Ugo Fantozzi

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Ugo Fantozzi
Paolo Villaggio interpreta Ugo Fantozzi in Fantozzi contro tutti (1980)
Paolo Villaggio interpreta Ugo Fantozzi in Fantozzi contro tutti (1980)
Lingua orig. Italiana
Autore Paolo Villaggio
1ª app. in Fantozzi (1975)
Ultima app. in Fantozzi 2000 - La clonazione (1999)
Interpretato da Paolo Villaggio
Sesso Maschio
Luogo di nascita Genova
Data di nascita 17 luglio 1934
Parenti

Il ragionier Ugo Fantozzi (o meglio, Fantozzi Rag. Ugo, come si legge sulla porta del suo appartamento nei film che lo vedono protagonista) è un personaggio letterario e cinematografico italiano, ideato e interpretato da Paolo Villaggio. Le sue avventure sono narrate in una serie di racconti e film scritti e interpretati (ma mai diretti sul grande schermo, salvo nel film Fantozzi contro tutti del 1980 in co-regia con Neri Parenti) dallo stesso Paolo Villaggio.

Il personaggio[modifica | modifica sorgente]

« ...Io, Pina, ho una caratteristica: loro non lo sanno, ma io sono indistruttibile, e sai perché? Perché sono il più grande "perditore" di tutti i tempi. Ho perso sempre tutto: due guerre mondiali, un impero coloniale, otto - dico otto! - campionati mondiali di calcio consecutivi, capacità d'acquisto della lira, fiducia in chi mi governa... e la testa, per un mostr... per una donna come te. »
(Ugo Fantozzi dal film Fantozzi contro tutti)
Ugo Fantozzi parla con la Signorina Silvani in Fantozzi (1975)

Il personaggio esordisce nel 1968 nella trasmissione che segna l'esordio televisivo di Paolo Villaggio, Quelli della domenica, anche se veniva citato in terza persona nei monologhi dell'artista genovese. Negli sketch di Quelli della domenica, Villaggio era solito raccontare storie comiche e catastrofiche, col suo lessico particolarissimo, fondato sull'iperbole di cui il protagonista era spesso lo sventurato Fantozzi. Fantozzi era il cognome di un impiegato nella grande azienda (la Italsider) dove aveva lavorato Villaggio nonché il suo vicino di scrivania. Si faceva trascinare nelle iniziative dello stesso Villaggio, dal Fantozzi chiamato erroneamente "Selvaggio", situazione che anticipa il ruolo di organizzatore di viaggi che sarà di Fracchia e del Ragionier Filini nei racconti e nei film del personaggio.

Tra i colleghi di Fantozzi, infatti, nei racconti sono presenti anche queste due figure, due personaggi che convivono nei primi due libri di Villaggio, per poi fondersi, grazie a un'intuizione del regista Luciano Salce, nell'unico personaggio di Filini, che avrà il ruolo dell'organizzatore, del massacratore emotivo di ciascun impiegato e di maniaco che crede di intendersi di tutto, nei film e nei successivi libri di Villaggio.

Da queste storie Villaggio scriverà dei racconti per l'Europeo, che verranno raccolti nel libro Fantozzi (1971) che diventa ben presto un bestseller, (più di un milione di copie vendute),[1] venendo anche tradotta in molte lingue. Infatti l'attore genovese vince, in Unione Sovietica, il premio Gogol come "miglior scrittore in cirillico", nella sezione "migliore opera umoristica"[2]. Nel 2011, per i 150 anni dell'Unità d'Italia, il libro è stato scelto dal comitato scientifico del Centro per il libro e la lettura tra i 150 libri che hanno segnato la storia del nostro paese.[3] Visto il grande successo, si pensa ad una trasposizione cinematografica, e alla fine il ruolo del protagonista sarà rivestito da Paolo Villaggio stesso, che presterà il suo volto a quella che è la sua maschera più famosa e apprezzata.

Nel 1975 esce il primo film, dal semplice titolo Fantozzi, tratto dai primi due libri del personaggio e diretto da Luciano Salce. Curiosamente, l'artista genovese aveva, fin dall'inizio, scartato l'idea di recitare nel film, affidando il ruolo prima all'amico Renato Pozzetto e su rifiuto di quest'ultimo a Ugo Tognazzi[4]. Dopo il rifiuto di Tognazzi, Paolo Villaggio deciderà di interpretare il suo personaggio di Fantozzi.

Il film ha un grande successo, tanto che inizia una delle saghe più longeve del cinema italiano comico. Seguiranno infatti altri nove episodi: il secondo diretto ancora da Salce, dal terzo al nono sotto la direzione di Neri Parenti e l'ultimo (Fantozzi 2000 - La clonazione) con la regia di Domenico Saverni.

