Kaulon

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Kaulon
Kaulonia
Mosaico del III secolo a.C. proveniente da Kaulon[1]
Mosaico del III secolo a.C. proveniente da Kaulon[1]
Civiltà Magna Grecia
Utilizzo Città
Epoca VIII secolo a.C.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Monasterace
Altitudine 0 m s.l.m.
Scavi
Data scoperta 1911
Date scavi 1911-1913
Organizzazione Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria
Archeologo Paolo Orsi (scopritore); Francesco Cuteri (attuale)[2]
Amministrazione
Ente Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria
Responsabile Dr.ssa Simonetta Bonomi (Soprintendente)
Visitabile
sito web

Coordinate: 38°26′43.01″N 16°34′41.99″E / 38.44528°N 16.57833°E38.44528; 16.57833

Kaulon o Kaulonia, (/'kaulon/, (in greco antico Καυλών) fu una colonia della Magna Grecia, i cui resti sorgono nei pressi di Punta Stilo, nel comune di Monasterace, in provincia di Reggio Calabria. L'area intorno al sito su cui insisteva la polis viene chiamata dagli archeologi Kauloniatide.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Resti del tempio di Kaulon
Mosaico di 25 metri scoperto nel 2013
Sito di Scavo di Kaulon 2013

Secondo la tradizione il nome della città deriverebbe dal nome del suo fondatore, Kaulo, eroe della guerra di Troia. Secondo Francesco De Sanctis[3] deriverebbe dalla parola kaulos = fusto, tronco. Secondo Strabone[3] il suo nome deriverebbe invece da aulonia, vallonia, cioè valle profonda.

Circa le ipotesi riguardanti la sua origine, le fonti riportano due principali interpretazioni. La prima, sostenuta da Strabone (VI, 1, 10) e Pausania il Periegeta (VI, 3, 12), attribuisce agli Achei il ruolo di fondatori, nella persona di Tifone di Egio. La seconda ipotesi, propria di autori più moderni, propende invece per l'origine come colonia di Kroton (l'attuale Crotone)[4][5]. In realtà, non c'è una dicotomia tra le due ipotesi, dato che la prevalenza dell'una o dell'altra avrebbe influenza unicamente sulla data di fondazione. La ricerca archeologica è infatti concorde nell'individuare nell'VIII secolo a.C. il periodo di fondazione di Kaulon; mentre l'influenza crotoniana, corrispondente al periodo di massimo splendore, è databile al VI secolo a.C.[6].

La città era limitata a sud dal fiume Sagra, sulle cui rive nel VI secolo a.C. si svolse la famosa battaglia della Sagra[7], in cui Kaulon alleata con Kroton fu sconfitta da Locri Epizefiri e Rhegion, grazie al miracoloso intervento dei Dioscuri.

Kaulon venne poi sconfitta dalle forze congiunte dei Lucani e di Dionisio I di Siracusa, sconfitta che costò nel 389 a.C. la deportazione dei suoi abitanti a Siracusa e a Pietraperzia con la cessione del territorio a Locri, alleata del tiranno. Ricostruita da Dionisio il Giovane, Kaulon, fu però preda di Annibale nella seconda guerra punica, finendo poi definitivamente nell'orbita di Roma per opera di Quinto Fabio Massimo nel 205 a.C.

Fonti letterarie attestano che Kaulon avesse un porto con doppio approdo situato alla foce della fiumara d'Assi e che fosse quindi una città che commerciava in legname[8]. Ricca di materie prime come pietra, magnesia, sale, oro e piombo, sarebbe stato anche un centro per la produzione di manufatti in metallo e vasellame[9].

Strabone ci riferisce che già ai suoi tempi[10] la città era stata abbandonata a causa di conflitti con gli abitanti della regione circostante.

« Dopo il fiume Sagra c'è Caulonia, fondata dagli Achei e chiamata dapprima Aulonia, per la valle[11] che si trova di fronte ad essa. Ora[10] la città è abbandonata: i suoi abitanti, infatti, furono cacciati dai barbari in Sicilia[12], dove fondarono un'altra città di Caulonia »
(Strabone, Geografia, V, 1, 10)

Descrizione del sito[modifica | modifica sorgente]

Kaulon (2010)

Il santuario di Punta Stilo[modifica | modifica sorgente]

Le divinità presenti nel santuario con certezza sono Hera, Apollo, Artemide ed Afrodite.

