Finmeccanica

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Finmeccanica
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Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Borse valori Borsa Italiana: FNC
Fondazione 18 marzo 1948 a Roma
Sede principale Roma
Persone chiave
Prodotti * Elicotteri
Fatturato Green Arrow Up.svg 16.03 miliardi (2013)[1]
Utile netto Green Arrow Up.svg 74 milioni(2013)[1]
Dipendenti 63.835[2] (2013)
Sito web www.finmeccanica.com

Finmeccanica è il primo gruppo industriale italiano nel settore dell'alta tecnologia e tra i primi player mondiali in difesa, aerospazio e sicurezza. Il suo maggiore azionista è il Ministero dell'Economia e delle Finanze italiano.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Periodo IRI[modifica | modifica sorgente]

Nata il 18 marzo 1948 come Società Finanziaria Meccanica - Finmeccanica S.p.A., finanziaria caposettore dell’Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI) per il settore meccanico, per molti decenni è stata una holding piuttosto diversificata; fino agli anni ’80 le principali aziende del gruppo erano:

  • l'Aeritalia (nata nel 1969 dalla fusione della Società Italiana Aviazione, di proprietà della Fiat, dell'Aerfer e della Salmoiraghi, del gruppo Finmeccanica), attiva nella costruzione di aerei a corto-medio raggio nonché nella fornitura ai grandi costruttori di aerei civili e militari;
  • l'Alfa Romeo (settore automobilistico), ceduta alla Fiat nel 1986;
  • l'Ansaldo, che, scorporate le storiche attività cantieristiche, era attiva prevalentemente nell'elettromeccanica (turbine, centrali, trasmissione) e nel settore ferroviario.

Come tutto il sistema delle Partecipazioni statali, anche Finmeccanica era esposta a forti condizionamenti da parte dei partiti politici, a maggior ragione per le sue attività in settori strategici come l’automobilistico (grande volano di forza lavoro), l’aeronautico e l’energetico (per i quali le commesse pubbliche erano fondamentali). Importante era la sua funzione sociale come datore di lavoro al Sud (stabilimenti Alfasud e Aeritalia di Pomigliano d'Arco).

Il progetto della “grande Finmeccanica”[modifica | modifica sorgente]

Dal 1982, con Fabiano Fabiani direttore generale e poi amministratore delegato, prende corpo il progetto della "grande Finmeccanica", cioè di centralizzare nella finanziaria pubblica le aziende italiane attive in settori tecnologicamente avanzati e conferire così una certa "massa critica" alla presenza italiana (pubblica e privata) in settori come le tecnologie spaziali, i sistemi di difesa, la robotica, la microelettronica, fino ad allora frammentata tra le finanziarie Finmeccanica e STET (Iri), Aviofer e FinBreda (EFIM); infatti, pur trattandosi di gruppi con un medesimo azionista (lo Stato), le varie aziende di fatto si muovevano autonomamente e la collaborazione tra di esse era minima. Vi erano inoltre alcuni gruppi privati in difficoltà nei quali Finmeccanica acquisì partecipazioni (risalgono a quegli anni l'ingresso nel capitale dell'Aermacchi, acquisita completamente vent’anni dopo e l’acquisizione delle Officine aeronavali di Venezia). Ma questo processo di centralizzazione fu lento e molto contrastato, per le rivalità politiche nella spartizione degli incarichi ai vertici di aziende e finanziarie. Il 21 maggio 1987 diventa Finmeccanica S.p.A..

L’acquisizione delle aziende dalla Stet[modifica | modifica sorgente]

Il primo risultato fu raggiunto nel 1989, quando Stet cedette a Finmeccanica tre aziende-chiave:

  • la Selenia, attiva nelle tecnologie spaziali, nei sistemi radar civili e militari, e nei sistemi di difesa (missili e siluri), che si fuse con l'Aeritalia per dare origine ad Alenia;
  • la Elsag (già Elettronica San Giorgio), attiva nella robotica e nell’automazione industriale;
  • le quote nella SGS-Thomson, joint-venture italo-francese produttrice di semiconduttori, che negli anni ’90 prese il nome di ST Microelectronics e divenne uno dei maggiori gruppi del settore.

