Follonica

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Follonica
comune
Follonica – Stemma Follonica – Bandiera
Follonica – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Grosseto-Stemma.png Grosseto
Sindaco Eleonora Baldi (PD) dal 22/06/2009
Territorio
Coordinate 42°55′08″N 10°45′41″E / 42.918889°N 10.761389°E42.918889; 10.761389 (Follonica)Coordinate: 42°55′08″N 10°45′41″E / 42.918889°N 10.761389°E42.918889; 10.761389 (Follonica)
Altitudine 4 m s.l.m.
Superficie 55,84 km²
Abitanti 21 762[1] (31-12-2013)
Densità 389,72 ab./km²
Comuni confinanti Massa Marittima, Piombino (LI), Scarlino, Suvereto (LI)
Altre informazioni
Cod. postale 58022
Prefisso 0566
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 053009
Cod. catastale D656
Targa GR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona D, 1 527 GG[2]
Nome abitanti follonichesi
Patrono san Leopoldo
Giorno festivo 15 novembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Follonica
Posizione del comune di Follonica all'interno della provincia di Grosseto
Posizione del comune di Follonica all'interno della provincia di Grosseto
Sito istituzionale

Follònica è un comune italiano di 21.762 abitanti[3] della provincia di Grosseto. La città, bagnata dal Mar Tirreno, si affaccia al centro del Golfo di Follonica ed è la seconda città della provincia per numero di abitanti dopo il capoluogo.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale si estende su una superficie di poco superiore ai 55 km², estendendosi dalle coste del Mar Tirreno, bagnate dalle acque del Golfo di Follonica, fino all'entroterra collinare ove si sviluppano le prime propaggini delle Colline Metallifere grossetane, in posizione retrostante rispetto alla pianura della Maremma grossetana, in questo tratto formata dal fiume Pecora fino alla sua foce. A livello altimetrico, si passa dal livello del mare fino ai 308 metri s.l.m. di Poggio al Chiecco.

Il territorio comunale confina a nord con il comune di Suvereto e la provincia di Livorno, a nord-est con il comune di Massa Marittima, a sud-est con il comune di Scarlino, a sud-ovest è bagnato dal Mar Tirreno, mentre a nord-ovest confina nuovamente con la provincia di Livorno e il comune di Piombino.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale è caratterizzato da un clima mediterraneo, con caratteristiche più marcate lungo il tratto litoraneo, che tendono gradualmente ad attenuarsi procedendo verso l'entroterra e salendo di altitudine.

I 1527 gradi giorno registrati nel centro di Follonica includono l'intero territorio comunale in zona D, che consente l'accensione degli impianti di riscaldamento nel periodo 1º novembre-15 aprile per un massimo di 12 ore giornaliere.

In base ai dati medi disponibili per il trentennio 1951-1980 per le stazioni meteorologiche situate all'interno del territorio comunale e di seguito riportati nella tabella[4], la temperatura media annua varia dai +15,7 °C di Follonica (5 metri s.l.m.) ai +15,9 °C della località di Tesorino (38 metri s.l.m.), mentre le precipitazioni medie annue risultano piuttosto contenute in tutto il territorio comunale, con 655 mm a Follonica e 694 mm presso la località di Tesorino.

Località altitudine temperatura
media annua
precipitazioni
medie annue
media di riferimento
Tesorino 38 metri s.l.m. 15,9 °C 694 mm 1951-1980
Follonica 5 metri s.l.m. 15,7 °C 655 mm 1951-1980

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il Castello di Valle a nord della città
Il Cancello della Ghisa

Come centro abitato, Follonica è certamente giovane, la sua data di nascita infatti coincide con la costruzione delle Reali e Imperiali Fonderie volute da Leopoldo II di Toscana nel 1834. Ma come località e punto di approdo, Fullona viene menzionata per la prima volta nel 1038 in un atto di donazione di terreni all'abbazia di Sestinga centro religioso in prossimità di Vetulonia, proprietaria di gran parte dell'Alta Maremma. Il documento più probante e che sicuramente fa riferimento all'attuale, è quello che sancisce una compravendita di grano del 1312 alla foce della Fullona.

La storia di Follonica è soprattutto legata, in antico, a quella del Castello di Valli, i cui ruderi ancor oggi campeggiano a nord della città su un'altura che domina il Golfo e la cui prima traccia storica si ha addirittura nell'884: è senza dubbio l'unico centro abitato sino appunto al 1834 quando, attorno alle fonderie, si cominciò a sviluppare il villaggio, che comunque, sino al 1838, rimase sotto la giurisdizione di Valli. Da quell'anno, cominciò l'ascesa di Follonica di pari passo con l'importanza economica e culturale che venivano assumendo le sue fonderie, in un crescendo che ne ha fatto la città odierna; infatti la fonderia leopolda all'epoca era la seconda fonderia più importante d'Europa e faceva affari con tutte le città. Occorre inoltre precisare che l'uso del ferro e dei suoi derivati (ghisa in particolare) sono tipici della città sin dal tempo degli etruschi, che sono stati una grande risorsa per lo sviluppo siderurgico di tutta la zona e che, ancora oggi, si possono vedere le tracce degli altiforni nelle vicine Colline metallifere.

