Lino Zanussi

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Lino Zanussi (Pordenone, 15 febbraio 1920San Sebastián, 18 giugno 1968) è stato un imprenditore italiano.

Lino[modifica | modifica wikitesto]

«Lavoro, lavoro e lavoro, all’infuori di mezz’ora di riposo dopo pranzo, quando poteva concederselo.» La giornata tipo di Lino Zanussi era così. Era la giornata di un uomo pubblico che sapeva però rimanere “privato” anche in quei panni. Capitano di industria insolitamente amato dagli operai, uomo serio, riflessivo, ma anche ironico e soprattutto umano. «A noi che lo abbiamo amato e avuto vicino», dice la moglie Gina, «Lino ha lasciato una grande eredità di idee, passione, umanità e generosa umiltà. Alla terra dove è nato e che ha contribuito a renderlo grande ha lasciato opere e orientamenti, oltre che un’industria ancora oggi simbolo di una epoca storica di cui mio marito è stato protagonista. Di uomini come Lino ci sarebbe bisogno, della sua capacità di sintesi, dell’intuito e del coraggio che aveva nel fare impresa. Della passione con cui coniugava il desiderio di efficienza con quello di rendere protagonista il territorio.» Il 18 giugno del 1968 la notizia della sciagura aerea di San Sebastian in Spagna venne comunicata alla moglie solo dopo diverse ore. «Ero a casa quando venni a saperlo da un amico di famiglia» ricorda la signora «non pensai che potesse essere accaduto qualcosa a Lino, perché era sempre in giro per il mondo, perché in aereo aveva volato in moltissime circostanze, perché allora aveva solo 48 anni. Troppo pochi per andarsene così.» «Vorrei che fosse ricordato», ancora Gina, «come lo abbiamo visto e amato fino all’ultimo giorno della sua vita. Con quel sorriso onesto e aperto che faceva trasparire la sua generosità. Un sorriso che era sempre lo stesso. In privato come in pubblico.»

L'Azienda[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del Gruppo Zanussi si possono collocare nel 1916 in un piccolo laboratorio artigianale di stufe e forni a legna a Pordenone, nell'Italia nord-orientale. L'economia dell'area era ancora pesantemente dipendente dall'agricoltura quando Antonio Zanussi, giovanissimo operaio riparatore di stufe e cucine a legna in una piccola ditta artigiana di Pordenone in mezzo ad una guerra mondiale fonda la sua azienda, l'"Officina Fumisteria Antonio Zanussi". In pochi anni il laboratorio di trenta m² con 3 dipendenti, seguendo la logica dell'accumulazione del capitale e dello sviluppo di una rete commerciale organizzata, riesce ad ampliare la propria struttura e produzione. Nel 1920 l'Officina Fumisteria Antonio Zanussi ha 10 operai e in quell'anno lancia un prodotto in un primo momento creato per l'esportazione: è l'AZP (Antonio Zanussi Pordenone), il primo forno a legna con piastra in ghisa realizzato in ferro stampato destinato al successo a livello internazionale. Nel 1936 l'azienda si sviluppa su di una superficie di 3000 metri quadrati con l’impiego di 100 persone. Nel 1946 l'azienda del padre Antonio viene ereditata da Lino e dal fratello Guido che, in cambio di una quota maggiore di proprietà, gli cede la gestione. Immerso fin dalla giovinezza nelle problematiche dell’azienda, Lino, mosso da un senso acuto del lavoro ereditato dal padre, sviluppa e fa crescere l'azienda in pochi anni fino a farne in due decenni la maggiore industria europea nel mercato degli elettrodomestici per la casa (produzione di cucine a gas ed elettriche, fornelli a gas, lavabiancheria, lavastoviglie e frigoriferi, venduti con i marchi Rex, Zanussi e Naonis) e nell'elettronica (produzione di televisori con il marchio Seleco).

Nel 1951, con una forza lavoro di più di 300 operai, la compagnia si differenzia nella produzione di forni a gas, elettrici e a doppia alimentazione; e con la crescente disponibilità e popolarità di cilindri a gas nasce la prima cucina entrata nelle case di decine di centinaia di famiglie europee.

Il 1954 è un anno cruciale: Industrie Antonio Zanussi produce il primo frigorifero della linea di produzione della compagnia, una nuova industria viene aperta a Porcia (ancora una delle più importanti al mondo nel campo degli apparecchi per la casa).

Secondo Lino Zanussi, infatti «per vendere dobbiamo produrre una qualità migliore a costi inferiori; se viene meno uno di questi due requisiti, perdiamo il mercato».

