Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci

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Coordinate: 45°27′45.96″N 9°10′15.22″E / 45.462767°N 9.170894°E45.462767; 9.170894

Museo nazionale della scienza e della tecnologia
"Leonardo da Vinci"
Facciata
Facciata
Tipo Scienza, tecnologia, ingegneria, aeronautica
Indirizzo Via San Vittore 21, Milano
Sito www.museoscienza.org

Il Museo nazionale della scienza e della tecnologia "Leonardo da Vinci" ha sede a Milano, nell'antico monastero di San Vittore al Corpo in via S. Vittore 21, nelle vicinanze del luogo ove Leonardo possedeva alcuni terreni coltivati a vigna, all'epoca appena fuori le mura cittadine. È anche non lontano dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie, ove si trova il celebre Cenacolo e dalla Basilica di Sant'Ambrogio. Il museo con i suoi 40.000 m² complessivi è oggi il più grande museo tecnico-scientifico in Italia e possiede la più grande collezione al mondo di modelli di macchine realizzati a partire da disegni di Leonardo da Vinci.[1]

Nel 2008 è stato visitato da 379.686 persone nonostante sia rimasto chiuso al pubblico dal 9 giugno al 16 settembre.[2]

Il museo appartiene alla "Fondazione museo nazionale della scienza e della tecnologia" che ne è anche l'ente gestore.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio dell'ex monastero di San Vittore distrutto dai bombardamenti del 1943.
L'edificio dell'ex monastero di San Vittore distrutto dai bombardamenti del 1943.
L'edificio dell'ex monastero di San Vittore ricostruito come Museo.
L'edificio dell'ex monastero di San Vittore ricostruito come Museo.

L'idea di creare a Milano un museo dedicato alla tecnica risale agli anni trenta del Novecento. All'attuazione, tuttavia, si giunse molto più tardi. Nel 1942 fu costituita la “Fondazione Museo Nazionale della Tecnica e dell’Industria”, promossa da Guido Ucelli di Nemi e Arnaldo Salamini.
Nel 1947 la Fondazione si trasformò in ente morale, e le fu assegnato l'edificio che attualmente ospita il museo: un convento di monaci Olivetani risalente al secolo XVI. Trasformato in ospedale militare in epoca napoleonica e poi in caserma, fu danneggiato dai bombardamenti aerei dell'agosto 1943. All'inizio degli anni cinquanta fu ristrutturato a museo su progetto di Piero Portaluppi. L'inaugurazione avvenne il 15 febbraio 1953 alla presenza dell'allora presidente del consiglio dei ministri Alcide De Gasperi. L'edificio corrispondente all'ex convento è denominato attualmente "monumentale"

Negli anni successivi le raccolte vennero progressivamente ampliate, con l'apertura di nuove sezioni. Nel 1964 venne realizzato il padiglione aeronavale, espressamente per ospitare gli oggetti tuttora più importanti contenuti: la nave scuola Ebe ed il Conte Biancamano. Nel 1969 fu inaugurato il padiglione ferroviario. Nel 1993 furono aperti i primi laboratori interattivi. Nel 1999 il museo venne trasformato in fondazione di diritto privato.
Ad iniziare dai primi anni del XXI secolo, l'ente museale si è riorganizzato in una veste più dinamica e flessibile, recuperando precedenti collezioni con l'aiuto di sponsor, ristrutturando sale e favorendo la presenza di eventi di interesse culturale quali convegni, concerti e mostre temporanee.

Collezioni[modifica | modifica wikitesto]

Il materiale, esposto su una superficie di 40.000 metri quadrati, è rappresentativo di tutto il prodotto dell'ingegno scientifico e tecnologico dell'uomo in ogni epoca. All'ingresso del museo, voluto dal fondatore, è posta la possente centrale termoelettrica Regina Margherita,inaugurata dalla regina d'Italia Margherita di Savoia utilizzata fino ai primi del Novecento per generare elettricità nelle telerie Gavazzi di Desio.
L'attrattiva centrale è l'esposizione permanente dedicata a Leonardo, cui è adibita un'intera galleria.