Nel 1990 acquisì le attività italiane del gruppo inglese Ferranti, che comprendevano aziende già in ambito Montedison come la fiorentina OTE (comunicazioni mobili), la milanese Laben (spazio) e la Elmer (elettronica) di Pomezia.

Gli anni novanta[modifica | modifica sorgente]

La difficoltà maggiore per Finmeccanica era quella di reperire le risorse finanziarie necessarie per una crescita molto dispendiosa, dato che l’azionista Iri non era certo nelle condizioni di sostenerla. Così nel 1993 parte del capitale Finmeccanica fu aperto ai privati e l’azienda fu quotata in Borsa.
Con la messa in liquidazione dell’Efim divenne più semplice per Finmeccanica fungere da polo aggregante dell’industria italiana della difesa; nel 1994 Finmeccanica assorbì aziende storiche già in orbita Efim come la Breda Meccanica Bresciana (munizioni), la Oto Melara della Spezia (artiglieria), la Officine Galileo di Firenze (sistemi di puntamento) e la Agusta di Samarate (VA, elicotteri); nel 1996, dopo anni di estenuanti trattative con i liquidatori dell’EFIM, fu ufficializzato l’acquisto della Breda Costruzioni Ferroviarie, che andò a formare la AnsaldoBreda.

Gli anni Duemila[modifica | modifica sorgente]

Tuttavia tra il 1999 ed il 2000 Finmeccanica stipulò accordi internazionali che sarebbero stati decisivi per il suo sviluppo successivo:

  • con la britannica Marconi (poi BAE Systems) venne costituita la joint-venture AMS, che raccoglieva le attività ex Selenia nell’elettronica per la difesa;
  • con GKN fu costituita la joint-venture AgustaWestland, che costituiva il secondo produttore di elicotteri al mondo.

Nonostante l'importante partecipazione in ST Microelectronics ed il mantenimento delle attività nell'energia e nel settore ferroviario, dal 2001, sotto la presidenza di Pier Francesco Guarguaglini, la strategia di sviluppo di Finmeccanica si propose in modo deciso di focalizzarsi nel settore dell’aerospazio e della difesa. Ulteriori passi in questa direzione furono:

  • nel 2002-2003 le acquisizioni di Marconi Mobile (telecomunicazioni), Telespazio (trasmissioni satellitari) e della varesina Aermacchi (produttrice di velivoli da addestramento militare);
  • nel 2004-2005 la ridefinizione degli accordi delle joint-ventures AgustaWestland ed AMS, che portarono Finmeccanica ad assumerne il pieno controllo (rilevando così anche numerosi stabilimenti nel Regno Unito).

Dopo l'acquisizione della totalità di AgustaWestland ed AMS, Finmeccanica è diventata la terza azienda europea per fatturato nel settore della difesa. Eredità del passato ed estranee all’attuale core-business del gruppo, rimangono Ansaldo Energia, Ansaldo STS ed AnsaldoBreda.

Finmeccanica inoltre possiede ancora una partecipazione (intorno al 10%) in ST Microelectronics ed una quota del 25% nella Avio (già Fiat Avio), produttrice di propulsori aerei e navali, ceduta dal gruppo Fiat nel 2003. Dopo la messa in liquidazione dell’Iri nel 2002, il pacchetto di controllo della società è direttamente in mano al Ministero dell’Economia.

Nell'ottobre 2008 viene finalizzata l'acquisizione (per 3,4 miliardi di Euro) della DRS Technologies, società statunitense specializzata nel settore dei servizi e dei prodotti elettronici integrati per la difesa.

Con il controllo di DRS Technologies, Finmeccanica migliora la propria posizione competitiva sul mercato mondiale della difesa in modo particolare negli Usa.[3]

La crescente sensibilità verso i temi dello sviluppo dei paesi africani ha portato Finmeccanica a accordare il proprio sostegno per la realizzazione dell'Assumpta Science Center Owerri.

A seguito del processo di privatizzazione, il Ministero dell’Economia e delle Finanze è diventato il principale azionista con una quota pari al 32,45% della società. Questa partecipazione è soggetta alla disciplina dettata dal D.P.C.M del 28 settembre 1999, secondo la quale tale quota non può scendere al di sotto della soglia minima del 30% del capitale sociale. Nessun altro azionista può detenere una quota del capitale di Finmeccanica superiore al 3 per cento senza l’approvazione del Ministero.