La casamatta[modifica | modifica sorgente]

La Casa del Personaggio Grottesco[modifica | modifica sorgente]

Gli scavi e i reperti[modifica | modifica sorgente]

L'archeologo Paolo Orsi
Archeologi ad agosto 2013
Museo archeologico di Monasterace

I primi scavi vennero effettuati nel 1911-1913 dall'archeologo Paolo Orsi[13], all'epoca Soprintendente ai Beni Archeologici della Calabria e co-fondatore del Museo della Magna Grecia.

La struttura della città prevedeva l'esistenza di un centro urbano principale, cinto da mura e posto al livello del mare, all'interno del quale era presente un tempio dorico, di cui ancora oggi sono visibili le fondamenta.

Secondo gli studi effettuati, alla costruzione di questo tempio avrebbero verosimilmente partecipato maestranze provenienti da Siracusa, data l'alta quantità di calcare siceliota. L'area antistante il tempio, attualmente coperta dal mare, era altresì occupata dal centro abitato, come testimoniato dai reperti ivi ritrovati, e che testimoniano la progressiva erosione della costa nell'area[14].

Gli scavi condotti dalla Scuola Normale Superiore e dall'Università di Pisa a partire dal 1999 ed ancora in corso, hanno riportato alla luce buona parte del santuario urbano al quale appartenne il tempio dorico. Molti altri edifici di grandi e piccole dimensioni sono stati messi in luce o individuati attraverso lo studio sistematico dei materiali architettonici rinvenuti. E molte scoperte hanno permesso di comprendere l'articolazione delle fasi di vita del santuario, a partire dalla sua prima monumentalizzazione nella prima metà del VII sec. a.C. fino al progressivo declino dei primi decenni del III. Ormai superata l'ipotesi che la costruzione del tempio dorico si debba a maestranze provenienti da Siracusa: recenti studi litologici hanno infatti dimostrato che la pietra utilizzata non un calcare siceliota, siracusano, bensì estratta in loco[15].

Al di fuori della cerchia delle mura, ed in particolare sul colle Tersinale, era inoltre sito un altro centro cultuale di grande rilievo, come desumibile dalle numerose testimonianze ivi raccolte. Da quest'area provengono alcune favisse ricche di frammenti di terrecotte architettoniche, in particolare frammenti di cassetta, sime frontonali, sime con gronde a testa di leone, alcuni acroteri angolari ed uno centrale, tutto materiale proveniente da tre fasi costruttive diverse di un piccolo tempio[14].

I numerosi reperti archeologici provenienti dagli scavi effettuati sul posto sono per lo più esposti al Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria. Di particolare rilievo sono due mosaici di eccezionale fattura, entrambi raffiguranti un drago, uno dei quali copre un'area di 25 m² ed è quindi considerato "il più ampio mosaico ellenistico reperibile al Sud"[16]. Entrambi i mosaici sono attualmente esposti presso il Museo di Monasterace.

Il finanziamento degli interventi conservativi del sito archeologico in generale, e dei preziosi mosaici del "drago" in particolare, conosce allo stato numerose difficoltà. Il mosaico è stato recentemente adottato da un gruppo di studenti della scuola media dell’Istituto comprensivo Amerigo Vespucci di Vibo Valentia, i quali hanno raccolto una piccola somma tramite autotassazione[17].

Gli scavi dal 2003 ad oggi: San Marco nord-est[modifica | modifica sorgente]

Kaulon (2010)
Resti di casa a San Marco nord-est (2013)
Siti arcaici della kauloniatide

L'area di scavo, denominata saggio SAS II e topograficamente San Marco nord-est oggi interessa l'area tra il mar Jonio a est la ferrovia Taranto-Reggio Calabria ad ovest, la fiumara Assi a nord e l'area di casamatta a sud[18].

