Brigata alpina "Cadore"

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Brigata alpina "Cadore"
Scudetto della Brigata alpina "Cadore"
Scudetto della Brigata alpina "Cadore"
Descrizione generale
Attiva 1º luglio 1953 - 10 gennaio 1997
Nazione Italia Italia
Alleanza Flag of NATO.svg N.A.T.O.
Servizio CoA Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
Tipo brigata alpina
Guarnigione/QG Belluno
Motto Alti come pini, forti come torri, uniti come catene
Parte di
Comandanti
Comandanti degni di nota Carlo Ravnich, Luigi Vismara, Carlo Jean, Giulio Primicerj, Primo Gadia e Giorgio Donati

[senza fonte]

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La Brigata alpina "Cadore" era una delle cinque brigate alpine dell'Esercito italiano. Stanziata con i suoi reparti nella provincia di Belluno e nella provincia di Vicenza, aveva il quartier generale nella città di Belluno. L'unità fu sciolta nel 1997, quando al comando c'era il generale Primo Gadia.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

La Brigata Alpina "Cadore" riallaccia le proprie origini alle antiche Milizie di Autodifesa del Cadore, formata da montanari e valligiani che volontariamente si riunivano a difesa della loro terra. Nel 1848, guidate dal patriota Pier Fortunato Calvi, le Milizie dimostrarono il loro valore nei combattimenti contro gli austriaci durante l'insurrezione del Cadore.

Con l'annessione al Regno d'Italia, prende sede nel 1872 a Pieve di Cadore la 14ª Compagnia Alpina. In seguito, con l'espansione delle Truppe Alpine, i cadorini e i bellunesi venivano tradizionalmente inquadrati nel 7º Reggimento Alpini e nei suoi storici Battaglioni "Feltre", "Pieve di Cadore", "Belluno", "Val Cismon", "Val Piave", "Val Cordevole", "Monte Pavione", "Monte Pelmo", "Monte Antelao" e "Monte Marmolada" oppure nel Gruppo Artiglieria da Montagna "Belluno" ed in seguito nel 5º Reggimento Artiglieria Alpina (Gruppo "Belluno", "Lanzo", "Val Piave" e "Val Brenta"). Particolarmente violenti furono i combattimenti sulla Marmolada dove gli austriaci avevano approntato appostamenti difensivi anche scavando caverne nei ghiacciai.[1]

Inquadrati in tali reparti, le penne nere cadorine parteciparono a tutte le guerre della storia d'Italia, dalle Campagne d'Africa alla Grande Guerra, dalla Guerra d'Etiopia alla II Guerra Mondiale. Al termine dell'ultimo conflitto il 7º Alpini non viene immediatamente ricostituito, ma le tradizioni militari del Cadore sono comunque tenute vive dal Battaglione Alpini "Feltre", alle dipendenze della Brigata Alpina "Julia".

Nel 1953, accogliendo le istanze delle popolazioni cadorine che chiedevano la ricostituzione del loro storico reggimento, viene disposta la costituzione della Brigata Alpina "Cadore" con alle proprie dipendenze, oltre al 7º Alpini, il 6º Artiglieria da Montagna, reggimento quest'ultimo che raccoglie le tradizioni degli artiglieri cadorini del vecchio 5º Reggimento.

Dalla costituzione agli anni '70[modifica | modifica sorgente]

Il 1º luglio 1953 si costituisce ufficialmente la Brigata Alpina "Cadore", ma i suoi organici saranno via via completati soltanto nei mesi seguenti. Nel 1954, ancora in fase di formazione, reparti della Brigata sono mobilitati per l'emergenza di Trieste e inviati al confine orientale. Nello stesso anno, con solenne cerimonia in Piazza dei Martiri a Belluno, avviene la consegna delle Bandiere di Guerra ai suoi due reggimenti (7º Alpini e 6º Artiglieria da Montagna).

L'organico definitivo della Brigata prevedeva:

  • Quartier Generale
  • 7º Reggimento alpini (con Cp. Comando, 7ª Cp. Mortai, Battaglioni "Feltre", "Pieve di Cadore", "Belluno")
  • 6º Reggimento Artiglieria da Montagna (con Rep. Comando e Gruppi "Lanzo", "Agordo", "Pieve di Cadore" e Contraerei)
  • Compagnia Genio Pionieri
  • Compagnia Trasmissioni
  • Plotone Alpini Paracadutisti
  • Servizi

Tale organico subirà negli anni numerosi aggiustamenti:

  • nel 1957 viene sciolto il Gr. Artiglieria Contraerei;
  • nel 1957 viene costituito il Btg. Alpini da Posizione "Cadore" (poi XIX Alpini da Posizione poi XIX d'Arresto);
  • nel 1957 i servizi sono riuniti nel Raggruppamento Servizi "Cadore";
  • nel 1957 viene costituita la Sezione Aviazione Leggera "Cadore"
  • nel 1963 il XIX Btg. Alpini d'Arresto diventa Btg. Alpini d'Arresto "Val Cismon";
  • nel 1964 il Pl. Paracadutisti viene assorbito dalla costituenda Cp. Alpini Paracadutisti di Bolzano;
  • nel 1964 viene sciolta la 7ª Cp. Mortai Reggimentale;
  • nel 1966 la Sez. Aviazione Leggera diventa Reparto Aviazione Leggera.

