Giampaolo Baglioni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Gian Paolo Baglioni (Perugia, ca. 1470Roma, 11 giugno 1520) nacque da Rodolfo Baglioni e da Francesca di Simonetto da Castel S. Pietro.

Militò, a partire dal 1493, al servizio della Repubblica di Firenze durante la campagna contro Montepulciano, ribellatasi e confederatasi alla Repubblica di Siena, nonché nella guerra contro i veneziani e i pisani nel 1498. Partecipò, inoltre, al sostegno della fazione degli Atti a Todi (1494 e 1497) e alla campagna contro i conti di Sterpeto e i Chiaravallesi.

All'atto della strage dei suoi fratelli e cugini, organizzata nella notte fra il 14 e il 15 luglio 1500 da Carlo e Grifonetto Baglioni e da Gerolamo Della Penna (le cosiddette "nozze di sangue"), riuscì a salvarsi con l'aiuto di alcuni studenti dello Studium perugino, che lo nascosero e lo fecero uscire dalla città travestito.

Raggiunto a Marsciano Vitellozzo Vitelli, ottenne le milizie necessarie per recuperare Perugia, dove il governo era stato assunto da Carlo Baglioni e da Gerolamo Della Penna, i quali fuggirono senza opporre resistenza. Gian Paolo, con il padre Rodolfo e con il cugino Adriano, assunse il potere con la denominazione di "difensore dell'ecclesiastico Stato di Perugia". Nel 1500, si pose a servizio della Repubblica di Siena e di papa Alessandro VI, combattendo nella guerra voluta dal papa contro i Colonna, espugnando Acquapendente, dove si era rifugiato Altobello da Canale, e, successivamente, Viterbo. Fu impegnato, altresì, nella guerra contro Piombino, ma, quando Cesare Borgia aggredì il Ducato di Urbino, temendo le mire pontificie contro Perugia, patrocinò, con Pandolfo Petrucci, la dieta di Magione (tenutasi il 9 ottobre 1502), nella quale si accordarono anche i Bentivoglio di Bologna e i Vitelli di Città di Castello. Ma quando, il mese successivo, gli Orsini e i Bentivoglio dichiararono al convegno di Chianciano di preferire un accordo con Cesare Borgia, egli, sostenuto dai Vitelli e da Pandolfo Petrucci, cercò di dissuaderli. Quando il duca Valentino, dopo la strage di Senigallia in cui furono uccisi Vitellozzo Vitelli e molti membri della famiglia Orsini, si diresse verso Perugia, nella quale entrò nel gennaio 1503, egli, dapprima, si ritirò a Siena, quindi, a Lucca e Pisa. Morto Alessandro VI, rientrò in Perugia con il sostegno della Repubblica di Siena e, presso Bracciano, sconfisse Cesare Borgia fuggito da Roma, costringendolo a ritornare presso papa Giulio II.

Sotto il Pontificato di quest'ultimo fu costretto a cercare la mediazione di Francesco Maria I della Rovere e del cardinale Francesco Alidosi e ad accordarsi col pontefice, accettandone le petizioni, relative alla presenza stabile di un legato pontificio con diritto di ratifica delle deliberazioni delle magistrature perugine. A partire dal 1511 fu al soldo veneziano, riconquistando, per la Serenissima, Verona, Vicenza, Bergamo e Brescia.

Morto il pontefice, rientrò in Perugia per ristabilire la propria supremazia, ma, già, nella seconda metà del 1513, tornò a servizio di Venezia. Scaduta la condotta veneziana, accettò il richiamo pontificio inerente, in quanto vassallo, a prestare servizio nell'esercito ecclesiastico, ottenendo in cambio l'investitura del feudo di Bettona. Pertanto, nel 1516, in qualità di consigliere militare, seguì Lorenzo II de' Medici nella guerra contro il Ducato di Urbino, ma il suo atteggiamento nei confronti dei Medici divenne ambiguo a partire dall'anno seguente, allorquando Francesco Maria della Rovere tentò il recupero del Ducato. Gian Paolo, infatti, intravedeva nella politica dei Medici una continuità ideale con quanto praticato nel decennio precedente dai Borgia. Per questo, papa Leone X, temendo un'alleanza tra i Baglioni e i Della Rovere, lo fece arrestare nel marzo 1520 e lo fece rinchiudere in Castel Sant'Angelo, ove fu decapitato la notte dell'11 giugno 1520.

[modifica] Bibliografia

  • Bonazzi L., Storia di Perugia, a cura di G. Innamorati, vol. II (1495-1860), Città di Castello, 1960.
  • De Caro G., Gian Paolo Baglioni, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 5, pp. 217-220.
  • Gattoni M., L'alleanza naturale tra due medie potenze del Rinascimento: Siena e Perugia nelle fonti senesi, perugine, fiorentine e veneziane, in "Bollettino della Deputazione di storia patria per l'Umbria", XCIV (1997), pp. 103-138.
  • Gattoni M., Pandolfo Petrucci e la politica estera della Repubblica di Siena (1487-1512), Siena, Cantagalli, 1997.
  • Gattoni M., Leone X e la geo-politica dello Stato Pontificio (1513-1521), Città del Vaticano, Collectanea Archivi Vaticani (47), 2000.
  • Pellini P., Dell'Historia di Perugia, Venetia, 1664.
Strumenti personali