Fantozzi in paradiso

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Fantozzi in paradiso
Titolo originale Fantozzi in paradiso
Paese Italia
Anno 1993
Durata 98 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Neri Parenti
Soggetto Paolo Villaggio, Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Alessandro Bencivenni, Domenico Saverni, Neri Parenti
Sceneggiatura Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Paolo Villaggio, Neri Parenti, Alessandro Bencivenni, Domenico Saverni
Produttore Mario Cecchi Gori, Vittorio Cecchi Gori
Fotografia Sandro D'Eva
Montaggio Sergio Montanari
Effetti speciali Aldo Frollini
Musiche Bruno Zambrini
Scenografia Maria Stilde Ambruzzi, Enzo De Camillis
Interpreti e personaggi
Premi

Fantozzi in paradiso è l'ottavo capitolo della saga fantozziana, realizzato nel 1993. Per la prima volta l'ex ragioniere Ugo Fantozzi, ormai anziano, affronta l'angoscioso problema della morte e lo fa con una malinconia esistenziale che però (secondo Morando Morandini) nella seconda parte si trasforma "in una buffoneria degna dei migliori episodi".

Tale film, che vede la partecipazione di attori che ricorreranno negli episodi a venire (oltre a Paolo Villaggio anche Anna Mazzamauro e Gigi Reder), è il primo in cui Fantozzi passa a miglior vita, ma anche l'esistenza nell'aldilà si dimostra mesta e sfortunata, in linea con quella terrena.

Infine, rispetto a quasi tutte le precedenti "fantozzate", la trama appare più unitaria e diventa complesso dividere le varie fasi della pellicola in episodi.

Inoltre, il film segna l'abbandono delle scene da parte di Plinio Fernando, nel successivo film Mariangela e Uga saranno interpretate da Maria Cristina Maccà.

Indice

[modifica] Trama

[modifica] "Scusi ragioniere, ma lei non la farebbe... una rapina?"

Ad uno ad uno tutti gli ex colleghi di Fantozzi passano a miglior vita: oltre all'ex ragioniere resistono allo scorrere del tempo solo la Silvani e Filini. Proprio con quest'ultimo, suo miglior amico e compagno di tante avventure, Fantozzi decide di volersi prendere una rivincita nei confronti della Mega Ditta organizzando una rapina. Decidono di guardare un film, che riguarda una rapina per poter studiare al meglio i movimenti dei ladri, poi si recano in un negozio di maschere portando con sé la Nipotina Uga come copertura. Filini si procura 2 armi: una pistola da starter con fotofinish e un lanciarazzi della motonave Duilio. Maldestramente mascherati, i due riescono a prelevare e a sottrarre all'azienda un "malloppone" ma vengono subito scoperti e costretti a consegnare il denaro al Duca Conte (che però lo terrà per sé, così da poter soddisfare alcuni suoi capriccioni personali) all'interno di una lussuosa limousine.

[modifica] Bongo e lo sfratto

Ormai sconsolato, Fantozzi decide di rintanarsi in casa e di seguire il suo sport preferito, il calcio, in televisione. Proprio durante la sfida Milan-Göteborg 4 a 0, che cade nel giorno dei 40 anni di matrimonio, gli viene annunciato che la figlia Mariangela ed il genero Bongo (un mostruoso gorilla visto di sfuggita in Fantozzi va in pensione e in Fantozzi alla riscossa, film nei quali si intravedono solo le zampe), rimasti momentaneamente senza dimora, andranno a vivere nella sua casa: egli è contrario a questa abitazione in comune, ma viene costretto dalla moglie Pina ad accettare.

I due nuovi coinquilini dapprima gli renderanno la vita impossibile (cambiano l'arredamento, occupano il suo letto, fanno sesso molto rumorosamente, organizzano feste notturne) e poi lo sfratteranno, costringendolo a trovare una nuova abitazione. Dopo aver cercato invano una dimora, l'unica sistemazione umana che i due coniugi riescono a trovare è rappresentata da un vecchio garage abbandonato, piccolo e stretto tuttavia abbastanza confortevole con le pareti dipinte con disegni carini.

[modifica] Brutte notizie

Per le conseguenze di una bara caduta addosso allo sfortunato ragioniere e al sacerdote ("Don Fantocci") durante il funerale dell'ennesimo impiegato ex collega, al momento della visita medica Fantozzi scopre di avere solo una settimana di vita a causa di una malattia incurabile ai polmoni (dalle radiografie si scopre che un piccolo puntino bianco su di un polmone corrisponde all'unica parte sana).

[modifica] Vacanza a Cortina

Tiene celata la notizia alla moglie Pina che però lo scopre e, nel tentativo di vederlo felice per l'ultima volta, all'insaputa del marito riesce a convincere la Silvani a trascorrere con lui un lungo week end d'amore a Cortina d'Ampezzo. Dopo aver fatto un salto con gli sci dal trampolino di lancio (scontrandosi contro un deltaplano) e scalato una montagna, Fantozzi riesce anche, dopo aver tracannato una bevanda afrodisiaca, a consumare l'agognato amplesso con la donna tanto desiderata e tramite una lettera comunica alla moglie di aver finalmente trovato la compagna ideale. "Cara Pina, finalmente ho trovato la donna giusta, non una come te con i capelli color topo e l'alito di fogna. Ma come ho potuto sprecare tutta la vita accanto a te? Non sono io, sei tu la merdaccia. Non più tuo, Ugo". Tuttavia, in maniera casuale, Fantozzi viene a scoprire la tresca organizzata dalla Pina e si precipita immediatamente a casa e le dichiara tutto il suo amore.

