Benito Gavazza

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Benito Gavazza (Torino, 23 gennaio 1926Cormons, 20 febbraio 2010) è stato un generale italiano, ex comandante del IV Corpo d’Armata Alpino e del Comando NATO-FTASE di Verona.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Il Comandante delle FTASE Gen. C.A. Benito Gavazza nel 1988 a Rivis di Sedegliano visita una batteria del 3º Gruppo missili "Volturno"

Il generale Benito Gavazza ha percorso tutta la sua carriera militare nel corpo degli alpini. Colonnello comandante del 5º Reggimento alpini di Merano, della brigata alpina "Orobica", negli anni settanta, ricoprì la carica di capo di stato maggiore della Brigata alpina "Cadore", comandante della Brigata alpina "Julia" dal 1978 al 1980.

È stato direttore del SIOS-Esercito, il servizio informazioni, dal 1980 al 1983, comandante del Corpo d'Armata Alpino di Bolzano dal 1983 al 1987, e infine assunse il Comando Forze Terrestri Alleate del Sud Europa, con il quartier generale a Verona, dal 1987 al 1989.

Posto in congedo nel 1989, il generale Gavazza fu nominato Commissario Generale delle "Onoranze ai Caduti in Guerra" con l'incarico del recupero delle salme dei caduti italiani sul fronte russo nel corso della seconda guerra mondiale.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 7 aprile 1989[1]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 27 dicembre 1983[2]
Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 3 gennaio 1981[3]
Croce d'oro al merito dell'Esercito - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro al merito dell'Esercito
«Commissario Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra, si prodigava con encomiabile entusiasmo e totale dedizione alla meritoria operazione di recupero delle salme dei militari italiani deceduti nella campagna di Russia dell'ultimo conflitto mondiale. Con il suo personale carisma. dopo lunghi ed estenuanti contatti ad ogni livello presso le Autorità sovietiche ed un difficile cd accurato lavoro di ricerca negli archivi di Stato di MOSCA, riusciva, con grande tatto e diplomazia, superando tutti gli ostacoli di ordine pubblico e burocratico frapposti, a portare a termine con risultati di eccezionale rilievo l'oneroso incarico. Nel 1991, intatti, giungeva alla sottoscrizione dell'Accordo intergovernativo sulle sepolture di guerra, da lui stesso messo a punto, che consentiva di costituire l'Associazione Commemorativa italo-sovietica denominata "memoriali militari" con compiti di ricerca delle aree cimiteriali italiane, esumazione e conseguente rimpatrio delle salme. Un primo risultato veniva raggiunto nello stesso anno con il recupero di 214 militari italiani. sepolti nel cimitero campale di Fomichinkj. Il programma di tale attività è culminato nel corso del 1992 con l'esumazione ed il rientro in Patria dei Resti di 1205 Caduti. Con ferma decisione ed encomiabile perseveranza, inoltre, provvedeva al rimpatrio, dai territori dell'ex Repubblica Democratica Tedesca, di 1468 salme di militari italiani. La sua opera - seguita con riconoscenza e vivamente apprezzata da tutto il popolo italiano - contribuiva ad esaltare l'immagine ed il prestigio delle Forze Amiate". Roma - Mosca, 15 aprile 1989 - 6 agosto 1992.»
— 2 novembre 1992[4]
  • The Legion Of Merit - The United States of America, 1 marzo 1989
  • Attestato di Benemerenza cap Gavazza Benito Vajont, ottobre 1963
  • Medaglia mauriziana Gen. C.A. Gavazza Benito, 12 febbraio 1985
  • Honorary Texas Citizen - The State of Texas, 30 marzo 1987

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  2. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Piero Baroni, Clandestino in Rai: giornalista senza d.o.c, 2003.
  • Giordano Marchiani e Gianfranco Stella, Prigionieri italiani nei campi di Stalin, 1992.
  • Lionello Del Fabbro e Enrico Fantin, Odissea nella steppa russa: diario di un cappellano militare nella campagna di Russia, 2002.