Isola di Nisida
| Nisida | |
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| Localizzazione | |
| Localizzazione | Golfo di Napoli, Mar Tirreno |
| Coordinate | 40°47′43″N 14°09′48″E / 40.79528°N 14.16333°ECoordinate: 40°47′43″N 14°09′48″E / 40.79528°N 14.16333°E |
| Geografia fisica | |
| Arcipelago | Isole Flegree |
| Superficie | 0.7 km² |
| Altitudine massima | 109 m s.l.m. |
| Geografia politica | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | |
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Nisida è una piccola isola appartenente all'arcipelago delle isole Flegree, posta a pochissima distanza dalle coste di Capo Posillipo. Fa parte del comune di Napoli (Bagnoli).
Indice |
[modifica] Geografia
Il suo "status" di isola, anticamente pacifico, viene oggi contestato in quanto da alcuni decenni è collegata da un lungo pontile in pietra alla terraferma.
L'isola è quasi perfettamente circolare (a parte l'insenatura di Porto Paone) con un diametro di circa 0.5 km e un'altezza massima di 109 m, e la sua forma tradisce in maniera inequivocabile la sua origine vulcanica. Esistono anche delle strutture manufatte oggi sommerse che denotano un antico abbassamento del terreno dovuto a fenomeni di bradisismo, come in molte altre zone dei Campi Flegrei.
[modifica] Storia
Lo spazio di mare fra Nisida e Capri è il luogo deputato della tradizione omerica in cui vivevano le sirene che tentarono Ulisse. In epoca classica vi costruì una villa Lucio Licinio Lucullo, divenuta famosa per le feste e le cene che vi si celebravano.
Aveva la sua villa qui anche Marco Giunio Bruto e qui, secondo la tradizione, si sarebbe suicidata Porzia, figlia di Catone Uticense. Chiamata dagli antichi Nesís (dal greco, isola) e Nesida (dal greco, piccola isola), nel medioevo il toponimo si disperde, come segnala Benedetto Croce, in favore di Gipeum o Zippium, salvo ricomparire nel Quattrocento[1]. In epoca moderna, cominciò nel XVI secolo la costruzione di un castello che divenne in seguito uno dei capisaldi della difesa napoletana. Fu feudo della famiglia napoletana dei Macedonio [2].
[modifica] Strutture
Già sede dell'Accademia Aeronautica oggi a Pozzuoli, l'isola non è aperta al pubblico, ma è divisa tra un presidio militare e un carcere minorile aperto nel 1934. Nel 2005 è stato inaugurato dall'Amatori Napoli Rugby un progetto di reinserimento sociale e di rieducazione, attraverso il Rugby, di minori detenuti nel carcere minorile di Nisida. Tra i ragazzi del progetto 2006/07 quattro dei partecipanti oggi si trovano in club campani.[3]. È anche sede dell'Istituto di osservazione maschile per minori in custodia preventiva.
[modifica] Citazioni
Il cantante partenopeo Edoardo Bennato ha dedicato a Nisida una famosa canzone che giocava proprio sul suo status di "isola - non isola" e per denunciare la sua mancata vocazione turistica:
- "Venite tutti a Nisida / Nisida... / ... è un'isola / e nessuno lo sa".
[modifica] Immagini
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Nisida vista da Capo Miseno
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Nisida vista dalla spiaggia di Baia
[modifica] Note
- ^ B. Croce, Nisida, in Storie e leggende napoletane, a cura di G. Galasso, Milano, Adelphi 1999, pp. 283-292.
- ^ "D. Vincenzo Macedonio Marchese di Ruggiano, la comprò dalla Città di Napoli per 13.500 ducati, e il fisco nel 1628 gli concesse la giurisdizione civile, e criminale in essa, il banco di giustizia etc...". Cfr. in rete
- ^ novembre 2005, la prima volta a Nisida. Amatori Napoli Rugby, 5 gennaio 2008. URL consultato il 17 luglio 2008.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Isola di Nisida
[modifica] Collegamenti esterni
- Rosario Serafino, L'isola che non c'è... antiche storie da Nisida ampia scheda archeologica e storica
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