Lago di Braies

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Lago di Braies
Pragser Wildsee
Pragser Wildsee und Seekofel 2.jpg
Vista del lago e della Croda del Becco
Stato Italia Italia
Regione Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Provincia Bolzano Bolzano
Comune Braies
Coordinate 46°41′38.74″N 12°05′07.66″E / 46.694094°N 12.08546°E46.694094; 12.08546Coordinate: 46°41′38.74″N 12°05′07.66″E / 46.694094°N 12.08546°E46.694094; 12.08546
Altitudine 1.496 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie 0.310 km²
Profondità massima 36 m
Idrografia
Origine franoso
Bacino idrografico 30,09 km²
Immissari principali Rio Braies
Emissari principali Rio Braies
Mappa di localizzazione: Italia
Lago di Braies
Pragser Wildsee

Il lago di Braies (Pragser Wildsee in tedesco) è un piccolo lago alpino situato in Val di Braies (una valle laterale alla Val Pusteria) a 1.496 m s.l.m. nel comune di Braies (BZ), a circa 97 km da Bolzano.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il lago giace ai piedi dell'imponente parete rocciosa della Croda del Becco (ted. Seekofel, lad. Sass dla Porta 2.810 m) e si trova all'interno del parco naturale Fanes - Sennes e Braies.

Ha un'estensione di circa 31 ettari con una lunghezza di 1,2 km e una larghezza di 300-400 metri. È uno dei laghi più profondi della provincia autonoma di Bolzano, con ben 36 metri di profondità massima e una profondità media di 17.

Il lago è di origine franosa, in quanto la sua creazione è dovuta allo sbarramento del rio Braies a causa di una frana staccatasi dal Sasso del Signore.

Il lago è una meta turistica, che attira per il colore blu intenso delle sue acque limpide e per lo scenario naturale in cui è immerso. In effetti il lago è circondato su tre lati da cime dolomitiche, tra cui la Croda del Becco.

Il lago è il punto di partenza dell'Alta via n. 1 delle Dolomiti detta "La classica" che arriva fino a Belluno ai piedi del Gruppo dello Schiara.

Il lago di Braies ghiacciato

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del lago è attestato nel 1296 come Hünz an den Se, nel 1330 come Praxersee, nel 1400 come See in Prags, nel 1620 come Pragsersee e nel 1885 come Pragser Wildsee; l'appellativo di wild ("selvaggio") è pertanto ottocentesco, e forse da ricollegare all'alpinismo che in quel periodo inizia a diventare un fenomeno di massa.[1] Il nome italiano "lago di Braies" è del 1940, mentre nel primo Prontuario del 1923 compare ancora solamente come "Pragser Wildsee".[2]

Visita al lago[modifica | modifica wikitesto]

Il lago di Braies visto da sud

Per raggiungere il lago, si prende lo svincolo per la Val di Braies, tra i paesi di Monguelfo e Villabassa in Alta Pusteria. Dopo aver percorso alcuni chilometri si incontra l'unico bivio, e si prende la strada in direzione del lago. Dopo aver passato i villaggi di Ferrara (Schmieden) e San Vito (St. Veit), si arriva al parcheggio (a pagamento nella stagione turistica), dove si trova un grande albergo-ristorante, l'Hotel Pragser Wildsee legato alla figura pionieristica di Emma Hellenstainer.

È possibile effettuare un giro attorno alle rive del lago. Questo percorso è sulla sponda occidentale, piano e largo, mentre sulla sponda orientale è ripido e stretto, con alcune scalinate. Nonostante ciò questa bella passeggiata che porta ai piedi della Croda del Becco, è affrontabile da qualsiasi escursionista. Durante il periodo invernale spesso questi sentieri (soprattutto quello sulla sponda orientale) risultano chiusi, causa pericoli di valanghe. È comunque possibile effettuare un'escursione attorno al lago, dato che la sua superficie risulta ben solidamente ghiacciata.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il lago di Braies e sullo sfondo la Croda del Becco (Seekofel)

Presso l'Hotel del lago di Braies (Hotel Pragser Wildsee) si è verificato uno degli ultimi episodi della Seconda guerra mondiale in Italia.[3] Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, una larga porzione del territorio italiano fu annessa al Reich nazista e non più retrocesso alla Repubblica Sociale Italiana. Essa comprendeva il Trentino - Alto Adige e l'intera provincia di Belluno (Operationszone Alpenvorland, "Zona di operazione delle Prealpi"), e il Friuli-Venezia Giulia, l'Istria, il Quarnaro, la Dalmazia e l'Alta Val d'Isonzo (Operationszone Adriatisches Küstenland, "Zona di operazione del Litorale Adriatico"): in pratica i nazisti avevano annesso tutti i territori sotto il dominio austroungarico nel 1917.

