Faraglioni di Capri

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

1leftarrow.pngVoce principale: Capri (isola).

Faraglioni di Capri
Capri BW 2013-05-14 15-21-18 DxO.jpg
Geografia fisica
Localizzazione Mare Tirreno
Coordinate 40°32′26″N 14°15′10″E / 40.540556°N 14.252778°E40.540556; 14.252778Coordinate: 40°32′26″N 14°15′10″E / 40.540556°N 14.252778°E40.540556; 14.252778
Arcipelago Arcipelago Campano
Altitudine massima 109 m s.l.m.
Geografia politica
Stato Italia Italia
Regione Campania Campania
Provincia Napoli Napoli
Comune Capri-Stemma.png Capri
Demografia
Abitanti disabitati
Cartografia
Mappa di localizzazione: Golfo di Napoli
Faraglioni di Capri

Fonti citate nel corpo della voce

voci di isole d'Italia presenti su Wikipedia

I faraglioni di Capri sono tre picchi rocciosi posizionati a sud-est dell’isola omonima, famosi in tutto il mondo[1] grazie alla suggestiva e storica panoramica offerta dai giardini di Augusto.

Queste emergenze sono identificate con tre nomi distinti: il primo (unito alla terraferma) è il Faraglione di Terra; il secondo, separato dal primo dal mare, è quello di Mezzo; mentre il terzo, proteso verso il mare, è il Faraglione di Fuori. Quest'ultimo è molto noto poiché è l'unico habitat della leggendaria lucertola azzurra.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

I tre faraglioni[modifica | modifica wikitesto]

I faraglioni sono:

  • faraglione di Terra (o Saetta)[2], che è l’unico ancora unito alla terraferma, è il più elevato con i suoi 109 metri.
  • faraglione di Mezzo (o Stella)[3], è quello in cui è presente la cavità al centro, una galleria naturale lunga 60 metri che lo attraversa per intero[4], raggiunge un’altezza di 81 metri. La denominazione forse è da attribuirsi a un culto della Madonna della Libera, anche conosciuta come Stella Maris, cui è stata dedicata una cappella trecentesca sul monte Castiglione.
  • faraglione di Fuori (o Scopolo)[3], cioè promontorio sul mare, che raggiunge un’altezza di 104 metri. Proprio su quest'ultimo faraglione vive la famosissima lucertola azzurra.

Lo Scoglio del Monacone[modifica | modifica wikitesto]

Lo scoglio del Monacone con i tre Faraglioni davanti
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Scoglio del Monacone.

In realtà esiste anche un quarto faraglione, chiamato scoglio del Monacone, che si erge al di dietro dei tre più noti. Il nome è da attribuirsi probabilmente ai bovi marini, una specie di foche che viveva nei pressi dello scoglio fino al 1904, anno in cui l'ultimo esemplare fu assassinato presso Palazzo a Mare.[4].

Sullo scoglio sono presenti dei resti di muratura romana, attribuiti senza alcun criterio ai resti della tomba dell'architetto di Augusto: Masgaba. Altre teorie, tuttavia, suggeriscono una funzione di vasche per salare il pesce oppure addirittura un recinto per l'allevamento dei conigli.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

I faraglioni furono citati anche da Virgilio nell'Eneide narrando il mito delle Sirene[5]. Il nome deriva dal greco pharos, che vuol dire faro[6].

Infatti, anticamente sui monti e sulle rocce vicino alle coste, venivano accesi dei grandi fuochi durante le ore notturne, in modo da segnalare ai navigatori sia la rotta che eventuali ostacoli pericolosi per la navigazione stessa. Molto probabilmente i faraglioni ebbero la stessa funzione.

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

I Faraglioni dovevano far parte di un esteso sistema sotterraneo modellato dagli agenti esterni. I primi ad agire furono indubbiamente le acque carsiche, che hanno scavato la roccia fino a 15 metri sotto l'attuale livello del mare. A quest'evento seguirono innanzitutto un disfacimento della costa, che causò la distruzione delle cavità; dopodiché, l'abrasione marina e l'azione meccanica dei fenomeni atmosferici favorirono il crollo delle volte, dopo il quale vennero finalmente forgiate le forme attuali.[7]

L'unica parte a rimanere illesa dai vari eventi franosi fu la galleria naturale del Faraglione di Mezzo, che addirittura si ampliò in seguito agli eventi franosi.[7]

La lucertola azzurra [modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Podarcis siculus coeruleus.
Fotografia della lucertola azzurra.

Il picco roccioso più esterno, il Faraglione di Fuori, è conosciutissimo per essere l'unico habitat della Podarcis siculus coeruleus, nome scientifico della lucertola azzurra. Questa specie viene resa unica dalla particolarissima colorazione bluastra che va che va dalla gola al ventre fino alla coda, venendo interrotta solo dalla pigmentazione nerastra presente sul dorso.[8]

La lucertola azzurra è parente stretta alla quella campestre, che invece vive sulla terraferma; da quando è avvenuto il distacco dei Faraglioni, tuttavia, se ne è discostata, assumendo per il fenomeno del mimetismo il colore blu del mare e del cielo.[8]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

La galleria naturale, che si apre nel faraglione di Mezzo, è quella che identifica in modo inconfondibile i faraglioni capresi, anche grazie alle numerose pellicole cinematografiche qui realizzate.

Uno dei film che ha maggiormente dato risalto alla galleria è senza ombra di dubbio Il secondo tragico Fantozzi, quando Paolo Villaggio alias Fantozzi, facendo sci nautico, nel tentativo di passarvi attraverso, centra il faraglione in pieno, causando un terremoto che giunse fino alla famosa Piazzetta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Capri-I Faraglioni. URL consultato il 15-11-2011.
  2. ^ Etimologia del nome. URL consultato il 15-11-2011.
  3. ^ a b Mappa turistica di Capri. URL consultato il 24-01-2012.
  4. ^ a b I Faraglioni. URL consultato il 15-11-2011.
  5. ^ Virgilio. URL consultato il 15-11-2011.
  6. ^ I fari. URL consultato il 15-11-2011.
  7. ^ a b De Angelis Bertolotti, p. 271
  8. ^ a b De Angelis Bertolotti, p. 114

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Romana De Angelis Bertolotti, Capri. La natura e la storia, Zanichelli, luglio 1990, ISBN 88-08-09123-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]