8º Reggimento genio guastatori paracadutisti "Folgore"

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8º Reggimento guastatori paracadutisti "Folgore"
CoA mil ITA rgt genio 08.png
Descrizione generale
Attivo 20 ottobre 1926 - 8 settembre 1943
11 settembre 1992 - 30 novembre 1995
13 ottobre 2004 - oggi
Nazione bandiera Regno d'Italia
Italia Italia
Alleanza Flag of NATO.svg NATO
Servizio Flag of Italy (1860).svg Regio Esercito
CoA Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
Tipo Aviotruppe
Dimensione Reggimento
Guarnigione/QG Caserma "D. Briscese" di Legnago, provincia di Verona
Patrono Arcangelo Michele
Motto Avanti è la vita
Marcia Allarmi arditi dell'aria
Battaglie/guerre Seconda guerra mondiale:

Campagna del Nordafrica (8º Battaglione guastatori paracadutisti - El Alamein 1942)

Difesa Puglia, Calabria e Sicilia (1943) (8º Battaglione guastatori paracadutisti - Barcellona Pozzo di Gotto, Castroreale, Monti Peloritani, Zillastro)
Missioni di peacekeeping ITALFOR - Pellicano - Joint Guardian - ISAF - Operazione Enduring Freedom - Antica Babilonia - Leonte
Anniversari 24 giugno (anniversario della battaglia del solstizio)
23 ottobre (anniversario della seconda battaglia di El Alamein)
Decorazioni vedi le onorificenze alla bandiera
Parte di
Reparti dipendenti
CCSL "Leoni" e 8º Battaglione guastatori paracadutisti
Comandanti
Comandante attuale Colonnello Domenico D'Ortenzi
Simboli
Basco amaranto, tipico della specialità Basco amaranto.jpg
Fregio e mostrine guastatori paracadutisti Gen 8 fremost.jpg
Distintivo dei guastatori paracadutisti Gua Par.JPG
Brevetto di paracadutista militare Me par mil.jpg

Dati tratti dal sito ufficiale dell'Esercito Italiano o presenti con fonte nel corpo del testo

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

L'8º Reggimento guastatori paracadutisti "Folgore" è l'unico reparto di guastatori paracadutisti dell'Esercito Italiano e nasce per fornire supporto al combattimento[1] alla Brigata paracadutisti "Folgore". Per questo è in grado di operare con brevissimo preavviso, su ogni tipo di terreno, sia in ambiente permissivo sia non permissivo. In ambito nazionale opera costantemente a supporto della popolazione sia per la bonifica del territorio da residuati bellici e altri ordigni esplosivi anche in concorso alle forze di polizia sia per il soccorso in caso di pubbliche calamità.

La Bandiera del Reggimento[modifica | modifica sorgente]

La Bandiera di guerra o di combattimento affidata al 8º Reggimento guastatori paracadutisti "Folgore", custodita nell'ufficio del Comandante, viene portata solo dall'Alfiere (Tenente più giovane del reggimento) e rappresenta il Reggimento stesso, accompagnandolo in tutte le attività operative, sia in tempo di pace sia in guerra.

È il simbolo dell'onore del Reparto, delle sue tradizioni, della sua storia e del ricordo dei suoi caduti. Tutti i guastatori paracadutisti la onorano. Tutti i nuovi assegnati si recano a salutarla prima di entrare nei ranghi dell Reggimento.

È stata simbolo nell'ordine diː

  • 8º Reggimento genio 20 ottobre 1926 - 8 settembre 1943
  • 184º Battaglione genio pionieri "Santerno" 1º novembre 1975 - 31 luglio 1986
  • 184º Battaglione genio guastatori "Santerno" 1º agosto 1986 - 10 settembre 1992
  • 8º Reggimento genio pionieri 11 settembre 1992 - 30 novembre 1995
  • 8º Battaglione guastatori paracadutisti "Folgore" 1º giugno 2001 - 12 ottobre 2004
  • 8º Reggimento genio guastatori paracadutisti "Folgore" dal 13 ottobre 2004 - oggi

Essa è difesa fino all'estremo sacrificio.