Nel 1963, in seguito al disastro del Vajont, la Brigata interviene per prima a Longarone in soccorso alla popolazione colpita. Per l'impegno dimostrato durante tutte le operazioni di soccorso i reggimenti della "Cadore" vengono decorati con Medaglia d'Oro al Valor Civile. L'intervento della Brigata in pubbliche calamità si ripete nel 1966, in occasione delle violente alluvione nel bellunese.

Per tutti gli anni '60, oltre alla normale attività addestrativa, la Brigata partecipa regolarmente alle operazioni di ordine pubblico in Alto Adige funestato dal terrorismo separatista.

Nel 1975, alla vigilia della ristrutturazione, la Brigata aveva la seguente struttura organica (tra parentesi le sedi stanziali dei reparti):

  • Quartier generale (Belluno)
  • 7º Reggimento alpini (Belluno)
    • Compagnia comando (Belluno)
    • Battaglione alpini "Feltre" (Feltre e Strigno)
    • Battaglione alpini "Pieve di Cadore" (Tai di Cadore e Pieve di Cadore)
    • Battaglione alpini "Belluno" (Belluno e Agordo)
  • Battaglione alpini d'arresto "Val Cismon" (Santo Stefano di Cadore)
  • 6º Reggimento artiglieria da montagna (Belluno)
    • Reparto comando (Belluno)
    • Gruppo artiglieria da montagna "Lanzo"(Belluno)
    • Gruppo artiglieria da montagna "Agordo"(Feltre)
    • Gruppo artiglieria da montagna "Pieve di Cadore"(Bassano)
  • Compagnia genio pionieri (Belluno)
  • Compagnia trasmissioni (Belluno)
  • Reparto aviazione leggera (Belluno)
  • Raggruppamento servizi (Belluno)
    • Compagnia comando (Belluno)
    • Autoreparto (Belluno)
    • Reparto rifornimenti recuperi e riparazioni (Belluno)
    • Battaglione sanità (Belluno)
    • Compagnia sussistenza (Belluno)

La ristrutturazione del 1975, gli anni '80[modifica | modifica sorgente]

Nel 1975 l'Esercito Italiano è interessato da una profonda ristrutturazione, che prevede tra l'altro l'abolizione del livello reggimentale. Si assiste perciò al doloroso scioglimento del 7º Alpini e del 6º Artiglieria da Montagna, le cui Bandiere di Guerra vengono consegnate rispettivamente al Battaglione "Feltre" e al Gruppo "Lanzo".

Ulteriori provvedimenti che riguardano la Brigata sono la soppressione del Gruppo "Pieve di Cadore", il passaggio del RAL al costituendo 4º Raggr. ALE "Altair", la trasformazione del Raggr. Servizi in Battaglione Logistico, la costituzione della Compagnia Controcarri e la costituzione del Reparto Comando e Trasmissioni, che ingloba il Quartier Generale e la Cp. Trasmissioni. Il Btg. "Belluno" da reparto operativo diventa un Centro Addestramento Reclute. Il Btg. "Val Cismon" viene dapprima contratto a Compagnia autonoma e successivamente passa al Btg. "Val Brenta" della "Tridentina".

Al termine della ristrutturazione, l'organico della Brigata è quindi il seguente (tra parentesi la sede dei reparti):

  • Nappina blu - Brigade supports.png Rep. Comando e Trasmissioni "Cadore" (Belluno e Arabba)
  • Nappina bianca.png Btg. Alpini "Feltre" (Feltre e Strigno)
  • Nappina rossa.png Btg. Alpini "Pieve di Cadore" (Tai, Pieve e S.to Stefano di Cadore)
  • Nappina verde.png Btg. Alpini "Belluno" BAR (Belluno)
  • Nappina artiglieria.png Gr. Artiglieria da Montagna "Lanzo" (Belluno)
  • Nappina artiglieria.png Gr. Artiglieria da Montagna "Agordo" (Bassano del Grappa)
  • Nappina blu compagnia controcarri.png Cp. Controcarri "Cadore" (Feltre)
  • Nappina amarante.png Cp. Genio Pionieri "Cadore" (Belluno)
  • Nappina viola.png Btg. Logistico "Cadore" (Belluno)

Nel 1976 la Brigata interviene in Friuli in soccorso delle popolazioni colpite dal terremoto, partecipando anche alla successiva opera di ricostruzione delle strutture. Ulteriori operazioni di soccorso si hanno nel 1980 in occasione del terremoto in Irpinia e in Basilicata e nel 1985 in seguito alla catastrofe della Val di Stava.

Gli anni '90, lo scioglimento[modifica | modifica sorgente]

Nel 1991 inizia un'altra ristrutturazione dell'Esercito, che porta ad un'ulteriore riduzione dei reparti e alla ricomparsa dei reggimenti, articolati però su un solo battaglione. Nell'ambito della "Cadore" vengono dapprima sciolti la Cp. Controcarri e il Gruppo "Agordo", quindi il Btg. "Belluno" viene trasformato in via sperimentale in 16º Reggimento "Belluno".

Nello stesso anno, durante la Guerra del Golfo, reparti della Brigata vengono schierati in Veneto e Puglia a presidio di obiettivi sensibili.

L'anno successivo viene ricostituito il 7º Rgt. Alpini (su base Btg. "Feltre"), il 12º Rgt. Alpini (su base Btg. "Pieve di Cadore") e il 6º Rgt. Artiglieria da Montagna (su base Gr. "Lanzo"). Nel 1993 la Cp. Genio Guastatori confluisce nel Rep. Comando e Trasmissioni, che diventa Rep. Comando e Supporti Tattici.