« Abbigliamento di Filini: gonnellino-pantalone bianco di una sua zia ricca, maglietta Lacoste bianca, scarpe da passeggio di cuoio grasso, calza scozzese e giarrettiere, doppia racchettina liberty da volano; Fantozzi: maglietta della GIL, mutanda ascellare aperta sul davanti e chiusa pietosamente con uno spillo da balia, grosso racchettone del 1912, elegante visiera verde con la scritta "Casinò Municipale di Saint Vincent»
(Descrizione degli abbigliamenti di Filini e Fantozzi per la loro partita di tennis in Fantozzi)

Caratteristiche fantozziane e nascita[modifica | modifica sorgente]

« Mi scusi, venerabile maestà, disponghi di me come meglio vuole! Mi concedi l'onore di essere il suo umilissimo servo! Com'è umano lei! »
(Bambino-comparsa nel film Fantozzi 2000 - La clonazione nel tentativo di imitare lo stesso Fantozzi)
« Filini: «Allora, Ragioniere, che fa, batti?»

Fantozzi: «Ma, mi dà del tu?»
Filini: «No, no, dicevo, batti lei?»
Fantozzi: «Ah, congiuntivo, aspetti...» »

(Esempio di "congiuntivo" fantozziano. Tratto dall'episodio della partita di tennis tra Fantozzi e Filini in Fantozzi)

Il personaggio di Fantozzi, nato come raffigurazione dell'uomo privo di abilità e fortuna e contro il quale si accaniscono malasorte e prepotenze, è entrato nell'immaginario collettivo degli italiani per la sua grottesca attitudine alla sudditanza psicologica verso il potere costituito, e come esempio di uomo medio, o meglio mediocre, vessato dalla società e alla continua ricerca di un riscatto. Il prototipo del tapino, ovvero la quintessenza della nullità come ebbe a dire lo stesso Villaggio.

La figura di Fantozzi è stata concepita durante il periodo lavorativo di Villaggio all'Italsider di Genova come impiegato. Lì prese spunto, ispirandosi agli episodi di servilismo ed arrivismo (di cui era stato testimone oculare attraverso l'attenta osservazione dei colleghi), poi accuratamente ingigantiti e storpiati con vena ironica e tragicomica.

« Abbigliamento di Filini: berrettone Sherlock Holmes con penna alla Robin Hood, poncho argentino di una sua zia ricca, scarpe da tennis con sopra galoches, carte topografiche, trombone da brigante calabrese; Fantozzi: berretto bianco alla marinara di sua figlia Mariangela, giacca penosamente normale stretta in vita da gigantesca cartucciera da mitragliatrice residuato della seconda guerra mondiale, fionda elastica, siero anti-vipera a tracolla, gabbietta con canarino da richiamo e gatto randagio da riporto subito fuggito durante le operazioni di partenza »
(Descrizione degli abbigliamenti di Filini e Fantozzi per una battuta di caccia, tratta dal film Il secondo tragico Fantozzi)

Il ragionier Fantozzi è un'iperbole vivente, un eccesso, in cui l'umanità del personaggio è sopraffatta dalle immani disgrazie che lo investono e a cui non reagisce minimamente. La mediocrità con la quale viene descritto il personaggio, che con il tempo diventa l'emblema dell'uomo sopraffatto, sfocia inevitabilmente in una rappresentazione delle sue volgarità, intese come essenza animale: rutti, turpiloqui, atteggiamenti negativi (come il servilismo), che lo rendono comico e allo stesso tempo tragico.

Un'altra caratteristica di Fantozzi è quella di doversi sottoporre a tutti e quando combina qualcosa di non dovuto dice quasi sempre semplicemente "mi scusi".

Il comune denominatore di tutte le vicende vissute da Fantozzi è la totale inerzia innanzi al destino, l'impossibilità di poter controvertere la sorte avversa.

« Ragionier Fantocci, ma lei non ha nessun complesso di inferiorità. Lei È inferiore! »
(Psicologo a Fantozzi, dal film Fantozzi alla riscossa)

Secondo il critico Riccardo Esposito, Fantozzi rappresenta l'archetipo dell'"italiano medio" degli anni settanta, medio-borghese dal lifestyle semplice (niente laurea, lavoro da impiegato, casa in equo canone, ecc.) che mette davanti alla cinepresa le ansie e le "perversioni" di un'intera classe di lavoratori: probabilmente in tutti gli uffici è esistita una seduttrice un po' doppiogiochista come la signorina Silvani, un capo esigente o un collega arrivista, molti sono andati in giro su una vecchia utilitaria come la Bianchina di Fantozzi, ma soprattutto tutti abbiamo almeno una volta pensato di essere perseguitati dalla sfortuna.

Christian De Sica e Paolo Villaggio nel film Missione eroica - I pompieri 2 (1987). In questo film Villaggio interpreta il pompiere Casalotti, somigliante a Fantozzi.

La sua famiglia, unico rifugio dalle angherie di una società che non lo riconosce come membro effettivo se non per sfruttarlo, è composta da una moglie insignificante e bruttina che lo compatisce al massimo e prova per lui sentimenti di sufficienza, e da una figlia ottusa e dall'aspetto orripilante.

