Ugo Fantozzi
| Ugo Fantozzi | |
|---|---|
| Paolo Villaggio in Fantozzi (1975) | |
| Autore | Paolo Villaggio |
| 1ª app. | Fantozzi |
| Interpretato da | Paolo Villaggio |
| Sesso | Maschio |
| Luogo di nascita | Genova |
| Data di nascita | 17 luglio 1934 |
| Parenti |
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Il ragionier Ugo Fantozzi (o meglio, Fantozzi Rag. Ugo, come si legge sulla porta del suo appartamento nei film che lo vedono protagonista) è un personaggio letterario e cinematografico ideato e interpretato da Paolo Villaggio. Le sue avventure sono narrate in una serie di racconti e film scritti e interpretati (ma mai diretti sul grande schermo, salvo nel film Fantozzi contro tutti del 1980 in co-regia con Neri Parenti) dallo stesso Paolo Villaggio.
Indice |
[modifica] Il personaggio
| « Perché io, Pina, ho una caratteristica: loro non lo sanno, ma io sono indistruttibile, e sai perché? Perché sono il più grande perditore di tutti i tempi. Ho perso sempre tutto: due guerre mondiali, un impero coloniale, otto - dico otto! - campionati mondiali di calcio consecutivi, capacità d'acquisto della lira, fiducia in chi mi governa e la testa per un mostro, per una donna come te. » | |
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(Ugo Fantozzi alla fine del film Fantozzi contro tutti)
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Il personaggio esordisce nel 1968 nella trasmissione che segna l'esordio televisivo di Paolo Villaggio, Quelli della Domenica, anche se veniva citato in terza persona nei monologhi dell'artista genovese. Negli sketch di Quelli della Domenica, Villaggio era solito raccontare storie comiche e catastrofiche, col suo lessico particolarissimo, fondato sull'iperbole di cui il protagonista era spesso lo sventurato Fantozzi. Fantozzi era il cognome di un impiegato nella grande azienda (la Italsider) dove aveva lavorato Villaggio nonché il vicino di scrivania di quest'ultimo. Si faceva trascinare nelle iniziative dello stesso Villaggio, dal Fantozzi chiamato erroneamente "Selvaggio", situazione che anticipa il ruolo di organizzatore di viaggi che sarà di Fracchia e di Filini nei racconti e nei film.
Tra i colleghi di Fantozzi, infatti, nei racconti sono presenti anche Fracchia e Filini, due personaggi che convivono nei primi due libri, per poi fondersi, grazie a un'intuizione del regista Luciano Salce, nell'unico personaggio di Filini, che avrà il ruolo dell'organizzatore nei film e nei successivi libri.
Da queste storie Villaggio scriverà dei racconti per l'Europeo, che verranno raccolti nel libro Fantozzi (1971, che viene tradotto in Europa orientale, in particolare nell'Unione Sovietica, dove Villaggio vince il premio Gogol come "migliore opera umoristica"[1]), al quale, visto il grande successo, seguirà Il secondo tragico libro di Fantozzi (1974), entrambi best seller in cui si può dire che Villaggio per la prima volta interpreta Fantozzi, visto che compare sulle due copertine vestito come il ragioniere in due racconti dei libri.
Visto il grande successo, si pensa ad una trasposizione cinematografica, e alla fine il ruolo del protagonista sarà rivestito da Paolo Villaggio stesso, che presterà il suo volto a quella che è la sua maschera più famosa e apprezzata.
Nel 1975 esce il primo film, dal semplice titolo Fantozzi, tratto dai due libri (Fantozzi del 1971 e il sequel Il secondo tragico libro di Fantozzi del 1974, entrambi scritti da Villaggio), e diretto da Luciano Salce. Il film ha un grande successo, tanto che inizia una delle saghe più longeve del cinema italiano comico. Seguiranno infatti altri nove episodi: il secondo diretto ancora da Salce, dal terzo al nono sotto la direzione di Neri Parenti (il terzo, Fantozzi contro tutti, insieme a Villaggio), e l'ultimo (Fantozzi 2000 - La clonazione) con la regia di Domenico Saverni.
