Ferrovia Cagliari-Isili
| Linea ferroviaria Cagliari-Isili |
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| Nazioni attraversate | |
| Lunghezza | 81 km |
| Apertura | 1888 |
| Gestore | ARST |
| Precedenti gestori | SFSS (1888-1921) FCS (1921-1989) FdS (1989-2010)[1] |
| Scartamento | ridotto 950 mm |
| Elettrificazione | no |
| Note | Cagliari-Monserrato riconvertita a linea metrotranviaria nel 2008 |
| Ferrovie | |
La ferrovia Cagliari–Isili è una linea ferroviaria a scartamento ridotto della Sardegna, gestita dall'ARST.
Indice |
[modifica] Storia
| Tratta | Inaugurazione |
|---|---|
| Cagliari–Isili | 15 febbraio 1888[2] |
| Per approfondire, vedi le voci Ferrovia Isili-Sorgono e Ferrovia Mandas-Arbatax. |
La ferrovia venne costruita dalle Strade Ferrate Secondarie della Sardegna, e aperta al traffico il 15 febbraio 1888: questa linea di 82 km era il primo tronco del collegamento ferroviario che dalla stazione di viale Bonaria a Cagliari avrebbe portato a Sorgono, attraversando il Parteolla, la Trexenta il Sarcidano e il Mandrolisai.
Il completamento della linea avvenne nel 1889, inoltre in quegli stessi anni iniziarono i lavori per una diramazione, che dalla stazione di Mandas avrebbe attraversato l'Ogliastra giungendo al porto di Arbatax. I lavori per la diramazione procedettero partendo dai due capolinea, e i due tronconi si congiunsero nel 1894.
Nel 1921 la gestione della linea passò alle Ferrovie Complementari della Sardegna, e quello stesso anno lo scrittore inglese David Herbert Lawrence pubblicò Mare e Sardegna, libro in cui dedicò parecchie pagine alla narrazione del suo viaggio di pochi mesi prima lungo questa ferrovia.
| « La carrozza era completamente piena di gente di ritorno dal mercato. Su queste ferrovie le carrozze di terza classe non sono divise in scompartimenti. Vengono lasciate aperte, così che uno vede tutti, come in una stanza. Le attraenti bisacce, le bertule, erano sistemate ovunque, e il grosso della gente si era immerso in un’animata conversazione. Tutto sommato, è la cosa più divertente, viaggiare in terza classe in treno. C’è spazio, c’è aria, ed è come trovarsi in un’allegra locanda, tutti sono di buon umore. » | |
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(David H. Lawrence, Mare e Sardegna, 1921)
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Durante la seconda guerra mondiale la ferrovia si rivelò una via di salvezza fondamentale per migliaia di cagliaritani, che specie nei giorni dei bombardamenti alleati del 1943 presero letteralmente d'assalto i treni in partenza dal capoluogo per rifugiarsi all'interno dell'isola. La stessa stazione di viale Bonaria fu danneggiata dagli ordigni. Tornata la pace, la ferrovia nel dopoguerra fu interessata a una serie di interventi piuttosto importanti, in particolare vennero realizzate diciotto varianti lunghe complessivamente quasi 10 km, oltre a una totale sostituzione dell'armamento.
La linea ottenne tra la fine degli anni cinquanta e l'inizio degli anni sessanta anche nuovo materiale a trazione diesel (tuttora in uso), sia automotrici che locomotori, e prenderà nel segmento da Cagliari a Isili una connotazione sempre più di linea per il traffico pendolare.
Negli anni sessanta si diede il via allo spostamento del capolinea cagliaritano, decisione presa per motivi di urbanistica[3]. Così il 1º dicembre 1968 lo storico capolinea cagliaritano compreso tra viale Diaz e viale Bonaria chiuse i battenti, e i treni passeggeri si attestarono nella nuova stazione di piazza Repubblica, mentre le rimesse e le officine vennero spostate nella allora frazione di Monserrato. La stazione di viale Bonaria fu poi demolita negli anni settanta per lasciare spazio a dei nuovi edifici bancari. Nel 1989 le FCS si fusero con le Strade Ferrate Sarde dando vita alle Ferrovie della Sardegna (dal 2008 ARST Gestione FdS), che nel 1997 chiusero al trasporto pubblico la diramazione per Arbatax e la linea da Isili a Sorgono, destinandole esclusivamente al servizio turistico Trenino Verde.
