Ferrovia Macomer-Bosa

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Macomer - Bosa
Bosa-Macomer-Nuoro.png
Stati attraversati Italia Italia
Lunghezza 48 km
Apertura 1888
Gestore ARST
Precedenti gestori SFSS (1888-1921)
FCS (1921-1989)
FdS (1989-2010)[1]
Scartamento 950 mm
Elettrificazione no
Note Tresnuraghes-Bosa chiusa nel 1981, ricostruita sino a Bosa Marina e riaperta nel 1995 come linea turistica
Dal 1997 l'intera Macomer-Bosa-Marina è aperta al solo traffico turistico.
Ferrovie

La ferrovia Macomer – Bosa è una linea ferroviaria turistica a scartamento ridotto della Sardegna, gestita dall'ARST nell'ambito del servizio Trenino Verde. La linea tuttavia termina oggi nello scalo di Bosa Marina, visto che la tratta tra questa stazione e quella di Bosa non è più percorribile.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Un'ADe delle allora FdS nei pressi di Modolo

La Macomer - Bosa venne progettata e costruita nell'ultima parte del XIX secolo dalle Strade Ferrate Secondarie della Sardegna, per collegare Bosa e i comuni limitrofi a Macomer, da dove poi sarebbe stato possibile prendere i treni della Compagnia Reale delle Ferrovie Sarde in transito sulla Dorsale Sarda, oppure prendere i convogli SFSS per Nuoro: nell'ultimo caso si parlò spesso di una linea unica Bosa-Macomer-Nuoro, seppur si trattasse di due ferrovie, quella per Bosa e quella per Nuoro, entrambe con capolinea Macomer.

I lavori di costruzione della ferrovia, lunga in origine 48 km e progettata a binario unico non elettrificato con scartamento da 950 mm, furono conclusi nel 1888, e il 26 dicembre[2] di quello stesso anno i primi treni transitarono sulla linea, che pochi anni dopo fu collegata alla Cagliari-Golfo Aranci delle Ferrovie Reali come la Macomer-Nuoro, grazie alla costruzione di un raccordo tra le due stazioni di Macomer. Il percorso originario della linea fu modificato pochi decenni dopo, infatti già negli anni dieci del Novecento fu realizzata una variante tra gli scali di Modolo e Bosa, che permise il transito dei treni nella frazione costiera di Bosa Marina[3]. Tale variante fu aperta al traffico nel maggio 1915[3]. Sei anni dopo l'intera rete SFSS, compresa la Macomer-Bosa, passò alle Ferrovie Complementari della Sardegna, che a metà degli anni trenta introdussero sulla linea le prime automotrici Diesel, che velocizzarono i tempi di percorrenza rispetto ai convogli trainati da locomotori a vapore.

Terminata la seconda guerra mondiale, durante la quale le due stazioni di Macomer furono bombardate, la ferrovia fu oggetto di interventi di manutenzione, ed inoltre a fine anni cinquanta nel parco mezzi del compartimento FCS di Macomer arrivarono nuove automotrici (le ADe, entrate in servizio il 12 maggio 1958) e nuovi locomotori a trazione diesel che segnarono l'inizio dell'abbandono della trazione a vapore. In quegli anni inoltre alcune delle relazioni avevano termine e origine non nella stazione FCS di Macomer ma nello scalo FS macomerese, con treni posti in coincidenza con quelli delle Ferrovie dello Stato.

Il 15 giugno 1981 per motivi di sicurezza fu chiusa la ferrovia tra le proteste degli abitanti dei centri serviti dalla linea, parzialmente placate dalla riapertura nel 1982 del tratto da Macomer a Tresnuraghes, dopo che fu sostituito l'armamento dei binari. Nel 1989 alle FCS subentrarono le Ferrovie della Sardegna, divenute nel 2008 l'ARST Gestione FdS, confluita poi nel 2010 nell'ARST[4], attuale gestore della linea.

La suggestività degli scenari attraversati nel tratto chiuso, e la crescente domanda di turismo ferroviario nell'isola, portarono l'ESIT, la CEE e la Regione a finanziare la ricostruzione della tratta Tresnuraghes-Bosa Marina, che il 10 maggio 1995 fu riaperta al traffico come linea turistica delle FdS (la prima in ordine di tempo). Il capolinea però non si trovava più nella stazione di Bosa ma in quella di Bosa Marina, per via dell'impossibilità di ripristinare il tratto tra i due scali dovuto a fenomeni di erosione del terreno su cui passavano i binari, fatto che avrebbe compromesso la stabilità della ferrovia. L'intera Macomer-Bosa Marina infine venne destinata all'esclusivo uso turistico nel giugno 1997.

