Brigata alpina "Orobica"

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Brigata alpina "Orobica"
Scudetto Brigata alpina "Orobica"
Scudetto Brigata alpina "Orobica"
Descrizione generale
Attiva 1º gennaio 1953 - 27 luglio 1991
Nazione Italia Italia
Servizio Coat of arms of the Esercito Italiano (1991-2014).svg Esercito Italiano
Tipo Fanteria
Ruolo Truppe da montagna
Dimensione Brigata
Parte di
Reparti dipendenti

dal 1975

  • Reparto comando e trasmissioni a Merano
  • Battaglione alpini “Edolo” (BAR) a Merano
  • Battaglione alpini “Morbegno” a Vipiteno
  • Battaglione alpini “Tirano” a Malles Venosta
  • Gruppo artiglieria da montagna “Bergamo” a Silandro
  • Gruppo artiglieria da montagna “Sondrio” a Vipiteno
  • Battaglione logistico “Orobica” a Merano
  • Compagnia controcarri “Orobica” a Merano
  • Compagnia genio pionieri “Orobica” a Merano
Comandanti
Comandanti degni di nota Pietro Farello

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Voci su unità militari presenti su Wikipedia

La Brigata alpina "Orobica" era una delle cinque brigate da montagna dell'Esercito italiano, con sede a Merano e schierata nell'Alto Adige occidentale nella Val Venosta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Costituita il 1º gennaio 1953, la Brigata prendeva il nome dalle Alpi Orobie ed era parte integrante del 4º Corpo d'Armata Alpino di Bolzano. L'"Orobica" aveva una forza combattente di circa 3.000 uomini ed il suo compito istituzionale era quello di provvedere, nel periodo della Guerra fredda, alla difesa del nord Italia contro un'eventuale aggressione delle truppe del Patto di Varsavia proveniente dall'Austria attraverso il Passo di Resia, il valico del Brennero o il varco di Prato alla Drava-Versciaco.

Facevano inizialmente parte della Brigata il 5º Reggimento alpini e il 5º Reggimento artiglieria da montagna. Il primo Comandante dell'"Orobica" fu il generale Pietro Farello.

L'"Orobica" è stata impegnata in operazioni civili, come il soccorso delle popolazioni nell'Italia centrale nel 1956, l'intervento in occasione del disastro del Vajont del novembre 1963, il soccorso delle popolazioni terremotate in Friuli nel 1976 e in Irpinia nel 1980 o in interventi militari, come le operazioni di antiterrorismo in Alto Adige negli anni sessanta, in Calabria tra il 1970-'71 e in Toscana, Emilia-Romagna tra il 1968-'77.

Verso la fine del 1962 la Brigata subì un primo riassetto:

  • 5º Reggimento alpini con i Battaglioni "Morbegno", "Tirano" ed "Edolo" e la 5ª Compagnia mortai;
  • 5º Reggimento artiglieria da montagna con i gruppi "Bergamo", "Sondrio" e "Vestone";
  • Comando delle unità dei servizi;
  • Plotone alpini paracadutisti;
  • Reparto aviazione leggera (RAL).
Monumento al Battaglione alpini "Edolo"

Nel 1967 si costituisce il Comando raggruppamento servizi in sostituzione del Comando delle unità dei servizi.

I militari di leva della Brigata venivano reclutati nei distretti dell'Italia del nord-ovest, principalmente in quello di Bergamo, Brescia, Como, Mantova, Monza e Varese.

Tra gli anni 1968 e '77, i Battaglioni "Tirano" e "Morbegno" furono impiegati con compiti di polizia per sorvegliare la tratta di ferrovia tra Firenze e Bologna al fine di evitare possibili attentati terroristici. Dal novembre 1970 al marzo 1971 il Battaglione "Edolo" fu impiegato nella tratta ferroviaria Bagnara Calabra-Reggio Calabria a seguito dei moti studenteschi a Reggio Calabria.