Sempre a metà degli anni novanta vari interventi furono effettuati sul tracciato, con parecchie rettifiche di curve e nuove varianti costruite per permettere maggiori velocità di percorrenza ai treni, fatto che portò la lunghezza del tracciato da Cagliari a Isili a 77 km. Inoltre nel percorso urbano tra gli scali di Cagliari Piazza Repubblica e Monserrato veniva istituito un servizio ferroviario urbano[4], che portò inoltre alla costruzione di nuove fermate intermedie lungo questa tratta.
Su questa strada nei primi anni del nuovo millennio le FdS diedero il via al progetto della metrotranvia di Cagliari, basato in parte sulla riconversione a metrotranvia del tracciato tra la stazione di Monserrato e quella di Cagliari-piazza Repubblica. I lavori che riguardarono la costruzione del nuovo terminal della metrotranvia al posto della stazione ferroviaria di piazza Repubblica portarono allo spostamento del capolinea cagliaritano alla fermata di largo Gennari nel 2004[5]. La mattina del 17 marzo 2008 i treni FdS hanno raggiunto per l'ultima volta il capoluogo regionale, poche ore più tardi infatti l'inaugurazione della metrotranvia sanciva la chiusura al traffico ferroviario della Cagliari Piazza Repubblica-Monserrato Gottardo (poco più di 6 km), divenuta la linea 1 della metrotranvia cagliaritana. Il capolinea ferroviario è stato quindi spostato a Monserrato nella fermata Gottardo, sita a pochi metri dalla stazione ferroviaria e punto di interscambio tra treni e tram. Nel 2010 la gestione della linea passò all'ARST, in seguito alla fusione di quest'ultima con l'ARST Gestione FdS[6].
[modifica] Caratteristiche
La linea che collegava in origine Cagliari, e in seguito Monserrato, a Isili, lunga oggi circa 70 km, è insieme alla Monti-Tempio Pausania la prima ferrovia pubblica a scartamento ridotto ad essere entrata in servizio in Sardegna, nonché la più antica tra quelle oggi in attività nell'isola. Dal punto di vista infrastrutturale la linea è interamente realizzata a binario unico non elettrificato a scartamento da 950mm.
[modifica] Percorso
| 0,00 | Cagliari viale Bonaria | Chiusa nel 1968 e poi demolita | |
| 1,16/0,00 | Cagliari piazza Repubblica | Capolinea ferroviario dal 1968 al 2004 | |
| Cagliari via Puccini | |||
| 0,64 | Cagliari largo Gennari | Capolinea ferroviario dal 2004 al 2008 | |
| 1,49 | Cagliari via Genneruxi | ||
| 2,32 | Fermata metrotranviaria Cagliari via Mercalli | 5 m s.l.m. | |
| Cagliari via Mercalli | 5 m s.l.m. | ||
| 3,42 | Cagliari via Vesalio | 7 m s.l.m. | |
| 4,17 | Cagliari centro commerciale Pirri | 8 m s.l.m. | |
| 4,63 | Cagliari-Pirri | 3 m s.l.m. | |
| 4,80 | Fermata metrotranviaria Monserrato via Caracalla | ||
| Monserrato via del Redentore | 12 m s.l.m. | ||
| 5,55 | Fermata metrotranviaria Monserrato via del Redentore | ||
| 6,30 | Monserrato via San Gottardo | ||
| Depositi tranviari Monserrato (CRM) | |||
| 6,50/0,00 | Monserrato | ||
| Raccordo depositi e officine | |||
| Cavalcavia SS 554 | |||
| Selargius | 63 m s.l.m. | ||
| Vecchio tracciato Selargius-Settimo San Pietro | |||
| 4 | Settimo San Pietro | 64 m s.l.m. | |
| Vecchio tracciato Settimo San Pietro-Soleminis | |||
| 12 | Soleminis | 179 m s.l.m. | |
| 16 | Dolianova-Serdiana | 193 m s.l.m. | |
| Variante Dolianova | |||
| Vecchio tracciato Dolianova-Donorì | |||
| 25 | Donori | 143 m s.l.m. | |
| Piscanali | 123 m s.l.m. | ||
| Onigu | 122 m s.l.m. | ||
| 34 | Barrali-Pimentel | 131 m s.l.m. | |
| Vecchio tracciato Barrali-Senorbì | |||
| 41 | Senorbì | 190 m s.l.m. | |
| 44 | Suelli | 222 m s.l.m. | |
| Cerbu | |||
| 51 | Gesico-Siurgus Donigala | 374 m s.l.m. | |
| 59 | Mandas | 490 m s.l.m. | |
| Linea turistica da/per Arbatax | |||
| 63 | Serri | 561 m s.l.m. | |
| 71,11 | Isili | 510 m s.l.m. | |
| Linea turistica da/per Sorgono | |||
[modifica] Traffico
Attualmente la linea è interessata alle relazioni passeggeri:
- Monserrato Gottardo-Dolianova;
- Monserrato Gottardo-Mandas;
- Monserrato Gottardo-Isili;
- Monserrato-Dolianova;
- Mandas-Isili.