Descrizione dello stemma araldico[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma araldico

Scudo: interzato da pergola d'argento. La parte superiore è di porpora e contiene la lupa capitolina di Roma in oro, a ricordo dei legami territoriali e tradizionali con la Capitale ove l'8º Reggimento genio è nato e vissuto fino al 1943 (quando venne sciolto). La parte sinistra è azzurra con in mezzo, simbolo di valore, il silfio d'oro reciso di Cirenaica a ricordo del valore dei genieri impiegati in Nordafrica nel corso del secondo conflitto mondiale. La parte destra è verde ed è divisa da tre "sbarre ondate d'argento" che rappresentano dei fiumi dell'Emilia (Santerno, Senio e Sillaro) nelle cui valli il Battaglione misto genio "Folgore" nel 1945 ha meritato la medaglia di bronzo al valor militare rappresentata dalla stella d'azzurro.[2]

Ornamenti esteriori: sullo scudo corona turrita d'oro, accompagnata sotto da due nastri annodati nella corona, scendenti e svolazzanti in sbarra e in banda al lato dello scudo, rappresentativi delle ricompense al valore. Sotto lo scudo su lista bifida d'oro, svolazzante, con la concavità rivolta verso l'alto, il motto "Avanti è la vita".[2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

La specialità guastatori sorse per la prima volta in Germania sotto la denominazione di Pionier. Anche in Italia, visti gli sbalorditivi risultati ottenuti dai Pionier nelle Ardenne durante la Campagna di Francia, a partire dal 1940, elementi del genio artieri vennero inviati alla Scuola Guastatori creata a Civitavecchia, zona Campo dell'Oro[3], per esser addestrati al particolare compito di avvicinarsi alle opere fortificate nemiche, a collocare cariche esplosive nei punti più vulnerabili (feritoie, porte, botole), attendere l'esplosione a pochi metri di distanza e quindi, con l'appoggio di armi d'assalto (fucili d'assalto, mitragliatrici, lanciafiamme, mortai e bombe a mano), irrompere attraverso la breccia aperta. Condizioni necessarie per la riuscita dell'assalto erano: sorpresa, temerarietà, pianificazione, sincronizzazione e rapidità d'azione.[4]

I reparti guastatori dell'Esercito Italiano furono ordinati in compagnie che successivamente vennero riunite in battaglioni. Elemento fondamentale era il plotone organizzato su due gruppi distruzione (ciascuno dotato di armamento individuale, bombe a mano, candelotti fumogeni, cariche allungate per aprire varchi e cariche speciali per la distruzione di feritoie e per il danneggiamento di cupole corazzate) e due gruppi sostegno (dotati di mitragliatrici e mortai da 45 mm.) Detto plotone era ritenuto capace di attaccare con successo un'opera dotata di 3-4 postazioni attive.[4]

Per le divisioni paracadutisti e alpine furono costituiti, rispettivamente, battaglioni e compagnie guastatori speciali.[4]

Filmati d'epoca Archivio Istituto Luceː

- Guastatori aprono un varco in un campo minato in Africa Settentrionale

- Guastatori assaltano caposaldo in Africa Settentrionale

8º Reggimento guastatori paracadutisti "Folgore"[modifica | modifica sorgente]

Le origini dell'attuale 8º Reggimento guastatori paracadutisti "Folgore" risalgono all'8º Reggimento genio del Regio Esercito, istituito a Roma il 20 ottobre 1926 per ridenominazione del 7º Reggimento genio. I battaglioni dell'8º Reggimento vennero impiegati in Africa Orientale Italiana e in tutti i fronti italiani della seconda guerra mondiale. Venne sciolto l'8 settembre 1943, giorno dell'annuncio dell'armistizio di Cassibile.[5]

Foto d'epoca Archivio Istituo Luce: (1) (2) (3) (4) (5) (6)

Il reggimento fu ricostituito col nome attuale l'11 settembre 1992 a Villa Vicentina, in provincia di Udine, per trasformazione del 184º battaglione genio guastatori "Santerno". Partecipò all'operazione Pellicano inquadrato nel V Corpo d'armata, quindi venne nuovamente sciolto il 30 novembre 1995.[5]

Venne infine ricostituito il 13 ottobre 2004 nella caserma "D. Briscese" di Legnago, in provincia di Verona, in seguito all'elevazione al rango di reggimento dell'8º Battaglione guastatori paracadutisti.

