Thurii

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Thurii (anche Turii o Turi; in greco antico Θούριοι, traslitterato in Thúrioi, in latino: Thurium) fu una città della Magna Grecia, situata nelle vicinanze dell'antica Sybaris, odierna Sibari in Calabria, ovvero, più probabilmente, pressoché sullo stesso sito, sulla costa occidentale del Golfo di Taranto. Thurii sorse come colonia panellenica (ovvero formata da greci di tutte le provenienze) ma fu di fatto l'unica fondazione realizzata da Atene nel Mediterraneo occidentale.

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

L'originale nucleo della polis si fa risalire al 720 a.C. circa, anno in cui la mitica figura achea di Filottete la fondò; sempre secondo Pompeo Trogo nella città, durante la vita dello storico, si sarebbe potuta visitare la tomba di Filottete e le frecce di Ercole «che segnarono il destino di Troia»[1]. Il ripopolamento fu voluto da Pericle nel 444/443 a.C.[2] Lo statista ateniese offrì allo storico Erodoto, vicino al circolo culturale gravitante attorno alla sua figura, un ruolo nella fondazione della colonia. Il tragediografo Sofocle, in stretta amicizia con lo storico, gli dedicò un epigramma all'atto del suo trasferimento a Thurii. Erodoto si stabilì per diverso tempo nella colonia, ne assunse la cittadinanza della quale andò sempre fierissimo ed i suoi legami con essa furono tanto stretti che in alcuni codici fu detto "di Turi". Il rapido deteriorarsi dei rapporti (che comunque si riaccese successivamente, durante la spedizione ateniese in Sicilia) tra Thurii ed Atene rende poco credibile un'antica notizia secondo cui Erodoto, che abbiamo detto legatissimo all'ambiente di Pericle, sarebbe morto in quella colonia della Magna Grecia, nella cui agorà avrebbe avuto sepoltura.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La costituzione cittadina era basata su quella di Caronda[2]. Colonia di Sibari, Turi anelava fortemente la Sibaritide. Così si scontrò con i tarantini nel 433-32 e, siglato un accordo, quest'ultimi vinsero la città conquistando la zona voluta dai turioti.[3][2] Dopo la disfatta contro Taranto, la città cercò di espandersi verso il Tirreno, e anche qui venne a scontrarsi con la città di Terina e con i Lucani[2]. Thurri sostenne anche la spedizione ateniese in Sicilia del 415 a.C. fornendo soldati e triremi alla stessa Atene[4]. All'inizio del IV sec. faceva parte della Lega italiota assieme ad altre città per combattere la pressione fatta dai Lucani. Per tutto il secolo riuscì a resistere alle incursioni, fino a quando nel 282 a.C., vista l'impossibilità di fermare gli stessi Lucani, chiese a Roma un presidio nella città.[2]. Nel 194 a.C. divenne colonia latina col nome di Copia e divenne municipium.[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giustino, XX, 1, 16.
  2. ^ a b c d e f Sibari nell’Enciclopedia Treccani
  3. ^ Diodoro, XII, 35.
  4. ^ Diodoro, XIII, 11.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti secondarie
  • R. Pappritz, Thurii, Berlino 1891
  • H. Nissen, Ital. Landeskunde, Berlino 1902, p. 920
  • Not. scavi, 1879, pp. 81 segg., 136; 1880, p. 152 segg.; 1888, passim.
  • G. Caudicano, La necropoli di Sibari, Milano 1879
  • F. Galli, Per la Sibaritide, Acireale 1907
  • E. Ciaceri, Storia della Magna Grecia, II, Milano 1927, p. 330
  • G. Giannelli, La Magna Grecia da Pitagora a Pirro, Milano 1928
  • U. Kahrstedt, Die Lage von Sybaris, in Nachrichten von der Gesellschaft d. Wissenschaften zu Göttingen (Phil. hist. Klasse), 1931, p. 279
  • Studi topografici sull'antica Sibari, in Memorie della R. Accad. di Archeol., lettere e belle arti di Napoli, XII 1931-32, p. 10 segg., con la recens. di Umberto Zanotti-Bianco, in Archivio storico per la Calabria e la Lucania, II (1932);
  • H. Philipp, in Pauly-Wissowa, Real-Encycl., VI A, col. 646 segg.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]