Vallada Agordina
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Vallada Agordina | |||
|---|---|---|---|
| Stato: | |||
| Regione: | |||
| Provincia: | |||
| Coordinate: | Coordinate: | ||
| Altitudine: | 1.036 m s.l.m. | ||
| Superficie: | 13,19 km² | ||
| Abitanti: |
|
||
| Densità: | 43 ab./km² | ||
| Frazioni: | Andrich, Celat, Cogul, Mas, Piaz, Sachet (sede comunale), Toffol | ||
| Comuni contigui: | Canale d'Agordo, Cencenighe Agordino, Rocca Pietore, San Tomaso Agordino | ||
| CAP: | 32020 | ||
| Pref. telefonico: | 0437 | ||
| Codice ISTAT: | 025062 | ||
| Codice catasto: | L584 | ||
| Nome abitanti: | valladesi | ||
| Santo patrono: | San Simone e Giuda Taddeo | ||
| Sito istituzionale | |||
Vallada Agordina (dialetto: Valada) è un comune di 556 abitanti della provincia di Belluno situato nella Valle del Biois. Si tratta di un comune sparso: non esiste una frazione capoluogo che da il nome al comune e il municipio si trova a Sachet.
Si sviluppa nella valle formata dai monti Celentone e Celat, il Col di Frena e le Cime di Pezza ed è rimasto il paese di un tempo, con le sue borgate e i villaggi dai nomi antichi: Mas, Celat, Sachet, Andrich, Toffol, Piaz, Cogul. Tra i vecchi rustici e i molti fienili è facile imbattersi nei dipinti murali, di ispirazione religiosa, che hanno resistito ai secoli.
Una leggenda narra che intorno all'anno 720 d.C., un uomo di nome Celentone, sfuggito ai barbari, si insediò nella valle e convertì gli abitanti locali (allora pagani) al cattolicesimo.
Indice |
[modifica] Arte e monumenti
| Questa voce o sezione di Veneto non è ancora formattata secondo gli standard.
Contribuisci a migliorarla seguendo le convenzioni di Wikipedia.
|
Nella frazione di Sachet hanno sede il municipio, la scuola elementare e, circondata da un imponente bosco fitto di abeti, larici e faggi, l'antica chiesa di San Simon e Giuda Taddeo (dichiarata patrimonio nazionale), di cui si hanno notizie fin dal XII secolo (anche se costruita già nel 700), e che ospita uno straordinario ciclo di affreschi del XVI secolo del pittore Paris Bordone aventi come soggetto la storia del martirio del Santo; inoltre presenta un bellissimo trittico ligneo del XV secolo opera di scultori tedeschi. La stessa chiesa conserva le spoglie del poeta Valerio Da Pos, cui è dedicata una lapide, che recita così:
La pace di questo antico sagrato
accolse ottantaduenne nel MDCCCXXII
Valerio Da Pos
povero e indipendente vissuto
fra il lavoro della poca sua terra
e il culto di una musa onesta e arguta
Da 100 anni caduto il Veneto Leone
ch'egli cantò con dolore di figlio
posero i compaesani
MDCCCXCVII
Altre opere degna di nota sono gli affreschi presenti in località Toffol e Cogul, e in tutte le frazioni del comune (recentemente sottoposti ad una operazione di restauro e di pubblicazione su di un volume dal titolo significativo "la valle con i santi alle finestre" che comprende anche affreschi del limitrofo comune di Canale d'Agordo, paese natale di Papa Luciani), la chiesetta di S. Giuseppe ad Andrich, quella di S. Lucia a Cogul, quella di S. Antonio Abate Mas e quella di San Rocco a Celat. Vanno poi ricordati il sacello dei Gat (in prossimità della chiesa di San Simon e recentemente restaurato) nonché altri sacelli dislocati nelle varie frazioni. Interessante anche il Museo di Storia ed Arte della Valle del Biois ospitato presso il Municipio, che vanta un'ampia collezione di strumenti ed antiche attrezzature di fattura artigianale utilizzati dagli abitanti di Vallada e delle zone limitrofe nei secoli scorsi. Attualmente lo stesso risulta chiuso ed è in approntamento un nuovo museo all'interno del vecchio fienile "tabià" detto "tabia dei monech" (tabia dei sacrestani) in fase di ristrutturazione in frazione Sachet, accanto alla Chiesa Parrocchiale.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Fabio Ferdinando Luchetta (lista civica) dal 07/06/2009
Centralino del comune: 0437 591183 - 0437 588049
Posta elettronica: vallada@agordino.bl.it
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Variazioni
La denominazione del comune fino al 1964 era Vallada. [1]
[modifica] Note
- ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3