| « Abbigliamento di Filini: gonnellino-pantalone bianco di una sua zia ricca, maglietta Lacoste pure bianca, scarpe da passeggio di cuoio grasso, calza scozzese e giarrettiere, doppia racchettina liberty da volano; Fantozzi: maglietta della GIL, mutanda ascellare aperta sul davanti e chiusa pietosamente con uno spillo da balia, grosso racchettone 1912, elegante visiera verde con la scritta "Casinò Municipale di Saint Vincent" » | |
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(Descrizione degli abbigliamenti di Filini e Fantozzi per la partita di tennis tratta dal film Fantozzi)
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[modifica] Caratteristiche fantozziane
| « Mi scusi, venerabile maestà? Disponghi di me come meglio vuole! Mi concedi l'onore di essere il suo umilissimo servo! Com'è umano lei! » | |
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(Bambino-comparsa nel film Fantozzi 2000 - La clonazione nel tentativo di imitare lo stesso Fantozzi)
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| « Filini: «Allora Ragioniere che fa, batti?» Fantozzi: «Ma, mi dà del tu?» |
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(Esempio di "congiuntivo" fantozziano durante una tragica partita di tennis tra Fantozzi e Filini)
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Il personaggio di Fantozzi, nato come raffigurazione dell'uomo privo di abilità e fortuna e contro il quale si accaniscono malasorte e prepotenze, è entrato nell'immaginario collettivo degli italiani per la sua grottesca attitudine alla sudditanza psicologica verso il potere costituito, e come esempio di uomo medio, o meglio mediocre, vessato dalla società e alla continua ricerca di un riscatto. Il prototipo del tapino, ovvero la quintessenza della nullità come ebbe a dire lo stesso Villaggio.
La figura di Fantozzi è stata concepita durante il periodo lavorativo di Villaggio all'Italsider di Genova come impiegato. Lì prese spunto, ispirandosi agli episodi di servilismo ed arrivismo (di cui era stato testimone oculare attraverso l'attenta osservazione dei colleghi), poi accuratamente ingigantiti e storpiati con vena ironica e tragicomica.
| « Abbigliamento di Filini: berrettone Sherlock Holmes con penna alla Robin Hood, poncho argentino di una sua zia ricca, scarpe da tennis con sopra galoches, carte topografiche, e trombone da brigante calabrese; Fantozzi: berretto bianco alla marinara di sua figlia Mariangela, giacca penosamente normale stretta in vita da gigantesca cartucciera da mitragliatrice residuata dalla seconda guerra mondiale, fionda elastica, siero anti-vipera a tracolla, gabbietta con canarino da richiamo e gatto randagio da riporto subito fuggito durante le operazioni di partenza » | |
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(Descrizione degli abbigliamenti di Filini e Fantozzi per la battuta di caccia tratta dal film Il secondo tragico Fantozzi)
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Il ragionier Fantozzi è un'iperbole vivente, un eccesso, in cui l'umanità del personaggio è sopraffatta dalle immani disgrazie che lo investono e a cui non reagisce minimamente. La mediocrità con la quale viene descritto il personaggio, che con il tempo diventa l'emblema dell'uomo sopraffatto, sfocia inevitabilmente in una rappresentazione delle sue volgarità, intese come essenza animale: rutti, turpiloqui, atteggiamenti negativi (come il servilismo), che lo rendono comico e allo stesso tempo tragico.
Un'altra caratteristica di Fantozzi è quella di doversi sottoporre a tutti e quando combina qualcosa dice quasi sempre "mi scusi".
Il comune denominatore di tutte le vicende vissute da Fantozzi è la totale inerzia innanzi al destino, l'impossibilità di poter controvertere la sorte avversa.
| « Rag. Fantocci, ma lei non ha nessun complesso di inferiorità. Lei È inferiore! » | |
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(Celebre frase conclusiva dello psicanalista della mutua a cui il ragioniere si rivolge)
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Secondo il critico Riccardo Esposito, Fantozzi rappresenta l'archetipo dell'"italiano medio" degli anni settanta, medio-borghese dal lifestyle semplice (niente laurea, lavoro da impiegato, casa in equo canone, ecc.) che mette davanti alla cinepresa le ansie e le "perversioni" di un'intera classe di lavoratori: probabilmente in tutti gli uffici è esistita una seduttrice un po' doppiogiochista come la signorina Silvani, un capo esigente o un collega arrivista, molti sono andati in giro su una vecchia utilitaria come la Bianchina di Fantozzi, ma soprattutto tutti abbiamo almeno una volta pensato di essere perseguitati dalla sfortuna.