La ferrovia è attiva solamente nei giorni feriali, in quelli festivi è in funzione un servizio di autolinee sostitutive.
La tratta Cagliari-Monserrato Gottardo è oggi espletata dalla metrotranvia.
Le relazioni vengono in gran parte coperte con automotrici: il deposito locomotive di Monserrato dispone di 13 automotrici ADe prodotte da Fiat, Stanga e TIBB tra il 1957 e il 1960 (sottoposte a restyling nel corso degli anni), oltre a 4 ADe Breda/ABB prodotte nel 1995. Per i treni a maggior affluenza vengono utilizzati anche convogli trainati da locomotori LDe Breda/TIBB prodotti tra il 1959 e il 1960, disponibili in 7 esemplari per il compartimento di Cagliari, i cui colori identificativi presenti su locomotori e carrozze sono il celeste e il blu.
[modifica] Galleria
[modifica] Note
- ^ Dal 2008 al 2010 come ARST Gestione FdS
- ^ Società Italiana per le Strade Ferrate Secondarie della Sardegna. Orario (jpg). 11-02-1888. URL consultato il 22-07-2010.
- ^ Risposte scritte ad interrogazioni (pdf), pp. 11. Camera dei Deputati, 13-06-1955. URL consultato il 02-04-2008.
- ^ Caterina Pinna. È un treno ma è un metrò. La prima fermata sarà in via Vesalio in L'Unione Sarda. 30-12-1994. URL consultato il 08-05-2009.
- ^ In 12 minuti da piazza Repubblica a Monserrato in La Nuova Sardegna. 19 giugno 2004. URL consultato il 1 maggio 2011.
- ^ Cagliari 25 ottobre 2010 in ARST.it. URL consultato il 27-10-2010.
[modifica] Bibliografia
- Edoardo Altara, Binari a Golfo Aranci - Ferrovie e treni in Sardegna dal 1874 ad oggi, Ermanno Albertelli Editore, 1992. ISBN 88-85909-31-0
- Elettrio Corda, Le contrastate vaporiere - 1864/1984: 120 anni di vicende delle strade ferrate sarde: dalle reali alle secondarie, dalle complementari alle statali, Chiarella, 1984.
- Francesco Ogliari, La sospirata rete, Milano, Cavallotti Editori, 1978.
- Fernando Pilia, Il trenino verde della Sardegna - Un secolo di storia tra pionieri, banditi, letterati e turisti, Silvana Editoriale. ISBN 88-366-0747-9
- In treno - Orario regionale Sardegna 14 dicembre 2008 - 13 giugno 2009, Trenitalia, 2008.
- Catalogo dei Viaggi con il Trenino Verde (PDF), 13, ARST Gestione FdS, 2010.
- Orario invernale: dal 14 settembre 2009 al 10 giugno 2010 in Ferroviesardegna.it. URL consultato il 02-07-2010.
- Info FDS - Linee di Cagliari e Macomer in Photorail.com. 13-11-2007. URL consultato il 02-07-2010.
- Francesco Cannas. La Mandas-Arbatax in Ilmondodeitreni.it. URL consultato il 02-07-2010.
[modifica] Collegamenti esterni
- ARST. URL consultato il 21 aprile 2011.
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Società
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