Automotrice FS ALn 668

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FS ALn 668
AUTOMOTRICE
ALn668 1706 03.JPG
Automotrice diesel Aln 668.1706 presso Santhià, 11/04/2006.
Anni di progettazione {{{Anno_Progettazione}}}
Anni di costruzione 1954 - 1983
Anni di esercizio {{{Anni_di_Esercizio}}}
Quantità prodotta 787 unità in 12 serie
Costruttore Fiat Ferroviaria, Breda
{{{Tipo_elemento}}}
Dimensioni 22110/23.540 mm x 2.878 mm
Capacità 68 posti
Quota del piano di calpestio {{{Piano_del_Ferro}}}
Scartamento {{{Scartamento}}}
Interperno 15.940 mm
Passo dei carrelli 2.450 mm
Massa in servizio {{{Peso_In_Servizio}}}
Massa aderente {{{Peso_Aderente}}}
Massa vuoto {{{Peso_Vuoto}}}
Rodiggio (1A)(A1)
Diametro ruote motrici 920 mm
Distribuzione Meccanica con giunto idraulico
Tipo di trasmissione {{{Tipo_trasmissione}}}
Rapporto di trasmissione {{{Rapporto_di_trasmissione}}}
Potenza oraria 125/136/166/206 kW UIC per motore
Potenza continuativa {{{Potenza_Continuativa}}}
Sforzo trazione massimo {{{Sforzo_Trazione_Massimo}}}
Sforzo all'avviamento {{{Sforzo_Avviamento}}}
Velocità massima omologata 110/130 km/h
Alimentazione Diesel
Autonomia 600 km
Tipo di motore {{{Tipo_motore}}}
Numero di cilindri {{{Cilindri}}}
Diametro dei cilindri {{{Diametro Cilindri}}}
Corsa dei cilindri {{{Corsa Cilindri}}}
Pressione massima {{{Pressione massima}}}
Superficie caldaia {{{Superficie caldaia}}}


Dati tratti da:
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Le Automotrici ALn 668 sono una famiglia di veicoli ferroviari leggeri, costruiti a cavallo degli anni cinquanta e gli anni ottanta per le Ferrovie dello Stato e tuttora in servizio.

Indice

[modifica] Storia

All'inizio degli anni cinquanta, il parco automotrici a disposizione delle FS risultava ormai obsoleto per l'uso alle quali erano destinate. Oltretutto, la notevole varietà di soluzioni costruttive adottate creava non poche difficoltà nella manutenzione dei mezzi e nel reperimento dei pezzi di ricambio.

Le automotrici RALn 60, costruite per la modernizzazione del servizio viaggiatori sulle linee siciliane a scartamento ridotto delle FS fin dal gennaio del 1950 avevano rappresentato il banco di prova e le capostipiti della lunga serie di automotrici Fiat che sarebbero state costruite dal dopoguerra fin quasi ad oggi. Già pochi anni dopo, le ALn 64 ne rappresentarono la naturale evoluzione rivelandosi di grande affidabilità.

Nel 1954 iniziò dunque il progetto di una nuova automotrice standardizzata che, facendo tesoro delle esperienze già acquisite con le due serie già in esercizio, avrebbe potuto sopperire alle carenze delle macchine in servizio fino a quel momento.

La nuova automotrice venne progettata con 68 posti a sedere di cui 8 di prima e 60 di seconda classe.

In accordo alle regole di classificazione dei rotabili in uso presso le Ferrovie dello Stato, nacque così l'Automotrice Leggera a Nafta 668, abbreviata in ALn668.

Il mezzo venne progettato per avere una grandissima versatilità e capacità di adattamento agli ambienti più disparati, tanto da diventare un punto di riferimento dell’intero parco rotabili delle FS, che in 30 anni ne ha commissionati più di 700 esemplari.

