Silva Gallinaria
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La Silva Gallinaria è una ricca boscaglia sempreverde caratterizzata da alberi di Leccio e arbusti tipici della macchia mediterranea, che cresce spontaneamente su fondo sabbioso e privo di acqua. Riprende le caratteristiche generiche della foresta mediterranea sempreverde ma si caratterizza per il fatto di essere contestualizzata nel territorio campano, nello specifico all’interno della zona di Cuma e Licola, e per il bagaglio storico che eredita dai primi colonizzatori di tale costa: i Greci, che fondarono la città di Cuma, la quale oggi forma un’affascinante acropoli.
La Silva Gallinaria, dopo lo scioglimento della Opera Nazionale per i Comabattenti, oggi fa parte della riserva naturale del Parco Regionale dei Campi Flegrei, sulla costa di Licola – Cuma, all’interno della Regione Campania.
Per il suo interessante patrimonio naturalistico e storico è possibile effettuare itinerari didattici organizzati da O.n.l.u.s. presenti sul territorio.
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[modifica] Flora
Tipica del territorio flegreo, un tempo si estendeva senza limiti e separava la spiaggia di Cuma dalla fascia paludosa retrostante, sino ad arrivare alla catena del Massico e al fiume Volturno.
La dicitura Silva Gallinaria è stata attribuita in tempi lontani dai colonizzatori della costa. Sostanzialmente tale selva riprende i caratteri distintivi della foresta mediterranea sempreverde. Nella fattispecie, partendo dalla vegetazione sottomarina, sui fondali persistono praterie di Posidonia oceanica, mentre sulla battigia si nota una grande presenza di vegetazione psammofila, determinante per la funzione stabilizzatrice che esplica sui cordoni dunali e sulla stessa.
Sulle dune costiere antistanti è presente, lo sparzio pungente, l'euforbia marittima, la calcatreppola, il finocchio spinoso e la gramigna della sabbia.
Particolare attenzione rivestono le piante che necessitano di forme di salvaguardia da parte dell’uomo, come le alofite nitrofile come la nappola spinosa, il poligono delle sabbie, il ravastrello di mare e tante altre fanerogame che affondano le radici nella sabbia opponendosi alla erosione e alla corrosione. Una particolare tutela esige il Giglio di Cuma (Pancratium maritimum).
Dalle dune verso l’interno si estende la selva vera e propria. Un vasto bosco di lecci, con presenza di pini e roverelle, che lambisce suggestivamente il litorale, frammista di arbusti e piante tipiche della macchia mediterranea, quali lentisco, corbezzolo, rosmarino, mirto, erica, cisto, e tante altre.
Inoltre, dai tempi della bonifica (1932 circa) l’intera zona è tagliata da canali, dove hanno trovato luogo filari di giunchi e canneti.
[modifica] La Silva Gallinaria nella storia
Ricordata più volte da autori come Giovenale e Cicerone, in passato fu utilizzata (secondo Strabone) per la costruzione delle navi della flotta di Sesto Pompeo nel corso delle Guerre Civili, causando un massiccio diradamento soprattutto degli alberi di Leccio, ottimi per la qualità del legno essendo loro una varietà di Quercia, mentre altre aree della selva furono destinate al pascolo, in particolare i querceti produttori di ghiande.
Il risultato causato dal depauperamento della cintura arborea, che costituiva una provvidenziale difesa frangivento per le colture retrostanti, ebbe come effetto la bruciatura delle piantagioni, non più riparate dai forti venti di Libeccio e Maestrale che provenivano dal mare, giustificando l’insediamento di filari di pioppi piantati dall’uomo.
In varie epoche, la Silva Gallinaria, fu temutissima dai mercanti per le insidie dei ladri che vi si nascondevano. Gli stessi la usavano anche come covo per il riparo che offriva loro, dovuto all'impenetrabilità della fitta vegetazione.
[modifica] Fauna
Il patrimonio faunistico della Selva ospita un'innumerevole varietà di specie animali, in particolare di uccelli palustri che trovano riparo e ristoro dopo le lunghe migrazioni. Fra i mammiferi si torvano volpi, lepri, conigli selvatici e faine. Dal punto di vista ornitologico, tra i tanti si notano: occhiocotto, scricciolo, merlo, fringuello, gazza, civetta, pettirosso, verdone, barbagianni e falchetto.
La selva offre riparo anche all'upupa, al cuculo, alla beccaccia, al tordo. Invece, nelle zone umide si trovano: gallinella d'acqua, germani reali, folaga e, talvolta, anche l'airone cinerino. Tra bosco e battigia, si vedono volare i tipici uccelli marini come il gabbiano reale e il gabbiano comune, la starna comune e la starna gambenere, assieme a molti limicoli, fra cui il gambecchio e la beccaccia di mare.
Fra i rettili, sono presenti il biacco, la biscia dal collare, la lacerta bilineata e rari avvistamenti si sono avuti anche di lacerta viridis, mentre tra gli anfibi domina la rana verde.
Inoltre sulla spiaggia nidifica la tartaruga marina caretta caretta.
[modifica] Forme di tutela
Oggi, la spiaggia di Cuma antistante la Selva, è tutelata da normative europee ed è annoverata tra i siti di importanza comunitaria (SIC) per la presenza del citato endemismo ed è considerata zona di protezione speciale (ZPS) per il delicato habitat della duna.

