Isola di Ventotene

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Ventotene
Ventotene.jpg
Geografia fisica
Localizzazione Mar Tirreno
Coordinate 40°48′N 13°26′E / 40.8°N 13.433333°E40.8; 13.433333Coordinate: 40°48′N 13°26′E / 40.8°N 13.433333°E40.8; 13.433333
Arcipelago Isole Ponziane
Superficie 1,89 km²
Altitudine massima 139 m s.l.m.
Geografia politica
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Provincia Latina Latina
Comune Ventotene-Stemma.png Ventotene
Demografia
Abitanti 746
Densità 317 ab./km²
Cartografia
Pontine Islands map.png
Mappa di localizzazione: Italia
Ventotene

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Santo Stefano e il Faro di Ventotene dalla rampa

Ventotène è un'isola del Mar Tirreno, situata al largo della costa al confine tra Lazio e Campania. L'isola ha origini vulcaniche, e fa geograficamente parte dell'arcipelago pontino, mentre geologicamente è parte delle isole flegree, insieme a Ischia, Procida e Vivara.

Ventotene ha una forma allungata, misura circa 3 chilometri ed un'altitudine massima di 139 metri, giurisdizionalmente fa parte dell'omonimo comune (abitato da circa 600 persone) e della provincia di Latina. L'Isola di Santo Stefano si trova a circa 2 chilometri ad est, mentre l'Isola di Ponza è a 40 chilometri a nord-ovest.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Ventotene era conosciuta ed abitata anche al tempo dei Greci e Romani, i quali usavano chiamarla Pandataria o Pandateria (Παντατήρια in greco antico).

Divenne famosa perché fu il luogo in cui prima Augusto esiliò la figlia Giulia (resti di villa Giulia a Punta Eolo), poi l'imperatore Tiberio esiliò la nipote Agrippina nel 29 d.C. e più tardi l'imperatore Nerone esiliò sua moglie Ottavia, dopo averla ripudiata. Aveva appena divorziato da lei con il pretesto che non gli aveva fatto avere figli. Agrippina maggiore morì sull'isola di fame (probabilmente per ordine dell'imperatore Tiberio stesso) nel 33 d.C.

Del periodo romano a Ventotene sono rimaste diverse rovine di ville e acquedotti, il porto antico e le peschiere modellate nelle rocce vulcaniche di tufo.

Durante il periodo fascista, precisamente dal 1941 al 1943, sull'isola furono confinati numerosi antifascisti di tutte le tendenze, nonché persone considerate non gradite dal regime. Tra gli altri Sandro Pertini, Luigi Longo, Umberto Terracini, Pietro Secchia, Eugenio Colorni, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi. Furono proprio questi ultimi due antifascisti a scrivere sull'isola, nella primavera del 1941, l'importante documento Per un'Europa libera e unita. Progetto di Manifesto diventato noto come Manifesto di Ventotene. Nel documento la federazione degli Stati d'Europa, sul modello statunitense, viene indicata come l'unica soluzione per la salvezza della civiltà europea: da allora in poi gli 'Stati Uniti d'Europa' cessano di essere un oggetto di interesse filosofico o culturale ma diventano obiettivo politico concreto.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Subacquea[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista del turismo subacqueo Ventotene è frequentata[1] per via delle belle immersioni sulla costa a ponente, all'interno dell'Area marina protetta, non troppo affollate e accessibili a tutti i sub con un minimo di esperienza.

  • "Punta Pascone", immersione facile con profondità massima di soli 15 metri. Il fondale di sabbia lavica nera è popolato da tracine e rombi. Su di questo si apre un'ampia grotta, ricca di nudibranchi, molto suggestiva per la fotografia subacquea.
  • "Secca dell'Archetto", a circa 300 metri dalla costa dell'isola in mare aperto, immersione più impegnativa per via della profondità fino a 50 metri, ma comunque accessibile a tutti. Un tunnel subacqueo, a profondità ancora ridotta, è ricco di spugne, di re di triglie e di anemoni di mare.
  • "Punta dell'Arco", fino ai 40 metri di profondità, caratterizzata da due grotte a 30 metri ricche di tunicati e di castagnole rosse[2].
  • Relitto della Santa Lucia[3], affondato il 24 luglio 1943 da un attacco aereo e posato sul fondale sabbioso da 39 a 46 metri[4] di profondità.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Carlo Ravenna. La balena addormentata, «Sub», 2006, 12, 74-77.
  2. ^ Diving World Ventotene, «Mondo Sommerso», 2007, 04, 146-147.
  3. ^ Roberto Rinaldi. Santa Lucia, «Mondo Sommerso», 2006, 11, 98-105.
  4. ^ La Santa Lucia su Relitti.it.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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