Passo delle Palade

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Passo delle Palade
Gampenpass 01.jpg
Passo delle Palade
Stato Italia Italia
Regione Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Provincia Bolzano Bolzano
Località collegate Lana
Senale-San Felice
Altitudine 1.518 m s.l.m.
Coordinate 46°31′50.16″N 11°06′43.92″E / 46.5306°N 11.1122°E46.5306; 11.1122Coordinate: 46°31′50.16″N 11°06′43.92″E / 46.5306°N 11.1122°E46.5306; 11.1122
Infrastruttura Strada Statale 238 delle Palade
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Passo delle Palade

Il passo delle Palade (Gampenpass o Gampenjoch in tedesco, 1.518 m), è un valico alpino che mette in comunicazione Merano (Burgraviato) con Fondo in val di Non attraverso la ex strada statale 238 delle Palade.

Dal punto di vista orografico si inserisce nelle Alpi della Val di Non e separa ad occidente la catena delle Maddalene dal resto delle Alpi della val di Non ad oriente.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di un'antica via di comunicazione; sin dal 1562 è attestato il pedaggio viario chiesto ai viandanti sulla sommità del passo da parte dei Conti di Tirolo.[1]

Presso il passo, si trova lo sbarramento le Palade che custodisce una delle opere difensive più grandi del vallo alpino in Alto Adige, con un volume di scavo pari a 25.000 m³. Oggigiorno l'opera è stata riadattata per ospitare un museo ed una galleria - la Gampen Gallery[2] - che può ospitare mostre temporanee.[3]

In bicicletta[modifica | modifica sorgente]

Impegnativo sia per lunghezza che per pendenze, è stato più volte inserito nel percorso del Giro d'Italia in quanto permette un collegamento diretto fra la zona dell'Alto Adige settentrionale con quella dei passi del Tonale, del Gavia e dello Stelvio.

Nel 2004 la salita del versante meridionale fino a Fondo ha visto l'ultima grande vittoria del celebre ciclista russo Pavel Tonkov.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Georg Mutschlechner, Der Zoll über den Gampen (1562), in "Der Schlern, 57, 1983, pp. 105-106.
  2. ^ gampengallery_index
  3. ^ Tra bunker e musei: testimoni sotterranei, meranodintorni.com. URL consultato il 15-02-2010.

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