Italsider
| Italsider | |
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| Nazione | |
| Fondazione | 1905 a Genova |
| Chiusura | 1995 |
| Sede principale | Genova |
| Gruppo | gruppo siderurgico Riva |
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Filiali |
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siderururgica |
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acciai |
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L'Italsider è stata una delle maggiori aziende siderurgiche italiane del XX secolo. La sua storia è quasi centenaria e ha avuto inizio ai primi del secolo per concludersi a fine anni ottanta.
Nata per iniziativa di industriali del settentrione d'Italia come ILVA (nome che ha poi riacquistato dagli anni novanta), con la nascita dell'IRI la società è passata poi sotto il controllo pubblico impiantando stabilimenti a Genova-Cornigliano, Taranto e Napoli-Bagnoli. Negli anni sessanta è diventato uno dei maggiori gruppi dell'industria di stato.
A fine anni ottanta, con la crisi del mercato dell'acciaio, e dopo diverse traversie economico-finanziarie - culminate nel 1983 nella liquidazione volontaria e la conseguente cessione alla Finsider della partecipazione azionaria nella Nuova Italsider[1], l'Italsider è rinata con la costituzione del consorzio COGEA come Nuova Italsider Acciaierie di Cornigliano per poi essere rilevata, con l'originario nome di ILVA, dal gruppo siderurgico Riva.
L'operazione di cessione a privati dello storico complesso - un tempo colosso della siderurgia - ha destato polemiche e perplessità in special modo fra dirigenza industriale, amministratori pubblici e popolazioni delle aree in cui si trovavano gli insediamenti produttivi, zone fortemente minate dall'inquinamento industriale provocato dalla presenza di altiforni.
Con gli anni novanta è iniziata la laboriosa opera di dismissione degli impianti produttivi e una riconversione delle aree precedentemente occupate dagli insediamenti siderurgici.
Indice |
[modifica] Storia
| Cronologia essenziale |
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Queste le date principali nella storia dell'Italsider[1]:
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L'atto di costituzione dell'ILVA, avvenuto nel capoluogo ligure, risale al 1 febbraio 1905.
Il capitale sociale iniziale era di dodici milioni di lire e di esso facevano parte la società Siderurgica di Savona (controllata dalla società Terni), la Ligure Metallurgica e, in forma diretta, la stessa Terni.
Successivamente si aggiunse al capitale iniziale - portandolo a venti milioni - quello della Elba, il cui ingresso veniva a completare la compagine societaria.
Il gruppo-base Terni-Elba - attivo nel settore dell'estrazione del minerale di ferro soprattutto nell'isola d'Elba - era controllato da esponenti della finanza genovese[2] che intendevano, con la costituzione dell'ILVA, sfruttare le agevolazioni programmate con la legge per il risorgimento economico di Napoli - varata nel luglio 1904 - che prevedeva l'installazione entro il 1908 di un grande impianto a ciclo integrato a Bagnoli[1].
L'azione di dumping messa in atto dai concorrenti esteri - che si sarebbe rivelata al pari dannosa ottant'anni dopo, decretando il definitivo stato di crisi del settore acciaio - fece subito capire che l'azione della nuova società non sarebbe stata tuttavia agevole.
[modifica] Nel dopoguerra
Tuttavia, con l'immediato secondo dopoguerra, e grazie soprattutto alla conseguente espansione della domanda di acciaio per l'industria automobilistica e dell'elettrodomestico, l'Italsider aveva avuto agio di rafforzare - passando nel frattempo sotto il controllo pubblico attraverso la finanziaria Finsider - la propria predominanza sul mercato.
Punto di forza del nuovo fausto periodo era lo stabilimento "Oscar Sinigaglia"[3] di Cornigliano, in Val Polcevera.
La successiva crisi del settore, registrata negli anni 1980, ne ha poi provocato un grave stato di crisi.
[modifica] Notizie
- Alla storica ILVA di inizio Novecento è stata intitolata a Genova una via del quartiere di Carignano, la stessa in cui si trovavano gli uffici poi spostati nella vicina via Corsica.
