Col di Lana
| Col di Lana | |
|---|---|
| Col di Lana a sinistra con il Monte Sief a destra | |
| Paese | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Altezza | 2.452 m s.l.m. |
| Catena | Alpi |
| Coordinate | 46°29′52″N 11°57′31″E / 46.497731°N 11.958683°E |
| Mappa di localizzazione | |
| Dati SOIUSA | |
| Grande Parte | Alpi Orientali |
| Grande Settore | Alpi Sud-orientali |
| Sezione | Dolomiti |
| Sottosezione | Dolomiti di Sesto, di Braies e d'Ampezzo |
| Supergruppo | Dolomiti Orientali di Badia |
| Gruppo | Gruppo del Col di Lana |
| Codice | II/C-31.I-C.14 |
Coordinate: 46°29′52″N 11°57′31″E / 46.497731°N 11.958683°E Il Col di Lana (Col de Lana in ladino) è una montagna (2.452 metri) delle Dolomiti. Si trova in comune di Livinallongo del Col di Lana (Belluno), tra la valle del Cordevole e il passo Falzarego.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
Il Col di Lana si allunga alla sinistra della valle del Cordevole, delimitato a sudest dal rio Andraz, a sudovest dal Cordevole stesso, a nordovest dal torrente Ruaz. A nordest un'ampia vallata lo separa dal Setsas.
Il gruppo si articola in più cime che sono, a partire da sudest, il Panettone (2.125 m), il Cappello di Napoleone (2.200 m), il Col di Lana vero e proprio (2.452 m), la cima Sief (2.424) e il Col de la Roda (1.971).
[modifica] Escursionismo
Tutte le cime sono raggiungibili attraverso i sentieri CAI 21 (Pieve di Livinallongo-Passo Sief), 21bis (Castello-Col di Lana) e dalle diverse varianti. Parte dei percorsi compongono l'anello detto "Teriol Ladin", costituito nel 1996 dal CAI di Livinallongo. Sulla cima principale sorgono una chiesetta e un bivacco.
[modifica] Storia: la grande guerra
Località di confine tra l'Impero Austro-Ungarico e il Regno d'Italia, il Col di Lana è stato teatro di aspri combattimenti nel corso della prima guerra mondiale che hanno lasciato sul terreno circa 8.000 morti (da cui il soprannome "Col di Sangue").
È noto in particolare l'episodio della mina fatta esplodere dai genieri italiani il 17 aprile 1916. Costituita da 5 tonnellate di gelatina dinamite, esplose alle 23:35 circa[1]. Una parte della montagna crollò per gli effetti dell'esplosione, causando la morte di circa 150 militari austriaci e consentì agli italiani di occupare la vetta[2]. Nel 1917, a seguito della disfatta di Caporetto, gli italiani si dovettero però ritirare[1].
È ancora oggi possibile vedere l'enorme cratere lasciato dall'esplosione[1].
Sull'episodio è stato girato il film di Luis Trenker Montagne in fiamme.
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Anton (Toni) von Tschurtschenthaler, Col di Lana 1916, Schlern-Schriften Band 179, 1957
- Generalmajor Viktor Schemfil, Col di Lana - Geschichte der Kämpfe um den Dolomitengipfel 1915-1917; Schriftreihe zur Zeitgeschichte Tirols Band 3, Buchdienst Südtirol E. Kienesberger Nürnberg 1983, ISBN 0002284219
- Alberto Giacobbi, Il fronte delle Dolomiti (1915/17), Ghedina Editore, 2005
- Walther Schaumann, Führer zu den Schauplätzen des Dolomitenkrieges, Verlag Foto Ghedina 1973
- Heinz von Lichem, Gebirgskrieg 1915-1918 Band 2, Verlagsanstalt Athesia 1997, ISBN 88-7014-236-1
- Gunther Langes, Die Front in Fels und Eis, Verlagsanstalt Athesia 1997, ISBN 88-7014-118-7
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