I Comandanti (dal 2004 in poi)[6]:

Col. Scala Massimo ott 2004 set 2006
Col. Carancini Giangaetano set 2006 set 2008
Col. Stella Vittorio Antonio set 2008 ott 2010
Col. Varesano Pasquale ott 2010 ott 2011
Col. Tumminia Salvatore ott 2011 set 2013
Col. D'Ortenzi Domenico set 2013 in carica

8º Battaglione guastatori paracadutisti[modifica | modifica sorgente]

Serg. Gua. Par. del VIII Btg - El Alamein

L'8º Battaglione guastatori paracadutisti (motto: Rompo, Dirompo, Irrompo), parte operativa e proiettabile del Reggimento, nacque nei primi mesi del 1941 a Tarquinia (provincia di Viterbo) come una unità di fanteria organizzata su tre compagnie fucilieri, 22ª, 23ª e 24ª, più compagnia comando.

Una volta terminato l'addestramento per l'aviolancio, venne inizialmente assegnato al 3º Reggimento paracadutisti, spostandosi poi a Civitavecchia dove, nel mese di maggio 1942, i paracadutisti frequentarono il corso guastatori[3]. Ciò si rese necessario per l'esigenza immediata di poter disporre di unità guastatori di supporto divisionale che però l'arma del Genio al momento non era in grado di esprimere nei tempi richiesti. Successivamente i neo guastatori dell'8° furono anche inviati a Bagnoli (Napoli) dove frequentarono il corso tenuto dai genieri tedeschi.

Filmati d'epoca Archivio Istituto Luceː

- Scuola dei paracadutisti italiani - Parte prima 1941

- Scuola dei paracadutisti italiani - Parte seconda 1941

- Il Principe di Piemonte in visita ai paracadutisti 04/07/1941

Il 1º settembre 1941 venne formata la 1ª Divisione paracadutisti nei cui ranghi furono inseriti, oltre le unità di supporto divisionale, il 1º, 2º e 3º Reggimento paracadutisti, il Reggimento artiglieria paracadutisti e appunto l'8º Battaglione guastatori paracadutisti. Nel giugno 1942 la Divisione assunse il nome di "Folgore" e venne inviata in Nordafrica per sostenere lo sforzo bellico dell'Asse. Il Battaglione (a meno della 23ª Compagnia che rimase in Italia insieme ad altre unità della "Folgore" per addestrare la seconda divisione paracadutisti che si stava costituendo, la "Nembo"), combatté sul fronte africano fino la battaglia di El Alamein agli ordini del suo primo comandante, Maggiore Giulio Burzi, già medaglia d'argento al valor militare nella prima guerra mondiale. L'unità invitta come il resto "Folgore", ridotta a poche decine di elementi, si ritirò ordinatamente in posizione di avanguardia della colonna dei paracadutisti superstiti.

I reduci raccontano: I Ragazzi di El Alamein

Guastatori Paracadutisti Ricognitori in addestramento

Ma la storia non poteva finire così! I pochissimi leoni superstiti di El Alamein, non catturati dal nemico e riusciti a rientrare in patria, la 23ª Compagnia e le ricostituite 22ª bis e 24ª bis, diedero nuova vita al Battaglione che di lì in avanti fu chiamato 8º bis e inquadrato nel 185º Reggimento paracadutisti (ex 1º), "Nembo", costituita a Pisa il 1º novembre 1942.[7]

Questa volta i paracadutisti non frequentarono il corso guastatori ma rimasero fucilieri come in origine. Il supporto del genio fu infatti fornito alla Divisione "Nembo" dal CLXXXIV Battaglione guastatori paracadutisti, che si guadagnerà fama e onore dopo l'armistizio combattendo nel Corpo Italiano di Liberazione, ed in particolare nella battaglia di Filottrano.