Questi mezzi hanno svolto, soprattutto a partire dagli anni sessanta, la maggior parte dei servizi regionali italiani, per poi essere, con l'aumentare del traffico, sostituite da convogli regionali e da convogli automotori ed essere trasferite ai servizi locali più decentrati e alle linee non elettrificate.

[modifica] Progettazione e requisiti del nuovo mezzo

Le livree adottate delle ALn 668 (1) livrea originale grigio azzurro e beige pergamena (2) verde lichene-giallo coloniale (3) castano-isabella (4) XMPR

Nel 1954 le FS ordinano alla FIAT le prime tre unità della serie: i prototipi 1401, 1402 e 1403.

Dalla progettazione di questi primi mezzi si sarebbe sviluppata una generazione di automotrici che avrebbe dovuto rappresentare nelle intenzioni del committente un componente tipo del parco rotabile destinato alla distribuzione su tutta la rete ferroviaria italiana non elettrificata.

Dopo l'esperienza delle grosse automotrici a motore unico (ALn 990 e ALn 880) la produzione delle nuove automotrici riprese l'impostazione bimotore tipica delle vecchie automotrici anteguerra, come le ALn 56, ma con nuova impostazione; motori e parti meccaniche sottocassa.

Gli aspetti di tale impostazione risultarono utili: i due gruppi di trazione indipendenti con motori diesel, di derivazione camionistica quindi di larga produzione, permettevano di contenere il costo del corpo trainante, la presenza di due assi motori dava maggiore aderenza, i ricambi risultavano economici e di grande reperibilità.

I componenti di arredo furono scelti abbastanza spartani, semplici e leggeri, di facile manutenzione generale; venne abbandonata la maggiore comodità degli interni che aveva caratterizzato le ALn 772 e le ALn 990.

Altre modifiche riguardarono gli organi di comando completamente ricreati grazie ai nuovi comandi elettrici (abbandonando definitivamente l’assetto a pedali derivato dai veicoli stradali). Ma l'aspetto più radicalmente importante fu il definitivo abbandono del montaggio del motore sul carrello e la sua sistemazione indipendente sottocassa che risolveva sia i problemi di instabilità nella marcia veloce che di trasmissione delle vibrazioni e degli urti derivanti dalla marcia del treno sulle delicate parti meccaniche della motorizzazione, fonte di avarie e di precoci riparazioni.

[modifica] Le serie

[modifica] Serie 1400

Due ALn 668 serie 1400 nella Stazione di Paratico-Sarnico

La prima produzione di serie della ALn 668 è rappresentata dalla serie 1400, costituita dalle prime ottanta unità, inclusi i primi tre prototipi che riportano come differenza tra le successive macchine prodotte solo l’aggiunta dell’intercomunicante a soffietto e lo spostamento della presa aria di alimentazione dei motori dal tetto alla fiancata.

Per questa prima serie fu adottato il motore 203S sovralimentato tarato a 110 kW con cilindrata 10676 cc, il quale derivava da quello del camion Fiat 682, coevo di questa serie di automotrici. A causa di alcune differenze nei cablaggi le unità prototipo non erano accoppiabili in comando multiplo con le unità di serie, tuttavia, dopo il ripristino a scopi turistici del prototipo 1401, questa differenza è stata eliminata e l'impianto elettrico è stato conformato alle unità di serie.

Del parco FS sono funzionanti quattro unità: la già citata 1401, la 1452, la 1462 e la 1478. Le prime due sono state restaurate e riportate nella livrea originaria giallo coloniale e verde bottiglia dal Deposito Locomotive di Fabriano ed ora assegnate al parco storico di Milano Smistamento. Le altre due sono impiegate sulle linee valdostane[1].