La sua famiglia, unico rifugio dalle angherie di una società che non lo riconosce come membro effettivo se non per sfruttarlo, è composta da una moglie insignificante e bruttina che lo compatisce al massimo e lo stima molto, e da una figlia ottusa e dall'aspetto orripilante.
| « Ma allora... vuol dire che... tu mi... mi a...? » | |
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(Ugo)
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| « Ugo, io... ti stimo moltissimo » | |
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(La decennale risposta di Pina)
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| « A... amare no, eh? » | |
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(Ugo)
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Il solerte travet Fantozzi, nonostante le vessazioni, continua a frequentare i colleghi della Megaditta anche al di fuori dell'orario di lavoro: va con il dopolavoro in settimana bianca (a metà maggio, ovviamente), festeggia il Capodanno partecipando a un veglione allestito in un freddo seminterrato, mentre un direttore d'orchestra imbroglione ha fatto portare avanti gli orologi per poter andare a suonare in due veglioni, si reca in viaggi itineranti in camper, o in improbabili gare ciclistiche, partite di calcio su fangosi campi di periferia, o in patetiche partite a tennis alle sei del mattino con il ragionier Filini. Ampiamente degno di menzione, tra i colleghi della "Megaditta" è sicuramente il geometra Calboni (inizialmente interpretato da Giuseppe Anatrelli), arrivista, nonché bello sciupafemmine del gruppo. A Calboni si deve il nomignolo "puccettone" rifilato al povero ragionier Fantozzi.
I film di Fantozzi, sia pur con una profonda ironia, hanno anticipato le tematiche del mobbing nelle grandi aziende, hanno fatto entrare nel bagaglio lessicale dell'italiano medio espressioni quali "Com'è umano, Lei!", oltre agli aggettivi "fantozziano" (v. Vocabolario Zingarelli) e all'espressione "alla Fantozzi", sorte per indicare esperienze, atteggiamenti o situazioni permeate dall'aria tragicomica propria del personaggio.
Stessa sorte è toccata curiosamente anche all'eterno collega Filini (Gigi Reder), nei film solerte organizzatore di gite del dopolavoro aziendale; per indicare eventi malriusciti, o pieni di contrattempi che normalmente sarebbero stati ampiamente prevedibili, talvolta si usa dire che si è ricorsi alla "organizzazione Filini" o "alla Filini". Da notare che nel primo episodio, precisamente la partita a biliardo con il Megadirettore Catellani (quello che si è fatto «un mazzo così»), Filini, chiamato dall'"immenso" a segnare i punti, si presenta quale rag. Renzo. Nei film successivi sarà invece Silvio.
In veste cinematografica, Villaggio ha più volte interpretato Fantozzi. Secondo molti critici, i migliori di questi film restano i primi due (1975, 1976), entrambi diretti da Luciano Salce. L'elevata qualità di queste opere, confermata dal loro trionfale e meritato successo, non è da attribuire solo al valore simbolico e sociale che rappresentano, ma anche e soprattutto alla qualità della tecnica umoristica ivi presente. Specialmente nei primi capitoli, infatti, il canovaccio delle pellicole fantozziane si avvale di un'incredibile varietà stilistica nell'esercizio della comicità. Si utilizza pertanto l'umorismo verbale, rappresentato dalle aberranti coniugazioni temporali ("vadi, Contessa"), dai titoli parodistici e denigratori ("rag.gran.figl.di.putt") e dalle mistificazioni dei termini (come il significato di "prostata" e "kibbutz"), raffigurazioni delle ipocrisie spesso insite in certi ambienti, che Villaggio aveva imparato a conoscere, frequentati da figure teoricamente istruite ma in realtà ugualmente barbare e ignoranti. Non mancano altresì le iperboli lessicali (i "92 minuti di applausi", i "pomodorini a 18000 gradi") e i sarcasmi ("a quel punto Fantozzi ebbe un leggerissimo sospetto. In pratica, s'incazzò come una bestia!!!").
