Elettronica di consumo
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L'elettronica di consumo è una branca dell'industria elettronica, che produce apparecchi usati per l'intrattenimento, la comunicazione e il lavoro in ufficio. I prodotti principali sono radio, televisori, macchine fotografiche digitali, videocamere, lettori CD, DVD, VHS ed mp3. Molte aziende del settore si trovano soprattutto in Giappone (Sanyo, Sharp, Sony, Panasonic, Toshiba) e in Sud Corea (LG, Samsung, Hyundai), ma anche negli Stati Uniti e, in misura minore, in Europa.
La CEA (Consumer Electronics Association) ha stimato che il settore ha venduto materiale, nel 2007, per 150 miliardi di dollari[1].
I prodotti dell'elettronica di consumo sono fabbricati in tutto il mondo, ma in particolare nell'Asia orientale. Le novità del settore sono presentate ogni anno al Consumer Electronics Show di Las Vegas.
Caratteristica di questa industria è la tendenza al ribasso dei prezzi. Ciò comporta guadagni nell'efficienza produttiva e nell'automazione, oltre che miglioramenti nella produzione dei semiconduttori. I componenti a semiconduttore beneficiano della legge di Moore, un principio secondo cui, ad un dato prezzo, il processore raddoppia la propria efficienza ogni 18 mesi.
L'elettronica di consumo porta avanti progetti di convergenza; ad esempio un lettore DVD ed un Free-View Box diventano insieme un "centro media", che combina elementi di altri manufatti del settore. Il consumatore esprime diverse decisioni, nell'acquisto di tali prodotti, e di solito si concentra su stile e prezzo piuttosto che sulla funzionalità. La convergenza di tecnologie promette al consumatore di fare una sola scelta.
Molte aziende del settore affrontano problemi legati all'arretratezza di alcuni prodotti, che porta allo "spreco elettronico". Nel 2003 questo spreco è ammontanto a più di 2.8 milioni di tonnellate, e meno di un decimo degli apparecchi viene riciclato o riutilizzato.