Grazie a frammenti di protokotylai e kotylai Aetos 666, si può stabilire una presenza umana nell'area sin dall'VIII secolo A.C. e alla fine dell'VIII o meglio dai primi decenni del VII secolo la presenza greca si fa stabile. Di un periodo successivo sono i resti ricomnducibili a una casa di benestanti denominata Casa del Personaggio Grottesco[18]. Nei pressi di essa è stato individuato una strada in direzione Nord-sud larga 6,65 metri. Nel III secolo A.C., in periodo ellenistico sono stati rinvenuti i resti di un ampio edificio in parte ancora sotto l'attuale asse viario della strada statale 106 a cui quindi non è possibile accedere per definirne completamente il perimetro. Infine sono stat portati alla luce ciò che rimane di una piccola necropoli del periodo tardo-antico (VI-VII secolo d.C.)[18].

Campagne di scavo dal 2001 al 2006[modifica | modifica sorgente]

Dal 2001 al 2006 otto campagne di scavo di M.C. Parra e M.T. Iannelli. Un'area di ricerca di 56 km² intorno a Kaulon tra i comuni di Monasterace, Stilo, Camini e Guardavalle[15].

Sono state scoperte 174 unità topografiche (sedi di manufatti ceramici) e 230 manufatti o aree di dispersione di manufatti a carattere sporadico, che hanno portato al censimento di 148 siti e 179 testimonianze extra-sito[15]. Questi siti si trovano a Stilo in località Arito, Bavolungi, Franchi, Furno, Ligghia, Napi, Salti e Troiano[15].

Insediamenti di età arcaica[modifica | modifica sorgente]

Sono stati individuati 7 insediamenti greci di modesta entità di età arcaica, ubicati tutti alla destra idrogragica dello Stilaro e quasi tutti in posizione elevati e a 1000 metri di distanza (eccetto quello in località Franchi e quello in località Serre) ognuno tra di loro interpretabili come fattorie. Il sito di Franchi (Stilo) differisce per la sua posizione, sicuramente elevata, ma anche ben difesa naturalmente[15]. Cronologicamente sono esistiti tra il VII e il VI secolo a.c. e nessuno giunge al periodo ellenistico[15].

Fanno eccezioni, in località Fontanelle (Monasterace) alla sinistra idrografica dello Stilaro il rinvenimento di resti di una Villa romana con tracce di insediamento greco sin dal VI secolo a.c.[15].

Campagne di scavo dal 2007 al 2009[modifica | modifica sorgente]

  • Campagna di scavo 2007: A giugno 2008 viene scoperto un frammento lapideo di una dedica in lingua osca scritta in alfabeto osco-greco del IV-III secolo a.c. per la dea italica corrispondente a Venere per i latini[15]
  • Campagna di scavo 2008[15]
  • Campagna di scavo di agosto-settembre 2009. Rinvenimento delle testimonianze più antiche del sito: una protokotyle corinzia, un frammento di coppa corinzia di tipo Thapsos e il frammento di uno skyphos[15]

Scoperte recenti: Il mosaico di 35 metri quadrati e la tabella bronzea in alfabeto acheo[modifica | modifica sorgente]

Il 23 luglio 2013 l'archeologo Francesco Cuteri e la sua equipe scoprono uno dei mosaici più grandi mai rinvenuti del periodo ellenistico della fine del IV secolo avanti cristo, che ricopre un'area di circa 35 metri quadrati. È stato ritrovato tra le rovine di quella che doveva essere una struttura termale. Il mosaico si articola ulteriormente in 9 quadrati policromi, e un altro spazio con una rosetta policroma all'ingresso della stanza.[19][20].

L'8 ottobre 2013 viene annunciata la scoperta nel santuario urbano di una tabella bronzea del V secolo A.C. con una dedica in alfabeto acheo, con stile grafico stoichedón (lettera per lettera), sviluppata su 18 linee. È il testo acheo più lungo mai ritrovato nella Magna Grecia[21][22][23].

Reperti numismatici[modifica | modifica sorgente]

Stateri d'argento di Kaulonia

Durante gli scavi a Kaulon sono state rinvenute numerose monete in bronzo, successivamente raccolte nella collezione numismatica di Rodolfo Cimino. Tale collezione, basata a Monasterace Marina, è composta da 181 reperti fittili e metallici e di 238 monete di età greca, romana e medievale, materiali che vennero raccolti a partire dal 1942 da Rocco Giordano, ex Conservatore Onorario dell’area archeologica di Kaulonia2. Questa collezione era nota sin dal 1977 alla Soprintendenza Archeologica della Calabria[24].

