Carlo Poerio

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Carlo Poerio in età matura

Carlo Poerio (Napoli, 13 ottobre 1803Firenze, 27 aprile 1867) è stato un patriota e politico italiano.

Fratello di Alessandro Poerio e anch'egli esule, col padre Giuseppe, dopo i moti costituzionali del 1820, in Toscana, in Francia, in Inghilterra.

Tornato a Napoli nel 1833, si dedicò all'avvocatura, acquistando grande fama.

Liberale moderato, amico del Mellucci (originario della provincia di Caserta, di famiglia benestante) e quindi avverso ai moti mazziniani, fu tuttavia arrestato nel 1837, 1844 e 1847, ma sempre per breve tempo. Ai primi del 1848 ebbe parte notevole nelle agitazioni che portarono alla concessione della Costituzione e fu membro del governo costituzionale di Napoli, come ministro dell'istruzione. Si dimise dopo i fatti del 15 maggio, quando le tensioni fra il sovrano e il parlamento diedero origine a una controrivoluzione popolare, che egli deprecò, conservando tuttavia fiducia nella possibilità di un regime liberale con Ferdinando II di Borbone.

Restaurato nel 1849 il governo assoluto, fu condannato a 24 anni di carcere duro, ma ne scontò soltanto 10, perché nel 1859 la pena gli venne commutata nella deportazione.

La nave che lo trasportava in America lo sbarcò invece in Irlanda, da dove poi riparò in Piemonte. Qui, circondato da grande autorità morale, prese parte attiva alla vita politica del nascente Regno d'Italia, sedendo anche alla Camera dei deputati nelle legislature VII e X. Re Vittorio Emanuele II lo nominò proprio luogotenente generale dell'Italia meridionale. Poerio rifiutò il ministero offertogli da Cavour e si ritirò, deluso dalla scena politica, concludendo la sua vita in povertà.

Morì a Firenze, nell'abitazione di Ferdinando Lopez Fonseca, patriota lucano e combattente durante la prima guerra di indipendenza. Poerio è sepolto in una cappella del cimitero di Pomigliano d'Arco, riconosciuta dal 1930 dal re Vittorio Emanuele III monumento nazionale.

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