Nel 1943, mentre il grosso della Divisione "Nembo", ivi incluso il CLXXXIV Battaglione guastatori paracadutisti, fu trasferito ed impiegato in funzione difensiva in Sardegna[8], il 185º Reggimento paracadutisti e con esso l'8º bis, operò in modo autonomo e distaccato dal resto della Divisione.

Nel luglio 1943, il 185º venne prima inviato in Puglia a presidio degli aeroporti salentini, successivamente spostato in Calabria e infine in Sicilia, per contrastare gli alleati sbarcati sull'isola ed ormai in avanzata verso Messina. Attestatosi sulle posizioni di Barcellona Pozzo di Gotto e Castroreale, sulle falde settentrionali dei Monti Peloritani, facenti parte dell'ultima linea di difesa di Messina, all'incalzare dell'avanzata alleata fu costretto al ripiegamento verso Messina e al successivo traghettamento sul continente.

In Calabria la lotta continuò nelle città e sull'Aspromonte ma per l'8º bis si concluse, quasi per beffa, all'alba dell'8 settembre. Quella mattina, sui piani dello Zillastro, poche ore prima dell'annuncio dell'armistizio, il battaglione, per cercare di rompere l'accerchiamento, si lanciò in combattimento ed attaccò i reggimenti canadesi "Nova Scotia" ed "Edmonton"; al termine degli scontri, dopo durissimi corpo a corpo nella boscaglia calabrese, i paracadutisti vennero sopraffatti e con essi l'8º Battaglione che uscì definitivamente dai ruolini del Regio Esercito.[9][10]

Il 1º giugno 2001 l'8º Battaglione guastatori paracadutisti si ricostituì ufficialmente in Legnago, ancora una volta come in principio inquadrato nell'adorata "Folgore", questa volta però organizzato su quattro compagnie guastatori, oltre la Compagnia comando e supporto logistico. Si decise allora, oltre le storiche 22ª, 23ª e 24ª, di dare numerazione 21ª alla compagnia aggiuntiva (rispetto gli organici storci), in onore della compagnia già appartenuta al 7º Battaglione paracadutisti, anch'esso distrutto durante l'epica battaglia di El Alamein, schierato peraltro contermini alle unità dell'8°, nel Raggruppamento Ruspoli.

Dal 13 ottobre 2004 il Battaglione passa alle dipendenze dell'8º Reggimento.

I Comandanti:[6]

Ten.Col. M.A.V.M. Giulio Burzi feb 1941 1942
Cap. Gianfranco Conati 1942 set 1943
Ten.Col. Scala Massimo set 2000 set 2001
Ten.Col. Fanni Maurizio set 2001 set 2002
Ten.Col. Stella Vittorio Antonio set 2002 set 2003
Ten.Col. Vecchio Vincenzo set 2003 set 2004
Ten.Col. Tummina Salvatore set 2004 mag 2006
Ten.Col. Scaratti Pierluigi mag 2006 ott 2007
Ten.Col. Varesano Pasquale ott 2007 ott 2008
Ten.Col. Romano Salvatore ott 2008 ott 2009
Ten.Col. D'Ortenzi Domenico ott 2009 nov 2010
Ten.Col. Fucci Fabio nov 2010 ott 2012
Ten.Col. D'Agostino Antonio ott 2012 ott 2013
Ten.Col. Fazio Claudio ott 2013 in carica

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Comandante

  • Comando di reggimento
  • Compagnia Comando e Supporto Logistico (CCSL) "Leoni"
  • Comandante 8º Battaglione guastatori paracadutisti
    • Comando 8º Battaglione guastatori paracadutisti
    • 21ª Compagnia guastatori paracadutisti "Giaguari"
    • 22ª Compagnia guastatori paracadutisti "Angeli Neri" (Canzone della 22ª)
    • 23ª Compagnia guastatori paracadutisti "Cinghiali"
    • 24ª Compagnia guastatori paracadutisti "Tigri"

Da notare che mentre il numero del Reggimento segue la numerazione dei reggimenti del Genio, la numerazione del Battaglione e delle Compagnie riprende quella delle unità di fanteria paracadutisti, seguendo l'ordine storico di costituzione dei reparti della 1ª Divisione paracadutisti.

