Antonio Locatelli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
« Alto egli era, slanciato e armonioso di corpo, con un profilo d'aquila e col pallido volto sognante [...] »
(Bortolo Belotti, Storia di Bergamo e dei bergamaschi, Bolis, 1989)
Antonio Locatelli

Antonio Locatelli (Bergamo, 19 aprile 1895Lekempti (Etiopia), 27 giugno 1936) è stato un aviatore, giornalista e politico italiano.

L'Ansaldo A1 Balilla di Antonio Locatelli
Il monumento ad Antonio Locatelli a Bergamo

Indice

[modifica] Biografia

Figlio di Samuele e di Anna Gelfi, durante la prima guerra mondiale si distinse come pilota dell'aviazione militare e le sue audaci imprese lo resero celebre. Abbattuto e fatto prigioniero il 15 settembre 1918, riuscì a fuggire travestito da soldato austriaco dopo poche settimane. Alla fine della guerra ricevette la medaglia di bronzo al valor militare, poi commutata in oro.

Sotto il comando di Gabriele D'Annunzio partecipò al celebre volo su Vienna.

[modifica] Le imprese

Il 2 giugno 1919 partì a bordo di uno SVA da Buenos Aires per raggiungere Valparaíso trasvolando le Ande ma fu fermato da un uragano. Ritentò il 30 luglio e dopo aver sorvolato la Cordigliera delle Ande a 6.500 metri di quota atterrò a Viña del Mar, presso Valparaíso.

Nel 1924 col Tenente Crosio a bordo di un idrovolante Dornier Wal tentò di aprire la rotta commerciale aerea dell'Atlantico del Nord, ma dopo aver toccato la Scozia e l'Islanda dovette ammarare in pieno oceano al largo di Capo Farewell (Groenlandia) e venne recuperato quattro giorni dopo dall'incrociatore americano Richmond.

[modifica] La politica

Dal 1924 al 1928 fu deputato al parlamento nella XXVII legislatura e nel biennio 1933-34 fu podestà di Bergamo.

Dal 1929 fu direttore della Rivista di Bergamo.

[modifica] La scomparsa

Come pilota nella campagna d'Etiopia del 1935-1936, guadagnò una seconda medaglia d'oro. Il 26 giugno comandava il secondo dei due Caproni Ca.133 della spedizione del generale di brigata aerea Vincenzo Magliocco diretta a Lekempti di cui faceva parte anche un aeroplano da ricognizione IMAM Ro.1 I tre equipaggi organizzarono un campo intorno ai tre velivoli, ma la notte vennero assaliti da un gruppo di ribelli. Tutti i membri della spedizione, tranne il tenente cappellano Marco Borello e i due interpreti indigeni[1], rimasero uccisi e i tre aerei incendiati. A Locatelli e agli altri componenti dei due equipaggi fu concessa la medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria. Con questa terza onorificenza, Locatelli rimane l'unico militare della Regia Aeronautica per tre volte decorato con la massima medaglia al valore[2].

Gabriele D'Annunzio volle che fosse sepolto al Vittoriale e per questo mise a disposizione un'arca funeraria. I resti di uno dei due Ca.133 furono trasformati successivamente in un monumento ai caduti.[3]

[modifica] Onorificenze

Medaglia d'oro al valor militare (alla memoria) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare (alla memoria)
«Conscio del pericolo cui andava incontro, ma orgoglioso di essere annoverato fra i pionieri dell'Italia imperiale, chiedeva con generosa insistenza di partecipare ad ardita impresa aeronautica intesa ad affermare col simbolo del tricolore il dominio civile di Roma su lontane contrade non ancora occupate. Minacciato nella notte da orde ribelli, rifiutava la sicura ospitalità di genti amiche e preferiva affrontare con lo scarso manipolo di eroici compagni l'impari combattimento per difendere fino all'estremo sacrificio la bandiera della Patria. Lekempti, 27 giugno 1936.»
— 1936[4]
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Portava nella guerra per la conquista dell'Impero Etiopico lo spirito leggendario di puro eroismo degli aviatori della grande guerra. Esempio luminoso alle giovani generazioni. Cielo della Somalia, gennaio - maggio 1936.»
— 1936[4]
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Già insignito di tre medaglie d'argento al valor militare; aviatore ammirabile, esploratore sagacissimo, temprato a tutte le avversità e a tutti i rischi, combattente di alto valore, si spingeva da solo per centinaia di chilometri su territorio avversario e superando la concentrazione di artiglieria e talvolta gli attacchi di pattuglie da caccia nemiche, giungeva su obiettivi militari di grande importanza riportando sempre fotografie ed informazioni preziose. Nell'ultimo volo di guerra colpito da uno shrapnel che gli squarciava l'apparecchio e costretto ad atterrare in territorio nemico, sebbene ferito al ginocchio e lussato al piede, compiva la distruzione dell'apparecchio e riusciva per otto ore a sottrarsi alla cattura del nemico. Caduto prigioniero, superando rischi e stenti di ogni sorta, raggiungeva le nostre linee durante l'ultima vittoriosa offensiva. Fulgido esempio d'eroismo. Cielo della Carnia, dell'Altipiano, Alto e Medio Isonzo, agosto - ottobre 1917.»
— 31 ottobre 1923[4]
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
— 10 novembre 1918[4]

[modifica] Bibliografia

[modifica] Note

  1. ^ cfr. A.A. V.V, L'Aviazione - grande enciclopedia illustrata, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1986, pag.134 - Vol. XV.
  2. ^ [www.aeronautica.difesa.it - Antonio Locatelli 16-04-2009]
  3. ^ GAVS. URL consultato il 16-04-2009.
  4. ^ a b c d Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue