Antelao
| Antelao | |
|---|---|
| Il monte Antelao sovrasta San Vito di Cadore | |
| Paese | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Altezza | 3.264 m s.l.m. |
| Catena | Alpi |
| Coordinate | 46°27′04″N 12°16′03″E / 46.451057°N 12.267351°E |
| Altri nomi e significati | Re delle Dolomiti |
| Data prima ascensione | 1850 |
| Autore/i prima ascensione | Matteo Ossi, in seguito assieme a Paul Grohmann |
| Mappa di localizzazione | |
| Dati SOIUSA | |
| Grande Parte | Alpi Orientali |
| Grande Settore | Alpi Sud-orientali |
| Sezione | Dolomiti |
| Sottosezione | Dolomiti di Sesto, di Braies e d'Ampezzo |
| Supergruppo | Dolomiti Cadorine |
| Gruppo | Gruppo dell'Antelao |
| Sottogruppo | Massiccio dell'Antelao |
| Codice | II/C-31.I-E.22.a |
Coordinate: 46°27′04″N 12°16′03″E / 46.451057°N 12.267351°E
Il monte Antelao (Nantelòu in dialetto Cadorino), detto anche il Re delle Dolomiti, è la seconda cima delle Dolomiti, con i suoi 3.264 metri[1]. È la prima per il rapporto tra altezza e sviluppo orizzontale dello zoccolo che non supera i quattro chilometri di diametro ed è parte di uno dei principali gruppi delle Dolomiti bellunesi.
Indice |
[modifica] Descrizione
Il Gruppo è formato da un massiccio centrale, sovrastato dal monte Antelao appunto, cui si affiancano, allineate da Ovest ad Est, la Punta Menini (3.177 metri), la Punta Chiggiato (3.163 metri) e la Cima Fanton (3.142 metri). Pur nella sua sostanziale unitarietà, la caratteristica e unica montagna, visibile da grande distanza, assume fisionomie diverse nei diversi versanti.
L'Antelao è la cima più alta del Cadore, un poderoso insieme piramidale, articolato in gole e camini verticali in tutti i versanti. Il Gruppo racchiude due ghiacciai, il Superiore (detto anche Orientale, secondo per estensione nelle Dolomiti) e l'Inferiore (detto anche Occidentale) separati fra loro da uno sperone roccioso che si protende verso la Val d'Oten e culminante nella dorsale delle Cime Cadin. Sono in forte regressione: nel 2010 il Superiore aveva una superficie di 27 ettari, l'Inferiore di appena 14 e alcune proiezioni scientifiche prevedono la loro totale scomparsa entro il ventunesimo secolo. Il Superiore ha arretrato la sua fronte di 106 metri nel periodo 1981-2009, l'Inferiore di ben 109 metri nello stesso periodo.[2] Il loro ridimensionamento appare evidente anche leggendo la loro descrizione dataci da Antonio Berti.[3]
I due ghiacciai si trovano quasi interamente nel comune di Calalzo di Cadore, comune che viene rifornito dalle loro acque. Un terzo ghiacciaio, il Ciampestrin, è completamente scomparso.
Il versante meridionale è caratterizzato dal ripidissimo e profondo Valón dell'Antelao, ben visibile dal Monte Rite, quello occidentale dalla schiena di lastroni rocciosi detta Le Laste. Due belle valli scendono da Nord-Est, solcate da rivi glaciali: la già citata alta Val d'Oten e la Val Antelao. Spesso la vetta, anche nelle giornate serene, è ricoperta da nuvole orizzontali ovvero, come dicono i cadorini, l'Antelao fuma la pipa.
[modifica] Alpinismo
La cima fu raggiunta per la prima volta nel 1850 dal cacciatore sanvitese Matteo Ossi, che ripeté l'impresa accompagnando l'austriaco Paul Grohmann, grande alpinista dell'epoca, in vetta nel 1863. John Ball nel 1857 sovrastimò le difficoltà nello scalare l'Antelao e preferì tentare la cima del Pelmo, compiendo così la prima classica salita sull'altro gigante cadorino. Per la sua storia alpinistica, l'Antelao è una montagna dell'Oltrechiusa e di San Vito di Cadore, anche nell'immaginario comune.
