Pappa e ciccia

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Pappa e ciccia
Paese di produzione Italia, Svizzera
Anno 1983
Durata 98 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere comico
Regia Neri Parenti
Soggetto Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Franco Marotta, Neri Parenti, Laura Toscano, Paolo Villaggio, Gianni Manganelli
Sceneggiatura Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Franco Marotta, Neri Parenti, Laura Toscano, Paolo Villaggio, Gianni Manganelli
Produttore Bruno Altissimi, Claudio Saraceni
Fotografia Alberto Spagnoli
Montaggio Sergio Montanari
Musiche Bruno Zambrini
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Pappa e ciccia è un film del 1983 diretto da Neri Parenti.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Primo episodio[modifica | modifica sorgente]

Nicola Calore è un muratore pugliese emigrato in cerca di fortuna in Svizzera, dove però è finito a fare lo stesso mestiere che faceva in Italia. Quando riceve una lettera che lo informa di una prossima visita della nipote Rosina, Nicola è fortemente imbarazzato in quanto aveva sempre dato a intendere ai parenti della Puglia di essere diventato ricchissimo, così, per non farsi scoprire, Nicola, con l'aiuto di alcuni amici connazionali emigrati come lui, è costretto ad allestire una messa in scena per non far capire la verità alla nipote.

Per di più le cose si complicano in quanto Rosina non è la bambina bruttina che lo zio ricordava, ma una bellissima bionda ventenne. Lo zio le fa credere che la villa dove lavora è la sua, ma che non può entrare a causa dei lavori in corso. Una serie di equivoci lo porterà a spacciare per sua l'abitazione del finanziere svizzero Schmidt; dopo essere sfuggito ad una terrificante infermiera tedesca, Nicola finirà per acquistare senza volerlo vari titoli azionari che stavano crollando a picco: proprio questi, però, alla fine gli daranno la tanto sognata ricchezza.

Secondo episodio[modifica | modifica sorgente]

Un modesto geometra, dopo mesi d'attesa, vede finalmente pubblicata la lettera inviata al direttore del Corriere della Sera in cui ripercorre le peripezie capitategli durante il soggiorno ad un villaggio vacanze in Kenya. Partito con un collega, il pittoresco perito Guido Colzi, era stato inizialmente vittima di un terrificante viaggio su una carretta dei cieli guidata dal maldestro capitano Tombale; poi, arrivato miracolosamente alla meta, si era trovato coinvolto in varie disavventure che lo portarono a fuggire su una zattera da quel luogo di pace apparente.

Critica[modifica | modifica sorgente]

Come molti altri film di Benvenuti e De Bernardi, il film presenta delle situazioni paradossali che vengono direttamente dalla commedia all'italiana.

Nell'episodio con Villaggio, Banfi fa una piccola parte come capitano dell'aereo; in quello con Banfi, è Villaggio ad interpretare in un cameo una infermiera tedesca (con tanto di fascia con la svastica al braccio) pazza per il "pagliaccio italiano".

Da ricordare gli equivoci di Banfi e la chiusura del suo episodio (in cui il comico si ripercuote la pelata che risuona a vuoto), il volo per il Kenya su un disastratissimo aereo e le terrificanti "gare" del villaggio vacanze (con tanto di direttore nazista che si sente solo da un altoparlante) di cui è sfortunato protagonista Villaggio.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il costume rosso indossato da Paolo Villaggio nel residence è uguale a quello indossato nel finale del film Fantozzi subisce ancora.
  • L'idea di fare un film con coprotagonisti Paolo Villaggio e Lino Banfi, nacque dopo il successo avuto da Banfi nel ruolo del commissario Auricchio nel film Fracchia la belva umana con protagonista l'attore genovese, che portò la produzione a voler bissare il successo, questa volta promuovendo il comico pugliese a coprotagonista insieme a Villaggio.
  • Il regista Neri Parenti, come d'abitudine nei suoi film, fa un piccolo cameo nel secondo episodio con Villaggio, nel ruolo di un turista del villaggio vacanze che se la prende con una scimmia che gli ha rubato il panino con il prosciutto; questi intima alla scimmia salita sull'albero di restituirglielo ma lei gli lancia solo il pane e lui risponde di ridargli il prosciutto.
  • Il secondo episodio che vede Villaggio protagonista è tratto da un capitolo del romanzo Fantozzi contro tutti, scritto dallo stesso Villaggio; il libro però vede come protagonista non l'anonimo geometra ma il celeberrimo ragionier Ugo Fantozzi.

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