Altro particolare è che in origine i battaglioni erano organizzati su base ternaria (tre compagnie paracadutisti). Con la riorganizzazione dei Battaglioni su base quaternaria, fu scelto di ricostituire la 21ª compagnia la quale, benché originariamente non appartenuta al VIII ma al VII Battaglione paracadutisti, si distinse particolarmente durante la battaglia di El Alamein combattendo nel settore contermine a quello assegato ai guastatori paracadutisti.

Compiti[modifica | modifica sorgente]

Il reggimento ha il compito di supportare la manovra della grande unità paracadutista garantendo la mobilità delle forze amiche all'interno dell'area d'operazione e sfavorendo al contempo quella delle forze ostili. Per tale motivo i guastatori paracadutisti devono essere esperti esploratori e scout, maestri nel maneggio e nell'impiego degli esplosivi, genieri capaci di posare o creare ostacoli ma anche di rimuoverli, truppe addestrate all'assalto contro postazioni organizzate in difesa capaci di costruire ponti tattici.

Ovviamente, come per tutte le altre unità paracadutiste della Folgore, l'ambito preferenziale d'impiego del reparto è nelle operazioni avioportate.

Oltre questi compiti prettamente militari, l'8º Reggimento guastatori paracadutisti opera quotidianamente anche per supportare la popolazione. Gli artificieri del reggimento si occupano della bonifica dei residuati bellici e degli ordigni inesplosi di qualsiasi genere rinvenuti.

Infine i guastatori paracadutisti, quando chiamati, intervengono anche in caso di pubbliche calamità, pubblica esigenza o in concorso alle forze di polizia.

Video: La Brigata paracadutisti "Folgore"

Arruolamento e formazione[modifica | modifica sorgente]

Per diventare un guastatore paracadutista bisogna innanzitutto essere paracadutisti militari.

La Brigata paracadutisti "Folgore" impiega da sempre solo personale volontario, selezionato, il cui addestramento necessita una permanenza minima nei reparti superiore ad un anno. Eccezione fatta per ufficiali e sottufficiali che seguono iter diversi, chi ambisce a vestire il basco amaranto e a fregiarsi del brevetto con la stella, deve farsi avanti durante il corso di qualificazione oppure presentare domanda al proprio comando.

Passate le visite mediche di rito, i volontari (questa volta ufficiali e sottufficiali inclusi), devono superare il corso di specialità, detto anche corso individuale al combattimento. In questo corso si viene addestrati all'addestramento di base che deve essere comune a tutti i paracadutisti: navigazione terrestre, pattuglie, topografia, armi e tiro, nbc, ecc. È il primo approccio con la vita dei reparti operativi paracadutisti: si passano 2 o 3 notti consecutive nella boscaglia o in una buca, si conosce il gelo e cosa significa restare bagnati a lungo, il riposo è ridotto al minimo, lo zaino e l'arma sempre al seguito. Non è raro vedere gente svenire durante le marce e qui si attua la prima scrematura. Si capisce chi non ce la fa e rinuncia. Il tutto dura circa 3 mesi.

Chi resiste va a frequentare il corso palestra della durata di 5 settimane presso il centro di paracadutismo. Qui è dove viene insegnato tutto quello che bisogna sapere circa il lancio militare vincolato. L'attività fisica certo non manca.

I test di ammissione sono:

  • almeno cinque trazioni alla sbarra;
  • almeno dieci saltelli corpo teso dietro (piegamenti sulle braccia con schiaffo mani e piedi);
  • almeno cinque piegamenti alle parallele;
  • almeno dieci piegamenti addominali;
  • corsa piana, 1500 m., in max 6';
  • corsa piana, 5000 m., in max 25'.[11]

Si fa molta attività fisica al centro quindi generalmente non sono molte le persone che falliscono le prove arrivati a questo punto. Quelle dove invece molti cedono sono quelle di contatto col vuoto e l'ardimento tipiche dei paracadutisti che sono altrettanto vincolanti:

  • lancio sul telo tondo (5 m.);
  • fune (9 m.)
  • plinto;
  • capovolte e carrucole;
  • lancio dalla torre.

