Duilio (transatlantico)

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Duilio
Duilio-4.jpg
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946).svg
Tipo Transatlantico
Proprietà Navigazione Generale Italiana
Costruttori Ansaldo
Cantiere Sestri Ponente (Ge), Italia
Impostata 1914
Varata 1916
Entrata in servizio 1923
Radiata 1944
Destino finale affondato nel 1944 e demolito nel 1948
Caratteristiche generali
Stazza lorda 24.881 tsl
Lunghezza 193,75 m
Larghezza 23,20 m
Propulsione 4 gruppi di turbine per la combustione a carbone (poi adattato per la combustione a nafta) 4 eliche potenza: 24.000 cv/asse
Velocità 19,50 nodi
Passeggeri 1.300

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La Duilio fu il primo grande transatlantico italiano. Costruito per la Società "Navigazione Generale Italiana" di Genova. In fatto di sicurezza superava largamente le norme del tempo, ad esempio aveva 17 compartimenti stagni contro i 12 richiesti della prima conferenza internazionale di Londra della vita umana in mare (poteva perciò galleggiare anche con 4 compartimenti allagati). Primo tra i piroscafi italiani, aveva un impianto completo di casse antirollanti.

La costruzione[modifica | modifica wikitesto]

La nave fu costruita dal Cantiere Navale Ansaldo S.p.a. di Sestri Ponente e insieme alla nave gemella, il Giulio Cesare, dovevano essere completati nel 1916 ma a causa dello scoppio della prima guerra mondiale la costruzione fu bloccata. La Duilio era la prima nave italiana a superare i 200 metri di lunghezza e le 20.000 tonnellate di stazza lorda.

Il servizio[modifica | modifica wikitesto]

Biglietto per il Duilio del 1924

Il Duilio era stato progettato per la rotta dall'Italia al Sudamerica, ma per i primi anni operò sulla rotta per New York, vista anche la sua ottima dotazione di prima classe e la sua eleganza.

La società armatrice venne incorporata nella nuova compagnia di bandiera, la "Italia Flotte Riunite", nel gennaio 1932 e tutte le unità della flotta, incluso il Duilio, assunsero i nuovi colori, fumaiolo bianco con sommità tricolore e fascia nera anticaliggine sul bordo superiore.

Nel 1933 il governo sudafricano diede alla Italia Flotte Riunite la concessione e il sussidio per la linea espressa postale Genova-Città del Capo, per questo la nave subì ampi lavori di adattamento alle sistemazioni interne (con fumaioli accorciati e livrea bianca) per i mari del Sud.

Nel gennaio del 1937 la nave passò al Lloyd Triestino.

Allo scoppio delle ostilità la nave fu posta in disarmo, fino al 13 aprile 1942, quando salpò da Genova per tre viaggi di rimpatrio degli italiani in Somalia e Etiopia, accompagnata dal Giulio Cesare, e dalle motonavi gemelle Saturnia e Vulcania.

La fine[modifica | modifica wikitesto]

Dopo questi viaggi umanitari il Duilio tornò in disarmo a Trieste dove affondò sotto i bombardamenti Alleati nel 1944 nei pressi del capoluogo giuliano nel vallone di Muggia. Nel 1948 il relitto del Duilio venne recuperato e demolito.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Eliseo, W.H. Miller Transatlantici, l'epoca d'oro della navigazione di linea, Hoepli, Milano, 2003.
  • M. Eliseo, P. Piccione, Transatlantici, storia delle navi di linea italiane, Tormena, Genova, 2001.
  • Ansaldo, ANSALDO NAVI, Edindustria Editoriale, Roma 1960

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]