Fantozzi contro tutti

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« Questa è la sede centrale di una mega-ditta italiana degli anni ottanta. La crisi del paese, la svalutazione galoppante, hanno finalmente generato nella classe impiegatizia un nuovo, incredibile, morboso, attaccamento al lavoro. »
(Incipit di Villaggio narratore)
Fantozzi contro tutti
Fantozzi.JPG
Scena del film
Titolo originale Fantozzi contro tutti
Paese Italia
Anno 1980
Durata 95 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Neri Parenti e Paolo Villaggio
Soggetto Paolo Villaggio
Sceneggiatura Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Paolo Villaggio, Neri Parenti
Produttore Bruno Altissimi e Claudio Saraceni
Fotografia Claudio Cirillo
Montaggio Sergio Montanari
Musiche Fred Bongusto, Josè Mascolo
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Fantozzi contro tutti è un film del 1980 diretto da Neri Parenti e Paolo Villaggio.

È il terzo capitolo della saga del ragioner Ugo Fantozzi, personaggio creato ed interpretato da Paolo Villaggio. Per la prima volta la regia, a cui collaborò lo stesso Villaggio, venne affidata a Neri Parenti, che avrebbe diretto in seguito altre sei pellicole della serie. I primi due film, Fantozzi (1975) e Il secondo tragico Fantozzi (1976), erano stati diretti invece da Luciano Salce.

Questo film è l'ultimo della saga ad essere tratto da un libro dell'attore genovese; i successivi saranno tutti frutto di sceneggiature originali.

Milena Vukotic prende il posto di Liù Bosisio nel personaggio di Pina e lo manterrà per tutto il resto della saga, eccetto che per Superfantozzi, dove ritorna la Bosisio. Per ovviare all'inconveniente, durante la prima scena della «nuova Pina», Fantozzi scambia la moglie per una mendicante, poi si scusa con lei per non averla riconosciuta. Infatti Pina è molto diversa da quella del film precedente: la Pina della Bosisio portava i capelli sciolti, assumeva una mimica da cartone animato, aveva un'aria dimessa ed era più affettuosa, sottomessa e fedele con il marito; la Pina della Vukotic porta invece le treccine a «volute di ariete», assume una mimica più composta, ha un'aria più energica e qualche volta alza addirittura la voce contro il marito, compatendolo invece di dimostragli un amore che del resto probabilmente non prova affatto.

Manca per la prima volta il personaggio della signorina Silvani, interpretato, in tutti i film della saga nei quali compare, da Anna Mazzamauro.

Indice

[modifica] Trama

[modifica] Uscita dal lavoro

Il film inizia mostrando una tipica giornata di lavoro nella Mega Ditta, in cui in realtà nessuno lavora: Calboni si rade la barba, Filini pratica bricolage, Fonelli lavora a maglia, Colsi e Vannini giocano a scacchi e altri giocano a ping pong. All'ora di chiusura tutti si recano velocemente e freneticamente all'uscita. Filini stende un tappeto elastico e consente ai colleghi di uscire più velocemente gettandosi dalla finestra, ma perde gli occhiali e, siccome lui non vede, il tappeto viene ritirato. Fantozzi, però, non si era ancora tuffato e, quando Filini ritrova gli occhiali e lo chiama per lanciarsi, si schianta violentemente per terra.

[modifica] Super Porno Show

Nel primo episodio vero e proprio Fantozzi viene mostrato come un maniaco della televisione intento a praticare per ore e ore il suo "sport" preferito, lo zapping, di cui detiene l'assoluto record condominiale: 380 cambi di canale in 26 secondi netti! Quella notte, il ragioniere si sintonizza su una rete che trasmette uno show erotico, non dissimile da quelli che andavano effettivamente in onda all'epoca di notte sulle piccole tv private locali; nell'eccitazione che suscita in lui la spogliarellista, abbracciando il televisore, inciampa nel telecomando e cambia canale casualmente, sintonizzandosi su un canale che trasmette una trasmissione di carattere religioso. Proprio mentre lui esclama "Togliti le mutande!" all'indirizzo di un sacerdote (non essendosi accorto cambio di canale), la moglie Pina entra in sala; colto nell'imbarazzante situazione, Fantozzi biascica con voce strozzata alcune parole per tentare di giustificare il tutto, fingendo di stare pregando e di provare molto interesse per le parole del prete in questione e successivamente, preso ancora dall'eccitazione, tenta di sfogarla sulla moglie promettendole una notte di sesso sfrenato. Pina accetta visibilmente contenta, ma osservando meglio quanto lei sia sciatta, brutta e decisamente poco attraente, il povero ragioniere decide di rinunciarci. Segue la consueta fuga di Fantozzi, che tenta di buttarsi sul letto ma si schianta per terra dato che Pina li aveva appena separati.

