Alessandro Varotari

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Venere e Amore
Europa e il toro (Fondazione Cariplo)

Alessandro Varotari, noto anche come il Padovanino (Padova, 4 aprile 1588Venezia, 20 luglio 1649), è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Le fonti alludono ad una formazione iniziale avvenuta presso il padre Dario, noto architetto e pittore di cultura veronesiana. Ciò risulta però molto opinabile, in quanto egli morì intorno al 1596-1597, quando Alessandro era ancora bambino. Gli studi recenti invitano a supporre un'educazione artistica ricevuta senza dubbio nell'ambito di un circolo di conoscenze ruotanti intorno alla famiglia. Il Boschini (1674) affermò che il Padovanino si formò studiando i dipinti del giovane Tiziano, in particolare quelli presenti nella Scuola del Santo a Padova.

Il Padovanino iniziò ad operare nella sua città natale: la prima sua opera nota, l’Incredulità di san Tommaso, fu realizzata per la chiesa degli Eremitani ed ora si trova nella chiesa di Santa Lucia a Padova, mostra chiaramente la sua lontananza dai modi tardomanieristici e la sua adesione al linguaggio di Tiziano, che conobbe direttamente perché il Maestro era alla Scuola del Santo. Le opere successive, sempre realizzate a Padova, mostrano una conoscenza sempre più approfondita dei nuovi temi della pittura veneziana del Cinquecento; fanno parte di questo periodo la Pentecoste (già nella Scuola dello Spirito Santo a Padova, ora alle Gallerie dell'Accademia di Venezia) e la Madonna col Bambino conservata nel Duomo di Padova.

Nel 1614 il Padovanino si trasferì a Venezia, dove fu iscritto alla Fraglia dei pittori dal 1615 al 1639. Dopo il 1614 compì un viaggio di studi a Roma e ricopiò il Baccanale degli Andrii ed il Bacco e Arianna di Tiziano (copie ora all’Accademia Carrara di Bergamo); a Roma entrò in contatto con le novità artistiche dei Carracci. Esistono numerose opere datate, che consentono così di verificare con una certa coerenza il percorso dell’artista, sempre fedele allo stile di Palma il Giovane e Tiziano. Dal 1614 il Padovanino non risiedette più a Padova, ma non si interruppe tuttavia il rapporto con la città natale: nel 1622 eseguì le Nozze di Cana per il refettorio di San Giovanni di Verdara a Padova (oggi alla Scuola Grande di San Marco a Venezia) dove all’accademismo tizianesco s’innesta l’impianto architettonico derivato da Veronese e la rinnovata adesione al linguaggio pittorico delle contemporanee opere di Palma il Giovane.

L’ultima opera documentata a noi pervenuta è la Pala delle milizie del Duomo di Palmanova, nel 1641.

Sua sorella Chiara fu anch'essa pittrice, così come il figlio Dario Varotari il Giovane.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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