« Ma allora... vuol dire che... tu mi... mi a...? »
(Ugo Fantozzi alla moglie)
« Ugo, io... ti stimo moltissimo »
(La solita risposta di Pina)
« A... amare no, eh? »
(Ugo; ennesima dichiarazione di amore di Pina a Fantozzi in Fantozzi 2000 - La clonazione)

Il solerte travet Fantozzi, nonostante le vessazioni, continua a frequentare i colleghi della Megaditta anche al di fuori dell'orario di lavoro: va con il dopolavoro in settimana bianca (a metà maggio), festeggia il Capodanno partecipando a un veglione allestito in uno squallido seminterrato, mentre un direttore d'orchestra imbroglione ha fatto portare avanti gli orologi per poter andare a suonare in due veglioni, si reca in viaggi itineranti in camper, o in improbabili gare ciclistiche, partite di calcio su fangosi campi di periferia, o in patetiche partite a tennis alle sei del mattino con il ragionier Filini. Ampiamente degno di menzione, tra i colleghi della "Megaditta" è sicuramente il Geometra Calboni (inizialmente interpretato da Giuseppe Anatrelli), arrivista e ruffiano verso i superiori, nonché bello sciupafemmine del gruppo. A Calboni si deve il nomignolo "puccettone" rifilato al povero ragionier Fantozzi.

Fantozzi nel cinema[modifica | modifica sorgente]

Paolo Villaggio nel film Fantozzi va in pensione (1988)

I film di Fantozzi, sia pur con una profonda ironia, hanno anticipato le tematiche del mobbing nelle grandi aziende, hanno fatto entrare nel bagaglio lessicale dell'italiano medio espressioni quali "Com'è umano, Lei!", oltre agli aggettivi "fantozziano" (v. Vocabolario Zingarelli) e all'espressione "alla Fantozzi", sorte per indicare esperienze, atteggiamenti o situazioni permeate dall'aria tragicomica propria del personaggio.

Stessa sorte è toccata curiosamente anche all'eterno collega Filini (Gigi Reder), nei film solerte organizzatore di gite del dopolavoro aziendale; per indicare eventi malriusciti o pieni di contrattempi che normalmente sarebbero stati ampiamente prevedibili. Da notare che nel primo episodio, precisamente la partita a biliardo con il Megadirettore Catellani, Filini, chiamato a segnare i punti, si presenta quale ragionier Renzo. Nei film successivi sarà invece Silvio. Infine egli nei romanzi di Fantozzi sarà ribattezzato con il nome completo Renzo Silvio Arturo Filini.

In veste cinematografica, Villaggio ha più volte interpretato Fantozzi. Secondo molti critici, i migliori di questi film restano i primi due (1975, 1976), entrambi diretti da Luciano Salce. L'elevata qualità di queste opere, confermata dal loro trionfale e meritato successo, non è da attribuire solo al valore simbolico e sociale che rappresentano, ma anche e soprattutto alla qualità della tecnica umoristica ivi presente. Specialmente nei primi capitoli, infatti, il canovaccio delle pellicole fantozziane si avvale di un'incredibile varietà stilistica nell'esercizio della comicità. Si utilizza pertanto l'umorismo verbale, rappresentato dalle aberranti coniugazioni temporali ("vadi, Contessa"), dai titoli parodistici e denigratori ("Rag. Dran. Figl. di. Putt.") e dalle mistificazioni dei termini (come il significato di "prostata" e "kibbutz"), raffigurazioni delle ipocrisie spesso insite in certi ambienti, che Villaggio aveva imparato a conoscere, frequentati da figure teoricamente istruite ma in realtà ugualmente barbare e ignoranti. Non mancano inoltre le iperboli lessicali (i "92 minuti di applausi", i "pomodorini a 18000 gradi", da Il secondo tragico Fantozzi) e i sarcasmi ("a quel punto Fantozzi ebbe un leggerissimo sospetto. In pratica, s'incazzò come una bestia!!!", da Fantozzi subisce ancora).

Si ricorre poi alla comicità grafica, per l'epoca certamente innovativa, e utilizzata in gran quantità: la lingua felpata, il geyser di raffreddamento dopo aver mangiato i pomodorini, gli effetti delle ustioni date dagli asciugamani roventi della signora Pina, gli uragani e le valanghe come effetto dei memorabili rutti, più qualche mad run sketch, in un campionario che si potrebbe definire ispiratore di esponenti che arriveranno solo qualche anno dopo, come le produzioni dei fratelli Jerry e David Zucker. C'è naturalmente anche la classica comicità di natura giullaresca, circense, fisica, di immediato rimando ai tempi di Charlie Chaplin, che vede essenzialmente il corpo di Fantozzi soggetto alle peggiori umiliazioni possibili: malmenato dai bulli, sparato con un cannone dall'ispettore del lavoro, impalato sulla bici perché si stacca il sellino (In sella... alla bersagliera!), affogato con la faccia nella torta di panna o nel caldaio della polenta, usato come parafulmine e così via (dai film Fantozzi, Il secondo tragico Fantozzi e Fantozzi contro tutti). Ci sono infine alcune escursioni nella parodia e nella satira, come nell'episodio della corazzata Kotiomkin (di cui gli impiegati riproducono le scene più importanti) o in quello delle elezioni politiche, dove si utilizza prima la retorica (ridoppiando i discorsi dei candidati al parlamento), e poi la simbologia (la cabina elettorale come vespasiano).

