Brigata alpina "Julia"

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Brigata alpina "Julia"
Scudetto Brigata alpina "Julia"
Scudetto Brigata alpina "Julia"
Descrizione generale
Attiva 1926 - oggi
Nazione bandiera Regno d'Italia
Italia Italia
Alleanza Flag of NATO.svg N.A.T.O.
Servizio Flag of Italy (1860).svg Regio esercito
CoA Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
Tipo Fanteria
Ruolo Truppe da montagna
Soprannome Julia
Motto Nomine tanto firmissima
Parte di

[senza fonte]

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La Brigata alpina "Julia" è una grande unità dell'Esercito italiano, dipende dal Comando Truppe Alpine ed ha il suo comando a Udine.

L'attuale comandante è il generale di brigata Ignazio Gamba, dal 14 settembre 2012.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Scudetto della 3ª Divisione Alpina Julia

La Brigata alpina "Julia" venne formata l'11 marzo 1926 con la designazione di 3ª Brigata alpina nella quale confluiscono i reggimenti alpini dell'8º, 9º e 3º Reggimento Artiglieria da Montagna. Nel 1934 viene assegnato alla brigata il nome di "Julia". Il 10 settembre 1935 la brigata viene rinominata 3ª Divisione alpina "Julia".

La Brigata, allora Divisione "Julia", si distingue subito nella campagna di Grecia del 1940 - 1941 e in quella di Russia del 1942 - 1943 (come parte dell'ARMIR) dove subirà ingentissime perdite. Come la divisione "Cuneense" non uscì dalla sacca, ma fu fermata a Valujki (28 gennaio 1943).

Nel 41-42 Don Carlo Gnocchi fu cappellano del Battaglione "Val Tagliamento" (reparto facente parte dell'8º Reggimento Alpini in quel periodo) durante la campagna di Grecia.

Ma: "Sul fronte del medio Don si è particolarmente distinta la Divisione Alpina Julia" venne proclamato per ben due volte in quei giorni nel bollettino del Comando Supremo Tedesco; Grandi parole di stima furono pronunciate anche dai generali tedeschi:

(DE)
« Meine Panzer sind die italienischen Gebirgsjäger »
(IT)
« I miei carri armati sono gli alpini italiani »
(Generale Eibl, comandante delle truppe tedesche nel settore della Julia)

Giulio Bedeschi fu ufficiale medico durante la campagna di Grecia, poi trasferito alla Divisione per quella di Russia. Raccontò le sue esperienze di guerra nel famosissimo libro Centomila gavette di ghiaccio pubblicato dopo la fine del conflitto.

In seguito al conflitto mondiale ed alle dolorose vicende della spedizione nei Balcani e della ritirata di Russia dal fiume Don del gennaio 1943, alla Divisione Julia vennero intitolate numerose vie e piazze d'Italia. In seguito all'armistizio venne sciolta per essere ricostituita a livello di Brigata a guerra finita nel 1949.

Nel 1958 la Brigata è così composta:

  • 8º Reggimento alpini, con i Battaglioni: Tolmezzo, Gemona, Cividale, L'Aquila ed il Mondovì dal 1962.
  • 3º Reggimento Artiglieria da Montagna, con i Gruppi: Belluno, Udine, Conegliano, Osoppo
  • Reparto Aviazione Leggera.
  • Plotone Paracadutisti.
  • Comando delle unità dei servizi.
  • Compagnia Genio Pionieri
  • Compagnia Trasmissioni.

Successivamente, con la riforma dell'esercito del 1975, vengono eliminati i livelli reggimentali e, nel 1976 è così composta:

  • Reparto Comando e Trasmissioni
  • Battaglione Logistico
  • Compagnia Genio Pionieri
  • Compagnia Controcarri
  • Gruppo Artiglieria da Montagna - Belluno
  • Gruppo Artiglieria da Montagna - Conegliano
  • Gruppo Artiglieria da Montagna - Udine
  • Battaglione Alpini - Gemona
  • Battaglione Alpini - Cividale
  • Battaglione Alpini - Tolmezzo
  • Battaglione Alpini - L’Aquila
  • Battaglione Alpini d’arresto - Val Tagliamento
  • Battaglione Alpini - Vicenza (B.A.R.)

Il 6 maggio alle ore 21,10 vi fu il Terremoto del Friuli una violenta scossa che sconvolse il Friuli Venezia Giulia. Gli Alpini della Julia, anch'essi duramente colpiti dal sisma (28 alpini vittime del crollo della caserma Goi Pantanali a Gemona) prestarono i primi soccorsi alla popolazione scavando nelle macerie e occupandosi dei feriti. Nei giorni a seguire i Battaglioni e le Compagnie del Genio con altri reparti delle brigate alpine furono mobilitati con uomini e mezzi per fronteggiare l'emergenza. L'anno dopo la Brigata Alpina Julia fu insignita della medaglia d'Oro al Valor Civile.