[modifica] Morte di Fantozzi

Successivamente, mentre tenta di espiare i suoi peccati, la consorte gli comunica che il dottore aveva commesso un equivoco e che in realtà non è lui a dover perire, ma il sacerdote (che imprecando muore all'istante). Esultante per la notizia, Fantozzi corre all'impazzata ma viene prima investito da un camion e poi schiacciato da un rullo compressore, morendo all'istante. Al funerale dello sfortunato pensionato i suoi colleghi ed i suoi amici si stringono al dolore con la moglie e la figlia del ragioniere, tra cui si nota uno spavento di un collega del ragioniere quando vede la mostruosa figlia Mariangela. L'ultima risata è suscitata dalla bara piatta, che contiene il suo corpo schiacciato dal rullo. Al funerale è presente anche la sua "Nuvola da impiegato", amica di tanti week-end, che scarica litri di pioggia gelata sui presenti.

[modifica] In paradiso e reincarnazione

Giunto nell'aldilà, si unisce immediatamente a tutte le altre numerose anime beate per prendere l'aereo che condurrà verso il Paradiso; il velivolo tuttavia verrà dirottato da alcuni terroristi e Fantozzi si ritroverà davanti a Buddha, il quale comunicherà all'ex ragioniere che dovrà reincarnarsi "fino alla assoluta purificazione". Fantozzi confesserà apertamente il suo desiderio di non voler più ripetere la squallida vita che aveva condotto in precedenza; sfortunatamente, girerà la ruota al contrario. Il ragioniere quindi torna indietro nel tempo, e nasce già abbigliato, in abito formale, il quale afferma sconsolato: " Ma tutto da capo?! Ma si ricomincia?! Come sono fortunato, io!".

[modifica] Il tema della morte

Il film apre la sceneggiatura in una chiesa durante un discorso di commemorazione tenuto dal Rag. Filini, collega e grande amico di Fantozzi. Non è un caso che Paolo Villaggio abbia voluto inserire immediatamente all'inizio del film un tema che percorrerà poi tutto l'ottavo episodio: la morte. Vista in un'ottica del tutto cristiana, per Villaggio vuole essere solo un ricongiungimento a Dio che egli ben esemplifica alla fine, nell'ultima parte del film, quando (Fantozzi), trovandosi davanti uno schiacciasassi, atterrato dopo essere stato investito da un tir che transitava, alza le mani al cielo e accenna un sorriso.

La morte di Fantozzi porta dispiacere, affranto e dolore, per tutta la famiglia e i colleghi; tuttavia, durante il funerale, egli dall'alto, sopra una nuvola bianca, sorride mostrando un'espressione del tutto gioiosa, e, scherzando, dice "È venuta anche la mia nuvola, la nuvola da impiegato", quella nuvola che aveva sempre rovinato i pomeriggi di domenica di Fantozzi. Ecco quindi il tema della morte, che durante tutto il film assume sempre più aspetti, molte volte amaramente ironici: La morte è, sempre in ottica cristiana, imprevedibile e può toccare chiunque in qualsiasi momento. La signorina Silvani è una figura piuttosto interessante in questo episodio; è sia colei la quale rallegrerà gli ultimi giorni di vita di Fantozzi sia colei la quale farà di tutto per impedire al ragioniere di averla, comportandosi alle volte slealmente e perfidamente e mettendo quindi a dura prova il nostro protagonista.

Infatti ella, durante quella "vacanza d'amore" con Fantozzi, volendo contrastare in tutti i modi possibili il suo ardore, cerca di metterlo in serie difficoltà, quindi cerca quasi di porlo in condizioni di dover affrontare e sfidare la morte. Fantozzi buffamente riesce quasi sempre a cavarsela e a scamparla arrivando addirittura ad ottenere alla fine, sotto una pesante apostrofe fatta dalla moglie Pina alla Silvani la quale "non aveva ancora consumato", il suo oggetto del desiderio.

Dopo la morte, si noti chiaramente il tema dantesco della coralità delle anime del Purgatorio e del Paradiso, volutamente inserito da Villaggio. Tutte le anime si muovono all'unisono e sembrano quasi intonare un salmo di carattere penitenziale.

Il bianco caratterizza del tutto questo luogo che si connota quindi come un "locus amoenus"; se infatti Fantozzi ha lasciato la vita terrena mentre indossava un abito scuro, ecco ora indossarne uno bianco, che richiama alla mente la purezza e la perfezione di Dio. Villaggio infine non ha voluto far trionfare completamente il cristianesimo sulle altre religioni; Buddha accoglie, anzi è proprio lui a chiamare nel suo regno il ragioniere, il quale era sul punto di smarrirsi dopo aver vagato senza meta per qualche tempo. Da ciò, ben si evidenzia il punto di vista di Villaggio: il diritto di eguaglianza di tutte le religioni.

[modifica] Location

Il film è stato girato a Roma, a Cortina d'Ampezzo, nell'albergo Miramonti Majestic di Cortina d'Ampezzo e nell'albergo Dolomiti di San Vito di Cadore.

[modifica] Curiosità

  • Il giorno in cui Fantozzi deve morire, che viene segnato dal ragioniere sul calendario (con un teschio) è venerdì 17. Si tratta però di una scelta registica perché nel 1993 il giorno 17 aprile era sabato.
  • Sulla bara è segnato il nome "Ugo Fantocci"
  • nella scena del trampolino a Cortina compare, facendo un cameo, il regista del film Neri Parenti nel ruolo dell'addetto all'impianto.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema
Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue