Castello Raggio

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Il Castello Raggio nella sua originale struttura

Il castello Raggio di Genova è stato uno degli edifici storici del capoluogo ligure.

Situato nel quartiere di Cornigliano, il maniero, già pesantemente danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, venne abbattuto il 14 aprile 1951 per lasciare il posto all'insediamento siderurgico "Oscar Sinigaglia" dell'Italsider e all'aeroporto internazionale "Cristoforo Colombo", inaugurato una decina di anni dopo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il promontorio su cui sorgeva il castello è legato alla vicenda storica di Sant'Alberto da Genova il quale a lungo visse nella badia benedettina di Sant'Andrea, esistente fino all'epoca napoleonica. Una volta sconsacrata fu trasformata in residenza dal conte Vivaldi Pasqua e, nel 1879 divenne successivamente proprietà della famiglia Raggio. Passata in proprietà all'Italstrade, esiste ancor oggi ed è conosciuta come Villa Raggio degli Erzelli.

Il castello fu edificato in stile liberty a fine Ottocento dall'imprenditore e uomo politico ligure Edilio Raggio. La zona scelta fu quella compresa tra lo scoglio di capo Sant'Andrea e l'area chiamata Fossa a Calcinara - detta anche del Deserto - prossima all'acciaieria-fonderia Raggio & Ratto di proprietà dello stesso Raggio.

Il castello Raggio in una immagine dei primi del Novecento

Assai ammirato per le sue eleganti linee architettoniche, per la sua realizzazione venne finanziata la somma straordinaria per l'epoca di seicentosessantamila lire[1]. La sua struttura era a forma di parallelepipedo, con una torre a pianta quadrangolare che affiancava il corpo principale, ricalcando nelle sembianze - e secondo le intenzioni dell'architetto Rovelli - il castello di Miramare a Trieste, fatto costruire intorno al 1860 da Massimiliano d'Asburgo. Gli interni erano stati fatti finemente affrescare.

Nella parte occidentale del corpo principale diverse aperture conducevano al giardino (arricchito da un piccolo orto) e alle scuderie. Sul lato orientale, una galleria consentiva di giungere ad un belvedere la cui vista spaziava dal litorale della riviera ligure di ponente fino alla torre della Lanterna.

Sui tre piani del maniero erano disposti, sopra il pianterreno, il piano nobile, dotato di un ampio atrio con vasca pensile in cristallo e destinato a funzioni di rappresentanza, le camere da letto e i mezzanini.

Destinata subito ad uso abitativo, la magione fu frequentata negli anni a cavallo del secolo e fino alla prima guerra mondiale da esponenti della nobiltà e del mondo politico fra cui il re Umberto I d'Italia con la regina Margherita di Savoia, la contessa Fiammetta Doria (della potente dinastia dei Doria), il duca di Galliera, il principe di Napoli, il conte di Torino e il presidente del Consiglio di quel tempo Giovanni Giolitti.

La decadenza del castello ebbe inizio subito dopo la seconda guerra mondiale e seguì, temporalmente, le difficoltà con le quali l'Italia si trovò a confrontarsi una volta uscita dal conflitto.

Luogo della Resistenza partigiana[modifica | modifica wikitesto]

Al castello Raggio è legata anche una pagina di storia relativa al secondo conflitto mondiale: il 25 aprile 1945 - giorno della Liberazione - la zona di Cornigliano in cui il castello sorgeva fu scenario degli ultimi combattimenti.

In particolare, il castello - fino ad allora controllato dalle forze di occupazione - fu espugnato dai partigiani delle Squadre di Azione Patriottica (SAP) di Sestri Ponente, mezz'ora prima che si arrendessero anche i presidi tedeschi ancora attivi a Voltri e a Pra'. L'area di Sant'Andrea fu quindi una delle prime località del ponente genovese ad uscire dal tunnel della guerra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonte: Sullacrestadellonda.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marcello Primo, Angela Maltoni - Castello Raggio, tra storia e memoria - Compagnia dei Librai, Genova, 1996. ISBN 88-86620-14-4

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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