Alcune automotrici della serie sono presenti nei parchi rotabili di alcune società ferroviarie regionali o in concessione. In particolare, la Ferrovie Emilia Romagna (FER), possiede la serie 05-09 ex FSF, costruita tra il 1959 e il 1962, di cui il primo modello da alcuni anni è stato restaurato e riportato nella livrea originaria già citata, e la serie ADn 601-602 ex SV/FPS, costruita nel 1963. Nel parco della MetroCampania NordEst si trovano la 103, la 113 e la 118, di origine FABN, mentre in quello della GTT ex SATTI sono presenti quelle immatricolate nella serie D1-D10, costruite nel 1962. Le Ad 121-130 delle Ferrovie del Sud Est (FSE) sono invece complessi binati derivati dalla ricostruzione di dieci automotrici di questa serie.

[modifica] Serie 2400

Automotrice ALn 668 serie 2400

Quasi contemporaneamente alle Fiat 1400, queste unità vennero prodotte dalla Breda di Sesto San Giovanni (MI). Erano dotate di due motori Diesel del tipo Brif D140S6h di 10,179 litri a sei cilindri tarati a 100 kW e sovralimentati con turbosoffiante Holset. Essi erano affiancati e posti sotto il pavimento della macchina dal lato opposto al bagagliaio e agivano su un unico cambio in modo da ottenere un solo carrello motore a completa aderenza, con rodiggio 2'B'. Il cambio era di tipo epicicloidale Wilson di fabbricazione della stessa Breda (tipo self-chan 11") su licenza SCG simile a quello montato sulla serie 1500 Fiat, mentre il giunto idraulico era del tipo GR45. I carrelli erano di tipologia differente in quanto la sospensione sia primaria che secondaria era a molle elicoidali miste in acciaio e gomma, tipo ELIGO, simile a quelle montate sui TEE ALn 442/448 in cui l'elica d'acciaio porta la maggior parte del carico e la gomma provvede allo smorzamento. Anche queste unità erano atte al comando multiplo con un'unità gemella e avevano la possibilità di trainare i rimorchi Ln 664 Fiat dal quale ricevevano le segnalazioni di carica batteria e quelle della caldaietta Webasto.

Le differenze esteriori riguardavano la forma della cassa un po' più squadrata e i mantici a soffietto sul frontale. Fa eccezione la sottoserie 2431/2440 che, costruite a circa tre anni di distanza dai primi trenta modelli, presentano gli intercomunicanti celati dietro apposite porte a doppia anta. Gli interni ricalcano quelli della serie 1400 Fiat con arredamento appesantito dalle bagagliere trasversali dipinte in verde bottiglia. La sottoserie 2431/2440 aveva invece le bagagliere longitudinali. Rimasero una serie senza seguito anche perché, rispetto ai modelli Fiat, erano caratterizzate da una certa delicatezza, specialmente nei motori, fonti di numerose noie durante il servizio.

La Società Nazionale Ferrovie e Tramvie (SNFT), che gestiva la linea Brescia – Iseo – Edolo, nel 1960 acquistò quattro motrici simili alle 2400 Breda, ma dotate di motori tarati a 125 kW e di un rapporto al ponte più corto, tale da permettere una velocità massima di 80 km/h. Le motrici erano prive di intercomunicante a soffietto il quale fu sostituito da semplice passaggio di servizio a cancelletto. Tali unità furono immatricolate nella serie An 68.111-114, poi riclassificate nel 1977 come ALn 68.111-114[2]. Due unità furono messe fuori servizio nel 1983 e accantonate nel 1988; le altre due nello stesso anno furono accoppiate permanentemente e rimasero in servizio fino al 1992[3].

[modifica] Serie 1500

La ALn 668.1502 in livrea originale

Questa seconda serie rappresenta un primo processo di revisione della automotrice, pur mantenendo praticamente invariato l’aspetto esteriore a parte le vistose marmitte sul tetto tipiche di tutte le 668 dotate di motori aspirati. Il motore 203s venne sostituito con il più prestante modello 221H, sempre a sei cilindri ma di 12.883 litri e ad aspirazione naturale ed erogante 115 kW. Inoltre, il cambio passò dal Fiat al tipo epicicloidale Wilson a 4 marce di fabbricazione Breda (tipo c 235) su licenza SGC.

