Passo Cimabanche
| Passo Cimabanche | |
|---|---|
| Il passo Cimabanche in estate | |
| Paese | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Località collegate | Dobbiaco Cortina d'Ampezzo |
| Altitudine | 1.529 m s.l.m |
| Coordinate | 46°37′12″N 12°10′57″E / 46.62°N 12.1826°E |
| Infrastruttura | |
| Lunghezza | 16 km |
| Mappa di localizzazione | |
Il Passo Cimabanche (o Cima Banche, Sórabànces in ladino, Im Gemärk in tedesco) è un valico alpino delle Dolomiti posto a 1.529 m s.l.m. e situato tra il massiccio della Croda Rossa d'Ampezzo a nord e quello del Cristallo a sud. Il passo è lungo 15 km al 2,2% di pendenza sul versante cortinese, mentre misura 16 km al 2% su quello pusterese.[1] Il dislivello complessivo è di 590 m.
Congiunge Cortina d'Ampezzo, celeberrima località turistica e stazione sciistica di fama internazionale, nella conca ampezzana, nella provincia veneta di Belluno, lungo la val di Landro, con Dobbiaco, situata in val Pusteria nella provincia di Bolzano.
Pochi metri a sud del passo, si trovano due piccoli laghetti: il lago Bianco a est, e il lago Nero a ovest.
Indice |
[modifica] Storia
Allo scoppio della Grande Guerra, il passo Cimabanche era in mano austro-ungarica, e rappresentava un'importantissima via di comunicazione tra il Tirolo e il Cadore. Esso garantiva un costante ricambio di soldati, che dalla Pusteria raggiungevano velocemente l'Ampezzo, uno dei principali teatri di combattimento della zona. Ancora oggi, nell'area circostante il passo, è possibile imbattersi in trincee, grotte e camminamenti costruiti dai militari austriaci nei primi anni del conflitto.
Durante il Ventennio fascista, presso Cimabanche, fu costruito per volere di Benito Mussolini lo sbarramento Passo Cimabanche facente parte del Vallo Alpino in Alto Adige, una grande opera difensiva complessiva di 6 bunker, che avrebbe dovuto proteggere il Sud Tirolo da un'eventuale invasione nazista dall'Austria. Alcune di queste fortificazioni sono state riutilizzate nel dopoguerra, fino agli anni novanta.
Al passo si trovava un albergo costruito dalla guida alpina Giovanni Siorpaes nei primi del novecento, di cui l'unica traccia che rimane è una sua fotografia all'interno del bar del passo. L'albergo fu infatti raso suolo da qualche cannonata i primi giorni della grande guerra.
Presso il passo si trova anche una grande ex-polveriera militare, dove il 16 giugno 2005 si operò per il recupero di ordigni bellici, alcuni di tipo chimico. Attualmente la polveriera non è più adibita a tale utilizzo, ma è utilizzata, date la sua grande estensione, ad area addestrativa per il personale alla scorta dei convogli, alla scorta dei VIP e al pattugliamento.[2] Una parte dell'ex-polveriera è adibita all'addestramento per quanto riguarda le misure da adottare quando ci si trova in presenza di campi minati. A differenza di altre aree addestrative, il brillamento degli ordigni non vi è attuato. L'area è affidata al 6º Reggimento alpini.
[modifica] Il passo oggi
Oggi giorno Cimabanche continua ad avere una posizione strategica per chi dal Veneto vuole accedere alla Val Pusteria; è inoltre noto agli appassionati di sci nordico, in quanto lungo il passo si snoda la pista che congiunge Dobbiaco a Cortina, oltre ad ospitare un piccolo circuito di sci da fondo. La stessa pista di sci d'estate si trasforma nella Ciclabile delle Dolomiti.
Oltre a ciò sono presenti alcune vecchie case cantoniere, e un bar aperto durante le stagioni turistiche.
[modifica] Sentieri dal passo
- Dal passo, dirigendosi a est, è possibile raggiungere attraverso la val Pra del Vecia, la Costa della forcella Verde, e attraverso la via ferrata Rene - De Pol, il rifugio Guido Lorenzi.
- Verso ovest invece, il sentiero n° 8 porta attraverso la val de Gotres, alla forcella Lerosa - Ra Stua.
[modifica] Note
- ^ Dati tratti dal sito empolitour.it
- ^ Pagine di Difesa, Speciale Tridentina, il 6º reggimento
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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