Si ricorre poi alla comicità grafica, per l'epoca certamente innovativa, e utilizzata in gran quantità: la lingua felpata, il geyser di raffreddamento dopo aver mangiato i pomodorini, gli effetti delle ustioni date dagli asciugamani roventi della signora Pina, gli uragani e le valanghe come effetto dei memorabili rutti, più qualche mad run sketch, in un campionario che si potrebbe definire ispiratore di esponenti che arriveranno solo qualche anno dopo, come le produzioni dei fratelli Zucker. C'è naturalmente anche la classica comicità di natura giullaresca, circense, fisica, di immediato rimando ai tempi di Charlie Chaplin, che vede essenzialmente il corpo di Fantozzi soggetto alle peggiori umiliazioni possibili: malmenato dai bulli, sparato con un cannone dall'ispettore del lavoro, impalato sulla bici perché si stacca il sellino (In sella... Alla bersagliera!), affogato con la faccia nella torta di panna o nel caldaio della polenta, usato come parafulmine e così via. Ci sono infine alcune escursioni nella parodia e nella satira, come nell'episodio della corazzata Kotiomkin (di cui gli impiegati riproducono le scene più importanti) o in quello delle elezioni politiche, dove si utilizza prima la retorica (ridoppiando i discorsi dei candidati al parlamento), e poi la simbologia (la cabina elettorale come vespasiano).
Fra gli attori divenuti popolarissimi per aver partecipato alla serie ci sono Milena Vukotic e Liù Bosisio nella parte della moglie Pina, Anna Mazzamauro in quella della signorina Silvani, Gigi Reder nei panni del ragionier Filini, e Plinio Fernando opportunamente truccato per interpretare la mostruosa figlia di Fantozzi, Mariangela. Fernando collaborò con la compagnia di Villaggio fino ai primi anni novanta circa; poi, pare si sia rifiutato di proseguire nel ruolo per via di una clausola testamentaria della madre che lo avrebbe estromesso da buona parte del lascito ereditario (fatta ovviamente salva per la propria quota di legittima come parente).
Un possibile precedente letterario di Fantozzi è il Monsù Travet (signor Travet) protagonista de Le miserie di Monsù Travet (1863), del giornalista e scrittore piemontese Vittorio Bersezio.
In realtà Villaggio, nel descrivere Fantozzi e il suo mondo, compie un'acuta e aspra critica della classe dirigente e del suo infantilismo. Nelle figure di Cobram, del megadirettore galattico, della contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, del direttore "liberal" appassionato del cinema sovietico degli anni trenta e di tutti gli altri potenti presenti nei libri del grande comico genovese sono riconoscibilissimi i tipici comportamenti di chi per censo, per fortuna o per abilità ricopre posizioni di potere e di privilegio. La sicumera, l'inutile sadismo nei confronti dei sottoposti, la falsa magnanimità e liberalità risaltano con nettezza e precisione nel contrasto con i tentativi di dignità servile del ragionier Fantozzi. Mirabile, in tal senso, è la descrizione della consegna dei pacchi natalizi dono ai figli degli impiegati da parte del vertice strategico della megaditta.
[modifica] I "cloni" del celebre ragioniere
Visto il grande successo della saga di Fantozzi, Villaggio ha riproposto nella maggior parte dei suoi ruoli comici, la stessa interpretazione, le stessa gestualità e a volte le stesse gag del suo personaggio più famoso, generando così dei veri e propri "cloni" di Fantozzi, visto che il famoso personaggio è assurto al rango di maschera, riconoscibile anche in contesti diversi. Tra gli esempi più clamorosi abbiamo: Paolo Casalotti (protagonista ne I pompieri e in Missione eroica - I pompieri 2, nel quale il comandante spesso sbaglia il cognome del personaggio interpretato da Villaggio); Paolo Ciottoli, (protagonista del film Ho vinto la lotteria di capodanno, pellicola che alcuni erroneamente includono nella filmografia fantozziana); Paolo Coniglio (protagonista del film Sogni mostruosamente proibiti); e il Sergio Colombo dei film Io no spik inglish e Banzai.
A detta di taluni fantozziano DOC è il ligure Gino Sciaccaluga in A tu per tu, tassista vittima di un terribile raggiro da parte di uno spietato faccendiere interpretato da Johnny Dorelli. Un'ancora ignota Moana Pozzi lo salva dall'inevitabile suicidio e in seguito Sciaccaluga riesce a rovesciare la situazione a suo favore e a impadronirsi del patrimonio del faccendiere. Clone meno riuscito un omonimo e anonimo Arturo De Fanti in Rag. Arturo De Fanti, bancario precario.