Fino al 1923 fu frazione di Massa Marittima, poi venne elevata a comune autonomo, con il Regio Decreto n°1373 del 14 giugno 1923, divenendo così primo comune italiano nato durante il governo fascista. Lo sviluppo in tutto il territorio limitrofo di attività minerarie basata sull'estrazione e la spedizione della pirite, fece conoscere a Follonica un enorme incremento demografico, divenendo residenza di molti minatori immigrati in Maremma da varie regioni italiane. Durante la seconda guerra mondiale, la città fu pesantemente bombardata dagli Alleati e rimase inoltre in mano ai tedeschi fino al 24 giugno 1944. Il 22 febbraio 1960 segnò la fine della storica vocazione siderurgica della città, quando gli stabilimenti vennero trasferiti alle acciaierie di Piombino. Nel 1981 Follonica raggiunse la quota dei 21.000 residenti e la città si espanse con la costruzione di nuovi quartieri (Salciaina e Pratoranieri). Il titolo di città è stato conferito a Follonica giuridicamente nel 2006.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Vi sono differenti e possibili origini del toponimo:

  • si può derivare l'etimologia dall'etrusco fullona, o dall'equivalente latino fullonica (opificio), indica il luogo dove anticamente si lavoravano e tingevano i panni;
  • si considera come origine il nome fullone, mulino, divenuto aggettivo con il nome di acqua fullonica e spesso anche sostantivo, fullonica;
  • si può vedere una deformazione volgare di oficina fusoria dal latino follis, intendendo mantice da forno, dal momento che è nota l'attività mineraria e fusoria dell'antica città etrusca di Populonia.

Le ipotesi tornano periodicamente a prevalere, anche per la presenza dell'antica strada romana, la via Aurelia e i molti ruderi e reperti di datazione etrusca.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma di Follonica è costituito da uno scudo sannitico che riproduce l'immagine di una nave romana con la prua in primo piano che solca il mare. Sopra troneggia una corona da città. Lo stemma ha la seguente blasonatura ufficiale: «campo di cielo alla prora di nave romana navigante in mare e movente dal lato sinistro dello scudo, il tutto al naturale».[5]

La blasonatura del gonfalone è invece la seguente: «Drappo bianco, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma comunale con l'iscrizione centrata in argento <Comune di Follonica>».[6]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Leopoldo

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiese parrocchiali[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di San Leopoldo, edificio di culto di maggiore pregio storico e architettonico della città, è stato realizzato per volere del granduca Leopoldo II di Lorena a partire dal 18 maggio 1836. Frutto della collaborazione tra l'ingegnere ed architetto Alessandro Manetti e suo genero architetto Carlo Reishammer, fu consacrata il 10 maggio 1838, anno riportato anche sul campanile, ma ultimata solamente negli anni tra il 1841 e 1842; subì successivi restauri e modifiche nel 1928, nel 1932, nel 1950 e nel 1988. La chiesa, a croce latina e di ispirazione neoclassica, è di massima importanza architettonica soprattutto per il pregevole utilizzo della ghisa: interessanti da questo punto di vista sono il pronao, la balaustra a traforo, le coppie di tre colonne che sorreggono la trabeazione, la cornice decorata dell'arco e i due fregi di Lorenzo Nencini. L'interno è a navata unica, con copertura a capanna e volta a crociera, con numerose rifiniture e arredi in ghisa: la base del pulpito, le colonna dell'abside, i candelabri dell'altare, la balaustra del presbiterio, una cornice nel transetto ed il piedistallo del fonte battesimale. Tra le varie opere si segnalano un busto in marmo di Raffaele Sivieri, primo direttore dell'Amministrazione delle Miniere e del Ferro, realizzato nel 1839 da Leopoldo Arcangeli; la statua di san Giovanni Battista in marmo bianco scolpita da Nencini nel 1841; e due Madonne: la Madonna col Bambino in ghisa, detta Madonna Ilvania, fusa nelle fonderie, e il dipinto della Madonna del Soccorso.[7] La parrocchia di San Leopoldo conta circa 6450 abitanti.[8]
  • Chiesa di Nostra Signora di Lourdes, chiesa parrocchiale situata in via Lamarmora di fronte al parco della pineta di Ponente, è stata costruita nel 1966 su progetto di Roberto Mansani, Luigi e Giancarlo Bicocchi, con direzione dei lavori dell'ingegnere Lisindo Baldassini. Si tratta di un pregevole esempio di architettura contemporanea.[9] La parrocchia di Nostra Signora di Lourdes conta circa 3970 abitanti.[10]
  • Chiesa dei Santi Pietro e Paolo al Cassarello, moderna chiesa situata in via Madre Teresa di Calcutta, ha ereditato la sede parrocchiale della vecchia sede di Senzuno. I lavori sono iniziati nel 2004 – prima pietra il 7 dicembre 2003 – e si sono conclusi quattro anni dopo con la cerimonia di dedicazione tenutasi il 1º novembre 2008. La chiesa è stata progettata in stile neoclassico dall'architetto Marcello Giannini e costruita dalla ICET Industrie di Poggibonsi con la copertura in legno realizzata dalla Habitat Legno di Ebolo; all'interno si conserva un affresco di Giuliano Giuggioli raffigurante La chiamata di Pietro e Paolo, e le vetrate e arredi dell'architetto suor Michelangela Ballan.[11][12] La parrocchia dei Santi Pietro e Paolo conta circa 5950 abitanti.[13]
  • Chiesa di San Paolo della Croce, moderno edificio parrocchiale, è situato in via Chirici di fronte al cimitero comunale. La chiesa, i cui lavori sono iniziati nel 2008 ad opera della ICET Industrie di Poggibonsi, è stata inaugurata il 10 giugno 2010. Parrocchia istituita già nel 1977 per volere del vescovo Lorenzo Vivaldo, ha avuto sede inizialmente a Pratoranieri, presso il casello idraulico, poi è stata trasferita nella zona 167 ovest ed infine nel nuovo complesso, dopo un'estensione del proprio territorio parrocchiale nel 2003 per comprendere anche i quartieri di San Luigi e Corti Nuove. È la chiesa più recente costruita a Follonica.[14] La parrocchia di San Paolo della Croce conta circa 4960 abitanti.[15]

