Olivetti Programma 101
| Programma 101 | |
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Vista frontale della Programma 101, in mostra al The National Museum of Computing a Bletchley Park |
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| Classe di computer | personal computer |
| Paese d'origine | Italia |
| Produttore | Olivetti |
| Presentazione | Ottobre 1965[1] |
| Inizio commercializzazione | 1966 |
| Esemplari prodotti | 44.000 |
| Esemplari venduti | 44.000 |
| Prezzo di lancio | 3.200 USD |
| CPU | non presente |
| FPU | non presente |
| MMU | non presente |
| Bus | non presente |
| ROM | non presente |
| RAM di serie | 1.920 bit |
| RAM massima | 1.920 bit |
| Slot RAM | non presente |
| Tastiera incorporata | sì (numerica) |
| Display incorporato | stampante a 30 colonne su carta di 9 cm |
| Scheda video | non presente |
| Schermo | non presente |
| Periferiche di serie | lettore/registratore di card magnetiche 240x70 mm |
| Consumo | 350 W |
| Peso | 35,5 kg |
| Dimensioni (A x L x P) | 19 x 48 x 61 cm |
| Sito Web | http://www.olivetti.it |
L'Olivetti Programma 101 o P101 è un calcolatore da scrivania, con stampante integrata, sviluppato dalla ditta italiana Olivetti negli anni tra il 1962 e il 1964. Progettata da Pier Giorgio Perotto insieme con Giovanni De Sandre e Gastone Garziera, la P101, con la sua innovativa concezione e il design avveniristico per l'epoca, può essere considerato il primo personal computer.
Indice |
Successo commerciale [modifica]
La novità della sua concezione è spiegata così dal suo progettista Pier Giorgio Perotto:
| « Nel 1965 non esisteva l'idea stessa di strumento di elaborazione "personale", con programma, supporto magnetico per l'ingresso e l'uscita dei dati e delle istruzioni, totalmente autosufficiente, da mettere sulla scrivania di un qualsiasi impiegato di un ufficio. Potevamo pensare che la macchina avrebbe potuto più facilmente essere accolta negli ambienti tecnico-scientifici, ma anche lì c'era il timore che questi fossero abituati ad usare strumenti di elaborazione più potenti, anche se più scomodi e meno accessibili. Questi ambienti avrebbero rappresentato comunque un mercato abbastanza limitato. » |
| (Pier Giorgio Perotto, 1995, cit.) |
| « Si può dire che più che venduta veniva risucchiata dal mercato; e questo per il personale di vendita, abituato a sudare sette camicie per vendere un prodotto tradizionale, risultò un fatto assolutamente imprevisto e piacevole. » |
| (Pier Giorgio Perotto, 1995, cit.) |
Presentata alla fiera di New York del 1965, riscosse un notevole interesse ed ebbe un buon successo di vendita grazie anche al suo costo relativamente limitato (3.200 dollari, contro i 25.000 di un PDP-8) e alla sua programmabilità senza l'intervento dei tecnici: in pochi anni ne furono venduti 44.000 esemplari in tutto il mondo, il 90% dei quali negli Stati Uniti. Le caratteristiche potenzialmente rivoluzionarie della macchina non furono, però, adeguatamente percepite dai vertici aziendali Olivetti, orientati ancora alla promozione della propria tecnologia meccanica.
Il brevetto sulle soluzioni tecniche adottate dal P101 fu violato dalla società statunitense Hewlett-Packard con la sua HP9100; ammettendo il fatto, l'HP accettò, nel 1967, di versare 900.000 dollari di royalties alla Olivetti[2].
Dei circa 44.000 modelli venduti ne esistono soltanto 8 ancora funzionanti[3].
Descrizione [modifica]
La denominazione di primo Personal Computer non va ovviamente intesa secondo l'accezione odierna, ma con il significato di macchina da calcolo per uso personale, che possiede un set di istruzioni interne ben definito, che lo classificano come computer, anche se la memoria per i dati temporanei e le costanti è molto limitata e l'informazione minima gestibile non è un valore binario ma un numero a 11 digit.