Fra gli attori divenuti popolarissimi per aver partecipato alla serie ci sono Milena Vukotic e Liù Bosisio nella parte della moglie Pina, Anna Mazzamauro in quella della signorina Silvani, Gigi Reder nei panni del ragionier Filini, e Plinio Fernando opportunamente truccato per interpretare la mostruosa figlia di Fantozzi, Mariangela. Fernando collaborò con la compagnia di Villaggio fino ai primi anni novanta circa. Un possibile precedente letterario di Fantozzi è il Monsù Travet (signor Travet) protagonista de Le miserie di Monsù Travet (1863), del giornalista e scrittore piemontese Vittorio Bersezio.

Paolo Villaggio è Fantozzi nel film Fantozzi alla riscossa (1990) per la regia di Neri Parenti

In realtà Villaggio, nel descrivere Fantozzi e il suo mondo, compie un'acuta e aspra critica della classe dirigente e del suo infantilismo. Nelle figure di Cobram (che per la gara ciclistica arriva su una Fiat 2800 come Mussolini) come , del megadirettore galattico, della contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, del direttore "liberal" appassionato del cinema sovietico degli anni trenta (quasi una caricatura di Veltroni) e di tutti gli altri potenti presenti nei libri del grande comico genovese sono riconoscibilissimi i tipici comportamenti di chi per censo, per fortuna o per abilità ricopre posizioni di potere e di privilegio. La sicumera, l'inutile sadismo nei confronti dei sottoposti, la falsa magnanimità e liberalità risaltano con nettezza e precisione nel contrasto con i tentativi di dignità servile del ragionier Fantozzi. Mirabile, in tal senso, è la descrizione della consegna dei pacchi natalizi dono ai figli degli impiegati da parte del vertice strategico della megaditta.

Dal 1980 in poi Paolo Villaggio firmerà un contratto con il giovane regista Neri Parenti, esordiente col film John Travolto... da un insolito destino (1979), per continuare a girare altri film su Fantozzi. Villaggio lavorerà con il regista e il cast di sceneggiatori Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Alessandro Bencivenni e Domenico Saverni dall' 80 fino alla creazione di Fantozzi - Il ritorno nel 1996. Durante questi sedici anni Villaggio non interpreterà solo il personaggio di Fantozzi nei film dedicati a lui (7 a partire da Fantozzi contro tutti) ma anche altre macchiette comiche molto simili al personaggio originale in pellicole come Scuola di ladri (1986) e Le comiche (1990). Il personaggio di Fantozzi si estinguerà nel 1999 con Fantozzi 2000 - La clonazione per la regia di Domenico Saverni. Villaggio aveva concluso il suo contratto con Neri Parenti già nel '96, giacché questi firmò un altro documento con Aurelio De Laurentiis e la coppia comica Christian De Sica e Massimo Boldi per girare i cosiddetti "cinepanettoni".

I "cloni" del celebre ragioniere[modifica | modifica sorgente]

Villaggio che interpreta Giandomenico Fracchia in Quelli della domenica (1976)

Visto il grande successo della saga di Fantozzi, Villaggio ha riproposto nella maggior parte dei suoi ruoli comici, la stessa interpretazione, le stessa gestualità e a volte le stesse gag del suo personaggio più famoso, generando così dei veri e propri "cloni" di Fantozzi, visto che il famoso personaggio è assurto al rango di maschera, riconoscibile anche in contesti diversi. Tra gli esempi più clamorosi abbiamo: Paolo Casalotti (protagonista ne I pompieri e in Missione eroica - I pompieri 2, nel quale il comandante spesso sbaglia il cognome del personaggio interpretato da Villaggio); Paolo Ciottoli, (protagonista del film Ho vinto la lotteria di capodanno, pellicola che alcuni erroneamente includono nella filmografia fantozziana); Paolo Coniglio (protagonista del film Sogni mostruosamente proibiti); e il Sergio Colombo dei film Io no spik inglish e Banzai.

Paolo Villaggio e Renato Pozzetto nel film Le comiche (1990). Anche in questa pellicola Villaggio per il suo personaggio usa molte delle sfaccettature classiche di Fantozzi

A detta di taluni fantozziano DOC è il ligure Gino Sciaccaluga nel film A tu per tu, tassista vittima di un terribile raggiro da parte di uno spietato faccendiere interpretato da Johnny Dorelli. Un'ancora ignota Moana Pozzi lo salva dall'inevitabile suicidio e in seguito Sciaccaluga riesce a rovesciare la situazione a suo favore e a impadronirsi del patrimonio del faccendiere. Clone meno riuscito un omonimo e anonimo Arturo De Fanti in Rag. Arturo De Fanti, bancario precario.