[modifica] Vacanze alternative

Nel secondo episodio, Fantozzi si reca a Ortisei (località raggiunta con un treno della Ferrovia della Val Gardena, in realtà dismessa circa vent'anni prima dell'uscita del film: è la stazione Acqua Acetosa della ferrovia Roma-Civitacastellana-Viterbo) per trascorrere la settimana bianca insieme a molti dei suoi colleghi. Si erano prenotati a settembre, ma il loro turno scatta a maggio dell'anno successivo, quasi all'inizio dell'estate! Il treno partito da Roma si ferma e Fantozzi, che non ha ancora mangiato nulla, si affaccia dal finestrino e compra un sacchetto per il pranzo da un venditore ambulante della stazione per il prezzo di 9.000 lire; però, al momento di avere il resto delle 50.000 lire che aveva consegnato, il capostazione, d'accordo con il venditore, fa ripartire il treno. E così, come riferisce la voce narrante,

« ...per 50.000 lire comperò nell'ordine: una forchettina di plastica, un coltellino di plastica, stuzzicadenti di plastica, un bicchierino di plastica, un'ala di pollo... di plastica, e una mela bacata! »

Durante il viaggio Fantozzi non riesce a dormire perché i suoi colleghi lo cacciano fuori dallo scompartimento, ritenendolo ingiustamente colpevole di aver prodotto maleodoranti flatulenze, provenienti in realtà dall'apparato digerente di Calboni; la voce narrante afferma:

« Ancor più da temere era il geometra Calboni per una sua turba dal nome scientifico di Ventilatio Intestinalis Putrens... L'aria diventò subito irrespirabile! »

Arrivato a destinazione il gruppo capisce che non potrà sciare, così Fantozzi, che aveva promesso alla moglie Pina di perdere almeno 5 kg, decide di farsi ricoverare nella clinica del "dimagrimento alternativo", il cui primario è il severissimo dietologo tedesco professor Birkermaier. Costui impone a Fantozzi una dieta che consiste in 20 giorni di digiuno totale in cella e, dopo 6 giorni, con la scusa che per fare una buona cura dimagrante occorre una grande forza di volontà, lo obbliga ad assistere alla sua cena luculliana senza consentirgli di toccare cibo, in segno di spregio: vinto dalla fame, il protagonista non resiste alla tentazione, ed agguanta di nascosto alcune delle mitiche e deliziose "polpette di Bavària" riuscendo a mangiarne qualcuna, ma il professore lo controlla continuamente, e alla fine lo scopre mentre mastica. Fantozzi riceve quindi dai forzuti infermieri un'inquietante punizione corporale (come è abitudine nella clinica).

Nel frattempo, il resto dei colleghi di Fantozzi nonché Calboni (che afferma la voce narrante: "fu imprudentemente messo capo cordata...") si improvvisano scalatori sulle montagne altoatesine, fino a quando Calboni, dando libero sfogo alle sue mefitiche emissioni intestinali, determina la caduta nel vuoto dei suoi compagni di cordata.

[modifica] Cecco, il nipote del fornaio Antonello

Nel terzo episodio si scopre che la signora Pina si è innamorata di un altro uomo. La notizia viene inizialmente comunicata a Fantozzi mentre egli assiste alla trasmissione televisiva di un incontro di calcio tra Italia ed Argentina. Inizialmente il ragioniere, coinvolto dalla partita, non ne è consapevole, e realizza il fatto solo a metà del secondo tempo. Poi, provando le emozioni tipiche del tradimento, prende un giorno di ferie, aspetta che la Pina esca e poi rovista per la casa per scoprire chi sia il concupito, trovando pane dappertutto, e scopre che si tratta di Cecco, il giovane e maleducato nipote del fornaio, Antonello (interpretato da Diego Abatantuono, secondo il cliché del terrunciello, all'epoca da lui solitamente interpretato), che insieme allo zio lo maltratta e spernacchia. Di notte, Fantozzi tenta di impiccarsi ma a un certo punto sente il canticchiare del fornaio e decide di andargli a parlare, svegliando però la Pina che vedendo i resti del tentativo di suicidio andrà a cercarlo. Cecco si dimostra completamente disinteressato a sua moglie, definendola addirittura "un mostro", "la sintesi della disgrazia" e "l'apice dell'apoteosi della schifezza". Pina nel frattempo ha assistito di nascosto al dialogo e quindi è a conoscenza di tutti gli epiteti che le hanno attribuito e che Fantozzi tenta di nasconderle, ed infine preferisce restare con il marito.

