Le comiche

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Le comiche
Le comiche.png
Una scena del film
Paese di produzione Italia
Anno 1990
Durata 89 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere comico
Regia Neri Parenti
Soggetto Alessandro Bencivenni, Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Neri Parenti, Domenico Saverni
Sceneggiatura Alessandro Bencivenni, Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Neri Parenti, Domenico Saverni
Produttore Mario Cecchi Gori, Vittorio Cecchi Gori
Casa di produzione Cecchi Gori Group, Penta Film, Maura International Films
Fotografia Sandro Tamborra, Roberto Gerardi
Montaggio Sergio Montanari
Musiche Bruno Zambrini
Scenografia Maria Stilde Ambruzzi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Le comiche è un film del 1990 diretto da Neri Parenti.

I protagonisti del film sono Paolo Villaggio e Renato Pozzetto, che interpretano una coppia in vari ruoli e vicende nel corso del film.

L'anno successivo uscirà un sequel intitolato Le comiche 2.

Trama[modifica | modifica sorgente]

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Il film si apre con un prologo cinematografico (ambientata all'interno di un cinema al quale assistono alcune persone) tratto da un vecchio film in cui si vedono Paolo e Renato alle prese con un treno che li sta per investire. Ad un certo punto i due escono dallo schermo, lasciando sbigottiti gli spettatori.

1º episodio[modifica | modifica sorgente]

Paolo e Renato sono due imbianchini che devono ristrutturare una chiesa. A causa di una conferenza stampa e del consiglio d'amministrazione arrivano in ritardo, proprio al momento in cui il parroco celebra un matrimonio tra due persone (i quali appariranno anche nelle successive scene): Mario, un uomo quasi calvo che indossa una parrucca, e Domitilla, una donna affetta da tic nervoso. A causa del fastidioso rumore provocato dalla ruota del carretto in attrito con la forca, Paolo la ricopre di olio ma va ad imbrattare per sbaglio il vestito della sposa; improvvisamente il microfono del parroco viene scagliato nel confessionale, dove vengono amplificate frasi scioccanti.

I due devono inizialmente dipingere dei lampadari: Paolo scioglie la catena di un lampadario sbagliato, il quale cade proprio in testa agli sposi, e quando viene tirato su si solleva portando con sé anche Domitilla che mostra il sedere al pubblico imbarazzato. Dopo aver fatto parecchi danni, inclusa la demolizione di un prezioso mosaico del Trecento, finalmente dipingono uno dei lampadari ma la vernice rossa finisce accidentalmente nelle canne dell'organo e al momento della musica finale schizza addosso a tutti. I due sposi subiscono un incidente e vengono portati all'ospedale.

2º episodio[modifica | modifica sorgente]

Paolo e Renato trovano lavoro, o per meglio se lo prendono d'autorità, presso un benzinaio di una compagnia petrolifera denominata "Macho" approfittando dello svenimento del gestore. La loro prima esperienza è quella di fare il pieno di benzina ad un tir carico di automobili, ma faranno erroneamente il pieno anche alle macchine ancorate finendo per litigare con il proprietario. Durante un controllo ad un camion caricato sul torchio, il camion rimane accidentalmente incastrato nel tetto del torchio e al momento che arriva un'automobile a parcheggiarsi, esso cade sfasciando anche la macchina.

Nel frattempo Paolo, dopo aver subito un potentissimo colpo di clacson, ripulisce un'automobile con l'aspirapolvere impostandolo al massimo e così aspira tutti i tessuti della macchina compresa una signora seduta nei sedili posteriori. I due hanno finito il proprio turno di lavoro; stanno per fare rifornimento quando la pompa impazzisce scagliando benzina dappertutto, anche addosso al benzinaio il quale prende fuoco e dalla rabbia rischia di colpire Paolo e Renato con un fucile.

3º episodio[modifica | modifica sorgente]

Paolo e Renato si recano in un delizioso paese delle Alpi (In Trentino-Alto Adige) per proporre ad un albergatore una aspirapolvere tutto fare di nome "Gnomus". I due irrompono scagliando in terra mozziconi di sigarette, rifiuti ed escrementi; Renato avvia lo Gnomus in modalità "schiumaggio", cioè riempie la stanza di schiuma ma ovviamente non è in grado di ripulirla. I due, sprovvisti di denaro per il risarcimento, vengono castigati dal padrone intenzionato a far loro fare gli sguatteri per otto mesi. Qui ritroveranno gli sposi del primo episodio e un'insolita coppia con un marito gelosissimo della giovane e avvenente moglie. Dopo un'infinità di guai tutti i clienti lasciano l'albergo: per punizione Paolo e Renato vengono rinchiusi nella cantina ma si liberano grazie all'aspirapolvere Gnomus che scava una galleria che conduce su una pista innevata. Qui fanno un incontro particolare: si trovano infatti faccia a faccia con il Papa e la sua scorta di Guardie Svizzere impegnati in una discesa con gli sci. Usando una delle loro valigie come slittino, i due imbranati causano un incidente anche al pontefice, spingendolo nel buco del tunnel mentre incautamente si sporge a guardarci dentro.

