivamente Piazza San Pietro e la vallata di La Valle. Alle pareti dell'abside vi sono altri quattro affreschi raffiguranti l'annunciazione del concepimento di Gesù, la Natività, la predicazione di Gesù alle folle e l'Ultima Cena. Fuori dell'abside vi sono due quadri ognuno a un lato della chiesa raffiguranti Antonio Maria Gianelli e la Vergine Maria. Vicino a questi, ci sono due affreschi, uno per parte, raffiguranti due angeli. Sopra la porta laterale destra vi è un affresco raffigurante Santa Barbara. Sopra la porta laterale sinistra si trova il baldacchino in legno scuro. Sopra l'entrata principale c'è l'organo, molto grande. Lungo le pareti ci sono le raffigurazioni delle quattordici stazioni della Via Crucis. A lato della Chiesa, attaccato ad essa, sulla piazza, c'è un campanile. Le campane, in tutto cinque, sono messe su due piani, ognuno dei quali ha due archi per lato. Le campane più grandi sono poste sotto, all'interno; le due un po' più piccole sono poste sopra e all'interno; la più piccola è invece sull'arco di sopra sulla faccia che dà sul davanti della chiesa, a lato della piazza.

Nella frazione di La Muda c'è una piccola chiesetta dedicata a San Martino: è semplice, con tetto grigio sul quale vi è un piccolissimo campanile con una campana al centro.

Sul passo Duràn vi è una chiesetta dedicata agli alpini.

Feste[modifica | modifica sorgente]

A La Valle vi sono durante l'anno diverse manifestazioni. La sagra di paese viene festeggiata il 5 agosto, in onore della Madona de la Neif (Madonna della Neve).

La seconda domenica di agosto si svolge, sul passo Duràn, la festa degli alpini, mentre il 16 agosto si celebra la festa di San Rocco (San Ròc) a forcella Folega.

Il santo patrono di La Valle è San Michele Arcangelo, festeggiato il 29 settembre.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Altre variazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il comune ha assunto la specificazione "Agordina" con DPR 13 agosto 1964 n. 730[5].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Comune di La Valle Agordina - Statuto.
  2. ^ Dato ISTAT
  3. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  5. ^ a b AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p. 408.
  6. ^ La frana si era addensata in una massiccia quantità di fango che era colata per la valle del torrente Bordina; sulle sponde di esso si trova ancor oggi un fango argilloso.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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