Thurii

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Thurii (anche Turii o Turi; in greco Θούριοι, Thurioi, in latino Thurium) fu una città della Magna Grecia, situata nelle vicinanze dell'antica Sybaris, ovvero, più probabilmente, pressoché sullo stesso sito, sulla costa occidentale del Golfo di Taranto. Thurii sorse come colonia panellenica (= formata da Greci di tutte le provenienze) ma fu di fatto l'unica fondazione realizzata da Atene nel Mediterraneo occidentale.

[modifica] Storia

L'origine della città si deve alle complesse vicende che seguirono l'ultimo tentativo dei discendenti degli antichi abitanti di Sibari di rifondare la loro città e di dar vita a una comunità autonoma. Dopo aver tentato più volte, fin dagli anni successivi alla distruzione della loro città (nel 510 a.C.), di ricostituire la loro vecchia patria, scontrandosi con l'opposizione di Crotone, che controllava la piana di Sibari e gli insediamenti che vi si mantenevano, i Sibariti dispersi, nel 446/445 a.C. chiesero aiuto alle maggiori potenze della Grecia del tempo, Sparta e Atene. Sparta rifiutò l'aiuto, mentre Atene inviò 10 navi e uomini da lei raccolti, più altri che provenivano dal Peloponneso. Il nuovo insediamento probabilmente si chiamò Sibari e sorse sul sito dell'antica città (Diodoro Siculo, 12,10), durando per qualche tempo (445-444 a.C.).

Tuttavia in questa nuova città gli antichi Sibariti pretendevano di avere una posizione di superiorità rispetto ai nuovi venuti e sostenevano di aver diritto a privilegi economici e cariche di prestigio. Ciò portò al sorgere di un conflitto civile (= stasis) a seguito del quale essi furono quasi del tutto sterminati dai nuovi coloni venuti dalla Grecia, mentre i superstiti dovettero fuggire e finirono poi per fondare una loro comunità detta Sibari sul Traente. A questo punto i coloni vincitori della guerra civile chiesero sostegno in Grecia e, con l'aiuto materiale e il sostegno politico di Atene e di Pericle nel 444/443 fu fondata una nuova colonia. Atene fornì coloro che dovevano interpretare il volere degli dei e gli oracoli che erano stati chiesti in merito alla nuova fondazione e che agirono come ecisti (= fondatori), anche se probabilmente a titolo solo temporaneo (Lampone e Xenocrito). Infatti in base all'interpretazione di un oracolo la città fu chiamata Thurioi, dal nome di una sorgente locale, e leggermente spostata rispetto al sito dell'antica Sibari.

Secondo Diodoro Siculo il progetto urbanistico della città, comprendente una griglia di 4 hodoi o strade principali (denominate con nomi di divinità: Herakleia, Dionysia, Aphrodisia, Olympias) e 3 stenopoi o vie minori (Thuria, Thurias, Heroa), con incroci ortogonali, sarebbe stato attribuito al famoso architetto Ippodamo da Mileto. Sulla base della tradizione storica, su questo punto piuttosto contraddittoria, è possibile che la costituzione cittadina sia stata scritta dal filosofo Protagora che si sarebbe servito delle leggi degli antichi legislatori delle colonie greche di Italia e Sicilia, Caronda di Catania e Zaleuco di Locri. Thurii era popolata da coloni provenienti da varie parti della Grecia e divisi in 10 tribù che prendevano nome dalle loro comunità di origine (Arkas, Achais, Eleia, Boiotia, Amphyktionis, Doris, Ias, Athenais, Eubois, Nesiotis). In mezzo a loro si trovarono anche alcuni dei più noti e brillanti intellettuali del tempo, come lo storico Erodoto, mentre molti altri personaggi famosi soprattutto intellettuali, filosofi ed esperti di oratoria si dice che vi abbiano abitato almeno temporaneamente. Quello che sarebbe diventato uno dei più grandi oratori attici, Lisia, vi si stabilì da ragazzo insieme con i fratelli e vi rimase fino ai quarantacinque anni, quando dovette andare in esilio ad Atene. Un altro personaggio illustre del tempo che si trasferì a Thurii al tempo della sua fondazione fu Cleandrida, generale spartano in esilio, che creò e addestrò l'esercito della città, guidandolo nelle guerre che la città fu costretta a combattere nei primi anni dopo il suo insediamento (con Crotone e le città sue alleate, come Terina, con i Lucani, con Taranto)[senza fonte].