Le unità 1501 e 1510 dal marzo 2009 risultano assegnate al deposito locomotive di Cremona allo scopo di essere restaurate per l'effettuazione di treni storici.

[modifica] Serie 1600

Praticamente identica alla serie 1500, ma con cambio meccanico Fiat a cinque marce con ingranaggi sempre in presa.

Delle automotrici ancora in esercizio, la 1615 e la 1616 sono state recentemente assegnate alla direzione regionale Sicilia e prese in carico dal deposito locomotive di Palermo per l'effettuazione di treni storici, mentre le automotrici 1619, 1627 e 1631 appartengono al parco rotabili FER.

[modifica] Serie 1999

Questa serie sperimentale composta da due esemplari rappresentò un banco di prova per le future modifiche e miglioramenti della ALn668. Verso la fine degli anni sessanta infatti l’impiego sempre più numeroso e costante di questo gruppo di automotrici, spinse a rivedere alcune caratteristiche di comfort, resistenza e semplicità costruttiva. Le parti che vennero interessate da questa operazione furono i carrelli e la struttura del telaio. Rispetto al carrello venne sperimentato il tipo 7170 con molle ad elica a sospensione trasversale[4], che avrebbe presentato successivamente un’applicabilità ben al di là delle previsioni iniziali riguardanti specificamente alle automotrici (con questo carrello infatti nacque la "terza generazione di carrelli FIAT").

Queste macchine sono state dotate del motore 221HS da 158 kW, versione sovralimentata del 221H equipaggiante la serie 1500 e 1600. L'ALn 668.1999 non è mai stata immatricolata nel parco FS e dopo il ciclo di prove fu venduta alla Ferrovia Suzzara Ferrara SpA insieme alla seconda unità fatta costruire appositamente. Esse furono immatricolate dalla società ferroviaria come ALn 668.11 e ALn 668.12. Di queste, attualmente (2010) solo la 11 è ancora in esercizio in quanto l'unità 12 è rimasta coinvolta in un incidente.

[modifica] Serie 1700

Una 668 serie 1700 (unità 1706), fotografata presso Santhià

La serie 1700 prodotta dalla Officine Pistoiesi del gruppo Breda in venti esemplari presenta una nuova motorizzazione. Il motore adottato per la prima volta in questa serie equipaggerà in tutte le sue successive varianti le automotrici Fiat fino agli anni novanta. Il motore diesel 8217/12 aspirato poteva contare su una cilindrata maggiore rispetto al precedente 221 (13.798 cc contro 12.883) e su una potenza di 166 kW (UIC). Fu tarato sulle macchine sempre a 115 kW come il precedente 221 ma le prestazioni migliorarono soprattutto in fase di spunto e di ripresa grazie appunto alla cilindrata maggiorata. Inoltre grazie a questa nuova motorizzazione veniva finalmente sostituito l’azionamento meccanico dei ventilatori dei radiatori con il comando idrostatico fornito dalla ditta svizzera Behr.

[modifica] Serie 1800

Le novità della serie 1800 sono identificabili con l’approdo del carrello di terza generazione FIAT[4] e il pavimento in lamiera grecata di acciaio inossidabile che contribuì a ridurre notevolmente i costi di manutenzione di questa parte della cassa, soggetta maggiormente a usura e deterioramento. Queste modifiche derivano direttamente dai test effettuati sulle automotrici della serie 1999.

Sulla base di questo modello sono state costruite alcune automotrici in uso su ferrovie regionali o concesse. La serie 668.001-002 della FER è composta da modelli tratti da questa serie e costruiti nel 1972 su richiesta della SV che l'ha impiegata sulla linea Bologna–Portomaggiore. Immatricolata inizialmente nella serie ADn 603-604, è poi passata alla Gestione Commissariale Governativa delle Ferrovie Venete - Ferrovia Bologna Portomaggiore (FBP) e quindi alla società emiliano-romagnola. La FER possiede anche la ALn 668.1009, costruita nel 1971 per le Ferrovie Padane (FP) su modello di questa serie. Per quanto riguarda la GTT, le 668 della serie M001-M007, costruite nel 1972, si basano sulla 1800. Tra il 2006 e il 2008, cinque automotrici sono state rimotorizzate e immatricolate nella serie 900[5].