Chiese minori[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Senzuno, vecchia chiesa situata nella pineta di Senzuno in via Palermo, è stata costruita negli anni settanta con parrocchia istituita nel 1960 e infine trasferita al Cassarello, zona Charleroi, nel 2008.
  • Chiesa vecchia di San Paolo della Croce, piccola chiesetta-container di 200 m², è stata realizzata nel 1998 nella zona 167 ovest, in via Amendola, come sede provvisoria della parrocchia di San Paolo della Croce. Dal 2010, anno in cui è stata inaugurata la moderna chiesa, non è più sede parrocchiale.[16]
  • Pievaccia, antica pieve attestata dal 1217 in un luogo identificato come l'antico insediamento di Vitaliano, oggi scomparso, sulla collina di Poggio al Chiecco. Ne rimangono dei ruderi che ne testimoniano la natura di pieve fortificata.[17]

Cappelle[modifica | modifica sorgente]

  • Cappella del castello di Valli, antica cappellina già attestata al 1010, è stata pieve del piccolo villaggio di Follonica fino allo sviluppo urbano ed economico del XIX secolo, quando è stata realizzata la prima vera chiesa di Follonica, quella di San Leopoldo (1838). Oggi è un'abitazione civile, sostanzialmente trasformata.[18]
  • Cappella della Fattoria Bicocchi, piccola chiesetta gentilizia della tenuta Bicocchi, si presenta con la facciata a capanna con finestra lunettata. L'interno è decorato da marmi policromi.[19]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

La biblioteca comunale

Villaggio-fabbrica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Area ex ILVA.

L'area comunemente nota come "ex Ilva" è un comprensorio che racchiude gli stabilimenti ormai dismessi dell'Ilva, nucleo originario di quella città-fabbrica voluta dal granduca Leopoldo II di Lorena per il trattamento dei minerali dell'isola d'Elba. Il nucleo originario risaliva già al XVI secolo, quando gli Appiani di Piombino fanno qui costruire, accanto ad un mulino già esistente, una ferriera per fondervi il ferro delle miniere di Rio nell'Elba. Con il passaggio al Granducato di Toscana, il granduca istituì l'"Imperiale e Reale Amministrazione delle Miniere di Rio e delle Fonderie del Ferro di Follonica" (IRAMFF), avviando un intenso programma di rinnovamento tecnologico degli impianti e facendo di Follonica uno dei più moderni e funzionali poli della siderurgia a livello nazionale. Nel 1850 i Lorena lasciarono la gestione delle fonderie alla Banca Bastogi, mentre nel 1867 vennero affidate alla nuova "Società Anonima Alti Forni e Fonderie di Piombino", che assunse nel 1918 la denominazione di "Ilva". L'attività siderurgica continuò fino al 21 febbraio 1960, anno in cui cessò definitivamente la produzione nello stabilimento. Oggi sono ancora presenti gli edifici risalenti agli anni gloriosi della città-fabbrica, alcuni dei quali pregevolmente restaurati. Di seguito sono elencati le architetture più rappresentative:[20]

  • Bottaccio, serbatoio dell'acqua risalente già al XVI secolo.[21]
  • Cancello monumentale in ghisa (1831-1845) progettato da Alessandro Manetti e Carlo Reishammer.[22]
  • Carbonile (1840).[23]
  • Casa con torretta, ex ferriera e distendino seicenteschi, riattivati a partire dal 1818, dopo il 1845 invece adibita ad alloggio dei lavoratori.[24]
  • Case della Condotta (la prima costruita tra il 1817 e il 1822, le altre due nel corso degli anni trenta dello stesso secolo), alloggi di cavallai e bovari.[25]
  • Casetta Pierallini, palazzina settecentesca dall'affittuario delle ferriere Francesco Pierallini, poi ristrutturata dal 1818 per essere alloggio del guardia boschi.[26]
  • Centralina idroelettrica (1910).[27]
  • Due casotti di guardia di fianco all'entrata del cancello (1845).[28]
  • Fonderia n. 1, risalente al 1918 su modifica di un edificio del 1839.[29]
  • Fonderia n. 2, composta da più edifici realizzati a partire dal 1834, un tempo affiancata da due forni, San Leopoldo (1835) e Maria Antonia (1841), demoliti entrambi dopo il 1907.[30] Oggi ospita il Teatro Fonderia Leopolda.[31]
  • Forni delle Ringrane, edificati a partire dal 1853, poi chiusi nel 1907.[32]
  • Forno di San Ferdinando, ex mulino quattrocentesco, ferriera dal 1546 e forno fusorio dal 1818, smantellato poi dopo il 1907 e oggi sede del Museo delle arti in ghisa nella Maremma.[33]
  • Palazzina del Direttore (1822-1832).[34]
  • Palazzina dell'Ospedale Ricovero (1838-1841).[35]
  • Palazzina dell'osteria e dispensa, risalente al 1651 e oggi scuola media.[36]
  • Palazzo con Torre dell'Orologio, ex cappella seicentesca successivamente modificata (1839) prima per ospitare il granduca, poi utilizzata come alloggio dei dipendenti.[37]
  • Palazzo del Forno Quadro, risalente al 1578, ricostruito tra il 1838 e 1840, oggi sede della biblioteca comunale.[38]
  • Palazzo Granducale, ex dispensa nei primi del XIX secolo, poi alloggio del granduca dal 1845 e oggi sede delle guardie forestali.[39]
  • Porticato dei getti e dei camerotti (1842), voluto dal granduca per riparare gli sbavatori al piano terra, mentre al piano superiore dormitorio per i lavoratori, ampliato nel 1926 per ospitare la fonderia dei cilindri con la troniera, attiva fino alla chiusura nel 1960.[40]
  • Residenze dei lavoranti, abitazioni per i dipendenti realizzati tra il 1838 e il 1846.[41]
  • Torre idraulica in pietre e laterizi (1910).[42]