- Nel centro direzionale di Carignano ha lavorato, a inizio anni sessanta, prima del successo televisivo del professor Kranz a "Quelli della domenica", l'attore e scrittore Paolo Villaggio. Fu quasi certamente in quella circostanza che Villaggio, impiegato nella collegata Cosider (anch'essa del gruppo Finsider), maturò l'ispirazione - ai tempi prima del mobbing - per i suoi personaggi letterari (e cinematografici) di maggiore successo: il ragionier Ugo Fantozzi e l'impiegato semplice Giandomenico Fracchia.
- Il poeta e scrittore tarantino Pasquale Pinto (1940-2004) è stato operaio all'Italsider.
- Il rugbista Marco Bollesan fu operaio all'Italsider di Genova; quando cambiò squadra, questa ottenne per lui il trasferimento a Bagnoli
- Operaio dell'Italsider di Cornigliano era pure il sindacalista Guido Rossa (1934-1979), ucciso dalle Brigate Rosse. Alla sua figura è stato ispirato il film Guido che sfidò le Brigate Rosse.
- Primi Fuochi di Guerriglia è il nome della formazione armata di estrema sinistra cui sono stati attribuite azioni di disturbo allo stabilimento di Taranto durante gli anni 1970.
- Ciudad Guayana è la città del Venezuela creata in funzione del suo centro siderurgico, realizzato sull'esempio di quella che fu l'Italsider negli anni 1960.
- La Fondazione Ansaldo conserva, oltre a quello di altre realtà aziendali, il cospicuo patrimonio archivistico inerente all'Italsider.
- Il critico e scrittore Carlo Vita (1925-) è stato capo ufficio stampa dell'Italsider, di cui ha diretto la rivista aziendale dal 1960 al 1965.
- L'area dismessa di Bagnoli è entrata a far parte del progetto metropolitano della Ferrovia Cumana di Napoli.
- La fabbrica illuminata (del 1964), è il titolo di un brano musicale composto da Luigi Nono (compositore). Strutturato per soprano e nastro magnetico, è un brano di denuncia delle pessime condizioni di lavoro degli operai nelle fabbriche durante gli anni sessanta. L'autore si recò personalmente nello stabilimento per incidere su nastro magnetico i rumori delle macchine in lavorazione.
- Per l'edificazione dello stabilimento "Oscar Sinigaglia" di Cornigliano - e del vicino aeroporto di Sestri Ponente - si dovette abbattere - il 14 aprile 1951 - lo storico Castello Raggio.
- Campagne pubblicitarie dell'italsider sono state curate dal grafico e pubblicitario genovese Marco Biassoni.
- Il regista e documentarista Virgilio Tosi ha realizzato, in due riprese, una serie di mediometraggi sull'azienda: La professione di capo (1963, cinque mediometraggi), e Operazione Qualità (1966, tre mediometraggi).
- L'impianto di Taranto fu inaugurato il 10 aprile 1965 dall'allora presidente della Repubblica Italiana Giuseppe Saragat.
- Determinante fu, negli anni 1970, l'apporto economico-finanziario, nonché gestionale, dell'Istituto per la Ricostruzione Industriale. Attraverso la controllata Finsider gestiva il comparto siderurgico, un comparto in grado di garantire al paese una produzione di acciaio pari a due terzi di quella nazionale.
- Inchieste documentaristico-giornalistiche sull'Italsider sono state condotte, fra gli altri, dalla regista Cecilia Mangini e dallo scrittore Egisto Corradi.
- Il drammaturgo e regista Antonio Magliulo è stato premiato nel 2000 dal Circolo Italsider di Napoli per il contributo dato alla diffusione della cultura e dell’arte teatrale napoletana.
- Pietro Porcinai (1910-1986), uno dei maggiori paesaggisti italiani, si è occupato fra il 1972 ed il 1973 delle opere di ristrutturazione del IV Centro siderurgico di Taranto (vedi: Economia di Taranto e Sviluppo morfologico di Taranto).
[modifica] Note
- ^ a b c Fonte: Fondazioneansaldo.it.
- ^ Fonte. Storiaindustria.it.
- ^ Oscar Sinigaglia fu un industriale del settore dell'acciaio ad inizio del XX secolo; vicino alle posizioni del nascente fascismo, fu uno dei sostenitori di Gabriele d'Annunzio nell'impresa di Fiume.