La galleria "Leonardo da Vinci"[modifica | modifica wikitesto]

Galleria Leonardo da Vinci

In questa lunga galleria sono esposti diversi modelli storici di macchine disegnate da Leonardo da Vinci nelle pagine dei famosi codici, spaziando da quelle civili, come la gru girevole o la macchina battipalo, a quelle militari, come la nave veloce speronatrice, dagli studi sull'architettura, con il modello della città ideale a quelli sul volo, con la famosa vite aerea.
È visibile anche un telaio automatico in legno, a grandezza naturale e perfettamente funzionante, realizzato a partire da studi sui codici leonardeschi.
Sulle pareti al di sopra dei modelli sono collocati pannelli riproducenti particolari di opere artistiche del genio fiorentino, mentre su quelle opposte ingrandimenti di pagine di codici con appunti relativi ai suoi molteplici studi in diversi campi del sapere quali l'anatomia, la fisica, la botanica, la matematica, la geologia e la cartografia.

Sale adiacenti alla Galleria Leonardo[modifica | modifica wikitesto]

Pendolo di Foucault

Da una serie di porte sulle pareti laterali della galleria si accede ad una serie di sale dedicate a specifiche discipline:

  • Orologeria, con la riproduzione della bottega dell'orologiaio trentino Antonio Bartolomeo Bertolla.
  • Telecomunicazioni,dal palo ottic-telegrafico alla televisione, con una sala dedicata alla radio e a Guglielmo Marconi.
  • Suono e acustica, include la ricostruzione della bottega di un liutaio del XVII secolo.
  • Strumenti musicali: collezione in gran parte donata dalla cantante Emma Vecla.
  • Astronomia: in questa sala è presente un modello dell'esperimento del Pendolo di Foucault.

Trasversale alla galleria Leonardo da Vinci è anche l'ampia sala delle colonne, sede di concerti musicali e conferenze.

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]
Organo Agati

Nella sala dedicata agli strumenti musicali, si trova un organo positivo, costruito nel 1826 dall'organaro pistoiese Giosuè Agati.[3]

Lo strumento è a trasmissione integralmente meccanica ed è racchiuso all'interno di una cassa lignea avente la forma di un parallelepipedo; essa è esternamente dipinta con riquadri ed è chiusa da due portelle. La mostra è composta da 21 canne in stagno disposte in cuspide unica con ali laterali, ed è affiancata da due canne finte dipinte.

La consolle è a finestra e presenta un'unica tastiera di 51 note con prima ottava scavezza e pedaliera a leggio scavezza di nove note, priva di registri propri e costantemente unita al manuale. Alla destra della pedaliera vi sono due pedali, uno per il Timpano e l'altro per la Terza mano. I registri sono azionati da pomelli lignei posti su unica fila alla destra della consolle, con nomi scritti a mano su cartellini.

Di seguito, la disposizione fonica:

Manuale
Principale
Ottava
XVa
XIXa
XXIIa
Cornetto
Voce umana
Flauto in VIII
Trombe basse
Trombe sop.ne

Le altre sezioni interne dell'edificio monumentale[modifica | modifica wikitesto]

Centrale termoelettrica Regina Margherita
  • Trasporti terrestri: carrozze, automobili, motocicli e biciclette.
  • Arti grafiche, produzione della carta e stampa.
  • Produzione dell'energia e sistema energetico: dai primi dispositivi ai moduli fotovoltaici passando per la rivoluzione industriale.
  • Metallurgia e lavorazione dei metalli, Sala Falck (con un laminatoio del 1867 proveniente dallo stabilimento di Vobarno).
  • Arte orafa, con la ricostruzione di una bottega orafa attiva in Milano fino a pochi decenni or sono.
  • Lavorazione dell'acciaio
  • Materiali polimerici (colle e sostanze adesive, gomma, materie plastiche).
  • Ciclo di vita dei prodotti.