Palazzi[modifica | modifica sorgente]

  • Casa del Popolo, già Casa del Fascio, situata in piazza del Popolo, risale agli anni tra il 1922 e 1923 e si presenta in stile neoclassico con rifiniture liberty. Sede del partito fascista prima, luogo di incontro per la popolazione follonichese poi, dal 1995 ospita nelle sue stanze la pinacoteca civica.[43]
  • Casa Gobba, situata in piazza del Popolo, originariamente era un magazzino per il deposito del ferro di Valpiana, costruito nel 1581 ed ampliato nel 1734 per ospitare l'ematite proveniente dall'isola d'Elba. È stata più volte modificata tra il 1773 e il 1839. Oggi ospita la sede dell'ufficio locale marittimo.[44][45]
  • Casa Storta, situata in piazza del Popolo e costruita tra il 1745 e il 1777 sotto il principato di Gaetano Boncompagni di Piombino come sede dell'amministrazione del pontile, diviene dal 1810 ufficio della miniere e magazzino dell'allume di Montioni. Viene sopraelevata nel 1817 per ospitare l'ufficio di sanità e l'alloggio del doganiere.[46]
  • Palazzo della Cartiera, complesso architettonico situato tra via Giacomelli e via Gorizia, è composto da un edificio principale più altri annessi. Realizzato per la produzione della carta dalle Industrie Maremmane Riunite nel 1926, è stato recentemente ristrutturato e oggi è adibito a edificio residenziale.[47]
  • Torre Azzurra, celebre grattacielo di Follonica, della quale influenza fortemente lo skyline, con i suoi 22 piani, per un totale di 73 metri di altezza, è il secondo edificio civile più alto della Toscana dopo il grattacielo Matteotti di Livorno.

Caselli idraulici[modifica | modifica sorgente]

  • Casello idraulico di Follonica, situato in via Roma 45-49, è stato realizzato tra il 1840 e il 1844 ed ospitava il centro direttivo della bonifica delle basse valli della Pecora e del Cornia. Attualmente è adibito dal Comune di Follonica a spazio per iniziative culturali.[49][50]
  • Casello idraulico di Pecora Vecchia, situato in un'area rurale lungo la strada provinciale che porta a Massa Marittima, nei pressi del fiume Pecora, è stato realizzato nel 1870 e attualmente è in stato di abbandono.[51]
  • Casello idraulico di Pratoranieri, situato presso la località balneare di Pratoranieri, risale al 1880 e presenta ancora oggi la classica torretta e copertura a tetto. Ospita attualmente il circolo velico.[52]
  • Casello idraulico del Casone, situato in località Campo Cangino, al termine della via del Cassarello al confine con il territorio comunale di Scarlino, è un pregevole edificio del 1870-80 con due torrette in stile liberty e cataratta idraulica. Interessante anche l'adiacente e coeva casa del casellante.[53]

Ville e fattorie[modifica | modifica sorgente]

  • Fattoria Bicocchi, storica tenuta follonichese situata tra via Ugo Bassi e la strada provinciale Aurelia Vecchia, si articola in più edifici tra i quali risalta indubbiamente la grande villa padronale in stile eclettico ottocentesco, con merlature, torri, bifore e finestre ad arco acuto tipiche dell'architettura neogotica.[54]
  • Villa Benedetti, costruita nei primi del XX secolo, è situata in via Battisti nei pressi della chiesa di San Leopoldo. Si presenta come un pregevole villino in stile eclettico con decorazioni liberty.[55]
  • Villa Sant'Anna, situata sul lungomare Italia, è stata realizzata negli anni venti del Novecento e presenta motivi liberty ed una torretta ottagonale.[56]
  • Villa Jole Monciatti, situata in via Bicocchi, si presenta in stile neoclassico con bifore neogotiche e decorazioni liberty in ghisa.[57]

Altri edifici civili[modifica | modifica sorgente]

  • Colonia marina Luigi Pierazzi, costruita su progetto di Ernesto Ganelli e inaugurata il 18 giugno 1931 presso la spiaggia oltre la pineta di Levante, si presenta oggi come una imponente costruzione in due blocchi che riflette l'aspetto imperiale tipico dell'architettura fascista. Affidata nella gestione al Consorzio Antitubercolare di Grosseto, fu intitolata a Luigi Pierazzi, giurista ed agricoltore, per molti anni presidente della provincia. Bombardata durante la seconda guerra mondiale ed occupata dai tedeschi che ne fecero saltare in aria una parte, facendo sì che fosse divisa in due stabili differenti, ha mantenuto la sua funzione di colonia estiva fino agli anni settanta, quando poi il blocco nord fu adibito a scuola media e successivamente ad ospitare eventi e associazioni di carattere sociale e culturale; il blocco sud ospita dal 1999 l'Istituto Giovanni Falusi.[58]
  • Stazioncina di Marina, piccolo edificio realizzato nel 1902 come capolinea della ferrovia Massa Marittima–Follonica, dove arrivavano le piriti e il carbone di legna da imbarcare sul pontile di fronte, è stato costruito sulle fondamenta del demolito forte di Follonica, già attestato come torre di avvistamento nel 1575.[59]
  • Studio-Atelier Conti&Claus, studio privato degli architetti Giulio Conti e Bernardo Claus realizzato nel 2011 in via Bovio, concepito per un dialogo stretto tra spazi serviti e spazi serventi[60].