Tutti i non esclusi, dopo aver superato anche un test scritto, vanno al lancio e dopo 5 lanci (i primi 2 senza equipaggiamento) conseguono il brevetto di paracadutista militare.

A questo punto i paracadutisti vengono inviati ai reparti operativi. Quelli assegnati all'8º Reggimento devono però, per poter operare, esser prima qualificati guastatori. È la scuola del genio a rilasciare la qualifica minex (ex corso guastatori). Gli aspiranti studiano tutto ciò che riguarda gli esplosivi: riconoscimento ordigni, demolizioni, circuiti, maneggio, sicurezza, posa mine c/c e rimozione, metodi di distruzione o disinnesco, trappolamenti. Inoltre gli aspiranti guastatori vengono iniziati alle tecniche di montaggio dei ponti, al riconoscimento dei mezzi, al mascheramento, ai materiali ed alle attrezzature del genio. Ovviamente il corso è molto duro soprattutto dal punto di vista dello studio: i test scritti e pratici sono molto complessi e selettivi. Non sono ammessi errori e infatti questo è l'unico corso che non può essere ripetuto se si viene cacciati.

Dopo circa 3 mesi (ne sono passati circa 8 totali) chi termina il corso guastatori con successo torna a reparto da guastatore paracadutista... e finalmente inizia ad operare.

Video:

Operazioni (note)[modifica | modifica sorgente]

Guerre - Battaglie[modifica | modifica sorgente]

Crisis Response Operations[modifica | modifica sorgente]

Team EOD mentre bonifica un residuato bellico

Interventi per pubblica utilità[modifica | modifica sorgente]

  • Domino[12]
  • Emergenza rifiuti in Campania (2008)
  • Strade sicure
  • Bonifica territoriale da ordigni esplosivi e residuati bellici

Interventi per pubbliche calamità[modifica | modifica sorgente]

I caduti in operazione nel dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

I reduci raccontano

Onorificenze alla bandiera[modifica | modifica sorgente]

La bandiera di guerra dell'8º Reggimento è stata nel tempo il simbolo anche dell'8º Battaglione e del 184º Battaglione. A parte il nome ed il livello ordinativo del reparto comunque, la bandiera dell'8º Reggimento guastatori paracadutisti è quella che da sempre accomuna i genieri d'assalto che si sono riconosciuti ed hanno servito nella Folgore.

Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
«Nella bonifica di strade e campi minati, nei lavori di rafforzamento delle posizioni, nel mantenimento dei collegamenti nelle ore più dure della battaglia, Artieri, Telefonisti e Marconisti divisero sempre, in nobile gara, i rischi dei posti avanzati e delle pattuglie spinte ad aprire il varco entro il micidiale groviglio delle mine. Coinvolti spesso in combattimento quando l'attrezzo più non soccorse, fanti tra i fanti ne seppero emulare slancio, valore e tenacia. In ogni occasione, nelle linee e nei lavori di immediata retrovia il Battaglione Misto Genio "Folgore" riaffermò sempre la nobile tradizione di operosità e di gloria dell'Arma (Valli Santerno, Senio, Sillaro, marzo-aprile 1945 - C.Grizzano, 19 aprile 1945).»
— 24 luglio 1947[17]
Medaglia di bronzo al valore dell'esercito - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valore dell'esercito
«Impegnato nelle operazioni di soccorso alle popolazioni del Friuli duramente colpite da un grave sisma, si prodigava tempestivamente, con spiccato coraggio e singolare perizia, nell'opera di rimozione delle macerie, di soccorso ai feriti e di aiuto ai superstiti. L'impiego generoso di tutti gli uomini e di tutti i mezzi disponibili contribuiva validamente a rendere meno gravi le conseguenze dell'evento tellurico. (Friuli, 6 - 15 maggio 1976 - Al 184º Battaglione Genio Pionieri "Santerno").»
— 4 gennaio 1978[17]
Cittadinanza onoraria Comune di Legnago - nastrino per uniforme ordinaria Cittadinanza onoraria Comune di Legnago
«(Legnago, 13 giugno 2013 - Al 8º Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti "Folgore").»
— 13 giugno 2013[18]