Caso a parte costituisce Giandomenico Fracchia; infatti, questo personaggio è stato creato da Paolo Villaggio contemporaneamente a Fantozzi nella trasmissione Quelli della Domenica ed ha avuto una propria serie TV: Giandomenico Fracchia - Sogni Proibiti di uno di noi (1975).
In seguito apparirà in due film (Fracchia la belva umana e Fracchia contro Dracula) e verrà ripreso in televisione in alcune trasmissioni del 1986. A differenza di Fantozzi, Fracchia è single e nella sua interpretazione sono ricorrenti elementi come la poltrona-sacco, nella quale sprofonda sempre, e il Dottor Orimbelli, il superiore che lo sottomette (interpretato da Gianni Agus).
[modifica] La Corazzata Potëmkin
Una famosa battuta sul film La corazzata Potëmkin, (che nel film assumeva il nome fittizio di: La corazzata Kotiomkin perché non ne furono concessi i diritti), giudicata dal ragioniere dopo l'ennesima visione "forzata" al cineforum della Megaditta "una cagata pazzesca", ha assunto il significato di rifiuto della cultura imposta dall'alto.
| « Per me... la corazzata Kotiomkin... È UNA CAGATA PAZZESCA! » | |
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(Ugo Fantozzi. Alla frase seguono novantadue minuti di applausi)
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| « Guidobaldo Maria Riccardelli fu costretto per due giorni e due notti consecutive a visionare ininterrottamente a rotazione: Giovannona Coscialunga, L'Esorciccio e La Polizia s'incazza. Fino a che, all'alba del terzo giorno, la polizia si incazzò davvero. » |
| « Per compensare in parte il professor Riccardelli della perdita irreparabile della sua preziosissima pellicola, gli ammutinati furono condannati a una punizione orrenda da girone dantesco: dovevano far rivivere almeno la sequenza principale del capolavoro distrutto tutti i sabato pomeriggio fino all'età pensionabile. » |
Con questa frase ci fu uno dei rari momenti di rivalsa di Fantozzi, in cui grazie a quest'atto di coraggio, diventata frase di culto, libera dalla "schiavitù" del cineforum tantissimi colleghi che erano costretti a stare lì mentre la tv trasmetteva la partita dell'Italia, prendendo possesso della sala proiezioni. Il Professor Riccardelli subirà l'atroce vendetta di essere costretto a vedere, inginocchiato sui ceci (per contrappasso alla sua abitudine di punire in tal modo chiunque manifestasse disinteresse per le sue noiosissime pellicole), "Giovannona Coscialunga", "L'Esorciccio" e l'inesistente "La Polizia s'incazza". Alla fine la rivolta verrà sedata dalla polizia che, "all'alba del terzo giorno (...) si incazzò davvero".
[modifica] "Carta d'Identità"
Informazioni essenziali tratte dai dieci film in cui compare il personaggio di Ugo Fantozzi:
- Data di nascita: 17 luglio 1934
- Luogo di nascita: Genova
- Data di morte: 17 dicembre 1995 o venerdì 17 aprile 1993 (vedi le incongruenze del film Fantozzi - Il ritorno). In realtà il 17 aprile 1993 era un sabato.
- Data di clonazione: 1999 (a partire da un capello)
- Data del matrimonio con Pina: 25 novembre 1952 all'età di 18 anni, lo si deduce da Fantozzi in paradiso, nel quale festeggia 40 anni di matrimonio con la Pina il giorno della famosa rovesciata di Van Basten in Coppa Campioni nella partita Milan - Goteborg (25/11/1992). Il viaggio di nozze dopo il matrimonio è stato a Venezia.
- Segno zodiacale: Topo (benché la sua data di nascita corrisponda al Cancro nell'astrologia occidentale e al Cane nell'astrologia cinese, dove pure in quest'ultima vi è effettivamente il segno del Topo)
- Titolo di studio: diploma di ragioneria
- Matricola nella Megaditta: 1001/bis (dalla sigla del film) oppure 7829/bis (come riportato alla guardia notturna e all'estrazione dell'accompagnatore ne "Il Secondo Tragico Fantozzi")
- Residenze:
- via Oberdan, 56 - Roma (si legge sulla cambiale che firma nell'episodio della "clinica dimagrante", nel primo film)
- via Casilina - Roma
- via Carso, 59 - Roma (Lo si legge nel film Fantozzi va in pensione, quando si nasconde in uno scatolone e si autoinvia a casa per non essere derubato dalla pensione dopo che ogni mese al ritiro della pensione, gli veniva derubata e quando modifica la carta d'identità per accedere ad un concorso di lavoro).
