Fantozzi 2000 - La clonazione

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« Per affrontare la sfida del terzo millennio, i vertici della mega-ditta avevano deciso d'inchiodare gli impiegati davanti ai più sofisticati sistemi informatici, sottoponendoli a massacranti turni di lavoro. »
(incipit, narrato dalla voce di Paolo Villaggio)
Fantozzi 2000 - La clonazione
Titolo originale Fantozzi 2000 - La clonazione
Paese di produzione Italia
Anno 1999
Durata 91 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere comico
Regia Domenico Saverni
Soggetto Alessandro Bencivenni, Domenico Saverni
Sceneggiatura Alessandro Bencivenni, Domenico Saverni
Produttore Fulvio Lucisano, Vittorio Cecchi Gori
Fotografia Marco Onorato
Montaggio Raimondo Crociani
Musiche Fabio Frizzi
Scenografia Osvaldo Desideri
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Fantozzi 2000 - La clonazione è un film commedia del 1999 per la regia di Domenico Saverni. È il decimo ed ultimo capitolo della serie cinematografica del personaggio di Fantozzi. Il film è uscito in Italia il 24 dicembre 1999.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

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Verso la fine del secondo millennio, la Megaditta si trova di fronte a crisi finanziarie a causa della mancata soggezione degli impiegati di un tempo. Perciò si decide di far tornare in vita l'impiegato più servile di tutti i tempi grazie alla biotecnologia avanzata: il rag. Ugo Fantozzi.

Adalberto Maria Balabam[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver innaffiato per mesi la piantina di Balabam, riempiendosi di acqua da un orecchio e versandola dall'altro, il ragioniere è premiato dal duca-conte con una missione di altissima responsabilità: controllare il suo figliuolo, un ragazzino troppo buono e generoso, rinchiuso in una scuola di educazione al potere, un autentico carcere dove si studia il sopruso, la delinquenza e l'infamia. Fantozzi ne segue le lezioni, tenute da un professore milanese che propone agli alunni un problema matematico dove i dati sono tangenti, estorsioni ed evasioni fiscali.

Il figlio del duca-conte si sfoga, con altri compagni, della totale assenza dei rispettivi genitori. Uno dei ragazzini dice a Fantozzi di immaginarlo come il tipico impiegato servile: Fantozzi si intenerisce e porta i bambini di nascosto allo zoo. Uno dei ragazzi apre il recinto, liberando un elefante.

I ragazzini finiscono tutti in questura. Tutti i bambini sono recuperati dai delegati dei genitori, mentre il Balabam junior è raggiunto da Fantozzi, che dice di esserne il padre e dichiara di non voler più condurre una vita dissoluta per essere accanto al figlio. Scoperto dal duca-conte, viene punito con ben trentanove frustate.

Il superenalotto[modifica | modifica wikitesto]

La «febbre» da Superenalotto imperversa ormai in tutta Italia. Fantozzi decide di giocare un sistema in società con alcuni ex-colleghi, tra i quali la signorina Silvani. Dopo molte settimane di gioco senza aver vinto nulla però, gli ex-colleghi mandano Fantozzi e il suo sistemone a quel paese.

Fantozzi nel frattempo ha dovuto vendere tutto il mobilio, rinunciando persino al riscaldamento per trovare i soldi da poter giocare. La moglie Pina va in ricevitoria a fare la giocata, ma all'ultimo momento decide di non giocare il sistema, raccontando però al marito di averlo giocato regolarmente. Ovviamente Fantozzi fa 6 e vince: mentre esulta per la gioia, Pina è sul punto di svenire. Alla fine, mentre Fantozzi è andato a prendere dello champagne, Pina scrive un biglietto in cui confessa al marito la triste verità.

Arriva però in casa Fantozzi la Silvani, convinta ormai che Fantozzi sia miliardario e ben decisa ad andare a convivere con lui. Fantozzi realizza il sogno di una vita, ma è costretto ad affittare un castello già residenza di papa Bonifacio VIII da un macellaio e a soddisfare i mille capricci della Silvani a suon di cambiali. La Silvani, però, vuole essere solo servita e riverita, e si rifiuta di essere una brava donna di casa come Pina, che il ragioniere inizia ben presto a rimpiangere. Quando i creditori delle cambiali firmate da Fantozzi reclamano il pagamento, la Silvani scopre tutto e se ne va. Fantozzi torna dunque a casa dalla Pina, e i due tornano insieme come al solito.

Uga, la nipote[modifica | modifica wikitesto]

A casa Fantozzi arriva la mostruosa nipote Uga, affidata ai nonni materni dai genitori. I nonni scoprono che la ragazza è infatuata di un certo Alex, uno spogliarellista. Uga si presenta al suo spettacolo, i nonni la seguono, e Fantozzi è costretto a vestirsi da donna per entrare nel locale e controllare la nipote. Alex guarda Fantozzi, convinto che sia una donna, e se lo porta nel letto allestito sul palco...

Capodanno 2000[modifica | modifica wikitesto]

Per il capodanno del 2000 i coniugi Fantozzi vorrebbero fare un bel viaggio, ma non se lo possono permettere. Tornano sconsolati a casa, ma nella cassetta della posta trovano inaspettatamente un invito ad una Gran Galà per capodanno, organizzato dalla solita contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare.

Al Gran Galà, dopo le solite brutte figure di Ugo, i due siedono al tavolo d'onore con la Contessa. Vengono servite delle grandi mozzarelle di bufala che però non bastano per tutti gli ospiti, così si scatena una rissa: Fantozzi poi mangia delle lenticchie molto piccanti ed è costretto a gettarsi nella piscina della villa per spegnere la lingua.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Quando Fantozzi fa da zerbino al Duca Conte, si vede che un carrello lo lancia verso la limousine.
  • Alla cena della contessa quando la mozzarella va a finire nel vestito della moglie dell'imprenditore, in realtà la scena è stata girata con l'ausilio di un filo di nylon attaccato alla mozzarella che dalla scollatura è stato tirato, e la scena è stata vista al contrario, come in replay.
  • Le riprese iniziarono il 6 novembre del 1998 e finirono il 29 dicembre dello stesso anno.

Note sul cast[modifica | modifica wikitesto]

  • Questo è l'unico film della saga in cui non compare il Ragionier Filini poiché l'attore Gigi Reder, morì prima delle riprese. A lui è stato dedicato il film.
  • Dodi Conti sostituisce Maria Cristina Maccà nell'interpretazione di Uga, la mostruosa nipote di Fantozzi.
  • Guerrino Crivello in questo film riprende il ruolo del ragionier Colsi, che aveva già interpretato nel 1980 nel terzo film della saga, Fantozzi contro tutti.
  • Il poliziotto marito del commissario, è in realtà Domenico Saverni, regista e sceneggiatore del film.
  • Nel cast è presente Mauro Vestri, nel ruolo di un ex-collega di Fantozzi. Lo stesso attore, ne Il secondo tragico Fantozzi del 1976, ricopriva il ruolo del Professor Guidobaldo Maria Riccardelli, direttore di Fantozzi e fanatico cinefilo che obbligava i dipendenti a partecipare al cineforum aziendale, dove venivano proiettati i grandi classici del cinema tra cui La corazzata Potemkin.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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