Dal punto di vista operativo gli anni '90 sono caratterizzati dalla partecipazione a numerose operazioni di ordine pubblico e controllo del territorio: "Vespri Siciliani" in Sicilia, "Riace" in Calabria e "Forza Paris" in Sardegna. Continuano anche gli interventi di soccorso per pubbliche calamità, in particolare nel 1994 nel Piemonte alluvionato.

Nel 1995, con lo scioglimento del 6º Rgt. Artiglieria da Montagna, iniziano a farsi sentire le prime avvisaglie di un prossimo scioglimento della Brigata. Nel frattempo viene contratto a quadro il 12º Rgt. Alpini e sottoalimentati gli altri reparti.

Il 31 gennaio 1997, con solenne cerimonia in Piazza dei Martiri a Belluno, viene sancito ufficialmente lo scioglimento della Brigata Alpina "Cadore" e contestualmente del suo Rep. Comando, del Btg. Logistico e del 12º Alpini. Rimangono in vita il 7º Alpini e il 16º "Belluno", che passano alle dipendenze della Brigata Alpina "Julia".

Nel 2004 anche il 16º "Belluno" viene soppresso. Rimane in vita ad oggi il solo 7º Alpini, che trasferitosi nella storica sede di Belluno, continua a tramandare le tradizioni della disciolta Brigata Alpina "Cadore".

Sedi e distaccamenti[modifica | modifica sorgente]

La Brigata Alpina "Cadore" aveva il comando a Belluno ed i reparti di stanza nella provincia e nelle zone limitrofe, in particolare nel Cadore, regione storica da cui la Brigata prende il nome.

Di seguito un elenco indicativo delle località e delle caserme che hanno ospitato nel corso degli anni reparti della Cadore, nonché delle aree addestrative, polveriere e altri siti che, pur non essendo di esclusiva pertinenza della Brigata, venivano spesso utilizzati dalla stessa

in provincia di Belluno:

in provincia di Vicenza:

in provincia di Trento:

in provincia di Bolzano:

Reparti appartenuti alla Brigata[modifica | modifica sorgente]

Il Reparto Comando[modifica | modifica sorgente]

Il Centro Addestramento Reclute[modifica | modifica sorgente]

Nell'ottobre 1955 viene costituito a Montorio Veronese il BAR (Battaglione Addestramento Reclute) "Cadore", preposto alla formazione e all'addestramento di base delle reclute di leva da inviare poi ai diversi reparti della Brigata. Prima di tale data la "Cadore", che non disponeva di un proprio BAR, veniva alimentata da quello della "Julia". Nel 1956 il BAR "Cadore", assieme a quello della "Tridentina" e dell'"Orobica", viene inquadrato nel 12º Centro Addestramento Reclute.

Nel 1963 il 12º CAR si trasferisce a Cuneo cambiando denominazione in 2º Rgt. Alpini CAR. Il dipendente BAR "Cadore" viene distaccato a Mondovì, Ceva e Boves. Il BAR si articolava su tre Compagnie, "Feltre", "Pieve di Cadore" e "Belluno", ognuna delle quali addestrava le reclute destinate agli omonimi Battaglioni operativi della Brigata, vi era inoltre una quarta Compagnia che addestrava le reclute dell'Artiglieria da Montagna. Il BAR viene sciolto nel 1973. Da tale data la Brigata sarà in parte alimentata da reclute provenienti dagli altri Battaglioni del 12º CAR, ed in parte verrà sperimentato l'addestramento delle reclute direttamente presso il reparto di impiego.

Denominazioni:

  • 1955-1973 Battaglione Addestramento Reclute "Cadore"

Sede:

  • 1955-1963 Montorio Veronese
  • 1963-1973 Mondovì

Motto:

  • non conosciuto

L'attività di Battaglione Addestramento Reclute viene ereditata nel 1975 dal Battaglione Alpini "Belluno", che in quell'anno viene trasformato da unità operativa a unità prettamente addestrativa. Le reclute rimanevano a Belluno per circa un mese, l'attività addestrativa si incentrava prevalentemente su regolamenti, uso delle armi individuali e addestramento formale. Con la cerimonia del giuramento si concludeva l'addestramento di base e le reclute, divenute alpini, venivano quindi inviate ai reparti di impiego.

Nel 1991 viene elevato al rango reggimentale, assumendo la denominazione di 16º Reggimento "Belluno" RAR (Reggimento Addestramento Reclute), rimanendo immutati compiti e funzioni. Nel 1996, in seguito allo scioglimento del BAR della "Julia", provvede ad addestrare le reclute anche di questa Brigata.

Nel 1997, dopo lo scioglimento della Brigata "Cadore", passa dapprima alle dipendenze della "Julia", quindi nel 1998 viene riconfigurato in Centro Incorporazione Leva (CIL) e passa alle dirette dipendenze del Comando Truppe Alpine. Rispetto al normale CAR, presso il CIL le reclute rimangono solo una settimana per la procedura di incorporo, vestizione, visite mediche per proseguire poi tutta l'attività addestrativa nei rispettivi reparti operativi. In tal veste il "Belluno" provvede ad alimentare reparti di stanza nell'Italia Settentrionale, anche non appartenenti alle Truppe Alpine.