- via Monte Sparato, 23 - Roma (lo si legge in Fantozzi 2000 - La clonazione, dopo che la contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare, di anni 144, lo invitò al veglione del capodanno 2000, invito che poi si rivelò un errore in quanto il povero ragioniere ha un "quasi" suo omonimo di nome Ugo Fantocci, docente di un'università e vincitore della Tavola di Uppsala)
- Numero di telefono: 06 80687444 (come si nota in Fantozzi - Il ritorno nella famosa bolletta letta da Pina, domicilio via Carso, 9)
- Esperienze lavorative: impiegato congenito alla "Megaditta" Italpetrolcemetermotessilfarmometalchimica matricola 1001/bis, Matricola 7820/8 bis (lo si legge nel primo film all'inizio stampato sul suo armadietto nella ditta.) e Matricola 7829/bis (lo si intuisce quando, durante il sorteggione per accompagnare il megadirettore Semenzara, Fantozzi cade a terra dopo la lettura della matricola.) Ufficio Sinistri
- Parenti stretti: Pina Fantozzi (moglie), Mariangela Fantozzi (figlia), Uga Fantozzi (nipote), Piero Bongo (genero) e il vero padre di Uga, Loris Batacchi, che per scommessa in uno scuro magazzino quando all'esterno ci fu un terribile temporale fece l'amore con Mariangela. Nel primo film viene anche fuggevolmente citato un "cognato" (di cui non viene mai dato il nome esplicito). Uno zio di nome Giovanni, rinchiuso da anni in manicomio.
- Miglior amico: Ragionier (o Geometra) Renzo (nel primo Fantozzi)/Silvio Filini (in Fantozzi contro tutti)
- Cibi preferiti: frittatona di cipolle con pepe, vermicelli col tonno, aglio olio e peperoncino, pappardelle al sugo di lepre, impepata di cozze, spaghetti alla Montecristo, Polpette.
- Cibi detestati: minestrone freddo di riso, hamburger, cucina giapponese,risotto con pomodorini rossi.
- Bevanda preferita: Familiare di birra Peroni gelata, acqua Bertier (la più gasata del mondo, parodia della Perrier).
- Liquore preferito: Prunella Ballor
- Automobile: Autobianchi Bianchina coupé 4 posti, di colore bianco
- Hobby maldestramente praticati: sci (sulle nevi di Courmayeur e sulla pista di Cortina), calcio, alpinismo(a Cortina), aeromodellismo, ciclismo, tennis, caccia, zapping e bungee jumping (in Fantozzi - Il ritorno),gioco delle bocce (Fantozzi il ritorno) ed il golf (Fantozzi va in pensione).
- Donna ideale: la signorina Silvani (interpretata da Anna Mazzamauro),indimenticabile nella frase"Fantozzi....venghi!!" (Fantozzi il ritorno).
- Record principali: primo uomo clonato geneticamente, primo uomo a creare una grossa buca nella terra sotto un ponte dopo aver praticato bungee jumping, record condominiale di zapping: 380 cambi di canale in ventisei secondi netti; si registrano inoltre un "tempo di valore europeo di 6 sec. netti" nell'espletazione delle funzioni fisiologiche nonché un record della nipotina Uga che dal passeggino batté il record mondiale di lancio del disco.
