3ª Brigata meccanizzata "Goito"

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3ª Brigata meccanizzata “Goito”
CoA mil ITA mec bde Goito.jpg
Scudetto della Brigata meccanizzata "Goito"
Descrizione generale
Attiva 21 ottobre 1975 - 1991
Nazione Italia Italia
Alleanza Flag of NATO.svg N.A.T.O.
Servizio CoA Esercito Italiano.svg, Esercito Italiano
Tipo Fanteria
Ruolo Fanteria meccanizzata
Dimensione Brigata di 4.760 uomini
Guarnigione/QG Milano, Torino, Solbiate Olona, Vercelli, Monza e Novara
Parte di
Reparti dipendenti
Comandanti
Comandanti degni di nota Ambrogio Viviani

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La 3ª Brigata meccanizzata "Goito" è stata una Grande Unità dell’Esercito italiano.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La 3ª Brigata meccanizzata “Goito” fu creata in seguito alla ristrutturazione dell'Esercito italiano il 21 ottobre 1975 e fu incorporata nella 131ª Divisione corazzata "Centauro" del 3º Corpo d'Armata di Milano che inquadrava anche la Brigata meccanizzata "Legnano" e la 31ª Brigata corazzata “Curtatone”.

La "Goito" aveva una forza di 4.760 uomini (272 ufficiali, 630 sottufficiali e 3.858 uomini di truppa)e prendeva il nome in onore della battaglia di Goito combattuta il 30 maggio 1848, durante la prima guerra di indipendenza. La "Goito" stanziava con tutti i suoi reparti in Lombardia e in Piemonte precisamente a Milano, ove aveva il suo Quartier Generale, Novara, Vercelli, Torino, Solbiate Olona e Monza. La “Goito” ha partecipato con il 10º Battaglione Bersaglieri "Bezzecca" all’operazione di pace in Libano nel 1983-1984 durante la missione ITALCON "Libano 2", ove i suoi bersaglieri hanno avuto anche il compito di proteggere la popolazione civile palestinese asserragliata nel campo di Chatila a Beirut.

Nel 1991 la Brigata “Goito” fu sciolta.

I reparti[modifica | modifica wikitesto]

(*) Negli ultimi anni ottanta la Compagnia genio denominata guastatori "Goito" è stata di stanza a Solbiate Olona, caserma "Ugo Mara".

I comandanti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aldo D'Alessio, Morire di leva: dossier sull'Esercito italiano, 1987, pagina 80.
  • Franco Dell'Uomo, Roberto Di Rosa e Amedeo Chiusano, L'Esercito italiano verso il 2000, Volume 2, Parte 1, 2002, pagina 42.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]