Caso a parte costituisce Giandomenico Fracchia; infatti, questo personaggio è stato creato da Paolo Villaggio contemporaneamente a Fantozzi nella trasmissione Quelli della Domenica ed ha avuto una propria serie TV: Giandomenico Fracchia - Sogni Proibiti di uno di noi (1975).

In seguito apparirà in due film (Fracchia la belva umana e Fracchia contro Dracula) e verrà ripreso in televisione in alcune trasmissioni del 1986. A differenza di Fantozzi, Fracchia è single e nella sua interpretazione sono ricorrenti elementi come la poltrona-sacco, nella quale sprofonda sempre, e il Dottor Orimbelli, il superiore che lo sottomette (interpretato da Gianni Agus).

La Corazzata Kotiomkin[modifica | modifica sorgente]

Tutti gli impiegati della Megaditta a vedere La corazzata Kotiomkin nel film Il secondo tragico Fantozzi (1976)

Una famosa battuta sul film La corazzata Potëmkin (che nel film Il secondo tragico Fantozzi (1976) assume il titolo fittizio di La corazzata Kotiomkin, perché non furono concessi i diritti dell'originale), giudicata dal ragioniere dopo l'ennesima visione "forzata" al cineforum della Megaditta "una cagata pazzesca", ha assunto il significato generale, nella cultura popolare, di rifiuto della cultura imposta dall'alto.

« Per me... la corazzata Kotiomkin... È UNA CAGATA PAZZESCA! »
(Ugo Fantozzi. Alla frase seguono novantadue minuti di applausi, come dice Villaggio narratore)
« Guidobaldo Maria Riccardelli fu costretto per due giorni e due notti consecutive a visionare ininterrottamente a rotazione: Giovannona Coscialunga, L'Esorciccio e La Polizia s'incazza. Fino a che, all'alba del terzo giorno, la polizia si incazzò davvero! »
(Narrazione di Villaggio, tratta dal film del 1976, in cui si descrive ciò che segue dopo il commento di Fantozzi sulla Corazzata Kotiomkin)
« Per compensare in parte il professor Riccardelli della perdita irreparabile della sua preziosissima pellicola, gli ammutinati furono condannati a una punizione orrenda da girone dantesco: dovevano far rivivere almeno la sequenza principale del capolavoro distrutto tutti i sabato pomeriggio, fino all'età pensionabile. »
(La pena emanata contro gli impiegati della Megaditta di Fantozzi dal fanatico cinefilo de La corazzata Potëmkin di Sergej M. Ejzenštejn, dopo che questi hanno distrutto nel cinema la pellicola originale e sfidato la polizia.)

Con questa frase (La corazzata Kotiomkin è...) ci fu uno dei rari momenti di rivalsa di Ugo Fantozzi, in cui grazie a quest'atto di coraggio, diventata oggetto di culto e libera dalla "schiavitù" del cineforum tantissimi colleghi che erano costretti a stare lì per colpa dell'appassionato di cinema russo Prof. Riccardelli, mentre la tv trasmetteva la partita dell'Italia, prendendo possesso della sala proiezioni.

Fantozzi e il suo amore non ricambiato[modifica | modifica sorgente]

Fantozzi, a causa della sua famiglia disastrata composta dalla signora Pina, sciatta casalinga che non lo soddisfa per niente, e dalla figlia Mariangela, decisamente più simile ad una scimmia che ad una ragazzina (infatti nei film si sposerà con il gorilla Bongo, dopo aver avuto da Loris Batacchi la figlia Uga, anche lei orrenda) si spinge nel corteggiare una giovane impiegata della Megaditta. Questa è la Signorina Silvani, anche lei in effetti non poi così bella e di cattivi costumi. Fantozzi cerca sia nei romanzi che nei film di corteggiarla insaziabilmente, invitandola a cene, colazioni e pranzi che lei rifiuta sempre con calcolata cortesia.

A volte però la Silvani accetta gli inviti di Fantozzi, e in queste occasioni finisce tutto sempre in maniera triste e tragica, si pensi alla morte del cagnolino Pierugo della Silvani quando i due si recano ad un ristorante giapponese, a quando la invita a colazione da Gigi Il Troione e la felicità lo fa distrarre al volante per finire malmenato da tre energumeni, oppure alle partite di calcio in cui Fantozzi è costretto a ritenere tale sport orrendo per far piacere alla sua partner. In realtà la Silvani si dimostra cattiva e crudele perché illude Fantozzi facendogli credere che sia interessata a lui, mentre lo tradisce con il Geometra Calboni (che sposa, lascia, riprende e poi lascia ancora), uomo sfacciato e donnaiolo dalla parlantina sciolta, assai sbruffone e volgarissimo.