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Castello di Valli, o Valle, attestato già in un documento dell'anno 884 come possedimento della diocesi di Lucca e successivamente bene dell'abbazia di Sestinga, si tratta di una fortificazione situata sul poggio sovrastante l'abitato di Follonica, proprietà degli Aldobrandeschi dal 1223, di Pisa dal 1278, e infine degli Appiani di Piombino dal 1399. È stato per secoli l'unico borgo del territorio follonichese, almeno fino allo sviluppo ottocentesco della città-fabbrica. Oggi sono visibili i ruderi della cinta muraria e di un imponente torre di avvistamento.[61]
  • Castellaccia, situato su un piccolo colle lungo la strada di Montioni, sono oggi visibili i ruderi di questo antico insediamento dell'XI e XII secolo.[62]

Altro[modifica | modifica sorgente]

  • Monumento a Giuseppe Mazzini, busto in bronzo su piedistallo di marmo posto sul lungomare Italia, nei pressi di piazza del Popolo, nel 1989 per volere dell'Associazione Mazziniana Follonica. Sul piedistallo è riportata la frase pronunciata da Mazzini nel 1848: «Noi vagheggiamo la grande federazione dei popoli liberi».
  • Monumento agli eroi del Risorgimento, grandioso obelisco in pietra situato al centro di piazza Sivieri e dedicato alle figure risorgimentali. Sui quattro lati della base sono state poste delle targhe a ricordo di determinati personaggi: Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini, il filosofo repubblicano Giovanni Bovio e gli eroi maremmani dei fatti di Cala Martina del 1849.
  • Monumento ai caduti, monumento marmoreo situato dal 1925 nel parco di piazza Vittorio Veneto, è opera dello scultore Pietra Santino Giacomo Zilocchi, con la direzione dei lavori di Lorenzo Porciatti. Riporta da un lato l'iscrizione: «Follonica/ai suoi caduti/1915-1918»; mentre dall'altro: «17 maggio 1925/auspici ai combattenti».
  • Monumento ai caduti, situato nel parco della Rimembranza all'inizio di via Roma, è composto da due monoliti e da un libro in marmo realizzato da Piergiorgio Balocchi dell'accademia di Carrara, riporta i nomi di tutti caduti follonichesi nella seconda guerra mondiale e nella Resistenza. L'iscrizione sul libro recita: «l'amministrazione comunale/volle ripristinare/questo simbolo/in perenne ricordo/di tutti i figli/della città caduti/in guerra./Follonica 25 aprile 1998».
  • Allegoria del Mare, monumento in bronzo su piedistallo in marmo realizzato nel 1998 dallo scultore ceco Ivan Theimer, posto in piazza del Popolo.
  • Portale del Mistero, monumento allegorico rappresentante una scalinata che conduce ad una porta ricurva, è situato sulla terrazza sul mare di fronte piazza del Popolo, rivolto verso il mar Tirreno. È un'opera di Riccardo Grazzi del 1999.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

  • Rondelli: nel 1997, alcuni scavi effettuati a Rondelli per la costruzione di una struttura commerciale hanno permesso il ritrovamento di un antico insediamento etrusco a carattere produttivo, attivo dal VI al V secolo a.C., dove avveniva la riduzione in ferro dell'ematite dell'isola d'Elba.[63]
  • Valle Petraia: durante alcuni lavori per la realizzazione della superstrada Aurelia, nella valle del torrente Petraia, sono stati rinvenuti resti di nuclei abitativi con necropoli databili dal VII al VI secolo a.C.[64]

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

  • Parco interprovinciale di Montioni, area naturale protetta di competenza delle province di Grosseto e Livorno, occupa in buona parte alcune aree settentrionali del comune di Follonica.
  • Riserva naturale Tomboli di Follonica, area naturale protetta istituita nel 1977, occupa una superficie di 94 ettari e comprende le due pinete follonichesi, quella di Ponente e quella di Levante.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[65]

Distribuzione degli abitanti[modifica | modifica sorgente]

Frazioni Abitanti (2001) Altitudine
Follonica (capoluogo)
21.800
4
Pratoranieri
287
3
Altre località
83
-

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1.638 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

  • Carnevale: manifestazione di carattere satirico e dissacratore che vede i rioni della città realizzare carri allegorici che sfilano per le vie centrali. Erede del "Carnevale Maremmano" la cui prima edizione è stata tenuta nel 1949 e l'ultima nel 1962, è rinato nel 1979 su iniziativa di Moris Montalti, Roberto Ticciati e Rino Magagnino. Ai rioni storici di Chiesa, Centro, Zona Nuova e Senzuno, si sono aggiunti negli anni quelli di Capannino-San Luigi, Campi Alti-167 Ovest e Cassarello.[66]
  • Follos 1838: manifestazione di rievocazione storica ideata da don Enzo Greco e giunta alla quattordicesima edizione[67], si svolge ogni seconda domenica del mese di maggio. La mattina vi è la messa nella chiesa di San Leopoldo, la lettura dello storico discorso del granduca Leopoldo II di Lorena e la parata del corteo in costumi ottocenteschi nelle vie del centro, mentre nel pomeriggio, presso l'Ilva, l'esibizione dei butteri e il palio delle bandiere di tiro alla fune tra i rioni: Capannino-San Luigi, che comprende anche le Corti Nuove, Rondelli e Pecora Vecchia (colori bianco e viola); Cassarello (colori giallo e nero), Zona Nuova-Lido (colori rosso e giallo); Centro (bianco e nero); Senzuno-Salciaina (verde e oro); Campi Alti-167 Ovest, che comprende anche la Valle Petraia (rosso e blu); e Pratoranieri con la Marina di Ponente (bianco e azzurro).