È il periodo del miracolo economico; nelle case entra la televisione, la 500 e ben presto, anche grazie alla produzione in serie di Zanussi, il frigorifero fa capolino così come la lavabiancheria. La Industrie Antonio Zanussi si specializza internamente nelle diverse funzioni di una grande e moderna impresa industriale: nascono progressivamente le funzioni commerciali, finanziarie e di gestione del personale.L'estetica è considerata uno degli elementi importanti del prodotto: la stessa strategia di specializzazione costituisce le basi della creazione dell'“Ufficio Progetti Rex”. Nel 1957 Industrie Antonio Zanussi lancia il suo frigorifero dallo stile tondeggiante che detterà legge nei frigoriferi italiani degli anni a venire. Il 1958 vede la produzione delle prime lavabiancheria Rex. Con un approccio d'avanguardia frutto di stretti contatti tra i disegnatori e gli esperti tecnici, la compagnia sviluppa apparecchiature che sono avanti nel tempo in termini di compattezza, efficienza e risultato. Nel 1959 vengono presentati sei modelli di banchi congelatori, una lavastoviglie automatica con una capacità di 400 piatti l'ora ed una cucina in grado di funzionare con qualunque tipo di gas. La Grandi Impianti (stabilimento di Vallenoncello ) riconosciuta già all’epoca come uno dei più grandi produttori sulla scena mondiale nel settore delle apparecchiature per la collettività riceve un grande impulso. Accanto agli elettrodomestici per la casa, nel 1960 nasce la divisione "Zanussi Elettronica" che creerà il marchio Sèleco. Nel 1962 la cucina a gas Modello 700 vince il Compasso d'Oro; sempre nel 1962 l'Italia supera la Germania nella produzione di elettrodomestici e Industrie Antonio Zanussi esporta i suoi prodotti in 70 paesi; nella primavera del 1963, Lino Zanussi riceve dall'Università di Padova la laurea honoris causa in ingegneria industriale. Nel 1964 nasce la produzione di lavapiatti. Nel 1966 Lino Zanussi rileva con l'Associazione degli Industriali della Provincia di Udine il Messaggero Veneto, che sarà il primo quotidiano italiano ad installare la rotativa a colori.

Industrie Antonio Zanussi mantiene per oltre un decennio il primato nel mercato italiano con una quota di mercato del 25% e arriva in poco tempo a conquistare il primato europeo degli elettrodomestici, sempre all’insegna della ricerca di un continuo incremento del fatturato e del sempre migliore rapporto tra alta qualità del prodotto e basso prezzo di vendita[1].

Industrie Antonio Zanussi, sita nei due grandi stabilimenti di Porcia e di Vallenoncello, si consolida nonostante il periodo di crisi del mercato nazionale e continua ad acquisire altre imprese sul territorio, diventando il Gruppo Zanussi. Lino Zanussi avvia importanti trattative di acquisizione: con F. Zoppas Spa, suo principale concorrente fino a quel momento; l'acquisizione si perfezionerà però solo dopo la sua morte (1968) ed Electrolux che ventiquattro anni dopo al contrario acquisirà il Gruppo Zanussi.

Alla morte di Lino Zanussi, nei 13 stabilimenti del Gruppo lavoravano 13.000 persone. Nel 1968 fu insignito dell'onorificenza di Cavaliere del Lavoro. Alla cerimonia fu presente la vedova signora Gina Zanussi.

Il Sociale[modifica | modifica wikitesto]

Lino Zanussi, sensibile alla crescita e allo sviluppo dei suoi collaboratori, partecipa alla fondazione della Fondazione CUOA (Centro Universitario di Organizzazione Aziendale di Padova). Qui conosce Enrico Chiari, Giannino Marzotto, Mario Valeri Manera, Pietro Barilla e tanti altri. Ha anche fondato un Istituto Professionale per l’Industria e l'Artigianato, che oggi porta il suo nome, l'Istituto Ipsia Zanussi.

In occasione di particolari momenti celebrativi, Lino Zanussi ospita a Pordenone il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat (1966), il Presidente del Senato Cesare Merzagora (1967) con il quale svilupperà successivamente anche rapporti di amicizia personale e che avrà un ruolo importante nella designazione della città di Pordenone in provincia. Il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, accompagnato il 21 ottobre 1966 negli stabilimenti Zanussi di Porcia dall'allora ministro dell'Industria Giulio Andreotti sostiene, in occasione della visita, che

« quando si parla di Patria, bisogna pensare alla Patria vivente. Patria vivente che si lega naturalmente al passato, che si proietta nel futuro, ma che è rappresentata dai cittadini che vivono oggi. E vivono nella forma più nobile, che è quella del lavoro. Esso è qualcosa di più di una forza creatrice di ricchezza: il lavoro è il più grande creatore di forza morale con la quale si fonda una società civile. »

Lino Zanussi condivide questa idea del lavoro inteso come fonte di moralità e di civiltà: nella sua concezione dell’impresa, padronale ma non paternalista, moderna e razionale, radicata sul territorio, ma già avviata alla globalizzazione dei mercati (con una presenza dominante sul mercato europeo, con l'attenzione costante all'America, per assimilarne conoscenze tecniche e gestionali, e con una strategia già orientata verso i Paesi dell'Est europeo), l'azienda deve creare ricchezza per i lavoratori e per il territorio circostante, incidendo su di esso anche sotto il profilo sociale e culturale. In pochi anni, il tessuto economico e industriale di Pordenone si vede, così, a causa della forte crescita del Gruppo Zanussi, radicalmente trasformato anche in senso politico, sociale e culturale.