A causa della graduale riduzione della componente di leva, il "Belluno" a partire dal 2002 viene progressivamente anemizzato, fino allo scioglimento nel novembre 2004.

Denominazioni:

  • 1975-1991 Battaglione Alpini "Belluno" BAR
  • 1991-1992 Reggimento Alpini "Belluno" RAR
  • 1992-1998 16º Reggimento "Belluno" RAR
  • 1998-2004 16º Reggimento "Belluno" CIL

Sede:

  • 1975-1991 Belluno

Motto:

  • Sunt rupes virtutis iter

Il 7º Alpini e i suoi Battaglioni[modifica | modifica sorgente]

Battaglione "Feltre"[modifica | modifica sorgente]

Battaglione "Pieve di Cadore"[modifica | modifica sorgente]

Battaglione "Belluno"[modifica | modifica sorgente]

Il 6º Artiglieria da Montagna e i suoi Gruppi[modifica | modifica sorgente]

Le origini del 6º Artiglieria da Montagna sono antecedenti alla nascita della Brigata Alpina "Cadore". Nel 1941 si costituisce infatti il 6º Reggimento Artiglieria Alpina, con deposito ad Ivrea ed inquadrando i Gruppi "Val d'Adige", "Val d'Orco" e "Val Chisone". Si trattava di un reparto di mobilitazione, appositamente costituito per le esigenze della guerra in corso e posto alle dipendenze della Divisione Alpina "Alpi Graie".

Il Reggimento opera in Montenegro e successivamente sulla costa ligure con compiti di difesa costiera, partecipando tra l'altro alla difesa di La Spezia. Nel periodo 1942-43 inquadra i Gruppi "Valle Isonzo" e "Val Tagliamento". Viene sciolto nel 1943, in seguito all'armistizio dell'8º settembre.

Nel 1953 si ricostituisce a Belluno quale 6º Reggimento Artiglieria da Montagna, alle dipendenze della Brigata Alpina "Cadore", strutturato su un Reparto Comando, un Gruppo Artiglieria Contraerei Leggera e tre Gruppi Artiglieria da Montagna ("Lanzo", "Agordo" e "Pieve di Cadore"). Nel 1957 il Gruppo Contraerei viene sciolto.

Nel 1975 il Reggimento viene sciolto, lasciando in vita due Gruppi alle dirette dipendenze del Comando Brigata: il "Lanzo" con sede a Belluno (che eredita la Bandiera di Guerra reggimentale) e l' "Agordo" con sede a Bassano del Grappa.

Nel 1991 anche l' "Agordo" viene sciolto, mentre il "Lanzo" si sposta a Bassano, dove l'anno successivo, proprio sulla base del "Lanzo", si ricostituisce il 6º Reggimento Artiglieria da Montagna. Viene definitivamente sciolto nel 1995.

Denominazioni:

  • 1941-1943 6º Reggimento Artiglieria Alpina
  • 1953-1975 6º Reggimento Artiglieria da Montagna
  • 1992-1995 6º Reggimento Artiglieria da Montagna

Sede:

  • 1941-1941 Ivrea
  • 1942-1942 Aosta
  • 1943-1943 Acqui
  • 1953-1975 Belluno
  • 1992-1995 Bassano del Grappa

Motto:

  • Ferro ignique ad excelsa

Gruppo "Lanzo"[modifica | modifica sorgente]

Composto da tre batterie 16º, 44º, 47º. Fondato originariamente alle dipendenze del 5º reggimento artiglieria alpina nel 1935, partecipa alla guerra di Etiopia. Viene sciolto nel 1937.Ricostituito all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, sempre alle dipendenze del 5º reggimento e nell’ambito della Brigata Alpina Pusteria. Alla fine delle operazioni sul fronte occidentale, il Lanzo nell’estate del 1943 viene mandato in Provenza, dove termina la sua vita operativa con l’armistizio, non prima di aver partecipato alle operazioni contro i tedeschi insieme all’11º reggimento alpini. Nel 1953 viene ricostituito all’interno del 6º reggimento. In effetti il Lanzo si può considerare molto più antico. La 16ª batteria è infatti stata costituita nel 1905 (prima indipendente poi all’interno del gruppo Bergamo), mentre le altre due nel 1916. Nonostante l’appartenenza a reggimenti e gruppi diversi, le tre batterie si trovarono tutte e tre sul Montello nel 1918 (la 16º nel 2º rgt, la 44º nel 1º rgt e la 47º nel 3º rgt).

Motto: Tasi e tira (del 1935)

Gruppo "Agordo"[modifica | modifica sorgente]

Si costituisce il 01/07/1953 a Belluno come Gruppo mortai del 6º Reggimento artiglieria da montagna. Ha alle proprie dipendenze un Reparto comando e tre batterie (1^, 2^, 3^) mortai da 107. Nel 1954 le batterie cambiano numerazione, diventando 41^, 42^ e 43^, ereditando le tradizioni delle omonime Batterie alpine che avevano combattuto durante la II Guerra Mondiale con il Gruppo "Val Tagliamento".

Nel 1956 viene riarmato con il mortaio da 120 in luogo di quello da 107.

Nel 1957 viene trasferito a Feltre, presso la Caserma "Zannettelli".

Nel 1959 il Gruppo viene armato con i nuovi obici da 105/14 (in dotazione alla 41ª e 42ª Batteria) mentre i mortai da 120 rimangono in dotazione alla 42ª.

