Selva di Cadore

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Selva di Cadore
comune
Selva di Cadore – Stemma
La val Fiorentina: Selva di Cadore è il secondo paese sulla sinistra, con il campanile in evidenza; in lontananza si trovano Santa Fosca e Pescul, sulla destra.
La val Fiorentina: Selva di Cadore è il secondo paese sulla sinistra, con il campanile in evidenza; in lontananza si trovano Santa Fosca e Pescul, sulla destra.
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Belluno-Stemma.png Belluno
Sindaco Ivano Lorenzo Dall'Acqua (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 46°27′10″N 12°2′22″E / 46.45278°N 12.03944°E / 46.45278; 12.03944 (Selva di Cadore)Coordinate: 46°27′10″N 12°2′22″E / 46.45278°N 12.03944°E / 46.45278; 12.03944 (Selva di Cadore)
Altitudine 1.335 m s.l.m.
Superficie 33,20 km²
Abitanti 520[1] (31-12-2010)
Densità 15,66 ab./km²
Frazioni l'Aiva, l'Andria, Bernart, Danuol, Costa, Franceschin, Fopa, Marin, Pescul, Pierobon, Roa, Santa Fosca, Solator, Tofol, Vila, Vidot, Zanata, Zardin, Zernadoi
Comuni confinanti Alleghe, Borca di Cadore, Colle Santa Lucia, San Vito di Cadore, Zoldo Alto
Altre informazioni
Cod. postale 32020
Prefisso 0437
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 025054
Cod. catastale I592
Targa BL
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti selvani
Patrono san Lorenzo
Giorno festivo 10 agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Selva di Cadore
Posizione del comune di Selva di Cadore nella provincia di Belluno
Posizione del comune di Selva di Cadore nella provincia di Belluno
Sito istituzionale

Selva di Cadore[2] (Selva de Ciadore o solo Sélva in ladino) è un Comune montano dell'Alto Agordino, Dolomiti Orientali, situato in provincia di Belluno.
Il Comune risiede nella val Fiorentina e comprende le frazioni di Santa Fosca e Pescul.
Conta circa 563 abitanti di cui una parte occupata nell'industria del turismo, fonte di reddito prevalente.
Il Comune di Selva di Cadore cogestisce il Comprensorio sciistico del Civetta - che raggiunge la ragguardevole estensione di circa 100 km - assieme ai limitrofi Comuni di Alleghe e Zoldo Alto.
Il Comprensorio del Civetta è ricompreso nel network sciistico Dolomiti Superski (1200 chilometri di piste - 12 località sciistiche).

La legge 482/1999 ha riconosciuto i comuni dell'Agordino come zona a minoranza linguistica Ladino-Veneto.

Indice

Storia[modifica]

Origini[modifica]

Del primo periodo non si conosce molto, a parte che, se il Cacciatore de Mondeval de Sora, che ora riposa nel museo, si alzasse e riprendesse il suo arco per tornare a caccia, non riconoscerebbe più la vallata. Allora, infatti, circa 7000 anni fa, la Val Fiorentina era tutta coperta da bosco. Non c'erano le radure dove ora sorgono i centri abitati con attorno i terreni a seminato, il prato e il pascolo. Questo ambiente, per millenni fu animato solo da cacciatori di passaggio.

Antichità e età romana[modifica]

Verso la fine del I millennio a.C. la valle cominciò ad animarsi non più soltanto di cacciatori ma anche di pastori. Greggi sempre più numerosi cominciarono a percorrere le zone più alte della vallata, dove c'erano abbondanti pascoli: dal Passo Giau a Mondeval de Sora, da Possedera e Fertazza alle zone di Staulanza, Forada e Forcella Roan. Tutti pastori probabilmente che venivano dalla zona del Cadore, già abitato da alcuni secoli. Questa provenienza trova un riscontro nell'appartenenza, dalla fine del primo secolo avanti Cristo, del territorio di Selva al Municipium romano di Julium Carnicum, e ha una prova storica inequivocabile nelle iscrizioni rupestri del monte Civetta, del Coldai e del Col Davagnin, proprio sul monte Fertazza. Queste iscrizioni sono costituite dalle parole "FIN BEL IVL"; "fin" significa "fines", cioè "confini"; "bel" è l'abbreviazione di "bellunati" cioè degli appartenenti al Municipium romano di Bellunum e "iul" è l'abbreviazione di "iulienses" cioè degli appartenenti al Municipium romano di Julium Carnicum. Tutta la Val Fiorentina, quindi, comprendendo anche il territorio verso il Civetta, era assegnato allo sfruttamento dei pascoli da parte dei contadini cadorini. La situazione durò così per tutto il millennio d.C., fino all'epoca alto-medioevale, quando avvennero alcuni fatti nuovi.