- Reati commessi: Falsificazione del documento di identità (per partecipare ad un concorso pubblico riservato a candidati sotto i trentacinque anni); rimozione abusiva di un carro attrezzi in sosta vietata; attentato contro il patrimonio ambientale (ne Il Secondo Tragico Fantozzi, facendo sci nautico, si schianta contro uno dei Faraglioni Di Capri, causando un terremoto); omicidio colposo (uccisione di una suora gettata nel vuoto nel tentativo di divincolarsi; uccisione di uno spettatore sugli spalti durante i giochi aziendali, colpito da un colpo di rivoltella sparato da Fantozzi, obbligato a sostituire lo starter Di Tommaso suicidatosi dopo 27 false partenze; uccisione di un operaio edile tentando di sparare su un orologio Rolex regalatogli da una banda di mafiosi nel tentativo di corromperlo; uccisione di un altro operaio edile colpito un sasso scagliato contro un corvo sull'antenna che causava interferenze); lesioni volontarie (tipicamente calci e pugni ad una vecchia); lesioni gravi colpose in Fantozzi alla riscossa lancia dalla finestra un pesce spada che si va a conficcare in un gluteo di un paziente dell'ambulatorio di sotto che attendeva un'iniezione; rapina a mano armata (con Filini, nel maldestro tentativo di rubare denaro alla Megaditta); atti di vandalismo (in Fantozzi in paradiso dipinge su un muro la scritta "W la Fica"); strage (in Fantozzi contro Tutti: durante una gara di tiro al piattello sulla barca di Barambani fa saltare in aria una portaerei); scippo (l'anziana si rivelerà poi il megadirettore generale Matteo Maria Barambani); rapimento della madre del Direttore Conte Diego Catellani, che viene però poi rilasciata perché lei si innamora perdutamente di Fantozzi (che non ricambia); incenerimento di un motorino (che credeva fosse quello della nipotina Uga); pestaggio di Mariangela quando scopre che quest'ultima è rimasta incinta nonché concussione del prof. Grandi nel vano tentativo di farla ricoverare in ospedale per abortire (Fantozzi subisce ancora); frode sportiva e doping che gli permettono di vincere la Coppa Cobram (Fantozzi contro tutti); atti di terrorismo, sequestro di persona e tortura ai danni del prof. Riccardelli ne Il secondo tragico Fantozzi quando guida la rivolta dei suoi colleghi, estenuati dall'ennesima replica de La corazzata Potëmkin, e in Fantozzi quando lancia un sasso che rompe un vetro della sede della Megaditta; furto di un'auto di grossa cilindrata, eccesso di velocità, guida in stato di ebbrezza e maltrattamenti di animali nel tentativo di seminare il cane Ivan il Terribile XXXII (Il secondo tragico Fantozzi); assenteismo quando si finge malato ne Il secondo tragico Fantozzi; atti vessatori nei confronti del collega Fonelli in Fantozzi subisce ancora; caccia di frodo e banda armata assieme a Filini nella sequenza della battuta di caccia (Il secondo tragico Fantozzi); ingiuria e diffamazione nei confronti del Megadirettore Arcangelo quando scrive in cielo a caratteri cubitali che costui è uno "stronzo" (Fantozzi contro tutti); abbandono del tetto coniugale quando scappa a Capri con la Silvani (Il secondo tragico Fantozzi); interruzione di pubblico servizio quando tenta inutilmente di prendere l'autobus al volo in Fantozzi; atti di estorsione, associazione a delinquere, tangenti, corruzione e ricatti (in Fantozzi alla Riscossa quando era mega direttore) aggressione e violenza nei confronti di un'agente immobiliare in Fantozzi in paradiso.
- Sport praticati: sci alpino sulle piste di Courmayeur nel primo film, calcio nella partita degli Scapoli contro Ammogliati, organizzata e arbitrata dal ragionier Filini, tennis sempre nel primo film in un'amichevole contro Filini in una fitta nebbia del mattino, caccia ne Il secondo tragico Fantozzi, alpinismo e ciclismo in Fantozzi contro tutti, atletica leggera in Fantozzi subisce ancora, equitazione e canottaggio lungo il Tevere in Superfantozzi, salto con gli sci in Fantozzi in paradiso e infine biliardo ad altissimo livello contro Il Direttor Conte Diego Catellani in Fantozzi.
- Note personali: estremamente sfortunato. Inoltre, si può notare, ad esempio in Fantozzi - Il ritorno, quando la signora Silvani lo inganna facendosi passare incinta, in verità per poi farsi "nà romanella" (ritoccare chirurgicamente viso e corpo), facendo credere al povero Fantozzi di essere il padre, la sua bontà d'animo e perseveranza. Commovente la scena in cui Fantozzi se ne va con il cuscino in braccio, facendo finta che fosse il suo figlioletto appena nato, facendo notare scherzosamente ad altri "neo genitori" di quanto fosse stato fortunato ad avere un "maschietto".
[modifica] Curiosità
- Fantozzi, in quasi tutti i film, quando si sente in colpa per aver detto o fatto qualcosa di sbagliato, dice sempre «scusi» oppure «mi scusi».