Nel 1970 anche la 43ª Batteria viene armata con l'obice da 105/14, uniformandosi alle altre due. Nel 1973 il Reparto comando viene trasformato in Batteria comando e servizi.

Nel 1975 viene sciolto a Feltre e ricostituito a Bassano del Grappa, Caserma "Monte Grappa", rilevando uomini e mezzi del disciolto Gruppo "Pieve di Cadore". Nello stesso anno, in seguito allo scioglimento del 6º Reggimento artiglieria da montagna, passa alle dirette dipendenze della Brigata alpina "Cadore".

Nel 1982 viene riarmato con l'obice pesante campale da 155/23 a traino meccanico.

Nel 1991 viene sciolto, uomini e mezzi confluiscono nel Gruppo artiglieria da montagna "Lanzo" contestualmente trasferitosi a Bassano proveniente da Belluno.

Denominazioni:

  • 1953-1991 Gruppo Artiglieria da Montagna "Agordo"

Sede:

  • 1953-1957 Belluno
  • 1957-1975 Feltre
  • 1975-1991 Bassano del Grappa

Motto:

  • Oms, crets, canons, dut un toc

Gruppo "Pieve di Cadore"[modifica | modifica sorgente]

Si costituisce il 01/07/1953 a Belluno, come Gruppo di manovra del 6º Reggimento artiglieria da montagna. Ha alle proprie dipendenze un Reparto comando e tre Batterie (1^, 2^ e 3^) obici da 100/17. Nel 1954 le batterie cambiano numerazione, diventando 37^, 38^ e 50^, ereditando le tradizioni delle omonime Batterie alpine che avevano combattuto durante la II Guerra Mondiale rispettivamente con il Gruppo "Valle Isonzo" (37^ e 38^) e "Val Chisone" (50^).

Nel 1957 viene trasferito in Valsugana, a Strigno, presso la Caserma "De Gol", dove rimane di stanza fino al 1963, anno in cui è trasferito a Bassano del Grappa, presso la Caserma "Monte Grappa", mentre le salmerie sono distaccate nella vicina Caserma "San Zeno" nel comune di Cassola.

Nel 1959 il Gruppo viene armato con i nuovi obici da 105/14 (in dotazione alla 37ª e 38ª Batteria) e con i mortai da 120 (in dotazione alla 50ª).

Nel 1970 anche la 50ª Batteria viene armata con l'obice da 105/14, uniformandosi alle altre due. Nel 1973 il Reparto comando viene trasformato in Batteria comando e servizi.

Nel 1975 viene sciolto, uomini e mezzi confluiscono nel Gruppo artiglieria da montagna "Agordo" contestualmente trasferitosi a Bassano proveniente da Feltre.

Denominazioni:

  • 1953-1975 Gruppo Artiglieria da Montagna "Pieve di Cadore"

Sede:

  • 1953-1957 Belluno
  • 1957-1963 Strigno
  • 1963-1975 Bassano del Grappa

Motto:

  • Pi dur de 'na piera

Gli Alpini d'Arresto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Alpini d'Arresto.

Gli Alpini Paracadutisti[modifica | modifica sorgente]

Nei primi anni '50 viene valutato l'impiego di unità paracadutiste in montagna e viene programmata la costituzione di un Plotone Alpini Paracadutisti presso ciascuna Brigata Alpina. Nel 1956 si costituisce a Belluno il Plotone Alpini Paracadutisti "Cadore", unità d'élite della Brigata. Nel 1963 il Plotone viene trasferito a Bolzano dove assieme ai Plotoni delle altre Brigate, confluisce nella costituenda Compagnia Alpini Paracadutisti di Corpo d'Armata (attuale 4º Reggimento alpini paracadutisti).

Denominazioni:

  • 1956-1963 Plotone Alpini Paracadutisti "Cadore"

Sede:

  • 1956-1963 Belluno

Motto:

  • Mai morti

Il Genio[modifica | modifica sorgente]

Nel 1953 si costituisce a Belluno la Compagnia Genio Pionieri "Cadore", alle dirette dipendenze del Comando Brigata. Si articola su tre Plotoni Genio Pionieri ed un Plotone Attrezzature Speciali. Nel 1986 viene trasformata in Compagnia Genio Guastatori. Nel 1993 passa alle dipendenze del Reparto Comando e Supporti Tattici "Cadore". Viene sciolta nel 1997 contestualmente alla soppressione della Brigata "Cadore"

Denominazioni:

  • 1953-1986 Compagnia Genio Pionieri "Cadore"
  • 1986-1997 Compagnia Genio Guastatori "Cadore"

Sede:

  • 1953-1997 Belluno

Motto:

  • Gnanca 'na piega

Le Trasmissioni[modifica | modifica sorgente]

Nel 1953 si costituisce a Belluno la Compagnia Trasmissioni "Cadore", alle dirette dipendenze del Comando Brigata. Nel 1975 si scioglie, lasciando in vita due Plotoni Trasmissioni, che vengono inquadrati nel Reparto Comando e Trasmissioni di Brigata. Nel 1977, dalla riunione di questi due Plotoni, la Compagnia Trasmissioni si ricostituisce, rimanendo però inquadrata all'interno del Reparto Comando e Trasmissioni (dal 1993 Reparto Comando e Supporti Tattici). Viene sciolta nel 1997, contestualmente alla soppressione dell'intera Brigata "Cadore"