Progettata dall'Ing. Pier Giorgio Perotto alla Olivetti di Ivrea, la Programma 101 era in grado di fare le 4 operazioni oltre alla radice quadrata.
La memoria era organizzata in 10 registri, 3 dei quali di calcolo, 2 di memoria ed altri 3 di memoria dati e/o memoria di programma (ripartibili a seconda dell'esigenza). Gli ultimi due erano riservati alla memorizzazione del programma.
La stampa avveniva su un nastro di carta e i programmi potevano essere registrati su schede delle dimensioni approssimative di 10 cm × 20 cm che recavano due piste magnetiche. Le bande magnetiche erano leggibili una alla volta, inserendo la scheda prima in un senso, poi nell'altro.
La memoria di lavoro era costituita da una linea di ritardo magnetostrittiva e l'elettronica era realizzata a componenti discreti (transistor e diodi montati su schede in resina fenolica): i microprocessori non esistevano e i circuiti integrati erano ancora ai primordi.
Lavorava con la precisione di 22 cifre a virgola fissa e 15 cifre decimali. La programmazione era analoga a quella con Assembler, ma più semplice: consentiva fondamentalmente lo scambio fra registri di memoria e registri di calcolo e le operazioni nei registri.
Per fare un esempio, il programma per calcolare i logaritmi occupava entrambe le facce di una scheda magnetica.
Caratteristiche [modifica]
- Dimensione: 48x61x19 cm
- Peso: 35.5 kg
- Consumo: 350 W
- Display: stampante a 30 colonne su carta di 9 cm
- Precisione: 22 digit e fino a 15 decimali
- Operazioni: somma, sottrazione, moltiplicazione, divisione e radice quadra
- Memoria: circa 240 byte in tecnologia magnetostrittiva
- Archivio: lettore di card magnetiche
Design [modifica]
Il progetto della carrozzeria, in un primo tempo affidato a Marco Zanuso, fu riaffidato a Mario Bellini, all'epoca giovane architetto. Il risultato fu talmente ergonomico e innovativo per i tempi, che valse all'azienda l'Industrial Design Award. Alcuni esemplari di P101 sono infatti esposti in musei come esempi di design innovativo[4].
Pier Giorgio Perotto e Giovanni De Sandre avevano brevettato la Programma 101 ma cedettero i diritti alla Olivetti per la somma simbolica di un dollaro. Perotto stesso affermò che "mai un dollaro fu speso meglio da un'azienda".
Note [modifica]
- ^ La Programma 101, il primo personal computer al mondo. URL consultato in data 10 marzo 2013.
- ^ Adriano Olivetti e Piergiorgio Perotto. La continuità in 7 passi. URL consultato in data 31 agosto 2009.
- ^ Quando Olivetti Inventò il PC, History Channel, 26 giugno 2011.
- ^ Powerhouse Museum Collection. URL consultato in data 18 dicembre 2008.
Bibliografia [modifica]
- Pier Giorgio Perotto, Programma 101. L'invenzione del personal computer: una storia appassionante mai raccontata, Milano, Sperling & Kupfer, 1995.
- Marco Pivato, Il miracolo scippato. Le quattro occasioni sprecate della scienza italiana negli anni Sessanta, Milano, Donzelli, 2011.
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Olivetti Programma 101
Collegamenti esterni [modifica]
- Cinegiornale CIAC 1966 - Presentazione della Programma 101
- Pier Giorgio Perotto, Programma 101. L'invenzione del personal computer: una storia appassionante mai raccontata
- (EN) Il brevetto della Programma 101 sul sito dell'Ufficio brevetti USA
- (EN) Francesco Bonomi, Introduzione alla Olivetti Programma 101
- 101project Sito dedicato alla storia della Programma 101. In particolare, contiene brani del film Quando Olivetti inventò il PC realizzato da History Channel.
- (EN) C. Gordon Bell; Allen Newell, Chapter 19: The OLIVETTI Programma 101 desk calculator in Computer Structures: Readings and Examples, McGraw-Hill [1971], pp. 237-242. ISBN 0-07-004357-4 URL consultato nel aprile 2010.
- Olivetti, Programma 101 General Reference Manual, presso Old Calculator Museum, (accesso del 4-3-2010)