Il medioevo[modifica]

Verso il 1000 d.C. a Selva di Cadore si è intensificata la presenza dell'uomo: non soltanto più cacciatori e pastori,ma anche boscaioli e ricercatori di minerali (ferro e piombo). Tutta questa gente, proveniente dalla Val Boite, portò nella Val Fiorentina alcuni insediamenti stagionali (durante le stagioni primaverili ed estive principalmente) che col tempo, attorno al XII sec. circa, si trasformarono in insediamenti stabili. Da allora, l'intera vallata, cominciò a trasformarsi per l'attività che l'uomo esercitava. Dapprima gli insediamenti, perlopiù legati alla pastorizia, erano con tutta probabilità del tipo "malga e abitazione" ed erano posti in zone climaticamente protette e provviste d'acqua. In queste zone (Pescul, Toffol, Marin) si cominciò a fare delle radure, tagliando il bosco ed utilizzando il legname per costruire le stalle e le abitazioni. Le prime zone furono appunto quelle più vicine al Cadore (Pescul), poi via via le altre località fino a raggiungere Villa e Fiorentina. Dapprima gli insediamenti erano piccoli, i cui componenti, per il privilegio di rimanere tutto l'anno, pagavano alle regole di Mondeval e di Festornigo di San Vito di Cadore, proprietarie dell'intera Val Fiorentina. Via via la presenza umana si intensificò e fu necessario intensificare l'attività agricola, concentrando le abitazioni in "vile" (centri abitati) per non sottrarre spazio ai pascoli e alle coltivazioni di cereali e fava. Lo sviluppo del paese si ebbe solo nel versante da Est ad Ovest (ad eccezione di Fiorentina) per permettere un'esposizione prolungata del sole anche nei lunghi periodi invernali.

L'età moderna[modifica]

A partire dal XIV secolo alle attività agro-silvo-pastorali si aggiunsero le attività artigianali e "industriali". Si cominciò a sfruttare le miniere del Fursil nel territorio di Colle Santa Lucia e quelle del Gruoipa nel territorio di Selva. Queste attività comportarono una notevole immigrazione e l'avvio di nuove attività come i carbonai ed i fabbri con l'avvio di una fonderia. L'aumento costante della popolazione, costrinse la popolazione a coltivare fino a 1600 metri di altitudine e si falciavano i prati per produrre fieno (indispensabile per nutrire il bestiame durante l'inverno) fino a 2000 metri. Fu proprio durante questo periodo che ci fu anche un sostanziale sviluppo di strade e ponti nella vallata.

Dal Novecento a oggi[modifica]

Nell'ultimo secolo, vi furono dei nuovi mutamenti: cessarono le attività legate allo sfruttamento delle miniere, si combatterono ben due guerre (Selva di Cadore era infatti il confine dello Stato Italiano con prima l'Impero Austrungarico e poi con la Germania) e di conseguenza ci fu un impoverimento e una forte emigrazione di massa. Poi, a partire dagli anni '60, tutto cambiò. Prima lentamente, poi vorticosamente. Il paese dapprima legato esclusivamente alla coltivazione della terra, all'allevamento e all'artigianato conobbe il turismo. Fu proprio in quei anni che naquero le prime locande e poi i primi alberghi. Ai giorni nostri, la coltivazione intensiva è stata abbandonata, resta ancora un po' d'allevamento e al posto degli artigiani sono sorte falegnamerie. Selva di Cadore ha conosciuto il progresso con la nascita degli impianti di risalita e sfruttando i verdi pascoli del monte Fertazza di un tempo, nella costruzione di piste da sci. Oggi, due terzi della popolazione vive principalmente di turismo estivo e invernale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica]

Chiesa di Selva di Cadore[modifica]

Preziosissimo monumento dell'intera vallata è la chiesa dedicata a San Lorenzo. Costruita nel 1234 è ancora la chiesa più grande dell'intera Val Fiorentina. Il campanile è stato ricostruito dopo i bombardamenti della prima guerra mondiale.

Chiesa di Santa Fosca[modifica]

È la seconda chiesa più importante della vallata, in stile gotico, e recentemente restaurata, contiene ancora tutti i suoi preziosi decori e affreschi.

Società[modifica]

Evoluzione demografica[modifica]

Abitanti censiti[3]

Alla fine del 2007 si sono contati 4 nati (7,6‰) e 4 morti (7,6‰) con un incremento naturale nullo. Le famiglie (238) contavano in media 2,2 componenti.

Geografia antropica[modifica]

Secondo il censimento del 2001, la popolazione era, nelle varie località, così ripartita:

  • Selva, 197 ab.;
  • Santa Fosca, 142 ab.;
  • Pescul, 74 ab.;
  • L'Andria, 66 ab.;
  • Costa, 44 ab.;
  • Bernart, 28 ab.;
  • Franceschin, 4 ab.;
  • case sparse, 8 ab.

Santa Fosca è sicuramente il più importante centro turistico della Val Fiorentina, soprattutto grazie agli impianti sciistici facenti parte del comprensorio Ski Civetta.