[modifica] Coppa Cobram

Nel quarto episodio il Mega Direttore Galattico della Megaditta (già apparso in Fantozzi e Il secondo tragico Fantozzi) si ammala di rosolia; avendo 106 anni, anche un morbo infantile come quello potrebbe essere mortale, per lui. Gli impiegati sperano, recitano rosari in sala mensa, Fantozzi consegna addirittura 50.000 lire a un prete per fargli recitare una messa cantata contro il direttore. Vengono esauditi. Dopo un funerale a cui Fantozzi e Filini hanno un po' di problemi ad arrivare (celebre la scena dell'anziana vedova che importuna entrambi...) viene nominato nuovo direttore, tramite sorteggio, il famigerato Visconte Cobram (Paul Muller), fanatico di ciclismo. Il nuovo direttore obbliga tutti i dipendenti a duri allenamenti in sella alla bicicletta ed in seguito organizza una corsa ciclistica (denominata in suo onore 1ª Coppa Cobram, uno degli episodi più memorabili della saga fantozziana) sulla distanza di 70 km[1]. La temuta gara ciclistica inizia con una tragica caduta di tutti; rimessisi in sella, i concorrenti si troveranno ad affrontare difficoltà di ogni sorta e si ritroveranno persino a pedalare in una tempesta a 50° sotto zero. Molti concorrenti "periranno" nell'impresa; altri tre finiranno fuori strada, piombando nella trattoria "Al Curvone", nel bel mezzo di un pranzo nuziale[2]. Giunto al giro finale, Fantozzi, grazie all'uso di vietatissime e potentissime sostanze dopanti acquistate alla partenza da uno spettatore napoletano infiltratosi tra i corridori, riesce a superare l'unico avversario rimasto in gara, così taglia il traguardo da solo, ma non ci sono festeggiamenti per lui perché non riesce a frenare e finisce nel carro funebre, rendendo vani i suoi sforzi. Ad ogni modo Fantozzi è l'unico a tagliare il traguardo. Ricercate sono le tenute da ciclista di Fantozzi e dei suoi colleghi, ognuno con uno stile ben definito, Fantozzi con la sua coppola, la giacca e borraccia di legno è più sul classico, mentre Filini è in stile inizio '900; quasi tutti con occhialoni da aviatore della I guerra mondiale.

N.B: nel 1999 in Italia è stata istituita realmente una corsa ciclistica amatoriale denominata Coppa Cobram[3].

[modifica] In barca con Barambani

Nel quinto episodio il direttore Marchese Conte (così recita il cartello sulla porta; la voce però recita "Duca Conte", Filini lo chiama "Duca Marchese" e Fantozzi fa l'en plein chiamandolo "Marchese Duca Conte") Piermatteo Barambani invita Fantozzi e Filini nella sua barca personale (denominata Il bracciante): in realtà la "gita" promessa da Barambani è soltanto una scusa utilizzata da quest'ultimo per poter utilizzare i due impiegati come schiavi a bordo. Divertentissimo il "duello" tra Fantozzi e Filini ed un povero turista inglese che si trova nelle vicinanze, più volte importunato dai due che lo travolgono involontariamente, facendolo cadere in acqua. Alla fine il turista manda a quel paese Fantozzi e Filini ("Oh! fuck off!") dopo che Filini sbaglia chiedendogli "What time is it?" ("che ora é?"). Memorabili ed ormai entrate nella memoria collettiva le battute e le scene tragicomiche che nascono dagli equivoci tra Barambani e gli "schiavi" per via dell'ignoranza da parte di questi ultimi del gergo marinaro; ricordiamole: "cazzi quella gomena", "dov'è il mezzo marinaio?" (che Fantozzi crede sia un marinaio sardo...) e "lo cerchi dietro al tangone" (segue ovvio e goffo tentativo di ballare il tango tra i due). Al complimento di Filini a Barambani per la potenza della tromba del panfilo, Barambani risponde :"Eh sì, è ultrapotente: diciottomila megasuoni!". Barambani finisce anche col fare con Filini una gara di tiro al piattello con il suo fucile. Fantozzi, non avendo ben capito cosa il direttore intendesse per "piatti", tira il primo piatto che trova (che finisce in mare): un prezioso vassoio d'argento inglese del '700. Infine Fantozzi, invitato dal Barambani a colpire col fucile un piatto, involontariamente colpisce un'imbarcazione in lontananza, che esplode. Alla fine i motori della barca si guastano, e Fantozzi e Filini vengono costretti a trainarla con un canotto.