Il padiglione aeronavale[modifica | modifica wikitesto]

Padiglione aeronavale: sezione aerea
Sottomarino Enrico Toti (S 506)

In questo capannone dall'architettura moderna è presentato il tema della navigazione, sia su mare che nei cieli, sia civile che militare. Sono infatti presenti cimeli di antiche navi da guerra e alcuni mezzi di assalto marittimi ed aerei impiegati nei due conflitti mondiali.
Nella collezione spiccano alcuni pezzi prestigiosi:

All'esterno del padiglione è esposto e visitabile internamente il sottomarino Enrico Toti (S 506). L'oggetto fu donato al museo dalla Marina Militare Italiana nel 2002, ma lungaggini burocratiche ne hanno ritardato per anni la collocazione al museo, finalmente avvenuta nell'agosto 2005. In questo periodo il sottomarino è stato conservato nel porto fluviale di Cremona.

Il padiglione ferroviario[modifica | modifica wikitesto]

Il padiglione ferroviario

Il padiglione ferroviario costituisce un'importante sezione del museo. Esso è realisticamente allestito come una vera stazione ferroviaria, completa dei rumori caratteristici, con binari, banchine e segnali ferroviari. All'interno del padiglione, sono conservati numerosi pezzi originali, molti dei quali provenienti dalla collezione del Museo delle Ferrovie dello Stato già nella Stazione Termini di Roma.

L'allestimento comprende locomotive a vapore, elettriche, tra cui la Locomotiva FS E.330, e Diesel nazionali e straniere.

La biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

Il museo possiede una ricca biblioteca di argomento scientifico e tecnico, comprendente un fondo moderno di circa 40.000 pezzi, un fondo antico di oltre 1700 volumi, una raccolta di oltre 1000 titoli su Leonardo da Vinci, oltre 700 testate periodiche, e alcuni fondi archivistici, tra cui quello di Enrico Forlanini. Ospita inoltre la biblioteca dell'editore Ugo Mursia, dedicata al mare in tutti i suoi aspetti, donata al Comune di Milano e collocata presso il museo, nel padiglione aeronavale.

Reperti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Nei chiostri ed in alcuni punti del piano seminterrato dell'edificio sono visibili resti del muro di cinta del mausoleo imperiale e tombe alla cappuccina risalenti alla tarda età imperiale romana, che testimoniano i fasti dell'epoca in cui Milano divenne capitale dell'impero romano. In particolare vi si trova la più antica epigrafe cristiana rinvenuta a Milano, datata 368, all'epoca di Valentiniano I.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un lungo periodo di restauri è stato riaperto l'Auditorium. Alcune sale del museo vengono dedicate ad esposizioni temporanee, conferenze e concerti.
Il museo ospita al suo interno laboratori e sezioni interattive per approfondire aspetti della scienza e della tecnologia tramite la metodologia dell'educazione informale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci, L'Istituzione. URL consultato il 13 giugno 2013.
  2. ^ Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci, Il Museo. URL consultato il 13 giugno 2013.
  3. ^ Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci, Organo. URL consultato il 13 giugno 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo nazionale della scienza e della tecnica "Leonardo da Vinci" (Milano) : 5 anni del Museo 1953-1958, Milano, Stabilimento Arti Grafiche, 1958.
  • Le gallerie di Leonardo da Vinci nel Museo nazionale della scienza e della tecnica, Milano, Milano, Tipografia Igiesse, 1963, BNI 633903.
  • Orazio Curti, Navi ed aerei al Museo della Scienza e della Tecnica, Milano, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica, 1973.
  • Orazio Curti (a cura di), Museoscienza: tutto il Museo nazionale della scienza e della tecnica Leonardo da Vinci, Milano, Associazione Amici del Museo nazionale della scienza e della tecnica Leonardo da Vinci, 1978, BNI 797652.
  • Orazio Curti, Il museo nazionale della scienza e della tecnica Leonardo da Vinci, Milano, Milano, F. Garolla, 1984.
  • Domenico Lini e Salvatore Sutera (a cura di), Museo nazionale della scienza e della tecnologia "Leonardo da Vinci", Milano, Skira, 2000.
  • Il museo: scienza è cultura, Milano, Fondazione Museo nazionale della scienza e della tecnologia, 2007, ISBN 978-88-89432-18-1.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]