Di conseguenza, dopo l'ennesimo tradimento della Silvani con Calboni ai danni di Fantozzi nel film Il secondo tragico Fantozzi, la donna subirà un decadimento fisico e culturale, per non parlare del suo modo di esprimersi in dialetto romanesco, dovuto ai lunghi momenti in compagnia di Calboni. Tuttavia Fantozzi riprenderà sempre a corteggiare la sua "musa" fino all'esasperazione di questa. L'ultima volta in cui Fantozzi e la Signorina Silvani si ritrovano insieme è nel film Fantozzi 2000 - La clonazione in cui Ugo, credendo di aver vinto alla lotteria, acquista un enorme castello. La Silvani subito fa finta di essersi perdutamente innamorata di lui e i due per un breve periodo alloggeranno nella nuova lussuosissima dimora. Quando Fantozzi scopre di non aver giocato la schedina e quando i creditori confiscano alla coppia tutti i beni acquistati, la Silvani tornerà ad infischiarsi di Fantozzi come sempre.

Gli anni di Fantozzi[modifica | modifica sorgente]

Fantozzi in una scena del film Superfantozzi (1986), regia di Neri Parenti

L'età anagrafica di Fantozzi non è mai stata definitivamente chiarita: infatti la data stabilita della sua nascita è l'anno 1934, tuttavia Villaggio, esagerando sul suo personaggio, nel primo romanzo fa affermare al ragioniere di averne oltre 400 e di lavorare nella Megaditta da ben 92. Successivamente nel libro Fantozzi contro tutti il personaggio ammette di avere 103 anni, e così accade per le altre storie del ragioniere in cui si esagera sulla sua longevità senza mai dare un preciso numero degli anni che ha.

Nel 1993 il regista Neri Parenti farà morire il personaggio investito per strada in Fantozzi in paradiso, per poi farlo resuscitare in Fantozzi - Il ritorno (1996). Tuttavia nella storia Fantozzi verrà richiamato in Paradiso dal presidente Silvio Berlusconi che lo costringe alla contemplazione di migliaia di servizi pubblicitari. Il ragioniere tornerà definitivamente sulla Terra in Fantozzi 2000 - La clonazione mediante la ricostruzione fisica grazie ad una ciocca di capelli fornita dalla moglie Pina (operazione eseguita per far ritornare in vita l'impiegato della Megaditta più servile di sempre).

La storpiatura del nome di Fantozzi[modifica | modifica sorgente]

Una caratteristica delle sceneggiature dei film con Fantozzi protagonista è la frequentissima storpiatura alla quale il suo cognome viene sottoposto. Si tratta dell'ennesimo sopruso e umiliazione inflitti al il povero ragioniere inizialmente da parte di colleghi e direttori dell'azienda per cui lavora. Successivamente l'abitudine di storpiare il cognome del personaggio per renderlo ridicolo e inferiore verrà presa da ogni singolo individuo che Fantozzi incontrerà, con l'esclusione di sua moglie Pina. La storpiatura consiste nel cambiare alcune lettere e sillabe del cognome "Fantozzi" per ottenere una parola buffa e giocosa come "Fantocci", oppure "Pupazzi" (quest'ultima versione appare anche incisa sull'orologio in similoro che il ragioniere riceve al pensionamento), "Bambocci", "Scagnozzi" e una volta anche "Bacherozzi", e addirittura "Mortacci" nella scena in cui è un giudice popolare. Anche nei libri di Villaggio molti interlocutori giocheranno con il cognome del personaggio creando altri mille divertenti sinonimi; quello più usato risulta essere "Fantocci".

Analogie tra Fantozzi e Fracchia[modifica | modifica sorgente]

Giandomenico Fracchia si scontra con il sosia "Belva Umana" in Fracchia la belva umana (1981)

Quando uscì il primo libro di Fantozzi, Villaggio inserì al posto del Ragionier Filini un individuo buffo di nome Fracchia, esattamente sfortunato, pasticcione e inferiore come lui. Solo qualche anno più tardi Villaggio nei suoi romanzi cambierà identità a Fracchia, facendogli assumere tutte le tipiche e divertenti sfaccettature e caratteristiche di Filini, già apparso in Fantozzi e Il secondo tragico Fantozzi. Un individuo di nome Filini già esisteva nel primo libro di Fantozzi, ma Paolo Villaggio inizialmente non gli diede molta importanza, tanto che il Filini originario non aveva nulla a che fare con il personaggio che oggi si conosce.

Fracchia invece, quando veniva interpretato da Villaggio negli anni sessanta in Quelli della domenica, era inizialmente diverso da Fantozzi, dato che quest'ultimo era nato sfortunato e inferiore per natura, come se il destino avesse dichiarato a lui guerra per sempre, garantendogli ogni tipo di sventura. Fracchia nelle sue azioni e nelle sue condizioni è talmente vigliacco e inferiore che quasi quasi si sente a suo agio nel provare queste atroci sofferenze psicologiche. Egli è un inetto totale e si fa mettere i piedi sopra la testa da qualunque individuo, a parte i suoi superiori, ed inoltre ha un modo di parlare estremamente confuso.