- Una caratteristica ricorrente della "maschera" Fantozzi (come dichiarato dallo stesso Villaggio) è il basco, che il ragioniere porta sulla testa diversamente a seconda dello stato d'animo; lo vediamo calzare il suo basco appiattito sulla testa nei momenti peggiori oppure spostato di lato come quello di un soldato nei momenti in cui si sente fiero e senza paura, come prima della favolosa notte d'amore con la signorina Silvani in Fantozzi in Paradiso.
- Nonostante la sua strana confidenza con alcune persone che conosce, Fantozzi è abituato a dare esclusivamente del Lei; solo in alcuni punti di alcuni film si permette di dare del tu (es. in Fantozzi subisce ancora)
- Fantozzi subisce sempre angherie e maltrattamenti da parte dei colleghi di lavoro e dai suoi superiori senza mai reclamare. Tuttavia, in alcuni film assume atteggiamenti di ribellione come nel film Fantozzi quando, in segno di ribellione per gli sfruttamenti subiti, rompe un vetro della ditta con un sasso,oppure quando ha scoperto di essere stato tradito dalla moglie e maltratta Filini e Calboni (es. in Fantozzi contro tutti)
- Il personaggio ha avuto anche l'onore di una parodia su Topolino nel 1988, nella storia La tragica avventura di Paperon de' Paperozzi, in cui Fantozzi è interpretato nientemeno che da Paperon de' Paperoni: nella storia, il papero più ricco del mondo viene spedito per vendetta in una sorta di mondo parallelo da un impiegato che lui aveva sempre maltrattato. In questo mondo alternativo, Paperone diventa Paperozzi e subisce le stesse angherie del personaggio di Paolo Villaggio: alla fine, però, Paperone si sveglierà e si scoprirà che era stato solo un sogno.
- L'ultima apparizione del grande ragioniere è stata il 3 dicembre 2010 nel programma I migliori anni. Qui il ragioner Fantozzi arriva con la sua Bianchina (stranamente decapottabile) e si esibisce in esilaranti battute con il conduttore Carlo Conti. Con la sua signora Pina riproporranno il tragico dialogo: « Ma allora... vuol dire che... tu mi... mi a...? » (Ugo) « Ugo, io... ti stimo moltissimo » (La decennale risposta di Pina) « A... amare no, eh? » (Ugo)
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
[modifica] Libri di Paolo Villaggio in cui Fantozzi è protagonista
- Paolo Villaggio, Fantozzi, Milano, Rizzoli, 1971.
- Paolo Villaggio, Il secondo tragico libro di Fantozzi, Milano, Rizzoli, 1974.
- Paolo Villaggio, Le lettere di Fantozzi, Milano, Rizzoli, 1976.
- Paolo Villaggio, Fantozzi contro tutti (romanzo), Milano, Rizzoli, 1979.
- Paolo Villaggio, Fantozzi subisce ancora (romanzo), Milano, Rizzoli, 1983.
- Paolo Villaggio, Caro direttore, ci scrivo... : lettere del tragico ragioniere, raccolte da Paolo Villaggio, Milano, Mondadori, 1993.
- Paolo Villaggio, Fantozzi saluta e se ne va: le ultime lettere del rag. Ugo Fantozzi, Milano, Mondadori, 1994.
[modifica] Saggi sul personaggio di Fantozzi
- David De Filippi, Fantozzi aveva ragione, Aliberti Castelvecchi, 2010.
- Alberto Pallotta, Mostruosamente... Fantozzi, un mondo a parte, 2006.
- Fabrizio Buratto, Fantozzi. Una maschera italiana, Lindau, 2003.
[modifica] Filmografia
[modifica] I film della "Saga di Fantozzi"
- Fantozzi, regia di Luciano Salce (1975)
- Il secondo tragico Fantozzi, regia di Luciano Salce (1976)
- Fantozzi contro tutti, regia di Neri Parenti e Paolo Villaggio (1980)
- Fantozzi subisce ancora, regia di Neri Parenti (1983)
- Superfantozzi, regia di Neri Parenti (1986)
- Fantozzi va in pensione, regia di Neri Parenti (1988)
- Fantozzi alla riscossa, regia di Neri Parenti (1990)
- Fantozzi in paradiso, regia di Neri Parenti (1993)
- Fantozzi - Il ritorno, regia di Neri Parenti (1996)
- Fantozzi 2000 - La clonazione, regia di Domenico Saverni (1999)
[modifica] Giandomenico Fracchia
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
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