Macellum di Pozzuoli

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Macellum di Pozzuoli
Tempio di Serapide
Il Macellum di Pozzuoli
Il Macellum di Pozzuoli
Utilizzo Mercato
Epoca I - II secolo d.C.
Localizzazione
Stato Italia
Comune Pozzuoli
Dimensioni
Superficie 450
Larghezza 60
Amministrazione
Ente Soprintendenza per i Beni archeologici di Napoli e Pompei
Visitabile

Il Macellum di Pozzuoli è un sito archeologico situato nella città omonima in provincia di Napoli. Per il duplice interesse che esso ha, archeologico e scientifico, è uno dei più noti monumenti di tutto il mondo antico.

L'edificio, risalente all'epoca dei Flavi, è stato a lungo impropriamente denominato Tempio di Serapide, per il rinvenimento di una statua del dio egizio nel 1750, all'epoca dei primi scavi. Studi successivi hanno invece accertato che si tratta del luogo dove sorgeva l'antico Macellum, cioè il mercato pubblico della Puteoli romana. Esso è, per dimensioni, il terzo più importante monumento romano di questo tipo, dopo quello di Roma e di Capua[1].

A livello scientifico, esso ha rappresentato per alcuni secoli l'indice metrico più prezioso e preciso che si aveva a disposizione per misurare il fenomeno del bradisismo.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

L'insieme, risalente al I - II secolo d.C., di dimensioni notevoli (una lunghezza totale di 75 metri e una larghezza di quasi 60), si presenta come un cortile a pianta quadrata, circondato da un porticato sul quale si affacciano le botteghe che si aprono alternativamente ora verso l'interno ora verso l'esterno; due latrine pubbliche sono dislocate ai lati dell'abside di fondo, mentre resti di scale che conducevano al piano superiore del porticato si conservano ai lati dell'ingresso monumentale che si apriva verso il porto; infine, al centro del cortile vi è una costruzione circolare sopraelevata, circondata un tempo da colonne (coperta forse da una cupola o da un tetto conico, chiamata tholos), sul quale podio si poteva salire tramite quattro scalinate disposte a croce: presentando al centro resti di condutture per una fontana, si ipotizza che fosse destinato al mercato del pesce.

Le colonne del Serapeo

Tutto l'edificio ricorda nella pianta altri mercati di città antiche, come quelli di Pompei, Morgantina, Roma, Timgad, Djemila, Perge e Cremna. Tra questi il Macellum di Pozzuoli resta uno dei più grandiosi ed integri, grazie anche alla sommersione bradisismica che nei secoli passati lo ha preservato da una più grande spoliazione dei suoi elementi architettonici. La sua ubicazione presso il mare è pienamente giustificata dal carattere commerciale e marittimo della città. Inoltre, la presenza di una statua di Serapide al suo interno, fa ipotizzare che il Macellum di Pozzuoli potrebbe essere stato dedicato a divinità egizie.

Il fenomeno del bradisismo[modifica | modifica sorgente]

Invaso e sommerso dalle acque termominerali che scaturiscono dal sottosuolo in prossimità del litorale (già utilizzate in epoca medievale a fini terapeutici, chiamate Balneum Cantarellus), esso ha rappresentato per alcuni secoli l'indice metrico più prezioso e preciso che si aveva a disposizione per misurare il fenomeno del bradisismo. Tre delle quattro grandi colonne di marmo cipollino che ancora fronteggiano, diritte sulle loro basi, la sala absidata al centro della parete di fondo, servivano come strumento di misurazione del fenomeno; infatti lungo il loro fusto, i fori dei litodomi (molluschi foraminiferi che vivono a pelo d'acqua, chiamati popolarmente "datteri di mare"), indicano chiaramente il livello più alto a cui è giunta in passato l'acqua del mare (6,50 m circa), a testimonianza della sua massima sommersione marina avvenuta in epoca medievale (X secolo) quando il monumento risultava sepolto nelle parti basse, mentre superiormente era parzialmente sommerso dalle acque marine. A séguito della seconda crisi bradisismica e dell'intensa attività sismica del 1983, attualmente esso risulta ad una quota superiore rispetto al livello del mare (dunque non è più sommerso e quindi non è più utilizzabile per la misurazione del bradisismo).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Claudio Polticelli (2004) Glossario di Scienze della Terra, pag. 28. Alpha test.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Filippo Demma, Monumenti pubblici di Puteoli - Per un'archeologia dell'architettura, L'Erma di Bretschneider, 2007. ISBN 88-8265-395-1.

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