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

A Follonica, in quanto seconda città della provincia per popolazione, si trovano alcuni istituti superiori che hanno come bacino di utenza la parte nord della provincia di Grosseto e la parte sud di quella di Livorno.

  • Liceo Carlo Cattaneo, nel quale confluiscono gli indirizzi scientifico, linguistico, scienze applicate, scienze umane.
  • Istituto tecnico commerciale Leonardo Fibonacci con indirizzi economico e turistico.
  • Istituto professionale Leonardo Da Vinci per i servizi di manutenzione e assistenza tecnica.

È inoltre presente anche l'Università della Terza Età e la sede distaccata dell'Università di Siena a Grosseto con il corso di Biologia marina.

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

La città di Follonica dispone della cosiddetta Biblioteca della Ghisa, situata all'interno dell'Area ex ILVA in un edificio conosciuto come Palazzo del forno quadro, edificato nel 1578 e che costituiva la più importante struttura fusoria dell'epoca in Italia, ricostruito tra il 1838 e il 1840 e adibito a officina meccanica.[68]

Musei[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Follonica dispone di due strutture museali che fanno parte della rete provinciale Musei di Maremma:[69]

Parco nazionale delle Colline metallifere grossetane[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Follonica è inserito all'interno del Parco nazionale delle Colline Metallifere grossetane, insieme ai comuni di Gavorrano, Massa Marittima, Monterotondo Marittimo, Montieri, Roccastrada e Scarlino.[70] La cosiddetta "porta del parco", punto di ingresso ideale all'interno del territorio, con centro d'accoglienza e info-point per l'organizzazione di itinerari o visite guidate, è ubicata presso il Museo delle arti in ghisa nella Maremma, nel comprensorio ex Ilva.[71]

Media[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Film girati nella provincia di Grosseto.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Ogni anno, l'ultimo weekend di ottobre, vede Follonica protagonista assoluta di una delle più importanti gare rallistiche della Toscana: il Trofeo Maremma. Appuntamento immancabile per tutti gli appassionati di rally, il trofeo ha festeggiato nel 2008 i trentadue anni di vita.

Follonica ospita un ippodromo dove si svolgono le corse al trotto. Le corse più interessanti si svolgono durante la stagione estiva. L'evento più significativo della stagione di corse è rappresentato dal Gran Premio Città di Follonica, una prova di gruppo riservata ai cavalli di quattro anni sulla distanza del miglio.

Persone legate a Follonica[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Suddivisioni storiche[modifica | modifica sorgente]

La città è divisa in più quartieri (o rioni), molti dei quali concorrono tra loro in occasione del Carnevale o del Palio:

  • 167 Ovest
  • Campi Alti al mare
  • Capannino
  • Cassarello
  • Centro
  • Charleroi (ex 167 Est)
  • Chiesa
  • Corti Nuove
  • Pratoranieri
  • Rondelli
  • Salciaina
  • San Luigi
  • Senzuno
  • Zona Nuova

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

I rioni sono stati raggruppati in quartieri più ampi affidati ad un responsabile del comune con la carica di consigliere di quartiere: 167 Ovest-Campi alti; San Luigi-Capannino-Corti Nuove; Centro-Aree rurali; Zona Nuova-Pratoranieri; Cassarello-Salciaina-167 Est-Senzuno.[72]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Follonica non possiede frazioni all'interno del proprio territorio. Merita tuttavia ricordare la località di Pratoranieri, ceduta dal comune di Piombino a quello di Follonica nel 1970, in precedenza quindi frazione, ma oggi ormai considerata quartiere data la forte espansione urbana che l'ha di fatto unita al resto della città.

Altre località del territorio[modifica | modifica sorgente]

Le altre località rurali da segnalare sono: Campo Cangino, Casa Valli, Montioni, Pecora Vecchia, Tesorino e Valle Petraia.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Secondo il censimento del 2001, risultavano insistere sul territorio del comune 467 attività industriali con 1.692 addetti pari al 21,98% della forza lavoro occupata, 764 attività di servizio con 1.751 addetti pari al 22,75% della forza lavoro occupata, altre 788 attività di servizio con 2.479 addetti pari al 32,20% della forza lavoro occupata e 122 attività amministrative con 1.776 addetti pari al 23,07% della forza lavoro occupata.

Risultavano perciò occupati complessivamente 7.698 individui, pari al 36,79% del numero complessivo di abitanti del comune.