L'albergo accanto al lago

Nell'aprile del 1945 il Reichsführer delle Schutzstaffel (comandante supremo delle SS), Heinrich Himmler, in accordo con il capo dell'Ufficio per la Sicurezza del Reich, RSHA, il controspionaggio nazista, Ernst Kaltenbrunner, fece prelevare dai diversi campi di concentramento sparsi per la Germania tutti i prigionieri politici più in vista, e li fece concentrare a Villabassa in Val Pusteria, nella speranza di poterli scambiare con la propria incolumità, trattando con gli americani. Tutta la zona compresa tra la Baviera e il Trentino, nelle intenzioni dei gerarchi del Terzo Reich, costituiva il cosiddetto "Alpenfestung", ovvero l'estremo nido di resistenza all'avanzata degli Alleati.[4]

Tra i prigionieri, molti nomi illustri, quali l'ultimo cancelliere austriaco prima dell'Anschluss (l'annessione nazista dell'Austria, nel 1938), Kurt von Schuschnigg, e l'ultimo primo ministro della Terza Repubblica francese, Léon Blum.[5]

Le trattative fallirono considerata l'impresentabilità di Himmler ai fini di un salvacondotto. Ne approfittarono le SS stanziate in Italia, che poterono scambiare la resa e la vita dei personaggi di cui sopra con un salvacondotto. La cessione dei 137 ostaggi agli alleati avvenne proprio presso il lago di Braies, il 4 maggio 1945, ove queste personalità ebbero a godere di un'ottima accoglienza da parte della proprietaria dell'albergo, Emma Heiss-Hellenstainer.[4]

Per ricordare gli avvenimenti è stato istituito dal 2006, presso l'omonimo Hotel, lo Zeitgeschichtsarchiv Pragser Wildsee ("Archivio di storia contemporanea del lago di Braies") che organizza convegni e dibattiti e pubblica una collana scientifica, sempre attorno a temi legati della resistenza al nazismo.[6]

Altra vicenda storica è la "tragedia di Ponticello di Braies", dove il 7 marzo 1970 persero la vita sette alpini a causa di una valanga che si è staccata lungo la valle di Braies.[7]

Leggenda sulle origini del lago[modifica | modifica wikitesto]

La leggenda vuole che la vallata di Braies fosse abitata da alcuni selvaggi di brutto aspetto che custodivano l'oro presente nelle vicine montagne. Per queste figure l'oro era prezioso per il suo splendore ma li rendeva duri nell'animo.

Quando apparvero nella valle alcuni allevatori assieme al loro bestiame, le figure selvagge regalarono loro alcuni oggetti prodotti con il loro oro. Gli allevatori vedendo tale abbondanza d'oro divennero avidi ed iniziarono ad impadronirsi della materia prima, rubandola alla popolazione dei selvaggi. La popolazione dei selvaggi decise di impedire agli allevatori di raggiungere le montagne e fecero sgorgare alcune sorgenti d'acqua, che crearono a valle il lago di Braies, che impediva agli allevatori di poter rubare ulteriormente l'oro ai selvaggi.[8]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate 2010, sulle sponde del lago di Braies, è stata girata la serie televisiva "Un passo dal cielo", trasmessa da Rai 1 nel 2011, incentrata sulla vita di Pietro (Terence Hill), un comandante di squadra del Corpo forestale della Provincia autonoma di Bolzano di San Candido, comune che fa parte del Parco naturale delle Dolomiti di Sesto in Alta Val Pusteria.[9] Nell'estate del 2012 è stata girata la seconda serie della fiction.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2012 si tengono delle competizioni di curling sulla superficie ghiacciata del lago durante la stagione invernale.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

La chiesetta vicino al lago (Marienkapelle)
  1. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 332. ISBN 88-7014-634-0
  2. ^ Kühebacher, op. cit.
  3. ^ Hans-Günter Richardi, Ostaggi delle SS al lago di Braies - la deportazione in Alto Adige di illustri prigionieri dei lager nazisti provenienti da 17 paesi europei, Braies, Archivio di Storia Contemporanea, 2006. ISBN 88-902316-2-9
  4. ^ a b Lorenzo Baratter, Le Dolomiti del Terzo Reich, Milano, Mursia ed., 2005
  5. ^ L'elenco degli ostaggi, per nazione
  6. ^ Homepage dello Zeitgeschichtsarchiv Pragser Wildsee
  7. ^ Pellegrinaggio nel ricordo dei 7 alpini su ANA.it
  8. ^ Leggenda del lago di Braies
  9. ^ Scheda ufficiale sulla serie televisiva della Rai "Un passo dal cielo"
  10. ^ Altapusteria -Braies, Valle di Braies, inverno vacanza Braies, vacanza invernale Braies

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Hans-Günter Richardi, L'hotel al lago di Braies: la storia di un Grand Hotel nelle Dolomiti, Braies, Zeitgeschichtsarchiv Pragser Wildsee, 2009. ISBN 978-88-9023-164-3
  • (DE) Idem, Zur Schmerzhaften Muttergottes - Marienkapelle des Hotels "Pragser Wildsee": ein Ort der Kirchengeschichte und der Zeitgeschichte, Braies, Zeitgeschichtsarchiv Pragser Wildsee, 2010. ISBN 978-88-902316-5-0

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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