Publio Vedio Pollione

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Publio Vedio Pollione (latino: Publius Vedius Pollio; ... – 15 a.C.) è stato un ricco cavaliere romano.

Proveniva da una famiglia di liberti, ma, ricchissimo, raggiunse l'ordine equestre. Servì egregiamente Augusto come consigliere economico nella riorganizzazione della provincia dell'Asia (27-25 a.C.). Edificò un Caesareum nella propria città natale, Benevento.

Aveva una dubbia fama[1]: dava in pasto i corpi dei propri schiavi ad alcune murene. Una volta, durante un banchetto in cui era presente anche Augusto, un giovane schiavo di Vedio ruppe un calice di cristallo. Il padrone ordinò che venisse gettato in pasto alle murene, ma Augusto, impietosito dalle preghiere dello schiavo, cercò di persuadere Pollione al perdono. Siccome Vedio non ascoltava chiese di portare tutti i calici simili a quello rotto ed anche altre coppe preziose e, dopo che vennero portati tutti i calici, ordinò di romperli tutti. Pollione ovviamente si sdegnò, ma, non potendo punire lo schiavo per quello che anche Augusto aveva commesso, alla fine si calmò.[2] Possedeva una enorme e lussuosa casa sull'Esquilino e una villa a Posillipo. Alla sua morte nel 15 a.C., lasciò parte delle sue ricchezze ad Augusto, il quale fece della villa a Posillipo una propria villa, mentre rase al suolo la lussuosa casa romana per costruirvi sopra il portico di Livia.[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tacito, Annali, I,10,5; Cassio Dione, Storia romana, LIV,23,5.
  2. ^ Seneca, Sull'ira, III,40; Cassio Dione, Storia romana, LIV,23,1-4.
  3. ^ Cassio Dione, Storia romana, LIV,23,5-6.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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