[modifica] Serie 1900-1000

La ALn668-1061 in sosta.
Una ALn 668 serie 1000 (a sinistra) e una serie 1700 (a destra). La 1000 è di produzione Fiat Ferroviaria, la destra è di Breda. Si notino le differenze sull'imperiale, sulla fanaleria e sui cristalli

La serie 1900 e 1000 vide delle notevoli ed evidenti modifiche alla struttura della automotrice. In particolare, esse riguardarono la disposizione a due vestiboli in posizione paracentrale anziché il classico vestibolo unico centrale[4], e l’allungamento complessivo della cassa che passò dai 22110 a 23540 mm. Grazie alla cassa allungata si poté aumentare il comfort complessivo dei posti a sedere aumentando lo spazio longitudinale per 4 posti (modulo) da 1600 a 1680 mm.

A livello di motorizzazione su questa serie venne utilizzata la versione sovralimentata del 8217 (8217/32) che con i suoi 206 kW (UIC) consentì di portare la velocità massima dell’automotrice a 130 km/h. La potenza di taratura dei motori fu in un primo momento di soli 147 kW in quanto si pensava che con una taratura maggiore sarebbero sorti problemi di raffreddamento soprattutto su linee con forti pendenze e frequenti gallerie. Dopo varie prove eseguite anche sulle linee facenti capo a Cuneo, come la Cuneo – Ventimiglia, sia sulla serie 1000/1900 che sulla 3100 e visti i buoni risultati, fu deciso di modificare la taratura dei motori a 170 kW. La testata fu rimodernata sulla base del disegno adottato sulle 1999. Questa serie venne prodotta a partire dal 1975 con l'unità 1901 e rimase in produzione fino al 1979, con l'unità 1120.

Alcune automotrici di questa serie sono state acquistate da alcune società in regime concessorio. Ad oggi, la FER possiede la serie 1010-1013, formata da modelli costruiti nel 1976 e nel 1977 per conto della FP[6], la serie 013-018, costruita tra il 1978 e il 1979 per la FSF, e i modelli 003-004, costruiti nel 1979 per la SV che li aveva inizialmente immatricolati come ADn 607-608 per impiegarli sulla Bologna–Portomaggiore. La Società Veneta acquistò nel 1980 anche le automotrici ora di Sistemi Territoriali (ST) ed immatricolate come 68.605, 606, 609 e 610. Su modello della serie 1900, infine, le FSE possiedono le Ad 31-45, costruite nel 1978, mentre le 668.121 e 122, impiegate da LeNord sulla Brescia – Edolo, sono state costruite nel 1981 per conto della SNFT.

[modifica] Serie 1200-3000, 3100-3200-3300

Una 668 serie 1200
Una ALn 668 serie 1200R

Dopo anni di produzione di automotrici a due vestiboli, con la serie 1200 si ritornò alla soluzione a vestibolo centrale[4], ma si mantenne la cassa maggiorata della serie 1900. Il nuovo vestibolo però venne realizzato in modo da sommare le dimensioni delle porte della serie precedente ottenendolo scopo di aumentare la capacità e la velocità di incarrozzamento. Inizialmente la serie 1200 venne equipaggiata col motore classico tipo 8217 aspirato con la potenza massima tarata a 120 kW. In seguito, a partire dal 2003, alcune unità sono state modificate dotandole, in sede di Revisione generale, del motore a versione sovralimentata, in modo da aumentarne le prestazioni generali; per distinguerle si è deciso di assegnare loro la numerazione distintiva di serie 1200R.

