Grotta di Cocceio
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| Grotta di Cocceio | |
| Paese | |
| Regione | Campania |
| Provincia | Napoli |
| Altezza | 20 m s.l.m. |
| Profondità | ? m. |
| Altri nomi e significati | Grotta della Pace |
| « Ibant obscuri sola sub nocte per umbram... quale per incertam Lunam sub luce maligna est iter in silvis » | |
La Grotta di Cocceio (detta anche Grotta della Pace) è una galleria sotterranea che collega Cuma con il lago d'Averno.
[modifica] Storia
L'opera, come testimonia anche Strabone[2], fu progettata e costruita intorno al 37 a.C. da Lucio Cocceio Aucto su commissione di Marco Vipsanio Agrippa, che ne volle la realizzazione per motivi militari: era necessaria infatti per collegare Cuma, fortificazione e punto di vedetta sul litorale domizio-flegreo, con il Portus Iulius, un'importante infrastruttura militare insistente sui bacini del lago d'Averno e del lago Lucrino, che canali artificiali progettati dallo stesso Cocceio collegavano tra loro e al golfo di Pozzuoli.
[modifica] Caratteristiche
Il traforo, interamente scavato nel tufo per circa un chilometro, con sezione trapezoidale e andamento rettilineo leggermente in salita verso oriente, presenta solo da questa parte un breve tratto con volta a tutto sesto in opus reticulatum; l'entrata occidentale, sul lago, era preceduta da un vestibolo ornato da colonne e statue, andato distrutto. La galleria prendeva luce ed aria da sei pozzi, scavati nella collina, il più lungo dei quali era alto più di trenta metri, ed era abbastanza larga da permettere il passaggio di due carri.
Parallelamente alla galleria carrabile, sul lato settentrionale, correva un acquedotto sotterraneo, anch'esso dotato di nicchie e pozzi verticali, che provvedeva l'approvvigionamento idrico al porto.
Il tunnel è anche chiamato Grotta della Pace: secondo una leggenda cinquecentesca, un cavaliere spagnolo, tal Pietro di Pace, malconsigliato da maghi e chiromanti, avrebbe dilapidato i propri beni nella vana ricerca di un presunto tesoro ivi sepolto.
La galleria, caduta nell'oblio, fu ripristinata nell'Ottocento dai sovrani borbonici; durante la Seconda Guerra Mondiale fu utilizzata come deposito di esplosivi, e subì dei danni quando alcuni di questi esplosivi scoppiarono accidentalmente nel primo dopoguerra.
[modifica] Note
- ^ Virgilio, Eneide, libro VI, 268 - 270. Trad.: "Andavano oscuri nell’ombra della notte solitaria .... com'è il cammino per boschi sotto una luce maligna per l’incerta luna". Secondo alcuni questi versi, riferiti al viaggio di Enea nell'Averno, furono ispirati al poeta dalla Grotta di Cocceio, che certamente conosceva.
- ^ Strabone, Geografia, libro V, cap. 4, par. 5