Mostre a Firenze del 2010 e 2013/14[modifica | modifica sorgente]

Nel 2010 è stata allestita la mostra all'Università di Firenze Spigolando tra gli archivi, correlata ad essa è stato realizzato il cortometraggio: A scuola di archeologia seguendo le orme di Paolo Orsi a Caulonia[25][26]. Da dicembre 2013 a marzo 2014 è la volta della mostra "Kaulonia, la città dell'amazzone Clete" allestita presso il Museo Archeologico Nazionale del capoluogo toscano.

Alluvione e messa in sicurezza del sito[modifica | modifica sorgente]

Nel mese di dicembre del 2013 i resti della casamatta sono stati rovinati dal maltempo e dal mare mosso oltre che dalla mancanza di qualsivoglia protezione al sito archeologico. La Soprintendenza archeologica calabrese insieme al comune di Monasterace fecero una richiesta di finanziamento del parco per un milione e mezzo di euro a cui ancora non si è dato risposta. In ultima istanza, visto ciò che è accaduto di recente la provincia di Reggio Calabria vorrebbe mettere a disposizione 2,5 milioni di euro per la messa in sicurezza del parco archeologico[27]. Il 2 febbraio 2014 il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo annuncia un finanziamento di 300.000 euro per la messa in sicurezza de sito archeologico[28].

