Strada delle 52 gallerie

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L'inizio della strada delle 52 gallerie.
La galleria numero 20, che si avvita su se stessa a spirale.
Il passaggio della 15a galleria.
La parte finale del percorso.

La Strada delle 52 gallerie (o della Prima Armata) è una mulattiera militare costruita durante la prima guerra mondiale sul massiccio del Pasubio. La strada si snoda fra Bocchetta Campiglia (1.219 m) e le porte del Pasubio (1.934 m) attraversando il versante meridionale del monte, situato al riparo dal tiro dell'artiglieria austro-ungarica, caratterizzato da guglie, gole profonde e pareti rocciose a perpendicolo.

Indice

[modifica] Caratteristiche

È lunga 6.555 metri, di cui ben 2.280 sono suddivisi nelle 52 gallerie scavate nella roccia; ogni galleria è numerata e caratterizzata da una propria denominazione. La larghezza minima è stata originariamente prevista di 2,20 m per permettere il transito contemporaneo di due muli con le relative salmerie.

Caratteristica, tra le molte gallerie, è la 19-esima, perché oltre a essere la più lunga (320 m), ha un tracciato elicoidale a 4 tornanti, entro un gigantesco torrione di roccia. Anche la successiva N. 20 è scavata all'interno di un torrione roccioso e, per superare il notevole dislivello, si avvita su stessa come un cavatappi.
Il tratto dalla 41-esima alla 45-esima corre sotto il Passo Fontana d'Oro (1.875 m). All'uscita della 47-esima si raggiunge il punto più alto della strada (2.000 m), da cui si gode un grandioso panorama.

[modifica] Realizzazione

Vero e proprio capolavoro di ingegneria militare e di arditezza (fu realizzata dalla 33ª Compagnia dell'Esercito Italiano con l'aiuto di 6 centurie di lavoratori), considerando le condizioni e l’epoca in cui fu costruita, nonché la rapidità d’esecuzione: i lavori cominciarono il 6 febbraio 1917 e furono conclusi nel novembre 1917.

La sua realizzazione fu di grande importanza strategica in quanto permetteva la comunicazione e il passaggio dei rifornimenti dalle retrovie italiane alla zona sommitale del Pasubio ove correva la prima linea al riparo del fuoco nemico e nel corso di tutto l'anno, contrariamente alla rotabile degli Scarubbi, accessibile sì da mezzi motorizzati, ma in condizioni molto più pericolose, sotto i colpi dei cannoni austriaci, e soltanto nel periodo estivo.

Si tratta sicuramente di un percorso interessantissimo sotto vari punti di vista, a partire da quello paesaggistico a quello storico e ingegneristico.

Da notare che è vietato percorrerla in bicicletta, in seguito a numerosi incidenti mortali (contrariamente alle molto più sicure rotabili degli Scarubbi e della val Fieno sopra indicate).

[modifica] Galleria immagini

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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