Una ALn 668 serie 3100

La serie 3100, costruita in 150 esemplari, è stata prevista con la possibilità di viaggiare in comando multiplo fino a 3 unità[7], ed è stata dotata di motori tarati a 170 kW. Nel periodo iniziale un certo numero di tali mezzi,furono utilizzati sulla Cuneo-Ventimiglia/Nizza. Alcuni esemplari vengono tuttora utilizzati nella tratta Belluno-Montebelluna-Treviso-Venezia, solitamente accoppiate in tre unità.

L’ultima serie di ALn 668, la 3300 (40 esemplari), è rimasta in produzione fino al 1983. Essa monta di serie un rapporto "da montagna"[7] che ne limita la velocità massima a 120 km/h aumentandone le prestazioni sulle tratte difficili; sono impiegate principalmente sulla linea Terni–L'Aquila e su linee afferenti al nodo di Sulmona, caratterizzate da pendenze elevate (fino al 35 per mille).

Diverse ferrovie regionali e concesse presentano automotrici costruite sulla base di queste serie. La FER possiede alcuni modelli costruiti secondo la 3000: la serie 1014-1015, costruita nel 1983 per le FP, la serie 2463-2466, acquistate nel 1980 dall'ACT Reggio Emilia e la serie 611-613, ex ADn 661-663, composta da elementi costruiti nel 1981 per conto della SV ed impiegati da questa sulla Bologna–Portomaggiore. Sempre della serie 3000, la MetroCampania Nord Est possiede le 668.19-113, ex FABN, costruite tra il 1981 e il 1982 e ora rinumerate nella serie 005-009. Nel parco rotabili della GTT si trovano le ALn 668.D11-D12, di provenienza SATTI, costruite nel 1979 e nel 1980 sulla base della 1200.

Le ALn 668.124-126 del parco rotabili LeNord sono delle automotrici della serie 3100 acquistate nel 1983 dalla SNFT[8].

[modifica] Materiale LeNord

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Automotrice FS ALn 663.

Le serie 130 e 140 delle ALn 668 del parco rotabili LeNord sono composte da automotrici ALn 663 dotate di 68 posti. Per tale motivo e per decisione della SNFT, acquirente della prima serie nel 1987, esse sono state immatricolate come 668.

[modifica] Rimorchiate

La cassa nuda di un rimorchio Ln 664. La struttura è molto simile a quella delle ALn 668

Proseguendo secondo le consuetudini delle serie precedenti di automotrici vennero costruiti anche due tipi di rimorchi: gli Ln 664.1400 (32 + 1 unità) per le ALn 668.1400 (poi modificati per le serie 1000 e 1900) e gli Ln 882 (23 unità) per le ALn 668.1500. I risultati tuttavia non furono entusiasmanti e ne venne limitato l'impiego sulle linee ad andamento pianeggiante o con poche livellette. In seguito, per incrementare il parco dei rimorchi Ln 664 da utilizzare con le automotrici serie 1000 e 1900, sono stati modificati adattandoli due Ln 664.3500 della dotazione delle ALn 773 divenuti Ln 664 serie 1400. Uno di questi è l'ex Ln 664.3519 divenuto Ln 664.1433; la modifica è avvenuta nel 1994.

Con il trascorrere degli anni, l'uso di rimorchi è divenuto sempre più sporadico; dato che limita le prestazioni delle automotrici in velocità e in accelerazione divenendo causa di eccessivi aumenti di percorrenza sempre meno accettati nell'esercizio moderno. Gli Ln 882, essendo adattabili solo alla serie 1500 ormai in disuso, sono già stati ritirati tutti dal servizio attivo. Gli Ln 664 rimangono invece ancora in uso:

  • sulle linee afferenti al nodo di Milano e sulla Pavia-Codogno, in composizione bloccata a due ALn 668;
  • sulle linee romagnole tra Faenza, Lavezzola e Ravenna, in quest'ultimo caso accoppiate a una motrice serie 1900.