Nelle preoccupazioni dell'imprenditore pordenonese il territorio di Pordenone non deve dipendere tutto dallo sviluppo di una sola impresa, per quanto grande essa sia; le attività economiche della città devono diversificarsi, per non dover incorrere nel declino, nel momento di una possibile crisi della Zanussi. È proprio grazie a questa avvedutezza, al fatto cioè che il tessuto economico e industriale di Pordenone abbia saputo diversificarsi nei suoi diversi settori e distretti (carpenterie metalliche, macchine agricole, cartiere, macchine tessili, mobilifici, coltellerie) e risultare in parte autonomo dal settore metalmeccanico, che oggi Pordenone costituisce una realtà industriale dinamica, ricca e diversificata e non più identificata con la sola Zanussi. Questa, accanto agli elettrodomestici, che coprono il 75% del fatturato, sviluppa sul finire degli anni ’70 altre attività, tra cui l'edilizia industrializzata e l'elettronica (fonte: Lessico Treccani, voce "Zanussi").

La cultura: il Centro Culturale A. Zanussi Pordenone[modifica | modifica wikitesto]

Lino Zanussi ha fondato nel 1965 il Centro Culturale Casa A. Zanussi a Pordenone, intitolato al padre Antonio (detto anche Casa dello studente per motivi storici anche se non fu mai usato come alloggio per studenti), il cui direttore fu sin dalla sua fondazione Mons. Luciano Padovese[2].

Il centro è concepito dal suo fondatore e dal suo primo e attuale direttore come un centro culturale polivalente di riferimento per tutto il territorio della regione. Esso, nei suoi molti anni di attività, ha richiamato, per convegni e mostre, le migliori intelligenze creative, artistiche, culturali e accademiche del Triveneto e d'Italia, sì da essere conosciuto in tutto il paese e all'estero. Sin dalla sua fondazione contiene inoltre una galleria d'arte, la Galleria Sagittaria[3]. Una ristrutturazione e un ampliamento del centro furono completati nel 2011. L'inaugurazione ebbe luogo il 26 novembre dello stesso anno[4]. Per questa occasione la collezione del fondo della Sagittaria fu esposta dal 10 dicembre 2011 al 11 marzo 2012 e un libro con circa 150 schede di artisti fu pubblicato[5].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Piero Martinuzzi, Nico Nanni, Lino Zanussi, Pordenone, Edizioni Studio Tesi, Civiltà della Memoria, 1993
  • Ricordando Lino Zanussi, Pubblicazione del Centro Iniziative Culturali di Pordenone (CICP), in occasione dei 40 anni dalla scomparsa dell’Industriale
  • "Casastudentepordenone - Fotografie 1965-2000", Pubblicazione del Centro Iniziative Culturali (CICP) di Pordenone in occasione di 35 anni di attività del Centro Culturale Casa dello Studente A. Zanussi Pordenone
  • Lessico Universale Italiano dell'Enciclopedia Treccani, voce "Zanussi"
  • Luciano Padovese, "Nulla da buttare", Pordenone, Edizioni Biblioteca dell'Immagine, 2007
  • Martina Milia, "Gina Pavan: vi racconto il mio Lino", Messaggero Veneto, 2008
  • Giancarlo Pauletto, Sagittaria: venti anni di arte contemporanea, con un'introduzione di Luciano Padovese, Pordenone, Centro Iniziative Culturali, Collana Edizioni d'arte, 1986, pp. 132

DVD[modifica | modifica wikitesto]

  • DVD Lino Zanussi. Il secolo americano a Pordenone (tratto dal libro di Piero Martinuzzi, Nico Nanni, Lino Zanussi, Edizioni Studio Tesi, Civiltà della Memoria, Pordenone, 1993), soggetto e regia di Eugenio Gazzola, musiche di Duke Ellington eseguite da Abbey Town Jazz Orchestra, con la collaborazione di Pietro Martinuzzi, Gianbattista Bozzola, Chiara Mio, Maria Pia Scuccato, Giuseppe Pezzot, produzione ProPordenoneonlus 2005

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Piero Martinuzzi, Nico Nanni, Lino Zanussi, Edizioni Studio Tesi, Civiltà della Memoria, Pordenone, 1993
  2. ^ "Pordenone, si inaugurano gli spazi di Casa Zanussi", articolo pubblicato in pordenoneoggi.it, novembre 2011
  3. ^ Giancarlo Pauletto, Sagittaria: venti anni di arte contemporanea, con un'introduzione di Luciano Padovese, Pordenone, Centro Iniziative Culturali, Collana Edizioni d'arte, 1986.
  4. ^ "Nuovi spazi di Casa dello Studente, Padovese ricorda Lino Zanussi", articolo del Messaggero veneto, 25 novembre 2011
  5. ^ La Collezione Concordia Sette - Esposizione delle opere e il volume, in www.centroculturapordenone.it, anche pdf