Industria[modifica | modifica sorgente]

Dopo la dismissione delle fonderie nel 1960, l'attività industriale ha subito un ridimensionamento. In secondo piano l'attività delle piccole e medie imprese manifatturiere dell'industria meccanica e conserviera (il grosso della manodopera locale è però assorbito dagli stabilimenti di Piombino e Scarlino), mentre la tradizionale lavorazione del legno e del sughero, tipica in tutta la regione, riscuote successo al dettaglio stagionale.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Tramonto follonica .JPG

Follonica ha una grande tradizione turistica. A partire dagli anni sessanta, con la grande crescita demografica, Follonica ha iniziato ad attrarre turisti. La posizione naturale, nel centro del golfo, davanti all'isola d'Elba garantisce un mare sicuro e con un lento declivio. Follonica è anche il naturale sbocco al mare di Arezzo e di Siena. La città in estate quintuplica i suoi abitanti accogliendo infatti oltre ai turisti che popolano gli alberghi e i campeggi, il popolo dei vacanzieri che hanno a Follonica la propria seconda casa.

Follonica è una meta turistica apprezzata dalle famiglie, sia per la sicurezza del suo mare, per le pinete che garantiscono serenità e svago per i più piccoli, sia per la tranquillità che Follonica garantisce anche in piena estate.

A partire dal 2000 e per ogni anno successivo Follonica ha conquistato la bandiera blu d'Europa che certifica l'alta qualità delle acque e della costa, l'efficienza dei servizi e delle misure di sicurezza e l'alto livello di educazione ambientale. Negli anni 2001, 2002 e 2003, Follonica ha conquistato le 3 vele di Legambiente. Dal 2004 in poi, Follonica ha conquistato le 4 vele di Legambiente, che la classificano tra le prime località turistiche italiane. Nel 2008 ha ricevuto il "Premio Targa Blu Italia", riconoscimento internazionale sulla sicurezza stradale, che consiste nell'istituzione di un sistema di controllo e/o di certificazione in materia di mobilità urbana.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

A Follonica è presente l'omonima stazione ferroviaria, posta lungo la Ferrovia Tirrenica.

Dal 1902 al 1944 il collegamento con Massa Marittima era garantito tramite la Ferrovia Massa Marittima-Follonica, un'infrastruttura nata quale ferrovia mineraria[73]. Interrotta per cause belliche, la ferrovia non fu più ricostruita e in sua vece funziona l'autoservizio che percorre la strada regionale 439, già Strada statale 439 Sarzanese Valdera.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1944 1946 Giò Batta Santini CLN Sindaco
1946 1948 Giò Batta Santini PSI Sindaco Deceduto in carica
1948 1951 Milton Bartoli PSI Sindaco
1951 1956 Dino Tesi PSI Sindaco
1956 1963 Osvaldo Bianchi PSI Sindaco Dimissionario
1963 1966 Giovanni Coppola PSI Sindaco
1966 1970 Dino Abati PRI Sindaco
1970 1980 Ovidio Angeluccetti PCI Sindaco
1980 1983 Massimo Corti PSI Sindaco
1983 1987 Loreno Chelini PCI Sindaco Dimissionario
1987 1995 Enrico Norcini PCI-PDS Sindaco
1995 2004 Emilio Bonifazi PDS-La Margherita Sindaco
2004 2009 Claudio Saragosa DS-PD Sindaco
2009 in carica Eleonora Baldi PD Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Il Palasport Armeni, conosciuto come Capannino

La principale attività sportiva a Follonica è indubbiamente l'hockey su pista, che vede il Follonica Hockey, nato nel 1952, quattro volte campione d'Italia, campione d'europa nel 2006 e vincitore della Coppa Intercontinentale nel 2007. Le gare si tengono all'interno del Palasport Armeni, conosciuto semplicemente come Capannino.

La principale squadra di calcio della città è invece l'Unione Sportiva Follonica, nata nel 1945, con in passato una partecipazione al campionato di Serie C e che attualmente milita nel campionato di prima categoria.

Follonica ha una lunga tradizione anche nel campo dell'ippica: importante il grande Ippodromo dei Pini che è andato a sostituire la vecchia pista nel centro della città. La città è inoltre anche il punto di arrivo di una motocavalcata che ogni anno attira numerosi motociclisti, la Colle Val d'Elsa-Follonica, ed è sede dell'associazione Etruria Bridge.

In crescita il movimento della Pallamano Follonica, squadra fondata nel 1973 con un passato in Serie A nella stagione 1982-1983, fallita nel 1990 e rifondata nel 2006. Dalla stagione 2008-2009 milita nel campionato di Serie B.

Il giro d'Italia[modifica | modifica sorgente]