Nell'ottobre del 2012 la procura di Napoli apre un'inchiesta sul gruppo per, come scrive il gip Dario Gallo nella sua ordinanza di custodia, un "preoccupante ricorso da parte di Finmeccanica e società collegate a pratiche corruttive per l'acquisizione delle commesse di governi stranieri". L'indagine riguarda una fornitura per un ingentissimo importo di navi fregata al Brasile e forniture di elicotteri e armamenti allo Stato di Panama. È indagato per corruzione internazionale in riferimento ad un suo presunto tentativo di mediazione nell'affare anche l'ex ministro Claudio Scajola e il suo portavoce.[4]

Il 12 febbraio 2013 viene arrestato, per ordine del giudice di Busto Arsizio l'amministratore delegato e presidente Giuseppe Orsi, accusato di corruzione internazionale per delle tangenti che sarebbero state pagate per chiudere la vendita di 12 elicotteri al governo indiano.[5]

Il 13 febbraio 2013 il CdA di Finmeccanica nomina il Dott. Alessandro Pansa Amministratore Delegato e conferisce la carica di Vice Presidente al consigliere Ammiraglio Guido Venturoni.[6]

Il 3 luglio 2013 il governo Letta designa presidente di Finmeccanica l'ex capo della Polizia Gianni De Gennaro[7].

Nel dicembre 2013 Finmeccanica cede al Fondo Strategico Italiano il 39,55% della propria quota di capitale in Ansaldo Energia[8]. Il restante 15% della quota Finmeccanica verrà ceduta entro il 31 dicembre 2017[9].

Il 15 maggio 2014 l’Assemblea degli Azionisti Finmeccanica ha provveduto alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione, in carica per il triennio 2014-2016. Alla presidenza del Gruppo è stato confermato il Prefetto Giovanni De Gennaro, mentre Mauro Moretti, già AD di Ferrovie dello Stato, è stato nominato nuovo Amministratore Delegato e Direttore Generale.[10]

Struttura[modifica | modifica sorgente]

  • Aeronautica: Alenia Aermacchi, azienda controllata da Finmeccanica, produce velivoli militari e civili, velivoli non pilotati di nuova generazione e aerostrutture per velivoli civili e militari, oltre che la trasformazione e revisione di aeromobili per i maggiori produttori mondiali. Alenia Aermacchi è leader nello sviluppo e produzione degli aerei da addestramento e nei relativi servizi di supporto a terra[11]. Alenia Aermacchi detiene anche il 50% della joint venture ATR (l’altro 50% è di Airbus Group), che produce aerei regionali a turboelica, mentre con il 51% della joint venture SuperJet International (l’altro 49% è di SCAC-Sukhoi Civil Aircraft Corporation) è attiva nel settore dei jet regionali;
  • Elicotteri: Finmeccanica opera nel mercato elicotteristico attraverso la controllata AgustaWestland che è in grado di gestire la progettazione dell’intero ciclo del sistema elicottero e di procedere autonomamente alla definizione e all’integrazione dei sistemi avionici, dei sistemi computerizzati di controllo del volo e di gestione della missione;
  • Sistemi di difesa: Finmeccanica è attiva nella progettazione, sviluppo e produzione di sistemi missilistici, siluri, artiglieria navale e veicoli corazzati tramite le sue controllate WASS, Oto Melara e la joint venture MBDA (Bae System 37,5%, Airbus Group 37,5% e Finmeccanica 25%);
  • Elettronica per la difesa e la sicurezza: Finmeccanica opera in questo settore tramite le sue controllate DRS Technologies e Selex ES, in grado di rispondere alle diverse esigenze di difesa e di sicurezza richieste dai moderni scenari operativi;
  • Spazio: tramite Thales Alenia Space (67% Thales e 33% Finmeccanica) Finmeccanica è attiva nello sviluppo e produzione di sistemi satellitari per la navigazione, le telecomunicazioni, la meteorologia, il controllo ambientale, la difesa, le missioni scientifiche e l’osservazione della Terra, mentre Telespazio (67% Finmeccanica e 33% Thales), è tra i principali operatori nella gestione di satelliti e nei servizi satellitari di osservazione della Terra, navigazione, connettività integrata e a valore aggiunto;
  • Trasporti: Nei trasporti ferroviari Finmeccanica è attiva, attraverso Ansaldo STS (di cui detiene il 40%), nella progettazione, sviluppo e produzione di sistemi e servizi di segnalamento e supervisione del traffico ferroviario e metropolitano. AnsaldoBreda è specializzata nella costruzione di materiale rotabile tecnologicamente avanzato per le reti ferroviarie e metropolitane, mentre BredaMenarinibus è l'unico costruttore di autobus operante sul territorio italiano;
  • Altre Attività: Finmeccanica opera nel campo della progettazione e realizzazione di impianti industriali completi tramite Fata