Nel 1975 la profonda riforma delle Forze armate portò ad una diversa composizione della Brigata:

  • Comando Brigata;
  • Reparto Comando e Trasmissioni;
  • Battaglioni alpini "Morbegno" e "Tirano";
  • Battaglione alpini d'arresto "Val Chiese";
  • Battaglione addestramento reclute "Edolo";
  • Gruppo artiglieria da montagna "Bergamo" e "Sondrio";
  • Compagnia genio pionieri;
  • Compagnia controcarri;
  • Battaglione logistico.

Nel maggio del 1976 la Brigata alpina Orobica partecipò al soccorso delle popolazioni del Friuli colpite da un violentissimo sisma con alpini e artiglieri del Morbegno e del Gruppo Sondrio.

Nel 1979 il Battaglione "Val Chiese" venne disciolto.

A seguito del terremoto in Irpinia del 1980, i Battaglioni alpini "Morbegno" e "Tirano" parteciparono al soccorso delle popolazioni colpite.

All'inizio degli anni novanta a seguito del mutato scenario strategico europeo dovuto allo scioglimento del Patto di Varsavia, iniziò anche la fine della Brigata con lo scioglimento dapprima del Battaglione alpini "Tirano" il 26 marzo 1991 seguito poi il 27 luglio 1991 dalla soppressione dell'Unità.

Gli altri reparti costituiti dal Gruppo "Bergamo", il Battaglione alpini "Morbegno" e il Battaglione addestramento reclute '"Edolo" passarono alle dipendenza del Comando della Brigata alpina "Tridentina".

Il Battaglione alpini "Morbegno" fu invece reintegrato nel 5º Reggimento alpini della Brigata alpina "Tridentina" nel 1995.

Il Battaglione addestramento reclute "Edolo" fu trasformato nel 1997 invece nel 18º RAR Edolo dipendente direttamente dal Comando Truppe Alpine.

Reparti[modifica | modifica wikitesto]

Battaglioni alpini[modifica | modifica wikitesto]

Gruppi d'artiglieria da montagna[modifica | modifica wikitesto]

Altri reparti[modifica | modifica wikitesto]

  • "Reparto comando e trasmissioni", R.C.T.O Caserma Leone Bosin con sede a Merano
  • "Battaglione logistico", con sede a Merano
  • "Compagnia controcarri", con sede a Merano
  • "Compagnia genio pionieri", con sede a Merano
  • "Plotone carabinieri", con sede a Merano
  • "Comando Brigata" presso Villa Acqui con sede a Merano

Comandanti della Brigata[modifica | modifica wikitesto]

  • Gen. Farello Piero, 1953 - '56
  • Gen. Ciglieri Carlo, 1956 - '57
  • Gen. Saltini Antonio, 1957 - '58
  • Gen. Coisson Stefano, 1958 - '59
  • Gen. Sessich Marcello, 1959 - '61
  • Gen. Corsini Tito, 1961 - '62
  • Gen. Cabigiosu Angelo, 1962 - '64
  • Gen. Steffensen Silvio, 1964 - '65
  • Gen. Formento Ettore, 1965 - '67
  • Gen. Orlando Luciano, 1967 - '68
  • Gen. Bernardinis Giovanni, 1968 - '69
  • Gen. Vendramini Carlo, 1969 - '70
  • Gen. Di Lorenzo Mario, 1970 - '72
  • Gen. Peyronel Enrico, 1972 - '74
  • Gen. Longo Lorenzo, 1974 - '75
  • Gen. Criscuolo Giovanni, 1975 - '77
  • Gen. Nardacchione Mario, 1977 - '78
  • Gen. Bori Giancarlo, 1979 - '81
  • Gen. Monsutti Pierino, 1981 - '82
  • Gen. Manfredi Luigi, 1982 - '83
  • Gen. Zanotto Ilenio, 1983 - '85
  • Gen. Remotti Paolo, 1985 - '86
  • Gen. Bortoloso Pierluigi, 1986 - '88
  • Gen. Carrara Elio, 1988 - '90
  • Gen. Cicolin Maurizio, 1990 - '91

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]