Giovanni da Montecorvino

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Giovanni da Montecorvino

Primo arcivescovo di Pechino

Nascita Montecorvino Rovella, 1247[1],
Morte Pechino, 1328
Venerato da Chiesa cattolica
Canonizzazione in corso
Ricorrenza 1º gennaio
Attributi Bastone da pellegrino
Patrono di Cina
Giovanni da Montecorvino O.Min.
arcivescovo della Chiesa cattolica
Archbishop CoA PioM.svg
Incarichi ricoperti Arcivescovo di Pechino
Nato 1247 a Montecorvino Rovella
Consacrato vescovo 1309/1313
Deceduto 1328

Giovanni da Montecorvino (Montecorvino Rovella, 1247Pechino, 1328) è stato un missionario e arcivescovo cattolico italiano, francescano e fondatore della missione cattolica in Cina. È venerato come beato dalla Chiesa cattolica. È acclamato come santo dai cattolici della Cina, nonostante il suo processo di canonizzazione non sia stato ancora concluso.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Entrò tra i Frati Minori dopo aver trascorso una giovinezza ricca di soddisfazioni mondane. In quel tempo l'Ordine francescano si occupava principalmente della conversione degli infedeli, perciò verso il 1279 venne inviato con altri frati a predicare il messaggio cristiano in Armenia, Persia e altre regioni mediorientali.

Nel 1286 Argun, il Khan di quel regno, inviò una richiesta al Papa attraverso un vescovo Nestoriano, Bar Sauma, chiedendo l'invio di missionari cattolici presso la Corte del grande Imperatore cinese, Kublai Khan (1260-94), che era simpatizzante del messaggio cristiano.

Verso il 1289, Giovanni da Montecorvino tornò a Roma con notizie simili, e papa Nicola IV gli affidò l'importante compito di impiantare delle missioni nell'Estremo Oriente, dove ancora era presente il famoso Marco Polo.

Iniziò il suo viaggio nel 1289, avendo con sé delle lettere per il Khan Argun, il grande imperatore Kublai Khan, il principe dei Tartari Kaidu, il re del Regno armeno di Cilicia ed il patriarca della Chiesa ortodossa siriaca. Suoi compagni furono il domenicano Nicola da Pistoia ed il mercante Pietro di Lucalongo. Dalla Persia si recò via mare in India (1291) dove predicò per 13 mesi e battezzò circa cento persone. Il suo compagno Nicola da Pistoia morì lì. Viaggiando via mare da Meliapur, raggiunse la Cina nel 1294 solo per scoprire che Kublai Khan era appena morto e che Temür Khan (12651307) gli era succeduto al trono. Sebbene quest'ultimo non volle abbracciare il Cristianesimo, non pose comunque alcun ostacolo sulla via dello zelante missionario che anzi, a dispetto dell'opposizione dei Nestoriani che già si trovavano in Cina, entrò presto nelle grazie di Timurleng.

Nel 1299 costruì la prima chiesa di Pechino e nel 1305 ne costruì un'altra con annesse officine e case per 200 persone proprio davanti al palazzo imperiale. In quegli stessi anni riscattò da famiglie non cristiane circa 150 ragazzini dai 7 agli 11 anni, insegnò loro il greco ed il latino, scrisse appositi salmi ed inni e li educò al servizio liturgico della Messa ed al canto. Nello stesso periodo imparò in profondità la lingua cinese, allo scopo di iniziare a pregare in maniera pienamente comprensibile da chi lo ascoltava e tradusse in cinese il Nuovo Testamento ed i Salmi. Tra le 6.000 persone convertite da Giovanni da Montecorvino vi fu un re nestoriano, Giorgio, vassallo del Gran Khan, menzionato da Marco Polo ne Il Milione.

Giovanni lavorò in totale solitudine per ben 11 anni (non potendo quindi neanche confessarsi) finché nel 1304 un legato tedesco, Arnoldo di Colonia, fu inviato ad aiutarlo.

Nel 1307 papa Clemente V, pienamente soddisfatto del successo del missionario, inviò altri sette frati francescani con l'incarico di consacrarlo arcivescovo di Pechino e Sommo Vescovo di tutta la Cina; a loro volta essi avrebbero dovuto divenire suoi vicari. Di questi sette frati, però, solamente tre giunsero a destinazione: Gerardo Albuini, Pellegrino da Città di Castello e Andrea da Perugia. Essi lo consacrarono al loro arrivo a Kambaliq avvenuto tra il 1309 e il 1313. Uno dopo l'altro, furono nominati dallo stesso Giovanni vescovi di Zayton.

Nel 1312 altri tre frati francescani furono inviati da Roma come vescovi suffraganei.

Giovanni morì nel 1328 a Pechino. Ai suoi funerali solenni partecipò una grande folla di persone, sia cristiani che non. Attorno alla sua figura si era diffusa, infatti, una fama di santità che, in modi diversi, si trasmise nei secoli successivi[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Beato Giovanni da Montecorvino, santiebeati.it.
  2. ^ Cfr. Giuseppe Buffon, Khanbaliq. Profili storiografici intorno al cristianesimo in Cina dal medioevo all’età contemporanea (XIII-XIX sec.), Ed. Antonianum, Roma 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

(EN) John of Montecorvino in Catholic Encyclopedia, Encyclopedia Press, 1917.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Successioni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Arcivescovo di Pechino Successore ArchbishopPallium PioM.svg
- 23 luglio 1307 - 1328 Nicolas da Botras
1333 - 1338

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