Infatti ad ogni domanda che gli viene posta, Fracchia, essendo insicuro di sé ed anche ignorante, risponde con monosillabi, balbettii e fonemi sconnessi, gesticolando scoordinatamente con le mani, cercando di spiegare la sua risposta all'interlocutore. Come sempre i colleghi e i direttori di Fracchia alla fine di un incontro giudicano il personaggio estremamente sciocco e inferiore. Una tipica espressione che Fracchia usa nei confronti dei suoi interlocutori, dato che li ritiene migliori di lui, più coraggiosi, più cattivi e più emancipati, è "Com'è umano lei!". Infatti Fracchia, avendo paura di tutto e di tutti, quando si confronta con qualcuno, crede che per lui sia la fine, essendo completamente svantaggiato e vulnerabile, e prova sollievo solo quando si ritrova solo con sé stesso.

Nei primi due film di Fantozzi non si notano tali caratteristiche nel personaggio. Infatti Ugo Fantozzi, sebbene condannato dal destino, appare più sicuro di sé. Ma dal film Fantozzi contro tutti (1980) in poi nei film seguenti, quasi tutti diretti da Neri Parenti, avverrà una fusione tra i personaggi-caricature di Fracchia e Fantozzi e il risultato sarà un ragioniere estremamente sfortunato e per giunta per nulla sicuro di sé stesso che cerca solo di sfiorare l'autolesionismo quando si confronta con altri esseri proprio a causa della sua condizione e del suo modo di vivere. Di seguito dalla metà degli anni ottanta per ben dieci anni, Paolo Villaggio oltre a Fantozzi interpreterà anche altri buffi personaggi sciocchi, vigliacchi e sfortunati, tutti alter-ego di Fracchia e Fantozzi.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Una caratteristica ricorrente della "maschera" Fantozzi (come dichiarato dallo stesso Villaggio) è il suo copricapo, molto simile ad un basco (si tratta più precisamente del tipico "spagnolin" blu genovese), che il ragioniere porta sulla testa diversamente a seconda dello stato d'animo; lo vediamo calzare il suo basco appiattito sulla testa nei momenti peggiori oppure spostato di lato come quello di un soldato nei momenti in cui si sente fiero e senza paura, come prima della favolosa notte d'amore con la signorina Silvani in Fantozzi in Paradiso. Viene indossata anche in casa e in situazioni dove appare fuori luogo, come in occasione di visite mediche o prima di un intervento in sala operatoria. Fantozzi addirittura si reincarna in un bambino[In quale film?] indossando già il suo copricapo al momento della nascita.
  • Nonostante la sua strana confidenza con alcune persone che conosce, Fantozzi è abituato a dare esclusivamente del Lei; solo in alcuni punti di alcuni film si permette di dare del tu (es. in Fantozzi subisce ancora), suscita meraviglia o incertezza in lui o in uno dei suoi interlocutori quando il tipico congiuntivo storpiato risulta appunto uguale alla seconda persona singolare dello stesso verbo all'indicativo (ad esempio "batti" durante una partita di tennis).
  • Fantozzi subisce sempre angherie e maltrattamenti da parte dei colleghi di lavoro e dai suoi superiori senza mai reclamare. Tuttavia, in alcuni film assume atteggiamenti di ribellione, come nel film Fantozzi quando, in segno di ribellione per gli sfruttamenti subiti, rompe un vetro della Megaditta con un sasso; o come quando in Il secondo tragico Fantozzi aggredisce il professor Riccardelli e gli distrugge la sua copia personale de La corazzata Kotiomkin, dopo aver guardato il film per l'ennesima volta; o come quando in Fantozzi contro tutti scopre di essere stato tradito dalla moglie e si accanisce per questo con Filini e Calboni.
  • Il personaggio ha avuto anche l'onore di una parodia su Topolino nel 1988, nella storia La tragica avventura di Paperon de' Paperozzi, in cui Fantozzi è interpretato nientemeno che da Paperon de' Paperoni: nella storia, il papero più ricco del mondo viene spedito per vendetta in una sorta di mondo parallelo da un impiegato che lui aveva sempre maltrattato. In questo mondo alternativo, Paperone diventa Paperozzi e subisce le stesse angherie del personaggio di Paolo Villaggio: alla fine, però, Paperone si sveglierà e si scoprirà che era stato solo un sogno.
  • L'ultima apparizione del grande ragioniere è stata il 3 dicembre 2010 nel programma I migliori anni. Qui il ragioner Fantozzi arriva con la sua Bianchina (stranamente decapottabile) e si esibisce in esilaranti battute con il conduttore Carlo Conti. Con la sua signora Pina riproporranno il tragico dialogo: « Ma allora... vuol dire che... tu mi... mi a...? » (Ugo) « Ugo, io... ti stimo moltissimo » (La decennale risposta di Pina) « A... amare no, eh? » (Ugo)
  • Pur rappresentando lo stereotipo dell' impiegato servile ed incapace di ogni scatto d'orgoglio al momento giusto, Fantozzi in tutta la saga compie una serie di atti configurabili come reati anche molto gravi, tra cui i principali: omicidio colposo (tipicamente colpendo qualcuno che poi cade da grandi altezze); custodia incautelata di armi da fuoco (tiene una pistola in un cassetto, facilmente accessibile a persone inabili al suo maneggio come la moglie e la nipote); disastro navale (colpendo per errore una nave facendola esplodere); lesioni volontarie (tipicamente calci e pugni ad una vecchia o ad una vedova nel film); lesioni colpose (gettando un pesce spada dalla finestra ferisce i glutei di una persona, gettando un carretto siciliano dalle scale travolge 2 anziani); atti di teppismo (imbrattamento di muri, percosse ai passeggeri di un treno); frode sportiva (assunzione di una forte dose di stimolanti molti dei quali illeciti come la cocaina per vincere una gara ciclistica aziendale); incendio (di un motorino che credeva fosse quello della nipote); maltrattamenti in famiglia (percuote selvaggiamente la figlia con una sedia quando rimane incinta); sequestro di persona e tortura ai danni del prof. Riccardelli ne Il secondo tragico Fantozzi quando guida la rivolta dei suoi colleghi, estenuati dall'ennesima replica de La corazzata Kotiomkin; furto d' auto; guida in stato d'ebbrezza ed eccesso di velocità per seminare un Dobermann di nome Ivan il terribile XXXII; banda armata (durante la battuta di caccia con Filini); interruzione di pubblico servizio quando tenta inutilmente di prendere l'autobus al volo in Fantozzi; atti di estorsione, tangenti, corruzione e ricatti (in Fantozzi alla Riscossa, quando era mega direttore), simulazione di reato (per far credere di aver rubato uno stereo in un negozio)
  • Fantozzi nella saga subisce punizioni corporali e non al limite dell' inverosimile tra cui si ricordano: frustate a bordo strada per aver bagnato un fantomatico ministro del petrolio arabo ospite di un fantomatico politico di maccheronica lingua francese; 39 frustate per aver fatto scappare da un collegio di massima sicurezza il figlio del capo, sentenza eseguita da un carnefice medievale in una camera di tortura nei sotterranei della Megaditta; una sorta di girotondo saltellante subito 2 volte in altrettanti periodi di detenzione in carcere; inginocchiamento sui ceci durante l'ennesima visione della corazzata Kotiomkin; presumibilmente frustate o percosse simili per aver assunto cibo di nascosto durante un periodo di detenzione in una clinica dimagrante; retrocessione in azienda alla mansione di parafulmine; periodi di incatenamento di una gogna. Da informazioni indirette, nell'azienda di Fantozzi sono in vigore punizioni quali crocifissione o fustigazione per reati quali ritardo, assenteismo o ribellione. Tali punizioni vengono eseguite in sala mensa al cospetto di colleghi attoniti.
  • In alcuni episodi Fantozzi viene perseguitato da sopra dalla Nuvola di Fantozzi, che gli piove sempre adosso.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dizonario dei film, a cura di Paolo Mereghetti
  2. ^ Paolo Villaggio/MY movies
  3. ^ La Repubblica.it - Leggete l'Italia in 150 libri con D'Azeglio e Fantozzi
  4. ^ Intervista a Villaggio del 30 dicembre 2010 - Blog di Gaetano Lo Presti