Denominazioni:

  • 1953-1975 Compagnia Trasmissioni "Cadore"
  • 1975-1977 1º e 2º Plotone Trasmissioni / Rep. Comando e Trasmissioni "Cadore"
  • 1977-1993 Compagnia Trasmissioni / Rep. Comando e Trasmissioni "Cadore"
  • 1993-1997 Compagnia Trasmissioni / Rep. Comando e Supporti Tattici "Cadore"

Sede:

  • 1953-1997 Belluno

Motto:

  • non conosciuto

L'Aviazione leggera[modifica | modifica sorgente]

Nel 1956 si costituisce sull'aerocampo di Belluno la Sezione Aerei Leggeri "Cadore", alle dirette dipendenze del Comando Brigata. Nel 1966 viene trasformato in Reparto Aviazione Leggeri "Cadore", articolato su due Sezioni. In seguito si aggiungerà anche una Sezione Elicotteri da Ricognizione (SER). Nel 1976 iL RAL si trasforma in 44º Gruppo Squadroni ERI "Fenice" e passa alle dipendenze del 4º Raggruppamento ALE "Altair" di Bolzano, rimanendo però di stanza a Belluno e continuando la sua attività di volo orientata prevalentemente a favore della Brigata "Cadore" (un distaccamento a Campoformido era invece di appoggio per la "Julia"). Nel 1996 muta denominazione in 48º Gruppo Squadrone EA "Pavone" e passa alle dipendenze del 7º Rgt. EA "Vega", dov'è tuttora inquadrato. Con il cambio di dipendenza cessa anche il tradizionale impiego a favore delle Truppe Alpine. Nel 1998 lascia la storica sede di Belluno per trasferirsi a Rimini, sua attuale sede.

Denominazioni:

  • 1956-1966 Sezione Aerei Leggeri "Cadore"
  • 1966-1976 Reparto Aviazione Leggera "Cadore"
  • 1976-1986 44º Gruppo Squadroni Eri "Fenice"
  • 1986-1993 44º Gruppo Squadroni Ale "Fenice"
  • 1993-1996 44º Gruppo Squadroni Aves "Fenice"
  • 1996-1998 48º Gruppo Squadroni Ea "Pavone"

Sede:

  • 1956-1998 Belluno

Motto:

  • non conosciuto

I Supporti logistici[modifica | modifica sorgente]

Fin dalla sua costituzione la Brigata "Cadore" ha avuto in organico diverse unità dei servizi logistici, e precisamente un'Officina Mobile, un Parco Mobile, un Autoreparto, una Sezione Sanità e una Sezione Sussistenza, tutti con sede a Belluno. Nel 1956 tutti questi supporti vengono riuniti nel Comando Unità Servizi "Cadore". Nel 1961 il Parco Mobile e l'Offina Mobile si fondono nel Reparto Rifornimenti Recuperi e Riparazioni.

Nel 1967 il CUS "Cadore" si trasforma in Raggruppamento Servizi "Cadore". Ulteriori variazioni organiche si hanno sempre nel 1967, quando la Sezione Sussistenza diventa Compagnia Sussistenza, e nel 1968, con la costituzione del 103º Ospedale da Campo. Nel 1973 la Sezione Sanità e l'Ospedale da Campo vengono riuniti nel Battaglione Sanità.

Nel 1976 il Raggruppamento viene contratto in Battaglione Logistico "Cadore", articolato su Compagnia Comando e Servizi, due Reparti Logistici Leggero, Reparto Logistico Medio, due Sezioni di Sanità (queste ultime in posizione quadro). Nel 1981 il Battaglione viene riordinato su quattro Compagnie (Comando e Servizi, Rifornimenti, Mantenimento, Trasporti Medi) e un Reparto Sanità in posizione quadro. Viene sciolto nel 1997 contestualmente alla soppressione dell'intera Brigata "Cadore".

Denominazioni:

  • 1956-1967 Comando Unità Servizi "Cadore"
  • 1967-1976 Raggruppamento Servizi "Cadore"
  • 1976-1997 Battaglione Logistico "Cadore"

Sede:

  • 1956-1997 Belluno

Motto:

  • L'impegno mi esalta

La fanfara e il coro[modifica | modifica sorgente]

Come ogni Brigata Alpina, la "Cadore" aveva in organico una fanfara ed un coro.

La fanfara, nata in sostituzione delle disciolte fanfare reggimentali, aveva sede a Belluno ed era amministrata dal Rep. Comando di Brigata. Si componeva di 30-40 elementi, tutti di leva, agli ordini di un Maresciallo. La fanfara, oltre ad accompagnare le diverse cerimonie militari (giuramento, cambio comandante, ecc.), partecipava a numerose esibizioni pubbliche in Italia e all'estero.

Dal punto di vista coreografico, la fanfara in genere si schierava "fronte 6" e nella prima fila allineava i sei tamburi imperiali, ciascuno dei quali recava una lettera in modo da comporre una grande scritta "C-A-D-O-R-E". Le file successive erano composte dagli altri strumenti (trombe, clarinetti, sassofoni, flicorni, ecc.). Alla testa della fanfara precedeva sempre il mazziere, che recava a tracolla una fascia verde con i simboli della brigata.