Nel 1980 va, inoltre, ricordato l'intervento importante a scopo umanitario in Irpinia, in seguito ad un'altra catastrofe naturale.

La Brigata alpina "Julia" in questi ultimi anni pur riducendosi il numero di effettivi in seguito alla riduzione dei reparti dell'Esercito, non è mai venuta meno all'alta specializzazione dei suoi componenti.

Reparti[modifica | modifica sorgente]

Durante la campagna di Grecia[modifica | modifica sorgente]

Questi i reparti della Divisione "Julia" che parteciparono alla campagna di Grecia:

∙ 123a compagnia artieri;

∙ 113a compagnia mista telegrafisti e marconisti;

∙ 103a sezione foto elettricisti.

Durante la campagna di Russia[modifica | modifica sorgente]

Questi i reparti della Divisione "Julia" che parteciparono alla campagna di Russia:

∙ 123a compagnia artieri;

∙ 113a compagnia mista telegrafisti e marconisti;

∙ 103a sezione foto elettricisti.

Composizione attuale[modifica | modifica sorgente]

Struttura di comando della Brigata "Julia"

Dal 2012 la Brigata alpina "Julia" è composta da:

Comandanti della Brigata dal 1949[modifica | modifica sorgente]

Esercitazione Display Determination del 1988 ca. a Rivis di Sedegliano. Visita del generale F.T.A.S.E. Benito Gavazza, ex comandante della Brigata "Julia", ad una batteria del 3º Gruppo missili "Volturno" della 3ª Brigata missili "Aquileia"
  • Generale di brigata Carlo Cigliana
  • Generale di brigata Camillo Costamagna
  • Generale di brigata Gino Bernardini
  • Generale di brigata Alessandro Ambrosiani
  • Generale di brigata Antonio Scaramuzza De Marco
  • Generale di brigata Edoardo Tessitore
  • Generale di brigata Enzo Marchesi
  • Generale di brigata Lionello Albertini
  • Generale di brigata Corrado San Giorgio
  • Generale di brigata Enrico Ramella
  • Generale di brigata Piero Zavattaro Ardizzi
  • Generale di brigata Renzo Apollonio
  • Generale di brigata Giovanni Delfino
  • Generale di brigata Giorgio Ridolfi
  • Generale di brigata Massimo Mola di Larissè
  • Generale di brigata Mario Gariboldi
  • Generale di brigata Mario Parisio
  • Generale di brigata Giovanni De Acutis
  • Generale di brigata Giuseppe Rizzo
  • Generale di brigata Benito Gavazza
  • Generale di brigata Giuseppe Caccamo
  • Generale di brigata Paolo Madaro
  • Generale di brigata Luigi Federici
  • Generale di brigata C. Alberto Del Piero
  • Generale di brigata Gianfranco Zaro
  • Generale di brigata Giandaniele Forgiarini
  • Generale di brigata Ferruccio Boriero
  • Generale di brigata Giuliano Ferrari
  • Generale di brigata Roberto Scaranari
  • Generale di brigata Silvio Mazzaroli
  • Generale di brigata Gianfranco Marinelli
  • Brigadier generale Ivan Resce
  • Brigadier generale Giovanni Marizza
  • Brigadier generale Luigi Campregher
  • Brigadier generale Alberto Primicerj
  • Generale di brigata Claudio Mora
  • Generale di brigata Paolo Serra
  • Generale di brigata Gianfranco Pio Rossi
  • Generale di brigata Marcello V.G. Bellacicco
  • Generale di brigata Giovanni Manione
  • Generale di brigata Ignazio Gamba

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Alla bandiera[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Unità tragicamente e duramente colpita negli uomini e nelle infrastrutture dal rovinoso terremoto del 6 maggio 1976, iniziava con prontezza un'instancabile ed efficace opera di soccorso a favore delle popolazioni del Friuli e della Carnia devastate, con gli stessi reparti che, toccati dalla calamità, avevano già versato un contributo di sangue. Continuava nella sua azione con generoso slancio e profondo impegno, fornendo ogni possibile sostegno ai sinistrati, in fraterna e incondizionata dedizione. Fulgido esempio di virtù milltari e di altissimo senso di abnegazione. Friuli, 1976[1]»
— 3 giugno 1977

Decorati[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare

Persone legate alla brigata[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Quirinale - scheda - visto 12 dicembre. 2008

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]