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

I film di Fantozzi[modifica | modifica sorgente]

  1. Fantozzi, regia di Luciano Salce (1975)
  2. Il secondo tragico Fantozzi, regia di Luciano Salce (1976)
  3. Fantozzi contro tutti, regia di Neri Parenti e Paolo Villaggio (1980)
  4. Fantozzi subisce ancora, regia di Neri Parenti (1983)
  5. Superfantozzi, regia di Neri Parenti (1986)
  6. Fantozzi va in pensione, regia di Neri Parenti (1988)
  7. Fantozzi alla riscossa, regia di Neri Parenti (1990)
  8. Fantozzi in paradiso, regia di Neri Parenti (1993)
  9. Fantozzi - Il ritorno, regia di Neri Parenti (1996)
  10. Fantozzi 2000 - La clonazione, regia di Domenico Saverni (1999)

I film di Fracchia[modifica | modifica sorgente]

  1. Fracchia la belva umana, regia di Neri Parenti (1981)
  2. Fracchia contro Dracula, regia di Neri Parenti (1985)

Altri film con personaggi simili a Fantozzi, sempre interpretati da Villaggio[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Libri di Paolo Villaggio in cui Fantozzi è protagonista[modifica | modifica sorgente]

Saggi sul personaggio di Fantozzi[modifica | modifica sorgente]

  • Claudio Giunta, Diventare Fantozzi, in Una sterminata domenica. Saggi sul paese che amo, Il Mulino, 2013.
  • David De Filippi, Fantozzi aveva ragione, Aliberti Castelvecchi, 2010.
  • Alberto Pallotta, Mostruosamente... Fantozzi, un mondo a parte, 2006.
  • Fabrizio Buratto, Fantozzi. Una maschera italiana, Lindau, 2003.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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