  • Il 15 febbraio 2008 la 1ª tappa della 1ª edizione del Giro della Provincia di Grosseto ha termine, con un circuito cittadino di 6 km da ripetersi per 4 volte, nella città di Follonica. A questa gara ciclistica professionistica internazionale partecipano ciclisti del calibro di Di Luca, Garzelli, Simoni, Savoldelli, Pozzato, Rebellin, Grillo, Hončar, Dekker, Ackermann, Rubiano Chavez, e altri corridori partecipanti alle più grandi competizioni nazionali ed internazionali. La vittoria di tappa è andata all'alfiere della Liquigas Filippo Pozzato.
  • Il 18 maggio 2008 ha avuto luogo il passaggio della 9ª tappa del Giro d'Italia 2008, Civitavecchia - San Vincenzo di 194 km, con traguardo volante Expo 2015 valevole per l'assegnazione di abbuoni in secondi.
    Questa la classifica al traguardo volante:
    • M. Buffaz (6 secondi di abbuono)
    • Y. Krivtsov (4 secondi di abbuono)
    • D. Bennati (2 secondi di abbuono)
  • Il 10 maggio 2011 ha avuto luogo il passaggio della 5ª tappa del Giro d'Italia 2011, Piombino - Orvieto di 201 km. Si tratta solo di un passaggio e non vi è pertanto alcun traguardo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Movimenti popolazione 31/12/2013
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Movimenti popolazione 31/12/2013
  4. ^ Folco Giusti (a cura di). La storia naturale della Toscana meridionale. Milano, Amilcare Pizzi Editore, 1993. Pag 147
  5. ^ Concessione stemma con R.D. del 3 ottobre 1929.
  6. ^ Concessione gonfalone con R.D. del 3 ottobre 1929.
  7. ^ Bruno Santi, Guida storico-artistica alla Maremma. Itinerari culturali nella provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 1995, pp. 54-55.
  8. ^ La parrocchia di San Leopoldo sul sito della CEI.
  9. ^ Barbara Catalani, Marco Del Francia, Giovanni Tombari, Itinerari di architettura contemporanea. Grosseto e provincia, ETS, Pisa, 2011, p. 72.
  10. ^ La parrocchia di Nostra Signora di Lourdes sul sito della CEI.
  11. ^ La 167 Est ha la sua nuova chiesa. In festa la parrocchia dei santi Pietro e Paolo per l’inaugurazione con il vescovo Santucci. Ieri la cerimonia di dedicazione per il maxi edificio religioso, Il Corriere di Maremma, 2 novembre 2008.
  12. ^ Il gioco ossimorico della chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Follonica, Architetti.com, 9 giugno 2010.
  13. ^ La parrocchia dei Santi Pietro e Paolo sul sito della CEI.
  14. ^ Storia della parrocchia sul sito della parrocchia di San Paolo della Croce.
  15. ^ La parrocchia di San Paolo della Croce sul sito della CEI.
  16. ^ Storia della parrocchia sul sito della parrocchia di San Paolo della Croce.
  17. ^ Santi, op. cit., p. 58.
  18. ^ Scheda della Cappella del castello di Valle n. 00353399 sul sito della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Siena e Grosseto.
  19. ^ Santi, op. cit., p. 57.
  20. ^ Il Villaggio-fabbrica sul sito ufficiale del MAGMA.
  21. ^ Bottaccio, MAGMA.
  22. ^ Cancello monumentale, MAGMA.
  23. ^ Carbonile, MAGMA.
  24. ^ Casa con torretta, MAGMA.
  25. ^ Case della Condotta, MAGMA.
  26. ^ Casetta Pierallini, MAGMA.
  27. ^ Centralina idroelettrica, MAGMA
  28. ^ Casotti di guardia, MAGMA.
  29. ^ Fonderia n. 1, MAGMA.
  30. ^ Fonderia n. 2, MAGMA.
  31. ^ Fonderia n. 2 sul sito del Comune.
  32. ^ Forni delle Ringrane, MAGMA.
  33. ^ Forno di San Ferdinando, MAGMA.
  34. ^ Palazzina del Direttore, MAGMA.
  35. ^ Ospedale ricovero, MAGMA.
  36. ^ Osteria e dispensa, MAGMA.
  37. ^ Torre dell'Orologio, MAGMA.
  38. ^ Palazzo del forno quadro, MAGMA.
  39. ^ Palazzo Granducale, MAGMA.
  40. ^ Porticato dei getti e dei camerotti, MAGMA.
  41. ^ Residenze dei lavoranti, MAGMA.
  42. ^ Torre idraulica, MAGMA.
  43. ^ Santi, op. cit., p. 56.
  44. ^ Ibidem
  45. ^ Casa Gobba, MAGMA.
  46. ^ Casa Storta, MAGMA.
  47. ^ Scheda del palazzo della Cartiera n. 00353378 sul sito della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Siena e Grosseto.
  48. ^ Palazzo della Dogana, MAGMA.
  49. ^ Santi, op. cit., p. 57.
  50. ^ Casello idraulico di Follonica, MAGMA.
  51. ^ Ibidem
  52. ^ Ibidem
  53. ^ Ibidem
  54. ^ Santi, op. cit., p. 57.
  55. ^ Santi, op. cit., p. 56.
  56. ^ Ibidem
  57. ^ Santi, op. cit., pp. 56-57.
  58. ^ Scheda della colonia marina Luigi Pierazzi n. 00494405 sul sito della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Siena e Grosseto.
  59. ^ Stazioncina di Marina, MAGMA.
  60. ^ Catalani, Del Francia, Tombari, op. cit., p. 71.
  61. ^ Santi, op. cit., pp. 57-58.
  62. ^ Santi, op. cit., p. 57.
  63. ^ L'insediamento di Rondelli sul sito Parco degli Etruschi.
  64. ^ L'insediamento di Valle Petraia sul sito Parco degli Etruschi.
  65. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  66. ^ Sito ufficiale del Carnevale
  67. ^ 2013
  68. ^ Palazzo del forno quadro sul sito del MAGMA.
  69. ^ La sezione Colline metallifere sul sito di Musei di Maremma.
  70. ^ Sito ufficiale del Parco nazionale delle Colline Metallifere grossetane.
  71. ^ Le porte del parco del Parco nazionale delle Colline Metallifere.
  72. ^ I consigli di quartiere sul sito del Comune di Follonica.
  73. ^ Maurizio Neri, Dalle Colline metallifere al mare, Calosci, Cortona, 1987. ISBN 88-7785-009-4.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bibliografia sulla provincia di Grosseto.
  • Bruno Santi, Guida storico-artistica alla Maremma. Itinerari culturali nella provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 1995.
  • Enrico Collura, Mario e Stefano Innocenti, Follonica: briciole di storia, Editrice Innocenti, Grosseto, 2001.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]