Consiglio d'amministrazione[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanni De Gennaro: Presidente
  • Mauro Moretti: Amministratore Delegato e Direttore Generale
  • Guido Alpa: Consigliere (Indipendente)
  • Marina Elvira Calderone: Consigliere (Indipendente)
  • Paolo Cantarella: Consigliere (Indipendente) e Lead Indipendent Director
  • Marta Dassù: Consigliere (Indipendente)
  • Alessandro De Nicola: Consigliere (Indipendente)
  • Dario Frigerio: Consigliere (Indipendente)
  • Fabrizio Landi: Consigliere (Indipendente)
  • Silvia Merlo: Consigliere (Indipendente)
  • Marina Rubini: Consigliere (Indipendente)

Fonte: Finmeccanica, consiglio d'amministrazione[12]

Principali azionisti[modifica | modifica sorgente]

Dati aggiornati al 5 giugno 2014[13]

Partecipazioni azionarie[modifica | modifica sorgente]

Fonte: Bilancio consolidato gruppo Finmeccanica 2008

Bilancio 2007[modifica | modifica sorgente]

Il Gruppo Finmeccanica nel 2007 ha ottenuto ricavi per 13,429 miliardi di euro, un EBIT di 1,084 miliardi, un utile netto di 521 milioni. Il patrimonio netto ammonta a 5,432 miliardi, l' indebitamento finanziario netto a 1,158 miliardi. I dipendenti sono 60748, il portafoglio ordini è di 39,304 miliardi.

Solo Finmeccanica S.p.A. ha ottenuto 290 milioni di euro di ricavi (compresi i ricavi operativi netti), un EBIT di 110 milioni, un utile netto di 44,8 milioni. Il patrimonio netto ammonta a 5.83 milioni, l' indebitamento finanziario netto a 2.629 milioni. I dipendenti sono 290. Stando al Bilancio 2007 Finmeccanica partecipa direttamente e indirettamente 278 società.

Bilancio 2008[modifica | modifica sorgente]

Il Gruppo Finmeccanica nel 2008 ha ottenuto ricavi per 15,037 miliardi di cui:

  • 4,362 miliardi da Sistemi per l'elettronica della difesa e della sicurezza
  • 3,035 miliardi dal settore elicotteristico
  • 2,530 miliardi dal settore aeronautico
  • 1,759 miliardi dal settore dei trasporti
  • 1,333 miliardi dal settore energia (turbine a gas, turbine a vapore, generatori)
  • 1,116 miliardi da Sistemi per la difesa
  • 994 milioni dal settore Spazio
  • 425 milioni da altre attività (telefonia satellitare, società di servizi intragruppo, impianti per la lavorazione di piani in alluminio e acciaio, progettazione di ingegneria

nel settore della generazione elettrica)

Sono da sottrarre elisioni per 517 milioni.

EBIT di 1,210 miliardi, un utile netto di 621 milioni. Il patrimonio netto ammonta a 6,130 miliardi, l'indebitamento finanziario netto a 3,383 miliardi. I dipendenti sono 73.398, il portafoglio ordini è di 42,937 miliardi. Allo Stato e alla Regione ha versato 231 milioni di IRES e 129 milioni di IRAP.