Galleria di immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Questo mosaico, esposto fino al 2011 al Museo Nazionale della Magna Grecia è ora visibile presso il Museo di Monasterace
  2. ^ MONASTERACE (Rc). Straordinario mosaico scoperto ieri: raffigura il Drago di Kaulon.
  3. ^ a b Bova 2008, op. cit., p. 41
  4. ^ J. Berard - La Magna Grecia, pp. 158-160
  5. ^ Mario Napoli - Civiltà della Magna Grecia, pp. 213-214.
  6. ^ Guglielmo Genovese (1999) Santuari rurali nella Calabria Greca. L'erma di Breitschneider, pag. 96
  7. ^ Guglielmo Genovese (1999) Santuari rurali nella Calabria Greca. L'erma di Breitschneider, pag. 99
  8. ^ Bova 2008, op. cit., p. 42
  9. ^ Bova 2008, op. cit., p. 45
  10. ^ a b Fine I secolo a.C., inizio I secolo d.C.
  11. ^ "aulòn" in greco significa valle
  12. ^ Circa 277 a.C.
  13. ^ Bova 2008, op. cit., p. 47
  14. ^ a b Guglielmo Genovese (1999) Santuari rurali nella Calabria Greca. L'erma di Breitschneider, pag. 97
  15. ^ a b c d e f g h i j Caulonia tra Crotone e Locri Tomo 1 di Lucia Lepore e Paola Turi. URL consultato il 4 gennaio 2013.
  16. ^ I Calabria Jones lanciano la campagna "Adotta il drago Kaulon"
  17. ^ 5.000 euro raccolti da 44 giovani studenti vibonesi: si autotassano per restaurare il mosaico del drago di Kaulon che le istituzioni non hanno voluto né saputo recuperare.
  18. ^ a b c Le indagini archeologiche a S. Marco NE in kaulon-archeologia.it. URL consultato il 3 dicembre 2013.
  19. ^ Scoperto a Monasterace il più grande mosaico ellenistico del sud Italia, Il sole 24 ore. URL consultato il 24 luglio 2013.
  20. ^ Scoperto mosaico greco, più grande Sud, Ansa.it. URL consultato il 24 luglio 2013.
  21. ^ Straordinaria scoperta archeologica a Kaulonia (RC): ecco il testo più lungo in alfabeto acheo della Magna Grecia, Meteoweb. URL consultato l'8 ottobre 2013.
  22. ^ Ritrovato a Kaulonia, in Calabria, il testo più lungo in alfabeto acheo della Magna Grecia, famedisud.it. URL consultato l'8 ottobre 2013.
  23. ^ Dagli scavi di Kaulonia una scoperta d’eccezione in Università di Pisa, 7 ottobre 2013. URL consultato il 5 febbraio 2014.
  24. ^ Kaulonìa, Caulonia, Stilida e oltre. URL consultato il 5 gennaio 2013.
  25. ^ La mostra “Spigolando tra gli archivi” in kaulon-archeologia.it. URL consultato il 3 dicembre 2013.
  26. ^ A scuola di archeologia seguendo le orme di Paolo Orsi a Caulonia in kaulon-archeologia.it, 4 dicembre 2013. URL consultato il 3 dicembre 2013.
  27. ^ Antica Kaulon chiede aiuto. Aree del parco a rischio, 18 dicembre 2013. URL consultato il 9 gennaio 2014.
  28. ^ MIBACT: Stanziamento 300mila euro per intervento su antica Kaulonia in MIBACT, 2 febbraio 2014. URL consultato il 2 febbraio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Maria Cecilia Parra (a cura di), Kaulonía, Caulonia, Stilida (e oltre). Contributi storici, archeologici e topografici, vol. I, in 2 tomi (Quaderni ASNP, nrr. 11-12), Pisa 2002 (ma 2003).
  • Maria Cecilia Parra (a cura di), Kaulonía, Caulonia, Stilida (e oltre). Contributi storici, archeologici e topografici, vol. II, in due tomi (Quaderni ASNP, 17-18), Pisa 2007.
  • Maria Cecilia Parra; Antonino Facella (a cura di), Kaulonía, Caulonia, Stilida (e oltre), vol. III. Indagini topografiche nel territorio, Pisa 2011
  • Graziano Raco, Kaulonia, Ardore Marina, Arti grafiche edizioni, 2000
  • Francesco Antonio Cuteri, B. Rotundo, Il territorio di Kaulonia fra Tardoantico e Medioevo. Insediamenti, risorse, paesaggi. in Kaulonía I, pp. 117-158, 2001
  • Damiano Bova, Bivongi. Nella valle dello Stilaro, Bari, Ecumenica Editrice, 2008, ISBN 978-88-88758-43-5.
  • Lucia Lepore, Paola Turi, Caulonia tra Crotone e Locri, Ecumenica Editrice, 2008, ISBN 978-88-8453-930-4.
  • Lucia Lepore; Paola Turi (a cura di), Caulonia tra Crotone e Locri, Atti del Convegno Internazionale, Firenze 30 maggio-1 giugno 2007, Firenze 2010, in particolare:
    • Lucia Lepore, Gli scavi in località S. Marco nord-est:dall’oikos arcaico alla sistemazione ellenistica, pp. 81-114;
    • Paola Turi; Pasquino Pallecchi, Osservazioni sulla composizione e sulla tecnica di fabbricazione di alcune classi ceramiche di S. Marco nord-est a Caulonia, pp. 115-134.
  • Maria Rosaria Luberto, Nota sulla ceramica di VIII e VII secolo a.C. dallo scavo S. Marco nord-est a Caulonia, in Alle origini della Magna Grecia: mobilità, migrazioni, fondazioni, Atti del 50º Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia di Taranto, Taranto 1-4 ottobre 2010, pp. 913-926
  • Maria Rosaria Luberto, Lo scavo in località S. Marco nord-est a Caulonia. Analisi e interpretazione dei reperti di VIII secolo a.C. in L. Donnelan; V. Nizzo, Contestualizzare la prima colonizzazione. Archeologia, fonti, cronologia e modelli interpretativi tra l'Italia e il Mediterraneo. In memoria di D. Ridgway, Roma, 21-23 giugno 2013, in c. di s.
  • Lucia Lepore; Maria Rosaria Luberto; Paola Turi, Kaulonia, la città dell'amazzone Clete. Gli scavi dell'Università degli Studi di Firenze a Monasterace Marina, Catalogo della Mostra, Firenze-Museo Archeologico Nazionale, 12 dicembre 2013-9 marzo 2014, Aracne 2013 ISBN 9788854866867
  • Architettura greca a Caulonia. Edilizia monumentale e decorazione architettonica in una città della Magna Grecia di Federico Barello, Le Lettere Editore, 31 dicembre 2013, ISBN 978-88-7166-211-4
  • Kaulonía, Caulonia, Stilida (e oltre). Indagini topografiche nel territorio, Scuola Normale Superiore editore, 2012, ISBN 978-88-7642-418-2

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