L'ultima esibizione della fanfara è stata il 31 gennaio 1997, quando a Belluno ha accompagnato le varie fasi della cerimonia di scioglimento della Brigata Alpina "Cadore".

Il coro nasce nel 1979, quando l'ANA organizzò a Bolzano la 1^ rassegna di cori alpini tra i reparti in armi. Costituito da una trentina di elementi, il coro dipendeva dal Rep. Comando di Brigata, ma, poiché era una formazione "extra organico", i suoi elementi avevano in genere anche altri incarichi (a differenza della fanfara dove i componenti erano a incarico esclusivo).

Il coro, che tramandava la storica tradizione del canto alpino, era una sorta di "ambasciatore" del reparto da montagna. Esso infatti proiettava l'immagine della Brigata in numerose città e località, in Italia e all'estero, gareggiando a manifestazioni di diverso tipo, non necessariamente a carattere militare, suscitando ovunque simpatia ed entusiasmo. Dalla nascita fino alla sua chiusura il coro fu diretto dal Cappellano Militare Generale Don Sandro Capraro.

Viene sciolto nel 1996, nell'imminenza dell'ormai prossima chiusura della Brigata "Cadore".

La fanfara e il coro,seppure spariti dagli organici militari dell'Esercito, sono stati entrambi ricostituiti qualche anno dopo dagli ex appartenenti, alpini in congedo che durante il servizio di leva hanno fatto parte delle relative formazioni in armi.

Nel maggio del 2001 gli Alpini, Massimo dalle Nogare di Pove del Grappa, Alberto Sberze di Valli del Pasubio, Maurizio Bordignon di Bassano del Grappa, Stefano Canale di Thiene e Renato Secco di Seren del Grappa con atto notarile hanno costituito il Coro Brigata Cadore, erede ufficiale dello storico coro militare. La direzione artistica viene affidata a Lucantonio Pillon fino alla prematura dipartita. Attualmente è diretto da Michele Segato.

Il brano più caratteristico eseguito dalla fanfara era "La bella del Cadore" mentre il coro spaziava da brani tradizionali alpini ad armonizzazioni moderne di canti di montagna e popolari.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

alla Brigata nel suo complesso[modifica | modifica sorgente]

  • Valor civile bronze medal BAR.svg Medaglia di Bronzo al Valor Civile (alla Brigata Alpina "Cadore") "Con il generoso slancio di tutti i suoi uomini si adoperava per contenere e ridurre le disastrose conseguenze di una violenta alluvione. (Trentino-Alto Adige e provincia di Belluno, 4 novembre - 11 dicembre 1966)"
  • Cittadinanza Onoraria di Belluno (1983)
  • Cittadinanza Onoraria di Longarone (1988)
  • Cittadinanza Onoraria di Arcade (1990)
  • Cittadinanza Onoraria di Cardeto (1991)
  • Cittadinanza Onoraria di Marostica (1992)
  • Cittadinanza Onoraria di Bassano del Grappa (1994)
  • Cittadinanza Onoraria di Conegliano (1995)

al 7º Reggimento Alpini[modifica | modifica sorgente]