Solo Finmeccanica S.p.A. ha ottenuto 84,33 milioni di euro di ricavi, un EBIT negativo di 77,51 milioni, 331,98 milioni di dividendi, un utile netto di 116,09 milioni. Il patrimonio netto ammonta a 6,59 milioni, l'indebitamento finanziario netto a 3.280 milioni. I dipendenti sono 300. Le partecipazioni ammontano a 9,41 miliardi di euro, per un totale di 328 società controllate e collegate.

Fonti:

Bilancio 2010[modifica | modifica sorgente]

Nel 2010 il gruppo Finmeccanica ha ottenuto ricavi per 18,69 miliardi di euro, di cui:

  • 7,13 miliardi dal settore Elettronica per la Difesa e per la Sicurezza
  • 3,64 miliardi dal settore Elicotteri
  • 2,80 miliardi dal settore Aeronautica
  • 1,96 miliardi dal settore Trasporti
  • 1,41 miliardi dal settore Energia
  • 1,21 miliardi dal settore Sistemi per la Difesa
  • 925 milioni dal settore Spazio
  • 243 milioni da altre attività

A tali dati sono da sottrarre elisioni per 648 milioni di euro.

Ebit di 1,23 miliardi di euro, utile netto pari a 557 milioni di euro, 7,09 miliardi di patrimonio netto, indebitamento finanziario netto di 3,13 miliardi, 75.197 dipendenti, 22,45 miliardi di ordini acquisiti, 48,66 miliardi il portafoglio ordini, che assicurano al gruppo una copertura equivalente di oltre due anni e mezzo di produzione. Ha investito nel settore Ricerca e Sviluppo 2,03 miliardi di euro.

Fonte: Bilancio 31.12.2010 Finmeccanica S.p.A.

Bilancio 2011[modifica | modifica sorgente]

Finmeccanica chiude il 2011 con ricavi per 17,318 miliardi:

  • 6,03 miliardi - Elettronica per la Difesa e Sicurezza
  • 3,91 miliardi - Elicotteri
  • 2,67 miliardi - Aeronautica
  • 1,87 miliardi - Trasporti
  • 1,22 miliardi - Sistemi di Difesa
  • 1,00 miliardi - Spazio
  • 981 milioni - Energia
  • 305 milioni - Altre Attività

A tali dati sono da sottrarre elisioni per 689 milioni di euro.

Ebit negativo per 2,386 miliardi, perdite per 2,30 miliardi, dovuta a fenomeni eccezionali (ammortamenti, extra-costi ed oneri non ricorrenti) per 3,2 miliardi (tra cui: svalutazione di progetti della controllata DRS, rischi derivanti da commesse di Alenia Aeronautica, riposizionamento di AnsaldoBreda)[16]. Patrimonio netto di 4,6 miliardi, indebitamento finanziario netto di 3,44 miliardi, ha acquisito 17,43 miliardi di ordini nel 2011 che portano a 46 miliardi il portafoglio ordini dell'azienda, equivalente a 2 anni e mezzo di produzione. Ha investito in ricerca e sviluppo 2,02 miliardi di euro. Ha 70.474 dipendenti.

Bilancio Finmeccanica S.p.A. al 31.12.11: finmeccanica.it

Bilancio 2012[modifica | modifica sorgente]

Finmeccanica chiude il 2012 con ricavi per 17,218 miliardi:

  • 5,75 miliardi da Elettronica per la Difesa e Sicurezza
  • 4,24 miliardi da Elicotteri
  • 2,97 miliardi da Aeronautica
  • 1,71 miliardi da Trasporti
  • 1,25 miliardi da Sistemi di Difesa
  • 1,05 miliardi da Spazio
  • 0,71 miliardi da Energia
  • 0,34 miliardi da Altre attività

A tali dati sono da sottrarre elisioni per 843 milioni.

EBITA positivo per 1.08 miliardi, Ebit negativo di 457 milioni di euro, perdita di 786 milioni di euro.

Il settore meno profittevole per Finmeccanica è quello legato alla Divisione Trasporti con un Ebita negativo di 67 milioni.