Amici speciali[modifica | modifica sorgente]

Generale Gianni Quaresimin

Caporal maggiore scelto Croce d'onore[19] Simone Careddu

Sistemi d'arma in dotazione[modifica | modifica sorgente]

Mezzi in dotazione[modifica | modifica sorgente]

  • Moto da ricognizione Cagiva 350
  • Autovettura da ricognizione AR 90
  • Veicolo multiruolo VM 90
  • Veicolo tattico leggero multiruolo VTLM
  • Auto-carro tattico logistico ACTL

Mezzi speciali del Genio in dotazione[modifica | modifica sorgente]

  • Autocarro ribaltabile medio Astra SM44.31
  • Autocarro ribaltabile pesante Astra SM66.45
  • Autocarro con piattaforma aerea Astra SM44.31
  • Autocarro del Genio Astra SM66.40
  • Autocarro del Genio con gruetta Astra SM66.40
  • Autogru M180
  • AutoGru TCM C 400M
  • Terna piccola capacità JCB 1CX
  • Terna media capacità Komatsu WB97S5
  • Rimorchio per complessi traino del Genio
  • Barchino a scafo rigido
  • Battello pneumatico d'assalto

Velivoli[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Funzione operativa
  2. ^ a b 8º Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti "Folgore" - Lo stemma in esercito.difesa.it. URL consultato il 20 luglio 2014.
  3. ^ a b Scuola Guastatori a Campo dell'Oro in tesoridellazio.it. URL consultato il 30 marzo 2014.
  4. ^ a b c Assalto in treccani.it. URL consultato il 5 maggio 2013.
  5. ^ a b 8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti "Folgore" - La storia in esercito.difesa.it. URL consultato il 20 luglio 2014.
  6. ^ a b I Comandanti in angetitalia.it. URL consultato il 17 maggio 2013.
  7. ^ Associazione "Nembo" - La costituzione della 184ª Divisione paracadutisti "Nembo" in nembo.info. URL consultato il 6 luglio 2013.
  8. ^ Associazione "Nembo" - La 184ª Divisione paracadutisti "Nembo" in Sardegna in nembo.info. URL consultato il 6 luglio 2013.
  9. ^ Associazione "Nembo" - Il 185º Reggimento paracadutisti in nembo.info. URL consultato il 6 luglio 2013.
  10. ^ La battaglia di Zillastro in calabriainarmi.altervista.org. URL consultato il 6 luglio 2013.
  11. ^ Corso di Paracadutismo in esercito.difesa.it. URL consultato il 12 maggio 2013.
  12. ^ Operazione Domino in esercito.difesa.it. URL consultato il 18 maggio 2013.
  13. ^ a b Grado ricevuto post mortem alla memoria
  14. ^ a b Incidenti e Caduti in difesa.it. URL consultato il 9 maggio 2013.
  15. ^ Motivazione Croce d'onore Caporale maggiore scelto Alessandro Di Lisio in quirinale.it. URL consultato il 19 maggio 2013.
  16. ^ Motivazione Croce d'onore Caporale maggiore scelto Roberto Marchini in quirinale.it. URL consultato il 19 maggio 2013.
  17. ^ a b 8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti "Folgore" - Il medagliere in esercito.difesa.it. URL consultato il 24 aprile 2013.
  18. ^ Consegna Cittadinanza Onoraria all'8º Reggimento G Gua Par "Folgore" in esercito.difesa.it. URL consultato il 9 giugno 2013.
  19. ^ Motivazione Croce d'onore Caporale maggiore scelto Simone Careddu in quirinale.it. URL consultato il 28 marzo 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]