[modifica] Il mega presidente Arcangelo

Nel sesto ed ultimo episodio Fantozzi manifesta il desiderio di voler scrivere in cielo la frase a caratteri cubitali "Il Mega Presidente è uno stronzo": il pesante insulto, chissà come, compare davvero ed il Gran Consiglio dei dieci assenti organizza una perizia calligrafica per scoprire il colpevole. Fantozzi, inevitabilmente scovato, viene costretto a sostituire il nome del Mega Presidente con il suo, suscitando l'ilarità dei suoi conoscenti. In reazione agli sfottò, Fantozzi dichiara a tutti i presenti di essere fortunato ma proprio mentre enuncia queste parole cade in un tombino rimasto inavvertitamente aperto.

[modifica] Curiosità

  • In realtà la location della stazione di Ortisei è stata ricostruita presso la stazione dell'Acqua Acetosa, sulla ferrovia Roma-Civitacastellana-Viterbo. Del resto la Ferrovia della Val Gardena, che passava appunto per Ortisei, era stata chiusa nel 1960 (20 anni prima).
  • Alla stazione di Ortisei la comitiva viene accolta da un personaggio il quale, benché interpretato da Renzo Rinaldi, ha la voce (doppiata) di Paolo Villaggio, che gli dà una voce molto simile a quella del Professor Kranz, personaggio della giovinezza artistica di Villaggio, ancora famoso al tempo del film; anche verso la fine del film, la voce di uno dei 10 asseti che invita Calboni più volte ad uscire è dello stesso Villaggio.
  • I titoli di testa sono quasi identici a quelli del film Dove vai in vacanza?; l'unica differenza è il disegno animato di un uomo che cammina che fa da sfondo (lo stesso disegno verrà utilizzato anche nei titoli di testa di Fantozzi subisce ancora).
  • Il cognome di Diego Abatantuono (che interpreta Cecco, il nipote del fornaio) nei titoli di testa è erroneamente scritto con due "b" (quindi Abbatantuono).
  • La location usata per la clinica dimagrante del professor Birkermaier è la stessa in cui era stato girato, nel Fantozzi del 1975, l'episodio (tagliato dalla versione ufficiale e reinserito nei DVD successivi) della clinica "Le Magnolie". Infatti la cella è identica, e per di più Fantozzi pronuncia una battuta molto simile a un'altra detta nel primo film (“Dato che non ho ancora fatto colazione, mi può dire in cosa consiste la dieta?”, e nel primo film aveva detto il vitto invece che la dieta.)
  • Anche in un'altra pellicola che ha sempre come protagonista Paolo Villaggio si può assistere ad una spiritosa scena di "tiro al piattello" e si tratta di Scuola di ladri parte seconda dell'omonimo regista Neri Parenti del 1986. Le dinamiche delle scene sono pressoché simili ad eccezione di alcuni particolari: la competizione non si svolge su uno yacht ma bensì su una nave Costa Crociere, la frequente scena che vediamo spesso nelle saghe "fantozziane" cioè l'uccisione involontaria di un povero innocente sulla traiettoria di tiro al posto del bersaglio corretto e prefissato si svolge sulla stessa imbarcazione piuttosto che su una accanto, la gara viene inizialmente scambiata per "tiro al cappello" (la cui vittima sarà il commissario di bordo) per errata comprensione tanto è vero che l'obiettivo era stato dirottato deliberatamente verso il copricapo dell'ignaro commissario che faceva da spettatore e conduttore della gara ed era interpretato da Daniel Lambert mentre in questo episodio di Fantozzi da Camillo Milli e in questa occasione a fiancheggiare Villaggio come co-protagonista per l'esilarante recita dell'altro imbranato tiratore non c'era Gigi Reder, rimpiazzato da Massimo Boldi.
  • Una delle frasi finali che Fantozzi pronuncia mentre parla con la moglie Pina in macchina, precisamente quella in cui si autodefinisce "il più grande perditore della storia", è utilizzata come introduzione per il singolo Ancora in piedi del rapper italiano J-Ax.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Note

  1. ^ Il percorso si snoda lungo la salita di Via di Monte Antenne, a Roma.
  2. ^ La trattoria "Al Curvone" esiste realmente e si trova sulla Via dei Laghi in direzione Velletri
  3. ^ Sito della Coppa Cobram

[modifica] Collegamenti esterni

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