Ha acquisito ordini per 16.7 miliardi durante il 2012, per un portafoglio ordini pari a 44.90 miliardi, equivalenti a 2 anni e 6 mesi di produzione. Patrimonio netto di 3.7 miliardi, debiti per 13.90 miliardi, indebitamento finanziario netto di 3.37 miliardi, 1.92 miliardi investiti in ricerca e sviluppo. 67.408 dipendenti, di cui circa 39.770 in Italia.

Bilancio 2013[modifica | modifica sorgente]

Il Bilancio 2013 risente del deconsolidamento del Settore Energia. Nel 2013 Finmeccanica ha ottenuto 16.03 miliardi, di cui:

  • 4.89 miliardi da Elettronica per la Difesa e Sicurezza
  • 4.07 miliardi da Elicotteri
  • 3.34 miliardi da Aeronautica
  • 1.79 miliardi da Trasporti
  • 1.25 miliardi da Sistemi di difesa
  • 1.05 miliardi da Spazio
  • 0.33 miliardi da altro

Da sottrarre elisioni per 709 milioni. Ebit di 46 milioni, utili per 74 milioni di euro, grazie a 632 milioni derivanti dalle attività di Ansaldo Energia condotte fino alla data della cessione.

I settori in cui Finmeccanica non riporta performance positive a livello di Ebit sono stati Elettronica per la Difesa e Sicurezza (-220 milioni), Trasporti (-430 milioni) e le altre attività (-140 milioni). L'elicotteristica (+476 milioni) è il comparto più profittevole, seguito da Aeronautica (+151), Sistemi di Difesa (+122) e Spazio (+87).

Patrimonio netto di 3.67 miliardi, 63.835 dipendenti, ha acquisito ordini per 17.57 miliardi, ha un portafoglio ordini di 42.69 miliardi, equivalenti a 2 anni e 6 mesi di produzione.

Il Settore Trasporti è ritenuto essere il vero problema societario, che non solo ne ha risentito in termini di Ebit di gruppo, come detto sopra, ma anche perché Finmeccanica S.p.A. ha svalutato la partecipazione in AnsaldoBreda per un totale di 517 milioni di euro, chiudendo con una perdita di esercizio di 355 milioni di euro.

Fonte: Bilancio Finmeccanica al 31.12.13

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Bilancio 2013, Finmeccanica.
  2. ^ Request Rejected
  3. ^ Comunicato stampa della società (13 maggio 2008). URL consultato il 31 maggio 2008.
  4. ^ Caso Finmeccanica, arrestato dirigente - Indagato per corruzione l'ex ministro Scajola.
  5. ^ Decapitato il vertice di Finmeccanica.
  6. ^ Finmeccanica-CdA nomina Pansa
  7. ^ La Stampa - Finmeccanica, De Gennaro presidente
  8. ^ [http://genova.repubblica.it/cronaca/2013/12/23/news/ansaldo_energia_finmeccanica_cede_la_quota-74358066/ Ansaldo Energia, Finmeccanica la quota al Fondo strategico]
  9. ^ Finmeccanica annuncia il perfezionamento dell'accordo per la cessione di Ansaldo Energia
  10. ^ Finmeccanica Consiglio Amministrazione
  11. ^ Alenia Aermacchi-Vareseturismo
  12. ^ Consiglio di Amministrazione - finmeccanica
  13. ^ {{http://www.consob.it/main/documenti/assetti_proprietari/semestre1-2014/30154_Az.html?filedate=05/06/2014&sem=/documenti/assetti_proprietari/semestre1-2014/30154_Az.html&docid=0&link=Pie-chart+Capitale+ordinario%253D%252Fdocumenti%252Fassetti%252Fsemestre1-2014%252F30154_TOrdDich.html%253B+Pie-chart+Capitale+votante%253D%252Fdocumenti%252Fassetti%252Fsemestre1-2014%252F30154_TVotDich.html&nav=false}}
  14. ^ prima del 2007 era GA Immobiliare S.p.A, dove GA è l'acronimo di Galileo Avionica
  15. ^ partecipazione detenuta tramite Meccanica Holdings USA INC.
  16. ^ IlSole24Ore.com

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Massimo Pini, I giorni dell'IRI - Storie e misfatti da Beneduce a Prodi, Arnoldo Mondadori Editore, 2004. ISBN 88-04-52950-4

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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