L'Andria con Franceschin, Toffol e altre località rappresenta un caratteristico villaggio di montagna e l'abitato più elevato della Valle. Simili gli agglomerati di Bernart e Costa, posti tra Santa Fosca e Selva, a sinistra della provinciale.

Cultura[modifica]

Musei[modifica]

Museo dei Vigili del fuoco[modifica]

A Selva di Cadore, nella frazione di Santa Fosca, si trova un piccolo museo che ricostruisce la storia dei destuda fuoch, cioè i Vigili del Fuoco volontari. All'interno si possono trovare oltre a varie fotografie che raffigurano l'unità che c'era tra i paesani un tempo, anche le attrezzature utilizzate.

Museo Vittorino Cazzetta[modifica]

Un secondo più grande museo contiene un po' tutta la storia della Val Fiorentina; dalle impronte dei dinosauri ritrovati sul Pelmetto, passando poi per primi insediamenti preistorici con l'Uomo di Mondeval, fino ai giorni nostri.

Lingua[modifica]

A Selva di Cadore, si parla ancora oggi un dialetto ladino. Tuttavia con il passare degli anni e con l'italianizzazione subita dalla valle, molte parole sono state dimenticate con la nuova generazione. Tra le persone più anziane si possono ancora sentire modi di dire in pura lingua ladina e per non dimenticare del tutto questi modi di dire l'istituto ladino della vallata ha pubblicato un libro per trasmettere alle generazioni future una piccola fetta della loro storia.

Amministrazione[modifica]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
5 luglio 1988 12 giugno 1993 Giuseppe Romanelli DC Sindaco [4]
12 giugno 1993 28 aprile 1997 Giuseppe Romanelli DC Sindaco [5]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Agostino Magi lista civica Sindaco [6]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Agostino Magi lista civica Insieme per migliorare Sindaco [7]
30 maggio 2006 16 maggio 2011 Ivano Lorenzo Dall'Acqua lista civica Apriamoci al futuro Sindaco [8]
16 maggio 2011 in carica Ivano Lorenzo Dall'Acqua lista civica Apriamoci al futuro Sindaco [9]

Altre informazioni amministrative[modifica]

Come in altre località del Bellunese, anche a Selva di Cadore sono attive alcune regole; si tratta, nello specifico, della Regola di Pescul, della Magnifica Regola di Selva e Pescul di Cadore e della Regola delle Quattro Regole di Vila, Ru, Piciola e Granda.

La denominazione del comune fino al 1903 era Selva Bellunese[10].

Impianti di risalita[modifica]

Nel 1982 è nato il Comprensorio Sciistico del Civetta, che dalla stagione 1993/94 fa parte del Dolomiti Superski. Dispone di 80 km di piste da sci (due delle quali arrivano direttamente in paese) con un totale di 25 impianti. Questi collegano fra di loro Alleghe, Selva di Cadore, Palafavera e Zoldo.

D'estate gli impianti di risalita facilitano l'accesso ai rifugi, che altrimenti sarebbero difficilmente raggiungibili.

Note[modifica]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Aggregazione del Comune di Selva Bellunese al mandamento di Agordo, per iniziativa dell'on. Paganini, del 16 ottobre 1895. È un'ulteriore sopruso storico subito dalla Magnifica Comunità di Cadore: “Hanno iniziato col chiamarla Selva Bellunese, di Selva Cadorina che era sempre stata, poi la hanno aggregata al Collegio elettorale di Belluno, mentre faceva parte di quello di Pieve di Cadore”. Antonio Ronzon Archivio Storico Cadorino, Lodi 1 marzo 1898. E successivamente: "è stato osservato più di una volta che il nome di Bellunese aggiunto al comune di Selva per distinguerlo dagli altri villaggi che hanno questo nome in Italia, era improprio, anzi contrario alla storia. Non c'era bisogno d'una alzata d'ingegno per trovare il nome proprio, non c'era anzi bisogno di trovar niente perché il nome fu trovato da molti secoli ed è quello che si legge nelle più vecchie pergamene cioè Silva Cadubrina. Mi fa piacere pertanto il leggere nel Gazzettino (N. 16) che il Consiglio Comunale di Selva ha chiesto al Ministero di toglier nei pubblici atti il nome di Bellunese per sostituirvi il nome storico. Si badi bene che il nome storico sarebbe non Selva di Cadore o del Cadore ma Selva Cadorina". Antonio Ronzon Archivio Storico Cadorino, Lodi, gennaio 1902.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Eletto il 29 maggio 1988.
  5. ^ Eletto il 6 giugno 1993.
  6. ^ Eletto il 27 aprile 1997.
  7. ^ Eletto il 13 maggio 2001.
  8. ^ Eletto il 28 maggio 2006.
  9. ^ Eletto il 15 maggio 2011.
  10. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

Altri progetti[modifica]