Calalzo di Cadore

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Calalzo di Cadore
comune
Calalzo di Cadore – Stemma Calalzo di Cadore – Bandiera
Calalzo di Cadore – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Belluno-Stemma.png Belluno
Amministrazione
Sindaco Luca De Carlo (lista civica Io amo Calalzo) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 46°27′00″N 12°23′00″E / 46.45°N 12.383333°E46.45; 12.383333 (Calalzo di Cadore)Coordinate: 46°27′00″N 12°23′00″E / 46.45°N 12.383333°E46.45; 12.383333 (Calalzo di Cadore)
Altitudine 806 m s.l.m.
Superficie 43,38 km²
Abitanti 2 246[1] (31-12-2010)
Densità 51,78 ab./km²
Frazioni Rizzios
Comuni confinanti Auronzo di Cadore, Borca di Cadore, Domegge di Cadore, Pieve di Cadore, San Vito di Cadore, Vodo di Cadore
Altre informazioni
Cod. postale 32042
Prefisso 0435
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 025008
Cod. catastale B375
Targa BL
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti calaltini
Patrono san Biagio
Giorno festivo 3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Calalzo di Cadore
Posizione del comune di Calalzo di Cadore nella provincia di Belluno
Posizione del comune di Calalzo di Cadore nella provincia di Belluno
Sito istituzionale

Calalzo di Cadore (Cialàuž o Cialòuž in ladino[2][3][4]) è un comune italiano di 2.251 abitanti[5] della provincia di Belluno in Veneto.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il territorio calaltino è completamente montuoso, collocandosi nel cuore delle Dolomiti Cadorine.

Il capoluogo sorge sulle rive occidentali del lago artificiale di Centro Cadore, alla destra del Molinà, suo tributario. La gran parte del territorio si estende però sulla retrostante val d'Oten, pressoché disabitata che, segnata dal corso del torrente, termina ai piedi del monte Antelao. Quest'ultimo, con i suoi 3.264 m s.l.m. rappresenta una delle principali cime dolomitiche, seconda solo alla Marmolada. Altri massicci degni di nota sono le Marmarole (culminanti nel Cimon del Froppa, 2.932 m) e la più modesta croda Mandrin (2.278 m).

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo deriverebbe dal latino callis altus "luogo alto". Il coronimo "di Cadore" è stato aggiunto con D.P.R. 30 giugno 1959 n. 627[6][2].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • La chiesa di San Biagio: L'altare maggiore è opera della Ditta Zanette di Vittorio Veneto. Fu inaugurato il 19 dicembre 1920 e consacrato nello stesso giorno dal vescovo Giosuè Cattarossi. Nel 1973 è stato adattato dalla Ditta Faena di Belluno alle nuove norme stabilite dal Concilio Vaticano II e consacrato dal vescovo mons. Gioacchino Muccin il 18 febbraio 1973. Le statue in legno di San Biagio e San Floriano sono state eseguite dallo scultore Giuseppe Obletter e benedette l'11 agosto 1929 dal parroco don Giovanni Masi.
  • La chiesetta di S. Giovanni Battista, situata sul punto più alto del paese.
  • La chiesetta della Madonna di Caravaggio (fino al 2012 meta di pellegrinaggio mariano) raggiungibile percorrendo a piedi o in automobile la strada per Praciadelan.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Il Rifugio Dino e Giovanni Chiggiato, raggiungibile con due ore di cammino, offre un panorama che spazia su 360 gradi dal monte Antelao alle Marmarole e agli Spalti di Toro.

Altro[modifica | modifica sorgente]

La pista ciclabile è stata realizzata sulla vecchia linea ferroviaria Calalzo-Cortina (costruita nel 1915 per facilitare gli spostamenti durante la prima guerra mondiale, diventata turistica nel 1930 e soppressa nel 1967) e si estende da Calalzo a Dobbiaco. Nel corso del 2004 è stata asfaltata e migliorata, ed è stata aggiunta l'illuminazione delle gallerie. È in funzione un ostello per ciclisti.

Persone legate a Calalzo di Cadore[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]


Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Rizzios (Režuos)[modifica | modifica sorgente]

Si può raggiungere a piedi la vicina frazione di Rizzios percorrendo la vecchia strada romana chiamata "Giro delle Coste" e al termine arrivare nella borgata di Grea (frazione del comune di Domegge), dove si può ammirare Calalzo dall'alto e il panorama. Nel "percorso vita" si trovano attrezzi ginnici per l'attività fisica e per mantenersi in buona salute.

Altre località del territorio[modifica | modifica sorgente]

  • Lagole, dove si possono ammirare le sorgenti e i laghetti di acqua curativa in cui si potrà fare anche il bagno.
  • Molinà, così chiamata perché agli inizi dell'Ottocento veniva sfruttata attraverso dei "mulini" la corrente del fiume. Qui si trovano le fabbriche della Safilo, azienda produttrice di montature per occhiali (ora in disuso) e la Chiesa della Beata Vergine della Molinà.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

A Calalzo si trova la stazione di Calalzo-Pieve di Cadore-Cortina, capolinea della ferrovia Calalzo-Padova. I collegamenti con il resto del Cadore sono garantiti dalle corriere Dolomitibus che partono dal piazzale di fronte alla stazione.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il municipio

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

La denominazione del comune fino al 1959 era Calalzo[8].

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ a b AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p. 133.
  3. ^ Dizionario della gente di Lozzo - La parlata ladina di Lozzo di Cadore, Comune di Lozzo di Cadore. URL consultato il 7 ottobre 2012.
  4. ^ Tra le attestazioni più antiche del toponimo si trova Calautio (anno 1269) e Calalcium (anno 1361). Le voci popolari cadorine Cialàuž e Cialòuž conservano la regolare evoluzione fonetica di palatizzazione di ca- > ča-, di velarizzazione di -l- > -u- davanti a dentale e di -ts > -ž. Cfr. Maria Teresa Vigolo e Paola Barbierato, Glossario del cadorino antico, Società Filologica Friulana e Fondazione G.Angelini 2012, ISBN 978-88-7636-156-2.
  5. ^ Dato Istat al 31/8/2010.
  6. ^ Dino Dibona, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità delle Dolomiti, Newton Compton, 2000, p. 284, ISBN 978-88-8289-406-1.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]