  • Cavaliere BAR.svg Ordine Militare d'Italia (all'Arma di Fanteria) "Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell'aspra battaglia, conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace, domò infaticabilmente i luoghi e le fortune consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d'Italia (1915-1918)"
  • Cavaliere BAR.svg Ordine Militare d'Italia (all'Arma di Fanteria) "Pari alla sua fama millenaria, espressione purissima delle alte virtù guerriere della stirpe, si prodigava eroicamente in tutte le battaglie dando prezioso contributo di valore e di sangue alla vittoria (3 ottobre 1935 - 13 maggio 1936)"
  • Valor militare silver medal BAR.svg Medaglia d'Argento al Valor Militare (al Btg. Alpini "Feltre") "Per la splendida prova di valore data dal Battaglione "Feltre" nel combattimento del 23 marzo 1913 ad Assaba"
  • Valor militare silver medal BAR.svg Medaglia d'Argento al Valor Militare (al Btg. Alpini "Monte Pavione") "Il Battaglione "Monte Pavione", con ferrea tenacia e con superbo valore, per tre giorni consecutivi, resisteva all'impeto di una intera divisione nemica, saldamente tenendo, con l'eroico sacrificio dei suoi alpini, le tormentate trincee che gli erano state affidate. Contrattaccando ogni sera con manipoli di prodi, riusciva ad inchiodare l'invasore sulla linea che la Patria aveva additato per l'estrema resistenza (Val Calcino, 11-13 dicembre 1917)
  • Valor militare silver medal BAR.svg Medaglia d'Argento al Valor Militare (al Btg. Alpini "Monte Marmolada") "Il Battaglione "Monte Marmolada" respingeva, disperdeva con tenacia sanguinosa per ben sette volte, ingenti masse di baldanzosi nemici anelanti a traboccare in pianura (Monte Tonderecar, 15-22 novembre 1917). Nella disperata difesa di una posizione attaccata da ogni parte, avvelenata di gas e sconvolta da implacabili bombardamenti, si imponeva all'ammirazione dello stesso avversario (Castelgomberto, 4-5 dicembre 1917)"
  • Valor militare silver medal BAR.svg Medaglia d'Argento al Valor Militare (al Btg. Alpini "Uork Amba") "Durante aspra, prolungata battaglia contro preponderanti forze terrestri ed aeree, impegnato in successive critiche situazioni, si imponeva per elevato spirito guerriero, tenendo testa, a costo di sanguinosi sacrifici, ad agguerrito avversario, cui dava luminose prove di indomabile tenacia e valore. (Africa Orientale, 9 febbraio - 27 marzo 1941)
  • Valor militare silver medal BAR.svg Medaglia d'Argento al Valor Militare (al Btg. Alpini "Feltre") "Già decorato di due medaglie al valor militare, in cinque mesi di guerra italo-greca, in prolungate privazioni, in numerosi accaniti combattimenti di goni genere, durati anche più giorni consecutivi, con gravissime perdite, rifulse costantemente per sovrumano spirito di sacrificio, indomito valore nell'attacco, per strenua resistenza nella difesa contro nemico sempre soverchiante di forze e di mezzi, confermando ancora una volta le sue elette tradizionidi virtù militari, di grande eroismo, di amore alla gloria, di dedizione assoluta al culto del dovere e della Patria. (Fronte greco-albanese, 24 novembre 1940 - 23 aprile 1941)"
  • Valor militare silver medal BAR.svg Medaglia d'Argento al Valor Militare (al 7º Rgt. Alpini) "Per l'esemplare ardimento e la salda tenacia con cui il Battaglione "Feltre", facendo olocausto del fiore dei suoi alpini, si oppose sul Grappa all'avanzata di soverchianti forze nemiche" (Val Calcino, Monte Valderoa, novembre-dicembre 1917)
  • Valor militare bronze medal BAR.svg Medaglia di Bronzo al Valor Militare (al VII Btg. Complementi) "Conquistava, e con tenacia manteneva posizione sul fianco di una Amba, infrangendo ripetuti assalti di soverchianti forze nemiche, mentre i suoi reparti di scalatori raggiungevano l'impervia cima dell'Amba stessa, dopo una giornata di sforzi ammirevoli, in bella emulazione con un nucleo di camicie nere e ascari. (Amba Uork, 27 febbraio 1936)"
  • Valor civile gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Valor Civile (al 7º Rgt. Alpini) "Accorso con i suoi magnifici reparti, eredi di nobili tradizioni, sui luoghi colpiti dall'immane disastro del Vajont, il 7º Reggimento Alpini, tra insidie, ostacoli ed innumerevoli difficoltà, ha dimostrato, nel soccorrere le popolazioni superstiti, altissimo senso del dovere, sprezzo del pericolo e mirabile spirito di fraterna solidarietà, onorando l'Esercito e benemeritando dalla Nazione. (ottobre 1963)"
  • BenemerenzaSiculo1908.png Medaglia di Benemerenza per il Terremoto Calabro-Siculo (al 7º Rgt. Alpini) "Si segnalò per operosità, coraggio, filantropia nel portare soccorso alle popolazioni funestate dal terremoto calabro-siculo del 28 dicembre 1908"

al 6º Reggimento Artiglieria da Montagna[modifica | modifica sorgente]

  • Valor civile gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Valor Civile (al 6º Rgt. Artiglieria da Montagna) "Accorso con i suoi magnifici reparti, eredi di nobili tradizioni, sui luoghi colpiti dall'immane disastro del Vajont, il 6º Reggimento Artiglieria da Montagna, tra insidie, ostacoli ed innumerevoli difficoltà, ha dimostrato, nel soccorrere le popolazioni superstiti, altissimo senso del dovere, sprezzo del pericolo e mirabile spirito di fraterna solidarietà, onorando l'Esercito e benemeritando dalla Nazione. (ottobre 1963)"

Araldica[modifica | modifica sorgente]

Comandanti della Brigata "Cadore"[modifica | modifica sorgente]

Il generale Giorgio Donati, comandante FTASE, ripreso a Verona nel 1983 ca.

Generali:

  • Carlo Ravnich, 1953 - 1956
  • Luigi Vismara, 1956 - 1958
  • Raffaele Binetti, 1958 - 1959
  • Francesco Dibitonto, 1959 - 1960
  • Mosè Bongioanni, 1960 - 1961
  • Alberto Di Leo, 1961 - 1963
  • Umberto Cavanna, 1963 - 1965
  • Vito Caruso, 1965 - 1967
  • Antonio La Verghetta, 1967 - 1968
  • Massimiliano Brugnara, 1968 - 1970
  • Luigi Clerico, 1970 - 1971
  • Giovanni Mervig, 1971 - 1972
  • Lorenzo Valditara, 1972 - 1974
  • Giorgio Donati, 1974 - 1975
  • Giovanni Polzot, 1975 - 1976
  • Giulio Primiceri, 1976 - 1978
  • Nazzaro Antonio, 1978 - 1979
  • Edoardo Bernardi, 1979 - 1980
  • Giovanni Prandi, 1980 - 1981
  • Domenico Innecco, 1981 - 1983
  • Carlo Jean, 1983 - 1984
  • Eugenio Mocchi, 1984 - 1986
  • Italico Cauteruccio, 1986 - 1987
  • Francesco Cervoni, 1987 - 1988
  • Mario Rosa, 1988 - 1990
  • Giovanni Papini, 1990 - 1992
  • Franco Chiesa, 1992 - 1993
  • Primo Gadia, 1993 - 1997

Persone legate alla Brigata[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Luciano Viazzi - Arturo Andreoletti Con gli alpini sulla Marmolada: 1915-1917 Edizioni Mursia ISBN 978-88-425-0868-7

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]