Mimetismo

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Con mimetismo si intende la capacità di ingannare per trarne un vantaggio evolutivo, che può essere:

  • nascondersi da un predatore confondendosi cromaticamente nello sfondo ambientale;
  • nascondersi alla preda durante l'avvicinamento, confondendosi cromaticamente nello sfondo ambientale.
  • dissuadere un predatore, imitando animali o esseri viventi o parti di animali o altri esseri viventi che possano incutere timore per la loro nota pericolosità o che permettano di non essere individuati;
  • nel caso di alcune orchidee, favorire l'impollinazione, imitando l'addome della femmina della vespa, affinché il maschio intinga il proprio corpo nel polline.iuti
Forma e colorazione criptiche di Kallima inachus (Lepidoptera Nymphalidae) che imita una foglia secca
forma e colore di Gonepterix rhamni (Lepidoptera Pieridae) imitano una foglia verde.

Si parla di mimetismo criptico per indicare l’assunzione di forme, colori e comportamenti tali da rendere l’individuo simile all’ambiente circostante o a parti di esso, di mimetismo fanerico (o di ostentazione) per indicare l’imitazione di un’altra specie, tossica o pericolosa, dotata di colori aposematici. Alcuni animali hanno sviluppato una forma opposta al mimetismo criptico, il mimetismo aggressivo, che consiste nel farsi notare. In genere questi animali sono velenosi o hanno un sapore o un odore sgradevoli. Gli autori anglosassoni in genere limitano il termine mimetismo al mimetismo fanerico (in inglese mimicry) o mimetismo in senso stretto, mentre il mimetismo criptico viene indicato come camuffamento (in inglese camouflage). Vi è infine un ultimo tipo di mimetismo, il mimetismo batesiano dal nome di Henry Bates, il naturalista inglese del XIX secolo che lo ha descritto per la prima volta. In questo caso un animale innocuo e appetibile presenta l'aspetto di un altro aggressivo o disgustoso, evitato dai predatori. In natura esiste anche il fenomeno contrario.

Il mimetismo può essere prodotto attraverso cellule specializzate della pelle, ma anche particolari forme del corpo possono permettere di confondersi con l'ambiente.

Perché il mimetismo abbia successo evolutivo devono verificarsi due condizioni: il soggetto deve essere cromaticamente simile allo sfondo e l'efficienza della vista del soggetto da ingannare dev'essere scarsa. Il mimetismo si è gradualmente evoluto migliorandosi, ma anche negli stadi intermedi di evoluzione sortisce gli effetti desiderati, perché una mimetizzazione scarsa viene bilanciata da una vista scarsa che non riesce a riconoscere distinguerla da lontano, con certi angoli di visuale e con luce scarsa. Il meccanismo di selezione naturale ha poi selezionato di volta in volta gli organismi mimeticamente perfezionati.

[modifica] Bibliografia

  • Brum G., McKane M. e Karp G., Biologia, Zanichelli Editore, 1996, Bologna, pp.1106.
  • Biologia Diversità e unità dei viventi (Quarta edizione) Alba Gainotti ed Alessandra Modelli

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