Percorso[modifica | modifica sorgente]

Stazioni e fermate
BSicon STR.svg Linea FS da/per Golfo Aranci
BSicon BHF.svg Macomer FS 570 m s.l.m.
BSicon xABZrf.svg Linea FS da/per Cagliari
BSicon exSTR.svg Raccordo Macomer FS-Macomer ARST (220m) Chiuso nel 2006
BSicon KBHFxa.svg 0+000 Macomer ARST 571 m s.l.m
BSicon ABZrf.svg 0+600 Linea da/per Nuoro
BSicon BUE.svg 1+200 Passaggio a livello ex SS 129 Bis
BSicon BRÜCKE.svg 1+800 Ponte sulla SS 129 Bis
BSicon KRZu.svg 1+900 Sottopasso Linea FS da/per Golfo Aranci
BSicon BUE.svg 2+600 Passaggio a livello SS 129 Bis
BSicon HST.svg 5+471 Bara 637 m s.l.m
BSicon HST.svg 9+500 Santa Maria di Corte
BSicon SBRÜCKE.svg 11+100 Sottopasso sotto la circonvallazione di Sindia
BSicon BHF.svg 13+319 Sindia 505 m s.l.m
BSicon BUE.svg 16+400 Passaggio a livello SS 129 Bis
BSicon SBRÜCKE.svg 19+700 Sottopasso sotto la strada per la zona industriale di Suni
BSicon BUE.svg 20+500 Passaggio a livello SS 129 Bis
BSicon BHF.svg 24+512 Tinnura[5] 327 m s.l.m
BSicon BUE.svg 26+300 Passaggio a livello SS 292
BSicon BUE.svg 27+800 Passaggio a livello SS 292
BSicon BHF.svg 28+374 Tresnuraghes-Cuglieri-Magomadas 266 m s.l.m
BSicon BUE.svg 30+400 Passaggio a livello SS 292
BSicon HST.svg 36+578 Nigolosu 172 m s.l.m.
BSicon BHF.svg 41+472 Modolo 63 m s.l.m.
Track turning from left Unknown route-map component "xABZrf"
variante * 1915
Unknown route-map component "KBHFxe" Unknown route-map component "exSTR"
45+885 Bosa Marina 3 m s.l.m
Unknown route-map component "exENDEr" Unknown route-map component "exABZlg" Unknown route-map component "exSTR"
Raccordo portuale Bosa Marina
Unknown route-map component "exSTRlf" Unknown route-map component "exABZlg"
Bosa Marina-Bosa † 1981
BSicon exKBHFe.svg 48+105 Bosa 3 m s.l.m

I treni, lasciata Macomer, procedono in direzione ovest, giungendo dopo pochi chilometri alla fermata di Bara, nelle cui vicinanze inizia la lunga discesa verso il mare. Il tragitto raggiunge in seguito la fermata dell'abbazia di Santa Maria di Corte, e i centri di Sindia e Tinnura. Da qui la linea prende si dirige verso sud, toccando Tresnuraghes, ultimo capolinea ordinario prima della destinazione a linea turistica dell'intera ferrovia. Ci si avvicina sempre più alla costa, e mentre la ferrovia volge verso Bosa, si superano la fermata di Nigolosu e la stazione di Modolo. Dopo queste tappe, il treno raggiunge il mare e viaggia a poca distanza dall'acqua e dalle spiagge della zona, sino ad arrivare nella stazione di Bosa Marina, dove terminano i binari di questa linea.

Traffico[modifica | modifica sorgente]

Sulla linea viaggiano sia i mezzi ordinari in dotazione al compartimento ex FdS di Macomer, ovvero automotrici diesel elettriche (ADe) e locomotori diesel elettrici LDe con relative carrozze, sia mezzi d'epoca restaurati. Durante l'estate la linea è attiva prevalentemente nei fine settimana, seppur con un numero limitato di corse.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dal 2008 al 2010 come ARST Gestione FdS
  2. ^ Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926
  3. ^ a b Luigi Prato, Marco Fiori; Salvatore Fiori, La ferrovia Macomer-Bosa in Lestradeferrate.it. URL consultato il 18 ottobre 2012.
  4. ^ Cagliari 25 ottobre 2010 in ARST.it. URL consultato il 27-10-2010.
  5. ^ Dal 1928 alla fine della Seconda Guerra Mondiale la stazione fu identificata col nome di Suni

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Edoardo Altara, Binari a Golfo Aranci - Ferrovie e treni in Sardegna dal 1874 ad oggi, Ermanno Albertelli Editore, 1992, ISBN 88-85909-31-0.
  • Alessandro Boccone, Il Trenino Verde della Sardegna: da Macomer a Bosa, Edisar Editori.
  • Elettrio Corda, Le contrastate vaporiere - 1864/1984: 120 anni di vicende delle strade ferrate sarde: dalle reali alle secondarie, dalle complementari alle statali, Chiarella, 1984.
  • Francesco Ogliari, La sospirata rete, Milano, Cavallotti Editori, 1978.
  • In treno - Orario regionale Sardegna 14 dicembre 2008 - 13 giugno 2009, Trenitalia, 2008.
  • Catalogo dei Viaggi con il Trenino Verde (PDF), 13ª ed., ARST Gestione FdS, 2010.
  • Luigi Prato, Marco Fiori; Salvatore Fiori, La ferrovia Macomer-Bosa in Lestradeferrate.it. URL consultato il 18 ottobre 2012.

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