Thurii prosperò rapidamente, ma non ebbe una vita politica serena, né nei suoi primi anni, né in seguito. Nel primo decennio dopo la fondazione, l'origine eterogenea dei cittadini e i riflessi dei conflitti fra le grandi potenze della Grecia, che tendevano a radicalizzarsi, fecero sì che la città si allontanasse progressivamente da Atene, che di fatto ne era stata la fondatrice. Il momento cruciale di questa frattura fu segnato da un grave conflitto interno sorto a Thurii in merito a chi fosse da riconoscere come il fondatore della città. La questione aveva un forte valore politico e condusse a una lotta civile, probabilmente fra i fautori di Atene e quanti non gradivano un legame esplicito con la potenza greca, che fu risolto tramite il ricorso all'Oracolo di Delfi. Questo nel 434 a.C. stabilì che l'unico fondatore della città dovesse essere considerato Apollo, una decisione apparentemente neutrale che però svincolava Thurii da ogni legame con Atene e la allontanava da questa.

Thurii riuscì rapidamente a trovare un accordo con le vicine, stipulando accordi di pace. In particolare il conflitto con Taranto, scoppiato per il controllo del territorio dell'attuale Basilicata meridionale posto fra Agri e Sinni, anticamente detto Siritide dal nome di una città greca che vi sorgeva in età arcaica, si risolse con la fondazione in comune di una colonia nel territorio conteso, che però qualche anno più tardi, nel 434/433 a.C. i Tarantini avrebbero fatto propria, approfittando del nuovo clima politico creatosi a Thurii, e rifondato col nome di Herakleia.

Durante la Guerra del Peloponneso (431-404 a.C.), infatti, in occasione della spedizione ateniese in Sicilia contro Siracusa (415-413 a.C.), Thurii si definì inizialmente neutrale, anche se poi, nel 413, dopo un colpo di stato del partito favorevole di Atene sostenne ed aiutò quest'ultima. Ciò non le impedì, dopo la sconfitta di Atene a Siracusa e un ennesimo conflitto civile al suo interno, di schierarsi nel 412 a.C. al fianco di Sparta contro Atene. Anche successivamente Thurii conobbe diversi conflitti intestini, guerre civili e, almeno in due casi, cambiamenti costituzionali significativi.

La città acquistò una certa importanza nello scenario politico della Magna Grecia e fece parte della Lega Italiota, un'alleanza militare che le città greche della Calabria avevano costituito per difendersi dai Lucani. Thurii stessa si trovò a comandare le operazioni militari contro questi ultimi, che ne stringevano il territorio, ma subì una pesante sconfitta. Altri pericoli le vennero da Dionisio I, tiranno di Siracusa che aspirava a costituire un grande potere territoriale al di qua e al di là dello Stretto di Messina, e minacciò Thurii via mare, anche se fortunatamente senza successo. Nel 356 fu distrutta dai Brettii. A seguito dell'inefficacia delle iniziative intraprese dalle città italiote (= greche di Italia) e da Taranto, che ne guidava la Lega, contro le popolazioni italiche chiese l'aiuto dei Romani contro i Lucani nel 285 a.C., e addirittura, nel 282 a.C., si schierò con Roma contro Pirro e i Tarentini.

Da quel momento la città fu una fedele alleata della Repubblica romana, e durante la seconda guerra punica fu saccheggiata da Annibale nel 204 a.C. A seguito dello spopolamento subito ad opera del Cartaginese, nel 194 a.C. Roma fu indotta a ripopolarla e la rifondò come propria colonia, di diritto latino, dal nome di Copiae. La città continuò a mantenere un certo rilievo e a godere della propria posizione favorevole nel quadro delle città di origine greca dell'Italia meridionale. Il mutare del quadro economico e sociale dell'italia romana, tuttavia ne favorì il progressivo declino e spopolamento, sempre più accentuato in età tardo antica, fino all'abbandono nel Medioevo.

La posizione del vecchio insediamento greco fa oggi parte del Parco archeologico di Sibari. Nella zona resta anche una frazione del comune di Corigliano Calabro che conserva ancora il nome di Thurio.

[modifica] Voci correlate

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