4º episodio[modifica | modifica sorgente]

Paolo e Renato sono due impresari di pompe funebri, che dopo aver fatto scegliere una bara al compratore (proprio quella più conveniente) devono mettere nella bara un uomo deceduto mentre era in una posizione yoga alquanto scomoda. La vedova, a causa della morte del marito, è diventata inconsolabile ed aggressiva nei confronti di Paolo e Renato e viene chiusa nell'armadio. Non riuscendo a sgomitolare il cadavere, decidono di mettere nella cassa da morto la vedova inconsolabile. Ma durante il trasporto della bara sul carro funebre, essa si agita e viene scagliata sull'asfalto non appena il veicolo fa una brusca accelerata.

5º episodio[modifica | modifica sorgente]

In una domenica d'estate, Renato decide di proseguire per la sua strada e di lasciare solo il povero Paolo su una spiaggia. Anche qui i due amici combineranno un sacco di altri disastri: Renato, per esempio, romperà una canna da pesca con cui involontariamente ha preso all'amo un sottomarino mentre Paolo colpisce il bagnino con una fiocina dopo averla strappata dalle mani di una bambina, credendo di averle salvato la vita. Solo a sera, quando tutta la gente è fuggita a causa di un temporale, i due si ritroveranno soli sulla spiaggia e torneranno insieme. Piccolo particolare: all'inizio della scena della spiaggia in cui Renato e Paolo si stavano recando, appare un cartello virtuale che recita: E venne finalmente la domenica; ma poi quel cartello elettronico diventa "vero", bloccando il passaggio, ma subito dopo Renato e Paolo lo spostano, facendo poi passare un gruppo di ciclisti con un coach che si trovava in una macchina con un megafono. Ad un certo punto Renato estrae una freccia in legno per indicare la spiaggia libera, mentre Paolo, puntando il dito a sinistra, faceva cadere a terra uno dei ciclisti.

6º episodio[modifica | modifica sorgente]

Un pericoloso gangster scopre che Renato e Paolo sono sosia perfetti dei suoi capiclan nel mirino dell'organizzazione mafiosa dei marsigliesi. Il gangster cerca di farli uccidere, mandandoli prima nel locale dei marsigliesi dove cercano di avvelenarli con lo champagne ma la spogliarellista del locale fa fallire il piano così si passa ai killer ma per un caso i due, prima fanno uccidere i killer che avrebbero dovuto farli fuori, addirittura facendoli ammazzare uno con l'altro e poi saranno proprio i veri scagnozzi a saltare in aria. Il boss dei marsigliesi, a un dato punto inizierà una lunga rincorsa a danno dei due malcapitati che si concluderà poi nell'epilogo del film. Nel locale si nota la coppia del primo episodio prendere un aperitivo, con lei incinta.

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Paolo e Renato verranno rincorsi da tutti i personaggi visti nel film (si incontreranno il benzinaio, il proprietario dell'albergo e anche i due sposi che nel frattempo sono tornati in chiesa per battezzare il loro figlioletto appena nato) e troveranno la fuga entrando nello schermo cinematografico da dove erano usciti all'inizio del film. Questa volta però il treno li investe davvero e si vedrà alla fine la locomotiva che sfonda l'edificio del cinema (come era accaduto nel film Superfantozzi del 1986 sempre diretto da Neri Parenti).

Dietro le quinte[modifica | modifica sorgente]

  • Il film è il primo di una saga di tre pellicole molto fortunata, dovuta all'affiatamento della coppia formata da Paolo Villaggio e Renato Pozzetto.
  • La locomotiva a vapore usata per la scena finale è una 740 436 dove oggi è monumentata a Roma in via di Portonaccio 175 00159 [1] nella sede dell'Italcertifer.

Note[modifica | modifica sorgente]

Molte delle gag improvvisate da Villaggio e Pozzetto sono tratte da vecchie comiche quali i cortometraggi e i film di Stanlio e Ollio, Ridolini, Buster Keaton, Harold Lloyd e Charlie Chaplin. Ad esempio gran parte dell'episodio con Villaggio e Pozzetto che imperversano nell'albergo tirolese creando guai di ogni genere è tratto dal film Avventura a Vallechiara (1938) con Stan Laurel e Oliver Hardy.

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