[modifica] Prototipi e unità sperimentali

Nell'ambito del programma di preservazione delle unità storiche, nel 2007 e nel 2008, sono state restaurate e messe in ordine di marcia presso il DL di Fabriano la ALn 668.1401, primo prototipo costruito della intera serie Fiat, e la 668.1452. Ricolorate nella storica livrea Giallo coloniale e Verde Lichene, le due automotrici, dopo anni di accantonamento, sono entrate a far parte del parco rotabili storici delle FS e assegnate al Deposito Locomotive di Milano Smistamento.

Una ALn 668, alla fine degli anni sessanta, è stata utilizzata per una serie di prove tecniche sperimentali in vista dello sviluppo dell'assetto variabile che avrebbe portato alla realizzazione della prima elettromotrice ETR Y 0160 Pendolino e dei successivi elettrotreni ETR 401, ETR 450, ETR 480 ecc. L'automotrice in questione era la Fiat modello 7170 divenuta poi ALn 668.1999 in seguito alla sua immissione in servizio. In particolare vennero studiate, mediante misurazioni dettagliate, le variazioni dell'accelerazione trasversale sui passeggeri in curva a velocità elevate mediante uno speciale sedile inclinabile che simulava la variazione di assetto del veicolo.

Un'automotrice della serie 1200 venne costruita sperimentalmente con cassa in acciaio inossidabile ma rimase un esemplare unico. Si trattava dell'unità 1207 in forza al deposito locomotive di Treviso, dove è assegnata tuttora tutta la serie 1200. Con l'avvento della livrea XMPR, tale unità non è più riconoscibile se non dalla marcatura, avendo le pellicole ricoperto la parte di cassa realizzata in acciaio inox.

[modifica] Serie speciali costruite per ferrovie estere

Il progetto 668 ha dato luogo alla fornitura di automotrici o complessi binati per varie ferrovie estere tra cui 100 unità, classificate da 1267 in poi, per le Ferrovie statali della Svezia e complessi binati per le Ferrovie Turche.

[modifica] Galleria Fotografica

[modifica] Note

  1. ^ TuttoTreno, 239/2010 News a p.11
  2. ^ Mario Bicchierai (gennaio 1992). Quel treno in Valcamonica - La Brescia-Iseo-Edolo e le sue diramazioni. Mondo ferroviario 67: 38-40.
  3. ^ Club Fermodellistico Bresciano. Elenco materiale motore ferrovia Brescia - Iseo - Edolo (1907 - 2000). URL consultato il 09-04-2011.
  4. ^ a b c d Mingari, Dalla littorina al pendolino, pag. 22
  5. ^ In particolare sono la ex M001, la M003, la M005, la M006 e la M007, reimmatricolate rispettivamente come 901, 903, 905, 906 e 907. La M002 e M004 risultano accantonate. Cfr. Stefano Paolini. Info GTT - Canavesana e Torino-CeresPhotorail.com. Consultato il 2010-07-20.
  6. ^ Di questa serie, le automotrici 1010 e 1011 hanno la particolare fiancata cannellata.
  7. ^ a b Mingari, Dalla littorina al pendolino, pag. 23
  8. ^ In origine, questa serie SNFT si componeva di quattro elementi: l'unità 123 è stata radiata nel 1997 a seguito di incidente.

[modifica] Bibliografia

  • Stefano Garzaro, Angelo Nascimbene, Automotrici ALn 668 e rimorchi, collana Monografie ferroviarie n. 13, Torino, Edizioni Elledi, 1983, ISBN 88-7649-014-0
  • Vittorio Cervigni, Panoramica sulle ALn 668, in I treni oggi, 13 (1992), n. 129, pp.20-28
  • Michele Mingari, Dalla littorina al pendolino - Un autobus su rotaia, Milano, Gribaudo, 1996
  • Mingari-Vallucci, "ALn 668 e ALn 772 alla ribalta", in RF 1 p. 8 Acme Edizioni
  • Oreste Santanera, "I Treni Fiat", Automobilia, 1997

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Altri progetti

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