Olivetti Elea

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La console di comando dell'Olivetti Elea 9003, secondo il progetto di Ettore Sottsass, premiato con il Compasso d'Oro nel 1959.
Mario Tchou (1924 - 1961)

L'Elea è stato un calcolatore mainframe sviluppato dall'Olivetti nella seconda metà degli anni cinquanta, la cui terza generazione, denominata 9003, era interamente realizzata con transistor ad altissime prestazioni. Fu concepito, progettato e sviluppato da un piccolo gruppo di giovani ricercatori guidati da Mario Tchou.

Fu commercializzato alcuni mesi dopo l'uscita del concorrente 2002 della Siemens, che utilizzava però ancora alcune valvole, e vari mesi prima del lancio del 7090, il primo computer IBM interamente a transistor.

L'acronimo ELEA stava per ELaboratore Elettronico Aritmetico (successivamente modificato in Automatico per ragioni di marketing) e fu scelto con riferimento alla polis di Elea, colonia della Magna Grecia, sede della scuola eleatica di filosofia[1].

Generazioni[modifica | modifica wikitesto]

Elea 9000[modifica | modifica wikitesto]

L'Elea 9000 fu il calcolatore Olivetti di maggiori proporzioni e potenza. Conobbe quattro generazioni: 9001, 9002, 9003 e 9004. delle quali solo la terza venne effettivamente messa in commercio.

Elea 9001[modifica | modifica wikitesto]

Identificata anche come Macchina Zero, fu un prototipo a valvole termoioniche con montaggio a fili liberi con una parte a transistor al germanio dedicata alla gestione dei nastri. Il sistema fu completato nella primavera 1957 e fu utilizzato a Ivrea, dove per 6 anni controllò i magazzini di produzione Olivetti. La macchina era un prototipo, il cui affinamento avvenne durante un anno e mezzo di effettivo esercizio.

Elea 9002[modifica | modifica wikitesto]

La Macchina 1V, fu anch'esso un prototipo a valvole con montaggio su circuiti stampati e progetto ottimizzato. Molto più veloce del precedente, utilizzava transistor al silicio per la gestione delle unità a nastro. La macchina non fu commercializzata, ma fu utilizzata come test per i transistor, che si dimostrarono più affidabili e economici delle valvole.

Elea 9003[modifica | modifica wikitesto]

Dettaglio della tastiera di Elea 9003
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Olivetti Elea 9003.

Nell'ottobre 1957, venne progettato il modello 9003 (Macchina 1T) con la caratteristica di essere interamente a transistor, con tecnologia Diode-transistor logic. Fu il primo computer commerciale totalmente a transistor del mondo. Dal punto di vista logico, la macchina era dotata di capacità di multitasking, potendo gestire tre programmi contemporaneamente[2]. Nell'Elea 9003, l'informazione minima, cioè il carattere, era di 6 bit più un bit di parità. Il set grafico era pertanto di 64 configurazioni (26), che comprendevano segni, numeri e lettere maiuscole (attualmente si usano 8 bit, cioè il byte).

Elea 9004[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 1961, in un incontro tra Mario Tchou e Mauro Picone si stabilisce di realizzare in collaborazione un nuovo calcolatore scientifico per l'INAC su cui si sarebbe basata la nuova serie Elea-9004. Le caratteristiche più innovative erano la memoria a stack, che la rendeva particolarmente adatta ad una programmazione in linguaggio ALGOL, e la microprogrammazione. Come linguaggi di programmazione preferenziali erano appunto previsti il Palgo, derivato dell'ALGOL, e un assembler di nome PSICO. Il progetto viene subito avviato ma, pochi mesi dopo, Tchou muore mentre si reca ad Ivrea per discuterne con la direzione aziendale [3]. A questo punto il progetto si arena, per concludersi definitivamente nel 1964, dopo la cessione alla General Electric della divisione elettronica dell'Olivetti. Della macchina verrà realizzato un solo esemplare semi-prototipale, l'Elea 9104, detto CINAC (Calcolatrice dell'INAC). Questo è attualmente custodito presso il Museo degli strumenti per il calcolo di Pisa[4]. La maggiore carenza della macchina, peraltro molto valida, era dovuta alla mancanza di propri compilatori in quanto lo sviluppo di Palgo e Psico non fu mai completato.

Elea 6000 e 4000[modifica | modifica wikitesto]

Con versioni ridotte per potenza, dimensioni e prezzo fu realizzata la famiglia degli Elea 6000, inizialmente progettati come computer scientifici (4 bit), che implementavano la tecnica della microprogrammazione, particolarmente utile nell'uso scientifico e tecnico, e che conobbero una notevole diffusione in università e centri di ricerca[5]. Successivamente, ne fu derivata anche una versione per applicazioni aziendali e commerciali (4+4 bit), con memoria a microprogramma, di cui furono prodotti circa 170 esemplari. Anni dopo fu prodotta la serie Elea 4000, di grande successo mondiale, con oltre 40.000 esemplari a nome General Electric (GE 105, GE-115, GE-125, GE-130), usati anche in alcuni film di fantascienza prodotti a Hollywood.

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Le morti ravvicinate dell'ingegner Olivetti (1960) e di Mario Tchou (1961) posero un freno al lavoro del laboratorio, che in seguito fu venduto alla General Electric. Questo segnò la fine dei calcolatori Elea.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Franco Filippazzi, «Gli elaboratori elettronici Olivetti negli anni 1950-1960», Università di Udine - 21 maggio 2008, pp. 4-5 (dallo Scribd repository)
  2. ^ Franco Filippazzi, «Gli elaboratori elettronici Olivetti negli anni 1950-1960», Università di Udine - 21 maggio 2008, p. 4 (dallo Scribd repository)
  3. ^ A 50-anni dalla scomparsa di Mario Tchou
  4. ^ La CINAC al museo di Pisa
  5. ^ Franco Filippazzi, «Gli elaboratori elettronici Olivetti negli anni 1950-1960», Università di Udine - 21 maggio 2008, p. 6 (dallo Scribd repository)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lorenzo Soria, Informatica: un’occasione perduta. La Divisione elettronica dell’Olivetti nei primi anni del centro-sinistra, Torino, Einaudi, 1979. ISBN 88-06-19596-4

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]