[modifica] Eventi franosi
Numerose sono le grandi frane che nel corso del secoli sono precipitate verso valle dal versante meridionale. Ricordi tramandati nei secoli ci rimandano al 1348 quando fu distrutto il leggendario villaggio di Villalonga che si ritiene si estendesse da San Vito a Vodo di Cadore. La frana fu causata da un terribile terremoto, lo stesso che distrusse Lozzo di Cadore. Ancora nel 1629 venne travolta la parte nord del paese di Borca di Cadore. Documenti conservati presso questo comune descrivono una grande frana crollata il 22 luglio 1737, in totale ci furono 7 morti e la frazione di Sala completamente distrutta. Il 21 aprile 1814 tre frazioni, fra cui Taulèn e Marceana sulla riva destra del Boite, furono distrutte. I morti furono 250. Fu la frana più disatrosa nella storia delle Dolomiti e lasciò un segno indelebile nella storia del paese. Sopra Taulen è sorta Villaova di Borca. Ancora nel 1868 gravi danni alla frazione di Cancia senza fortunatamente alcun morto. Più recentemente le frane del 1994 e del 1996, con gravi danni alla stessa frazione senza alcun decesso e la più recente, nel luglio del 2009, quando 20.000 metri cubi di fango e ghiaia uccisero nella notte due abitanti, ancora della stessa frazione di Cancia.
[modifica] Curiosità e leggende
Il panorama dalla vetta è grandioso. Se il cielo è terso si distinguono chiaramente il Mar Adriatico e la Laguna Veneta. Alcuni sostengono che anche da Venezia, affacciandosi sulla riva delle Fondamente Nuove o dal cavalcavia che precede in Ponte della Libertà è possibile vedere il gruppo.
Si ritiene che dal bacino meridionale dell'Antelao nascano le acque che vanno a formare il laghetto de la femenes.
La leggenda delle nozze di Merisana.
[modifica] Itinerari
Salita cima Antelao - Via Normale, Cresta Nord:
- Punto di partenza: Forcella Piccola (2.120 m), raggiungibile tramite sentiero CAI da San Vito di Cadore o dalla Val d'Oten.
- Punti di Appoggio: Rifugio Galassi nei pressi della partenza, Bivacco Piero Cosi (3.114 m) nei pressi della cima, dichiarato però inagibile nel 2011.
- Difficoltà alpinistica: PD
- Tempo di salita: 4 ore
- Descrizione: da Forcella Piccola si risale su sentiero la costa erbosa dei Becett, giungendo rapidamente al circo glaciale della Bala. Si sale dapprima su ghiaione, al termine del quale si supera per roccette e cenge talvolta esposte e poco proteggibili il risalto roccioso che ci separa dalla cresta. Si risale quindi tutta la lunga cresta N, prima ampia e composta da lastroni di roccia inclinata, coperti di fastidioso ghiaino, poi, superato il bivacco Piero Cosi, prevalentemente di rocce rotte, con passaggi talvolta esposti ed insidiosi (III-) fino alla cima.
Discesa per il medesimo itinerario.
Il rifugio costituisce punto di appoggio per l'Alta via n. 4 e per l'Alta via n. 5.
Dal 2011 il CAI di Padova ha dichiarato inagibile il bivacco Piero Cosi.
[modifica] Rifugi alpini
Rifugi alpini posti alla base del massiccio:
[modifica] Voci correlate
[modifica] Galleria fotografica
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L'Antelao, la vetta più alta del Cadore, visto da Oltrepiave
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Antelao
[modifica] Note
- ^ Comunemente la Marmolada viene considerata il gruppo più alto delle Dolomiti sebbene a rigore non sia composta da dolomia bensì, per lo più, da calcari grigi molto compatti derivati da scogliere coralline e con inserti di materiale vulcanico
- ^ Questi dati sono frutto dello studio di Giuseppe Perini, operatore del comitato glaciologico italiano
- ^ Antonio Berti fu medico e pioniere dell'alpinismo veneto. Dopo aver partecipato alla prima guerra mondiale, scrisse la fondamentale guida "Dolomiti Orientali". Fu fondatore del CAI di Padova. A lui è dedicato il rifugio Berti nel Gruppo del Popera